Politiche europee

Accade in Europa - Agosto 2017

A Bruxelles si stanno terminando le operazioni di chiusura della programmazione 2007-2013 e dalle analisi emerse da un rapporto ancora riservato realizzato dalla Commissione europea per il Parlamento UE, citato dall’Ansa il 26 luglio, emerge che l’Italia ha perso oltre 172 milioni di euro per  il periodo 2007-2013. Si tratta di fondi europei “disimpegnati”, quindi non più utilizzabili per il programma a cui erano stati assegnati né per qualsiasi altra finalità. La maggior parte di essi riguarda la regione Sicilia, che in totale perde oltre 124 milioni di euro. La fetta più grande di fondi europei persi proviene dal Programma operativo regionale (POR) Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) della Regione che ha l’obiettivo di innalzare e stabilizzare il tasso di crescita dell’economia regionale. Poco meno di 117 milioni di euro dei circa 3,3 miliardi disponibili torneranno quindi all’Unione europea. Sempre in Sicilia, ma nell’ambito del POR FSE (Fondo sociale europeo), sono stati “disimpegnati” altri 7,5 milioni di euro su un totale di poco più di 1 miliardo. Critica è anche la situazione relativa al POR FSE Calabria con i pagamenti per il momento fermi al 67% del totale. Si tratta di un problema che ha caratterizzato quasi esclusivamente il sud Italia visto che sembra essere uno solo il POR del nord ad aver perso fondi, ed è quello del FSE della Provincia autonoma di Bolzano che ha visto disimpegnati fondi per 9,4 milioni di euro dei circa 60 totali.

La situazione è difficile anche per quanto riguarda la nuova programmazione 2014-2020: dopo 3 anni e mezzo dall’inizio del programmazione, e a fronte di una dotazione totale di 72 miliardi (con finanziamento Ue di 42 miliardi), la Commissione ha rimborsato pagamenti per appena 3,9 miliardi, con una percentuale pagamenti/impegni ferma al 16,21%, ben al di sotto della media Ue del 23,72. Peggio dell’Italia stanno facendo solo Cipro e Malta. Non appena verrà reso pubblico il documento ufficiale il tema verrà approfondito in modo più specifico.

Per favorire un più agevole accesso ai finanziamenti europei il Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio sul proprio sito OpenCoesione ha aperto una sezione di contenuti relativi al ciclo di programmazione 2014-2020 con un nuovo servizio che rende disponibile l’elenco delle singole opportunità di finanziamento offerte ai potenziali beneficiari dai Piani e dai Programmi Operativi cofinanziati dai Fondi SIELe politiche per la coesione relative al ciclo di programmazione 2014-2020 sono finanziate dai fondi europei ai quali è associato un co-finanziamento nazionale: la fonte di risorse comunitarie più rilevante è rappresentata dai Fondi Strutturali e di Investimento Europeo (SIE).. L’elenco viene aggiornato quotidianamente e negli ultimi giorni sono state inserite una trentina di nuove opportunità per una dotazione finanziaria di circa 150 milioni di euro.
Come segnalato dalle news del sito, dal punto di vista finanziario l’iniziativa che mette a disposizione più risorse è quella promossa dal POR Fesr-FSE Calabria per dote lavoro e inclusione attiva, per un importo complessivo di 66 milioni di euro, rivolta ad operatori accreditati per i servizi al lavoro e destinata alle fasce più deboli.

La Commissione Ue ha pubblicato il rapporto sull’implementazione del Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead) nel 2015. Il Fondo sostiene gli interventi promossi dagli Stati membri per fornire assistenza materiale agli indigenti insieme a misure d’integrazione sociale volte a promuovere l’uscita dalla povertà e un progressivo reinserimento nella società. Le risorse stanziate per il periodo 2014-2020 ammontano a oltre 3,8 miliardi di euro, cui si aggiungono i cofinanziamenti nazionali pari ad almeno il 15%.  Nel 2015 sono stati impegnati 419,3 milioni di euro per operazioni del Fead in 21 Stati membri, una quota maggiore rispetto all’anno precedente (333,5 milioni di euro) grazie ai progressi registrati nell’implementazione dei programmi. Grazie al Fead nel 2015 sono state distribuite 408.770 tonnellate di cibo, con l’Italia che in questo caso ha registrato la quota più alta in tutta la UE (21,4% del totale). Il rapporto evidenzia che in Europa in totale sono oltre 14 milioni le persone che hanno ricevuto assistenza alimentare dal Fead, di cui il 47,2% donne, il 30% giovani fino a 15 anni e il 10% persone over 65. Tra le persone che hanno beneficiato del Fondo il 5,5% è disabile, il 14% proviene da altri Paesi (migranti, rifugiati e minoranze) e l’8,5% è senza tetto. In Italia il numero di persone assistite è stato di 2.809.131, dei quali ben 856.879 minori di 15 anni. Circa 50.000 dei beneficiari sono stati persone con disabilità e solo circa 112.000 homeless. La categoria più ampia è quella degli stranieri con oltre 1.350.000 beneficiari.

Il Fondo, inoltre, ha contribuito a ridurre gli scarti alimentari, accrescendo le capacità degli enti coinvolti e la fiducia di potenziali donatori.

Link a rapporto e Allegato statistico.

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