Altre politichePost nella sezione “Punti di vista”

Vaccini: beni pubblici mondiali garantiti a tutti

Non c’è potere senza responsabilità, e senza la legittimità che ne deriva e in questo momento di crisi, il grande potere ottenuto dalla cause farmaceutiche con i vaccini di cui detengono i brevetti va esercitato con grande responsabilità. In gioco non ci sono solo milioni di vite di cittadini dei Paesi in via di sviluppo, ma anche la legittimità di un settore chiave per l’Ue come quello farmaceutico e delle regole sulla proprietà intellettuale che sono fondamentali alla sua esistenza. Leggi >

Per uno sviluppo equo e sostenibile

Si annunciano due tempi per la politica economica del nostro paese. Il primo è scandito dall’emergenza covid: gli interventi sono finalizzati all’attenuazione dei gravi danni sociali ed economici provocati dall’epidemia. Nel secondo tempo le azioni di politica economica dovrebbero ripristinare un meccanismo di sviluppo equo e sostenibile, inceppatosi non solo per effetto dell’epidemia da alcuni decenni.

Precarizzazione del mercato del lavoro, rifiuto di ogni forma di politica industriale, compressione qualitativa e quantitativa dei servizi sociali, latenza della grande imprenditoria privata sono le cause di fondo del nostro declino che potrà essere fronteggiato parzialmente con i fondi europei, ma soprattutto con un diverso inquadramento di tutte le politiche economiche e sociali. Leggi >

Detenuti e prigioni

Ripercorrere i problemi della giustizia italiana richiede necessariamente di parlare anche della situazione delle carceri italiane. È un argomento assai triste in sé. Ma lo è anche perché, assieme alla situazione pessima della giustizia civile, il sistema carcerario italiano è l’altro anello più o meno ottocentesco della catena della giustizia nel nostro Paese. Il Consiglio Europeo e la Corte Europea dei diritti umani hanno più e più volte chiesto all’Italia di adeguare il sistema carcerario agli standard minimi previsti a livello europeo. Finora con poca soddisfazione. Leggi >

La violenza di genere e domestica durante l’emergenza da Covid-19

Il Punto di Welforum L’emergenza epidemiologica da Covid 19 ha impattato in maniera significativa anche sugli episodi di violenza perpetrati nei confronti delle donne tra le mura domestiche, che sono aumentati sia in Italia che all’estero. Le Nazioni Unite hanno definito questo fenomeno “pandemia ombra”, proprio per sottolinearne l’impatto devastante, sia dal punto di vista dimensionale che per le conseguenze ad esso correlate. Vediamo nel dettaglio una rassegna di dati ed analisi a riguardo. Leggi >

Quanto ammazza il signor Covid?

La discussione sugli effetti letali dovuti all’epidemia da coronavirus si è ultimamente molto accesa con opinioni anche contrastanti troppo spesso immagini di opinioni catastrofiste o riduzioniste; per questa ragione forse è opportuno riportare il discorso su alcuni punti basilari certi.

Tra i tanti eventi che riguardano il settore della sanità certamente l’evento decesso è forse quello che ha la maggior completezza nei dati. L’evento morte è un evento che difficilmente può sfuggire anche negli aspetti della data, del luogo, e delle principale caratteristiche del defunto. Il decesso ha implicazioni affettive, giuridiche, economiche tali che praticamente tutti i database che registrano degli individui vengono aggiornati, più o meno tempestivamente, dalla comunicazione dei decessi. Possiamo quindi dire che l’evento morte non sfugge praticamente mai e viene notificato celermente. Ma se l’evento decesso è di sicura notifica, la sua “causa” invece non lo è altrettanto. Leggi >

L’ingiustizia civile in Italia

Tra poco inizieranno le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario. Si dirà che le carceri sono stracolme, ma non si parlerà del fatto che l’Italia è un Paese che fa scarso ricorso a misure di detenzione alternative al carcere. Si parlerà dei reati che sono registrati dalle forze dell’ordine, ma non del fatto che molti reati non vengono nemmeno denunciati. E proprio per questo non si parlerà delle percentuali di reati perseguiti fino all’identificazione dei colpevoli. E soprattutto non si parlerà quasi per nulla di giustizia civile. Forse il maggior cancro della giustizia italiana. Proprio di giustizia civile tratteremo invece ora. Tutto l’apparato di giustizia italiano è poco di casa in Europa.  Chi si occupa di giustizia civile ne è completamente fuori. Leggi >

Stato della giustizia in Italia

Nel 2006 ha avuto avvio il World Justice Project, un ambizioso progetto ideato dall’American Bar Association, solida e radicata Associazione di giuristi basata negli Stati Uniti. Al progetto si sono associati nel tempo numerosi enti pubblici e privati di più Paesi. Nel 2009 comparve il primo Rapporto. Nel loro Rapporto 2020 viene passato sotto lente di ingrandimento lo stato della giustizia in ben 128 Paesi. Il Rapporto mette sotto esame per ogni Paese 8 materie distinte, e per ciascuna di queste attribuisce ad ogni Paese un punteggio. È noto che l’amministrazione della giustizia non è un tema di vanto dello Stato e della società italiani. Vederlo certificato a tutto tondo, con tanto di analisi dettagliata, fa lo stesso assai male. Nella graduatoria mondiale l’Italia si colloca infatti molto in basso, in  27ª posizione. Leggi >

Dobbiamo andare “oltre il Pil” senza ignorare il Pil

Il lavoro sugli indicatori di benessere collettivo ha fatto molti passi avanti negli ultimi quindici anni, ma l’incidenza sulle scelte politiche è ancora limitata. Il Pil ha il pregio della metodologia omogenea e della confrontabilità tra i diversi Paesi, ma in futuro sarà sempre meno adatto a misurare il progresso compiuto, perché molte scelte di qualità della vita incideranno negativamente sulla misura tradizionale della produzione di ricchezza. La nascita all’Ocse del nuovo centro Wise (Well being, Inlcusion, Sustainability and Equal opportunity) segna un passo avanti nell’elaborazione di misure (e conseguentemente di politiche) del benessere collettivo, proprio quando, a seguito della pandemia, queste misure sono diventate ancor più importanti. I nodi dell’indicatore unico e della misura della sostenibilità. Leggi >

Perché il Covid-19 uccide di più in Italia che in Europa?

Uno dei modi più importanti per misurare l’impatto nei singoli paesi del Covid-19 è la mortalità. Gli indicatori più importanti sono due: la mortalità, e cioè il numero di decessi per popolazione (es. ogni 100.000 abitanti); la letalità, e cioè il numero dei decessi per ogni 100 persone positive al Covid-19. I paesi di tutto il mondo hanno riportato tassi di mortalità molto diversi. L’Italia si colloca tra i paesi che hanno registrato il livello più elevato di mortalità del mondo. Dopo il Belgio, San Marino e Perù si colloca l’Italia che dall’inizio della pandemia ha registrato 111 decessi ogni 100.000 abitanti. La Germania, per esempio, ne ha registrati 30. Leggi >

La spesa pensionistica italiana in un quadro comparato

Un tipico cauchemar del dibattito politico-economico nel nostro paese è costituito dalla spesa pensionistica. Vi partecipano studiosi disinteressati che hanno dato e danno contributi significativi, ma anche rappresentanti impliciti ed espliciti di interessi che hanno contribuito in questi anni a fornire una rappresentazione per certi versi drammatizzante dello stato e delle prospettive del nostro sistema previdenziale. Questa nota si propone di fornire una base documentale al dibattito utilizzando le serie elaborate da  Eurostat, che ha reso disponibili, nella loro completezza fino al 2017, i dati relativi alle spese per la protezione sociale nell’Unione Europea: il dato complessivo è ripartito per funzioni al lordo e al netto del prelievo fiscale sulle prestazioni. La spesa riferita esclusivamente alle pensioni per invalidità, vecchiaia e superstiti è poi specificamente riportata. Leggi >

Health at a Glance – Europe 2020

Nel mese di novembre è uscita la pubblicazione dell’OECD dedicata ai sistemi sanitari europei, quali si configuravano negli anni immediatamente precedenti alla crisi del Covid-19. In questo articolo, l’autore ha raccolto i dati, per i suoi interessi più significativi, riferiti a sei Paesi europei: oltre all’Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito. Leggi >