Altre politichePost con tag “Istat”

Istat: le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro

Il 13 febbraio l’Istat ha pubblicato il report Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro riferito agli anni 2015 e 2016. Sono 8 milioni 816mila (il 43,6%) le donne dai 14 ai 65 anni che nel corso della loro vita hanno subito una qualche forma di molestia sessuale come pedinamenti, molestie verbali e fisiche, e sui social network. Istat rivela anche, per la prima volta, le molestie a sfondo sessuale ai danni degli uomini: si stima che 3 milioni 754mila uomini le abbiano subite nel corso della loro vita (il 18,8%). I numeri e la gravità delle molestie sono correlate all’età della vittima e variano in relazione al contesto territoriale di appartenenza? Come può essere spiegato il fenomeno dei ricatti sessuali sul lavoro?

Istat annuario 2017

Il 28 dicembre è stato pubblicato dall’Istat l’annuario statistico 2017 che offre, di anno in anno, un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei diversi fenomeni in atto. I temi trattati dal documento sono 24 e riguardano essenzialmente territorio, popolazione e famiglie, sanità e salute, protezione sociale, istruzione e formazione, mercato del lavoro, cultura e tempo libero, elezioni e attività politica e sociale, turismo, finanzia pubblica, istituzioni pubbliche e non profit.

Sul sito dell’Istat è possibile scaricare l’annuario in capitoli.

Istat: condizioni di vita dei pensionati

Il 21 dicembre Istat ha pubblicato un focus dal titolo Condizioni di vita dei pensionati con lo scopo di offrire una lettura integrata della situazione italiana. I dati riportati dal documento provengono dal Casellario centrale dei pensionati, dall’Indagine campionaria su reddito e condizioni di vita delle famiglie e dalla Rilevazione sulle forze di lavoro. Nel 2016 i pensionati sono stati 16 milioni e hanno percepito, in media, un reddito pensionistico lordo di 17.580 euro. Esistono differenze territoriali e di genere? Le condizioni di vita variano a seconda della ex-posizione professionale?

Il contributo Istat sulle politiche in materia di parità di genere

Con l’audizione del presidente Giorgio Alleva del 25 ottobre scorso, l’Istat ha contribuito ai lavori della Commissione Affari costituzionali relativi all’Indagine conoscitiva sulle politiche in materia di parità tra donne e uomini. Dopo una breve introduzione riguardante il tema dell’istruzione e della transizione scuola-lavoro, il documento dedica la sua attenzione al mondo del lavoro, all’imprenditorialità femminile e alla conciliazione dei tempi di vita, ai divari retributivi e alle pensioni. La nota si conclude con un quadro generale inerente le prospettive future delle statistiche relative le disuguaglianze di genere.

Istat: Sessant’anni di Europa

L’Istat ha reso disponibile la pubblicazione digitale Sessant’anni di Europa per celebrare la storica firma dei Trattati di Roma che hanno sostituito la Comunità economica europea e l’Euratom. La piattaforma, costruita su quattro temi (popolazione, società, lavoro ed economia), raccoglie e permette di confrontare i dati italiani con quelli degli altri cinque paesi fondatori (Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) e dell’aggregato UE28. Partendo dai numeri, la pubblicazione guarda così le differenze tra i singoli paesi concentrandosi, al tempo stesso, sui mutamenti complessivi e sugli effetti delle politiche.

Leggi il commento di Regioni.it al lavoro effettuato dalla piattaforma digitale.

Istat: l’evoluzione della mortalità per causa

Nel maggio 2017 l’Istat ha pubblicato i dati di mortalità per causa per gli anni 2003-2014. Il progressivo invecchiamento della popolazione si accompagna ad un aumento nel tempo del numero di morti a fronte però di un calo dei tassi di mortalità per effetto della diversa struttura per età della popolazione. Pur restando ai primi posti tra le cause di morte, diminuiscono i tassi di mortalità per le malattie cardiocerebrovascolari e per alcuni tipi di tumore. Le malattie degenerative del sistema nervoso risultano in aumento, così come i tumori di trachea, bronchi e polmoni per effetto di un trend in costante aumento nel sesso femminile. Per alcune patologie permane una variabilità geografica nei livelli di mortalità.

Effetti delle (non) politiche

Su giovani, poveri e anziani l’estate 2017 ci consegna dati su cui ci si è soffermati poco. Eppure molto eloquenti nel disegnare i cambiamenti che ci accompagnano. Può essere stata la falsa impressione di dati dejà vu, oppure la pigrizia balneare di guardare a cose più facili da capire, e che la cronaca ci ripropone ogni giorno. Fatto sta che su questi dati vale davvero la pena di ritornare, perché ci parlano dell’Italia che stiamo diventando.

Primato europeo di Neet, povertà in aumento, diminuzione del numero delle badanti: sono tutti effetti prodotti, nella migliore delle ipotesi, da politiche parziali o, addirittura più spesso, da politiche assenti, misure fuori target e poco efficaci.

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Istat: quali sono i fattori di rischio per la salute?

Istat, attraverso l’indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” per l’anno 2016, offre una lettura completa delle dinamiche sociali in atto nel nostro Paese e offre diverse informazioni sui principali fattori di rischio per la salute: abitudine al fumo, eccesso di peso, consumo di alcol e sedentarietà. Il campione utilizzato comprende circa 19 mila famiglie, per un totale di circa 45 mila individui.

Per approfondire il tema scarica le tavole dei dati Istat.

Il sistema dei conti della sanità per l’Italia

Il 4 luglio Istat ha pubblicato il report Il sistema dei conti della sanità per l’Italia con cui diffonde per la prima volta le stime sui conti della sanità riferite al periodo 2012-2016, utili per operare dei confronti a livello internazionale. Nel 2016 la spesa sanitaria corrente è pari a 149.500 milioni di euro ed è sostenuta per il 75% dal settore pubblico. Il sistema dei conti della sanità è costruito secondo la metodologia del System of Health Accounts (SHA) ed è in linea con le regole contabili dettate dal Sistema Europeo dei Conti (SEC) 2010.

Le dinamiche insediative della popolazione tra il 1951 e il 2011

Le dinamiche insediative della popolazione italiana si sono profondamente modificate nel periodo 1951-2011, soprattutto a causa degli intensi flussi migratori che nel tempo hanno interessato i vari livelli territoriali. L’Istat ha pubblicato su questo tema un rapporto sui Percorsi evolutivi dei territori italiani alla luce dei dati censuari. Come sono cambiate le tendenze insediative in questi anni?

Leggi l’articolo di approfondimento di Luca Calzola, Bruno Cantalini e Marianna Tosi su Neodemos.

Una lenta ripresa verso la parità di genere?

Lo scorso maggio l’Istat ha pubblicato il 25° Rapporto Annuale che presenta il quadro economico e sociale in Italia. I dati mostrano uno spaccato in cui le donne sono più penalizzate degli uomini perché, se è vero che la crisi economica sta dando deboli segni di cedimento, è anche vero che questa ripresa ha avuto un impatto disomogeneo, rafforzando le disuguaglianze già presenti. La questione è stata approfondita da Francesca Tomatis su Percorsi di SecondoWelfare.

Vai al collegamento esterno per leggere l’articolo.

Il futuro demografico del paese

Proiezioni di lungo periodo quelle stimate da Istat, fino al 2065. Ma prima di arrivare a quella data, che vedrà il nostro paese molto cambiato dal punto di vista sociodemografico, si conferma un trend che inizierà nei prossimi anni verso una lenta decrescita, comunque vadano i flussi migratori, nei confronti dei quali è forte l’incertezza circa l’andamento.

Vai sul sito dell’Istat per approfondire la notizia.