Altre politichePost con tag “carcere”

Carcere e detenuti stranieri: cosa cambia con la riforma?

Redattore Sociale ha intervistato Paolo Borgna, procuratore aggiunto al Tribunale di Torino, componente della commissione Giostra sulla riforma dell’Ordinamento penitenziario e coordinatore del Tavolo Stranieri degli Stati Generali, sulla riforma del sistema dell’esecuzione penale. Quali sono i punti di forza e le criticità dei decreti all’esame delle Camere? Cosa cambia con la riforma? Quali novità per i detenuti stranieri? Cosa, di importante, è rimasto fuori dai decreti rispetto alle proposte della Commissione per quel che riguarda gli stranieri?

Carcere e dipendenze: il protocollo per favorire le misure alternative

In Italia più del 30% dei detenuti presentano dipendenze. È stato firmato dalla Federazione italiana operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (FeDerSerd) e dal Coordinamento nazionale magistrati di sorveglianza (Conams) il protocollo per favorire l’accesso dei detenuti tossicodipendenti alle misure di comunità a scopo terapeutico. Il documento si prefigge lo scopo di accorciare la distanza tra la magistratura di sorveglianza e i servizi per le dipendenze, con l’obiettivo di ridurre le disparità e favorire l’accesso all’affidamento terapeutico ove necessario.

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Antigone: quarto rapporto sugli istituti penali per minorenni

Il 18 dicembre l’associazione Antigone ha presentato il rapporto Guardiamo Oltre sugli istituti penali per minorenni. A metà novembre all’interno dei sedici IPM nazionali erano presenti 452 giovani: il 58% maggiorenni e il 44% stranieri. Si tratta, in media, di giovani adulti che hanno commesso reati contro il patrimonio e oggi in custodia cautelare. Inoltre, i dati contenuti nel rapporto mettono in evidenza come tra il 2016 e il 2017 vi sia stata un’importante diminuzione di tentanti suicidi, di comportamenti violenti e di episodi di autolesionismo.

Leggi il rapporto completo sul sito Ragazzi Dentro.

Ripartiti i fondi per la sanità penitenziaria

Il 16 novembre scorso è stato dato il via libera al riparto dei fondi 2017 destinati alla sanità penitenziaria e al finanziamento di quelle strutture che stanno rendendo possibile il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Si tratta di un totale di 165,4 milioni di euro per la realizzazione del primo obiettivo, e di 55 milioni a favore del secondo. I fondi rappresentano una spesa obbligatoria finalizzata a garantire i livelli essenziali di assistenza in ambito penitenziario.

Vai alla tabella di riparto del fondo sul sito Regioni.it.

Un carcere sano fa bene a tutti

Nerina Dirindin su QuotidianoSanità esprime il proprio punto di vista sulla relazione tra carcere e sanità. Gli istituti carcerari intercettano la domanda di salute di una parte della popolazione italiana, solitamente la più vulnerabile. Allo stesso tempo, il servizio sanitario dovrebbe essere in grado di rendere effettiva la tutela della salute della popolazione detenuta e di chi opera negli istituti penitenziari. Tuttavia, molto spesso la realtà delude l’aspettativa: la salute è una vera urgenza, non solo per il carcere ma anche per la società civile.

Icam: mamme e bambini in carcere

I vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e i presidenti della Magistratura di Sorveglianza, riuniti a Roma nella sede di Casal del Marmo, hanno raggiunto importanti intese operative. Tali accordi auspicano essenzialmente la valorizzazione degli Istituti a custodia attenuata per le madri con figli sotto i 6 anni (Icam) al fine della “migliore allocazione delle detenute madri, a tutela dell’interesse superiore dei minori e a garanzia della sicurezza pubblica”.

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Rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura

L’8 settembre è stato pubblicato in lingua inglese il Rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura sulla visita delle carceri fatta nell’aprile 2016. Il rapporto sottolinea l’importanza delle riforme avviate in Italia nel periodo successivo alla condanna della Corte europea per trattamenti inumani e degradanti, ma esprime al tempo stesso preoccupazione per il ritorno del sovraffollamento nelle carceri italiane, per le carenze strutturali e la mancanza di interventi di ristrutturazione, e per i casi di violenza dei detenuti.

In carcere la burocrazia batte l’umanità 10 a zero

Ornella Favero, presidente della Conferenza nazionale volontariato giustizia, analizzando la stagione appena trascorsa, che ha visto celle bollenti, numerosi suicidi e numeri in crescita nelle carceri italiane, definisce ogni struttura di detenzione come “una triste repubblica a sé in cui spesso burocrazia batte umanità 10 a zero”. A tutto questo si aggiunge la delusione per la legge delega per la riforma della giustizia e dell’ordinamento penitenziario che a oggi non ha ancora avuto nessun seguito.

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Associazione Antigone: il numero di detenuti continua a crescere

Quali sono le condizioni di detenzione negli istituti del nostro Paese? Quanti sono i detenuti oggi in Italia e quali sono le ragioni di questa inarrestabile crescita? Il 27 luglio l’Associazione Antigone ha presentato a Roma il pre-rapporto 2017 sulle carceri, frutto dei primi sei mesi di visite dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione. Dal documento emerge una continua crescita dei detenuti con un sovraffollamento che raggiunge perfino il 113,2%: in alcune carceri si torna a scendere sotto lo spazio minimo previsto di 3 mq per detenuto.

Scarica il Pdf del pre-rapporto.

Riforma della giustizia, commissioni al via

Sono state istituite dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, tre commissioni di esperti chiamati a formulare delle proposte per la riforma dell’orientamento penitenziario e del sistema delle misure di sicurezza. Redattore Sociale ha intervistato Glauco Giostra, ordinario di Procedura penale all’Università La Sapienza di Roma e responsabile del coordinamento delle commissioni, per sapere quali sono le novità e i limiti della legge delega.

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Donne e carcere: non solo madri

In Italia le donne sono il 4% della popolazione carceraria. Secondo Daniela de Robert, dell’Ufficio garante nazionale detenuti, le donne hanno meno di tutto, meno spazi, meno attività e meno lavoro. L’unica norma che le riguarda è quella sulla maternità, ma le donne non sono solo madri. Insomma, il sistema penitenziario è pensato al maschile e mal si adatta alle (poche) donne presenti: è arrivato il momento di ripensare alle carceri per le detenute.

Riflettono sul tema due interessanti contributi. Scarica il Pdf dell’articolo su Redattore Sociale e leggi il contributo di Elena Paparelli su InGenere.

Mamme detenute con figli: apre il quinto istituto in Italia

Dopo Milano, Torino, Senorbì Cagliari e Venezia, arriva il quindi Istituto a custodia per detenute madri con minori al seguito (Icam): è quello di Lauro, in provincia di Avellino, che con i suoi 35 posti proietta la disponibilità nazionale a 73 unità totali. Il direttore del centro Paolo Pastena: “ora abbiamo bisogno di tutto il sostegno del volontariato per attivare i collegamenti con il territorio”.

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