Altre politiche

La gestione del privato sociale può salvare l’ERP?

In clima di generale disinvestimento sulla casa pubblica, di crescente disagio abitativo e di numeri inaccettabilmente elevati di alloggi pubblici sfitti, il caso delle Quattro Corti a Milano Stadera è degno di nota: una porzione di patrimonio edilizio pubblico inutilizzabile viene restituita all’uso con risorse economiche e gestionali provenienti dal privato sociale, il quale lo affitta a canoni accessibili mentre la proprietà rimane pubblica e se ne evita la svendita. A distanza di 20 anni, vale la pena discutere di questo caso pionieristico e del perché non sia mai stato replicato. Leggi >

Un focus sulla violenza di genere: capire per intervenire

Secondo le ultime rilevazioni Istat (2014) sono complessivamente 2 milioni 435 mila le donne che hanno subito almeno una forma di violenza negli ultimi cinque anni. Nonostante il numero elevato di episodi, le denunce e la ricerca di aiuto sono tuttora poco diffuse (solo il 12,2% dei casi). Questo non è un paradosso e ha in realtà più di una spiegazione, come pure ha più di una soluzione. Prendendo l’avvio da tutto ciò, anche al fine di veicolare una migliore informazione sulla violenza di genere, in questo articolo si cercherà di illustrare il punto di vista di chi ne è oggetto e si cercherà inoltre di avvalorare l’idea positiva che sulle situazioni disfunzionali è invece possibile intervenire, anche felicemente. Qui ci si focalizzerà sul contributo offerto dai Centri antiviolenza, con l’auspicio che la diffusione dell’informazione sui servizi esistenti aumenti anche il numero delle richieste di aiuto o quantomeno la conoscenza dell’esistenza dei Centri di supporto (nota solo al 12,8% delle vittime secondo l’Istat, 2014). Leggi >

Violenza ostetrica: di cosa si tratta e perché riflettervi

La violenza ostetrica è una pratica considerata lesiva del diritto ad una assistenza sanitaria rispettosa e dignitosa. Sul tema si è pronunciato anche il WHO World Health Organization, indicando una serie di misure concrete per porvi fine. Questo fenomeno impatta infatti sulla qualità della vita delle donne ed è diffuso e discusso soprattutto in America Latina, tuttavia recenti studi ne mostrano l’esistenza anche in paesi ad alto reddito. Qual è la situazione in Italia? Riflettere sui livelli di sensibilizzazione e di attivazione per ri-orientare i protocolli attuali e cambiare in meglio può apportare benefici diffusi. Leggi >

Medicina di genere per cure eque e appropriate

La medicina di genere è una disciplina recente che prende in considerazione tutti i fattori biologicamente differenzianti le donne e gli uomini e cerca di ovviare a una tradizione che sottostima la presenza femminile negli studi clinici e nelle sperimentazioni farmacologiche. Sulla definizione di protocolli ad hoc molto lavoro è ancora da svolgere, ma così si potrebbero produrre effetti concreti nelle diagnosi e nei percorsi riabilitativi, come ad esempio in caso di autismo. Leggi >

A cosa servono le piattaforme sociali?

Le piattaforme digitali possono aiutare a far crescere il welfare sociale? E come? Due ricerche recenti offrono delle prime risposte. La prima è quella curata da Ivana Pais e Flaviano Zandonai presso TRAILab intitolata “Welfare in piattaforma” e promossa da Fondazione Cariplo. La seconda è quella coordinata da chi scrive nell’ambito del progetto “#WelCo-Puglia” e promossa da Regione Puglia nell’ambito di PugliaSocialeIN. La ricerca di Pais e Zandonai ha considerato cinque piattaforme di welfare, che per alcuni tratti continuano ad adottare il modello di servizio tradizionale, ma per altri possono essere considerate nuove interpretazioni del modello online prevalente. Gli autori introducono il termine “quasi-piattaforma”, non per indicare il mancato raggiungimento di un modello ideale, ma per marcare le differenze del sociale rispetto alle grandi piattaforme del mercato. La ricerca in Puglia ha considerato nove piattaforme, di quella regione e di altre realtà, anche a livello nazionale. Dai risultati dei due progetti emergono un insieme di elementi in parte convergenti che è utile richiamare, anche in vista della crescita digitale che attraverserà, senza ombra di dubbio, anche il welfare sociale. Cosa che già sta succedendo oggi, pur lentamente. Leggi >

Fuel Poverty. La povertà energetica

La “fuel poverty” è un argomento rispetto al quale, da tempo, viene svolta attività di ricerca, anche da parte di istituzione nazionali quali la Banca d’Italia, focalizzati alla descrizione del fenomeno e alle modalità per la misurazione della fuel poverty o, in altre parole, dell’incidenza della povertà energetica in Italia. Leggi >

L’Agricoltura Sociale nelle Marche: risultati raggiunti e nuove strade

L’agricoltura sociale è un tema di crescente interesse, posto al centro di diverse agende di policy a livello europeo, nazionale e regionale. Un’area di potenziale innovazione sulla quale confluiscono mondi e linguaggi diversi: da una parte la multifunzionalità dell’azienda agricola con l’obiettivo di potenziare il suo reddito e permettere la sua sostenibilità, dall’altra la necessità di ricercare risposte nuove a bisogni sociali sempre più marcati, in una società caratterizzata da crescente povertà e disuguaglianze. Esigenze entrambe chiare, forti e legittime che pongono a confronto due aree di policy e realtà organizzative strutturalmente diverse ma accomunate da elementi di debolezza e povertà. Leggi >

Contro la disuguaglianza salariale di genere: strategie per realizzare la parità retributiva

L’obiettivo 8 dell’Agenda 2030 SDG Sustainable Development Goals propone “pari retribuzioni per un lavoro di pari valore”, ma l’ineguaglianza salariale è un fenomeno ancora permanente, soprattutto in ottica di genere. Con una serie di interventi compositi e multi-livello è però possibile intervenire positivamente sul problema, come mostrano i trend e i primi risultati raggiunti sul tema. Leggi >

Simulatori d’impresa negli istituti di pena: strumenti per l’inclusione sociale

Per far sì che la detenzione negli istituti carcerari divenga un momento di acquisizione di nuove competenze utili a fine pena per una vita dignitosa e produttiva, in Italia diverse associazioni e cooperative sociali stanno sviluppando laboratori e simulatori di impresa che mettono all’opera i soggetti posti in reclusione, con effetti positivi nel contenimento delle recidive. Anche i consumatori finali rivestono una parte importante all’interno di questi percorsi virtuosi e possono intervenire fattivamente affinché abbiano successo, vediamo qui in quale modo. Leggi >

Lo sfratto: numeri, processi e attori

Da tempo le cronache nazionali pongono attenzione al tema degli sfratti esaltandone i caratteri emergenziali. Questo contributo si propone di fare chiarezza sulla natura di questo fenomeno e sulla sua diffusione sul territorio nazionale, considerando la complessità, gli attori coinvolti e i diversi livelli di policy chiamati ad agire congiuntamente per prevenire o rispondere alla perdita dell’abitazione. Leggi >

Se la casa diventa un servizio. Criticità e paradossi

La retorica sull’abitazione come servizio si è andata rapidamente diffondendo: in corrispondenza di un dibattito critico sull’utilizzo del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, di un forte accento sui caratteri leggeri, temporalmente definiti, mutevoli e mobili dell’accesso e dell’uso che si fa di un’abitazione. Uno sguardo ravvicinato alle pratiche consente di evidenziare contraddizioni e inerzie che invitano a considerare in modo accorto le diverse implicazioni che tale definizione può avere a seconda dei contesti e dei soggetti interessati. Leggi >

Non autosufficienza, mutualità e soluzioni assicurative: una sfida culturale

Il fenomeno della non autosufficienza cresce e crescerà, con conseguenze importanti sullo stesso modo di intendere la nostra società. Pur essendo parte della storia delle nostre famiglie e delle nostre storie, l’umana natura tende a renderci più interessati di argomenti meno “nostri” e invasivi. E così il tema è spesso appannaggio di specialisti e di piccole coorti di operatori.
La storia ci insegna che sebbene lo Stato, le Regioni e qualche altra realtà caritatevole possano aiutarci – in parte – nel momento del bisogno, a voler essere razionali e realisti, sta innanzitutto a noi di aiutarci e trovare le soluzioni utili in tal senso. Leggi >