Politiche europee

Accade in Europa - Gennaio 2017

Il 13 dicembre 2016 per la prima volta nella storia dell’Unione il presidente del Parlamento europeo (che era ancora Schulz), il presidente del Consiglio dell’Unione Fico e il presidente della Commissione europea Juncker hanno firmato una dichiarazione comune che indica gli obiettivi e le priorità della Ue per il 2017. Tra le sei priorità individuate tre hanno un forte rilievo in tema di politiche sociali: 1.il rilancio dell’occupazione, 2. l’affermazione della dimensione sociale dell’Unione europea in particolare in tema di occupazione giovanile, migliore coordinamento nella sicurezza sociale, a cui si aggiunge la creazione del corpo europeo di solidarietà, 3. la riforma e lo sviluppo della politica migratoria in uno spirito di responsabilità e solidarietà attraverso la riforma del sistema europeo di asilo, il pacchetto sulla migrazione legale e il piano per gli investimenti esterni volto ad affrontare le cause della migrazione potenziando gli investimenti e la creazione di posti di lavoro nei paesi terzi. Non è certo la prima volta che le istituzioni europee dichiarano di voler promuovere una Europa più sociale ed inclusiva, non arrivando tuttavia spesso a mettere in campo azioni incisive, non solo per le scarse competenze che il livello europeo può esercitare in tale ambito, ma spesso per la difficoltà nel trovare accordi tra le forze politiche e le priorità nazionali di ciascun paese. La volontà espressa dal Presidente Juncker nel suo discorso di insediamento di voler implementare una Europa a TRIPLA AAA non solo a livello economico ma anche sociale è rimasta finora largamente disattesa.

 

Un passo decisivo in tale direzione si auspica possa venire dall’approvazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Per promuovere tale iniziativa la Commissione Europea ha organizzato il 23 gennaio 2017 una conferenza ad alto livello a Bruxelles tra rappresentati delle istituzioni nazionali ed europee, delle parti sociali e della società civile, fra i quali oltre 20 ministri nazionali e vari membri del collegio dei commissari per discutere i risultati della consultazione pubblica sulla bozza preliminare del documento. Obiettivo dell’iniziativa, annunciata nel settembre 2015 dal Presidente Juncker, è quello di individuare le modalità per assicurare equità e giustizia sociale in Europa. Il 19 gennaio il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sul tema del pilastro focalizzando in particolare l’attenzione sulla necessità di aggiornare gli attuali standard sociali e di adeguare e rendere maggiormente sostenibili i sistemi di protezione sociale. Il pilastro stabilirà una serie di principi essenziali per sostenere il buon funzionamento e l’equità dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale. Il pilastro è stato concepito come quadro di riferimento per vagliare la situazione occupazionale e sociale degli Stati membri partecipanti e indirizzare le riforme a livello nazionale; più in particolare esso fungerà da bussola per orientare il rinnovato processo di convergenza in Europa. Il Pilastro dedica una intera sezione alla necessità di implementare in tutti i paesi un reddito minimo in grado di assicurare a tutti coloro che non dispongono di risorse sufficienti un reddito sufficiente a garantire una condizione di vita accettabile a fronte di una disponibilità a partecipare a programmi di attivazione e a progetti volti ad un rapido reinserimento nel mercato del lavoro. Si tratta, come per tutte le iniziative europee in materia di welfare, di uno strumento di soft coordination, non avendo la UE competenza primaria in ambito di politiche sociali. Non è infatti prevista, come invece avviene in materie di specifica competenza della UE, alcuna penalizzazione in caso di non adempimento o di mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati in sede programmatoria.

 

Il 17 gennaio 2017 Antonio Tajani è stato eletto Presidente del Parlamento Europeo. Avendo ricoperto negli anni incarichi quali vicepresidente della Commissione europea con delega ai trasporti e con delega all’industria e all’imprenditoria sembra avere scarsa conoscenza relativamente ai temi dell’inclusione sociale in Europa; tuttavia negli ultimi mesi ha guardato con molto interesse allo sviluppo di strumenti quali il microcredito capace di garantire crescita e allo stesso tempo sostegno allo sviluppo di occupazione e microimpresa promossa in particolare dai giovani dalle donne e dalla popolazione immigrata.

The consultation on the European Pillar of Social Rights

La Commissione sta elaborando una proposta legislativa per la prima metà del 2017, finalizzata a dotare il Corpo europeo di solidarietà di una base giuridica specifica. A inizio febbraio è stata avviata una consultazione pubblica per contribuire a consolidare l’iniziativa, alimentando i lavori della Commissione su tale proposta legislativa. Il Corpo europeo di solidarietà è stato istituito dalla Commissione il 7 dicembre 2016 e consente ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni di partecipare a un’ampia gamma di attività solidali che affrontano situazioni di difficoltà in tutta l’UE. Ciò darà loro la possibilità di acquisire una preziosa esperienza e competenze importanti all’inizio della loro vita lavorativa e consentirà inoltre di promuovere e rafforzare il valore della solidarietà, che è uno dei valori fondamentali dell’Unione europea.

Infine 22 Stati membri dell’Unione Europea e oltre 40 organizzazioni si sono riunite a Madrid il 20 e 21 gennaio 2017, per promuovere Joint Action Advantage, un’iniziativa per la prevenzione e la cura delle disabilità nella popolazione anziana. L’Agenzia regionale sanitaria marchigiana capofila per le azioni di comunicazione e disseminazione dei risultati insieme ad altri centri italiani.