Altre politicheSegnalazioni con tag “Istat”

Gli stereotipi sui ruoli di genere

Istat ha recentemente pubblicato i risultati dell’indagine Gli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza sessuale, che fotografa il persistere di convinzioni radicate nella cultura popolare, con limitate differenze di percezione tra uomini e donne. Il quadro che emerge dalla lettura dei risultati rivela che gli stereotipi sui ruoli di genere (i più comuni: “per l’uomo, più che per la donna, è molto importante avere successo nel lavoro”, “gli uomini sono meno adatti a occuparsi delle faccende domestiche”, “è l’uomo a dover provvedere alle necessità economiche della famiglia”) sono radicati maggiormente nel Mezzogiorno, tra la popolazione ultra 60enne e meno istruita, senza particolari differenze tra uomini e donne.

Istat: indagine sui centri antiviolenza

Istat, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità, il CNR e le Regioni, ha condotto la prima indagine sui 281 Centri antiviolenza (CAV) che svolgono attività a sostegno delle donne maltrattate e dei loro figli. Nel 2017 si sono rivolte ai CAV più di 43 mila donne; di queste il 67% ha iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Tra le donne che hanno iniziato tale percorso, il 64% ha figli, la maggior parte dei quali minorenni. La quasi totalità dei CAV offre servizi di accoglienza, supporto psicologico e legale. Meno diffusi i servizi di accompagnamento verso l’autonomia abitativa e lavorativa, di sostegno alla genitorialità e di mediazione linguistica.

Scarica il testo integrale e le tavole statistiche.

Rapporto Istat sull’andamento della salute nelle regioni italiane

L’Istat ha pubblicato un Rapporto che presenta l’evoluzione della salute nelle diverse regioni italiane dal 2005 al 2015, esaminando sia indicatori complessivi sul fenomeno sia specifiche patologie e cause di morte. Hanno, tra l’altro, interesse i dati riferiti a problemi che implicano anche esigenze di lungoassistenza e di interventi sociosanitari, come Alzheimer, Parkinson e disturbi psichici.

Suicidi: nasce il primo osservatorio epidemiologico in Italia

Nel 2016 in Italia i decessi per suicidio, con solo riferimento alla popolazione residente con più di 15 anni, sono stati 3.780; a questi si aggiungono 80 persone non residenti e 10 casi di suicidio nella fascia di età 10-14 anni. Con l’obiettivo di fornire dati aggiornati capaci di stimare i tentativi di suicidio nel nostro Paese e delineare un quadro aggiornato ed esaustivo del fenomeno, nasce l’Osservatorio epidemiologico sui suicidi e tentativi di suicidio (OESTeS), progetto di Istat, Ministero della Salute e Università La Sapienza, che si prefigge lo scopo di rielaborare, per la prima volta, gli accessi al pronto soccorso, le schede di dimissione ospedaliera e i dati sulla mortalità raccolti da Istat.

Leggi la notizia su Redattore Sociale.

Istat: livelli di istruzione della popolazione e ritorni occupazionali 2018

In Italia i livelli di istruzione della popolazione sono in aumento, ma restano ancora inferiori a quelli medi europei. Il vantaggio occupazionale dei laureati è decisamente in crescita, seppur con marcate differenze di genere: rispetto agli uomini, le donne conseguono più elevati livelli di istruzione e maggiori vantaggi occupazionali al crescere del livello di istruzione, ma i tassi di occupazione restano ampiamente inferiori. Questi i principali risultati pubblicati il 15 luglio 2019 da Istat nel report Livelli di istruzione e ritorni occupazionali relativi all’anno 2018.

Istat: indagine sui centri antiviolenza

Per la prima volta l’Istat, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari opportunità, le Regioni e il Consiglio nazionale delle ricerche, ha svolto un’indagine sui servizi offerti dai Centri antiviolenza alle donne vittime. L’indagine, effettuata nei mesi di giugno e luglio 2018, rileva che le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza sono 49 mila, e di queste quasi 30 mila hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Il numero medio di donne prese in carico dai centri è massimo al Nord-est (170,9) e minimo al Sud (47,5), il 26,9% delle donne è di origine straniera e il 63,7% ha figli. I dati mostrano deboli segnali di miglioramento, ma la strada è ancora lunga. Secondo Daniela Piazzalunga, in un articolo pubblicato su LaVoce, servirebbero in particolare politiche specifiche di ampio respiro.

Leggi su LaVoce anche la riflessione di Claudia Villante sull’utilizzo del numero verde 1522, che può aiutare a definire interventi più idonei per le vittime.

Istat: la percezione della sicurezza

Istat ha pubblicato il Report La percezione della sicurezza riferito agli anni 2015-2016. L’indagine fornisce un quadro articolato di indicatori sulla preoccupazione di subire reati e sul livello di degrado socio-ambientale della zona in cui si vive. Rispetto alle precedenti rilevazioni, la percezione di insicurezza risulta stabile mentre si riduce l’influenza della criminalità sulle abitudini di vita: il 27,6% dei cittadini si ritiene poco o per niente sicuro uscendo da solo di sera, e per il 38,2% la paura della criminalità influenza molto o abbastanza le proprie abitudini. Tale percezione risulta decisamente più elevata nelle donne rispetto agli uomini.

Istat: le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro

Il 13 febbraio l’Istat ha pubblicato il report Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro riferito agli anni 2015 e 2016. Sono 8 milioni 816mila (il 43,6%) le donne dai 14 ai 65 anni che nel corso della loro vita hanno subito una qualche forma di molestia sessuale come pedinamenti, molestie verbali e fisiche, e sui social network. Istat rivela anche, per la prima volta, le molestie a sfondo sessuale ai danni degli uomini: si stima che 3 milioni 754mila uomini le abbiano subite nel corso della loro vita (il 18,8%). I numeri e la gravità delle molestie sono correlate all’età della vittima e variano in relazione al contesto territoriale di appartenenza? Come può essere spiegato il fenomeno dei ricatti sessuali sul lavoro?

Istat annuario 2017

Il 28 dicembre è stato pubblicato dall’Istat l’annuario statistico 2017 che offre, di anno in anno, un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei diversi fenomeni in atto. I temi trattati dal documento sono 24 e riguardano essenzialmente territorio, popolazione e famiglie, sanità e salute, protezione sociale, istruzione e formazione, mercato del lavoro, cultura e tempo libero, elezioni e attività politica e sociale, turismo, finanzia pubblica, istituzioni pubbliche e non profit.

Sul sito dell’Istat è possibile scaricare l’annuario in capitoli.

Istat: condizioni di vita dei pensionati

Il 21 dicembre Istat ha pubblicato un focus dal titolo Condizioni di vita dei pensionati con lo scopo di offrire una lettura integrata della situazione italiana. I dati riportati dal documento provengono dal Casellario centrale dei pensionati, dall’Indagine campionaria su reddito e condizioni di vita delle famiglie e dalla Rilevazione sulle forze di lavoro. Nel 2016 i pensionati sono stati 16 milioni e hanno percepito, in media, un reddito pensionistico lordo di 17.580 euro. Esistono differenze territoriali e di genere? Le condizioni di vita variano a seconda della ex-posizione professionale?

Il contributo Istat sulle politiche in materia di parità di genere

Con l’audizione del presidente Giorgio Alleva del 25 ottobre scorso, l’Istat ha contribuito ai lavori della Commissione Affari costituzionali relativi all’Indagine conoscitiva sulle politiche in materia di parità tra donne e uomini. Dopo una breve introduzione riguardante il tema dell’istruzione e della transizione scuola-lavoro, il documento dedica la sua attenzione al mondo del lavoro, all’imprenditorialità femminile e alla conciliazione dei tempi di vita, ai divari retributivi e alle pensioni. La nota si conclude con un quadro generale inerente le prospettive future delle statistiche relative le disuguaglianze di genere.

Istat: Sessant’anni di Europa

L’Istat ha reso disponibile la pubblicazione digitale Sessant’anni di Europa per celebrare la storica firma dei Trattati di Roma che hanno sostituito la Comunità economica europea e l’Euratom. La piattaforma, costruita su quattro temi (popolazione, società, lavoro ed economia), raccoglie e permette di confrontare i dati italiani con quelli degli altri cinque paesi fondatori (Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) e dell’aggregato UE28. Partendo dai numeri, la pubblicazione guarda così le differenze tra i singoli paesi concentrandosi, al tempo stesso, sui mutamenti complessivi e sugli effetti delle politiche.

Leggi il commento di Regioni.it al lavoro effettuato dalla piattaforma digitale.