Anziani

Covid nelle Rsa: la strage silenziosa

Il Punto di Welforum Rischia di essere un’ecatombe, quella che sta avvenendo nelle RSA e nelle case di riposo, di cui non si conoscono i numeri esatti, solo informazioni frammentarie e aneddotiche su situazioni particolarmente e tristemente colpite. Ma se mettiamo in fila i molti segnali il contagio sembra essersi diffuso in modo rilevante. Cerchiamo di fare il punto sulla situazione assieme a Luca Degani, responsabile di Uneba Lombardia, organizzazione del settore che riunisce centinaia di Rsa in tutta Italia. Leggi >

Le politiche statali per la non autosufficenza

A distanza di tredici anni da quando è stato istituito, il Fondo per le non autosufficienze è stato inquadrato in una politica di sistema con l’adozione del primo Piano nazionale per la non autosufficienza, ripristinando un’adeguata funzione di  indirizzo e di monitoraggio già avviata con il Piano Nazionale Sociale del 2018. Avuto riguardo all’importanza del provvedimento, si è ritenuto opportuno far precedere lo stesso da uno specifico studio relativo all’ analisi dell’ andamento del Fondo, e le sue implicazioni nel contesto delle politiche sociali e sociosanitarie. Leggi >

Quando l’isolato si fa sociale

L’invecchiamento della popolazione pone le amministrazioni locali di fronte alla necessità di implementare servizi innovativi per far fronte a bisogni di cura sempre più complessi, spesso in concomitanza di risorse scarse. Questo contributo approfondisce il progetto dei Superisolati Sociali sviluppato a partire dal 2017 dal Comune di Barcellona, che ha colto nella revisione della mobilità cittadina lo spunto per riformulare l’intero sistema di assistenza domiciliare. Leggi >

La non autosufficienza riguarda il servizio sanitario nazionale?

Pochi problemi del welfare sono oggi così diffusi e rilevanti come quelli connessi alla tutela negli atti della vita quotidiana dei non autosufficienti. Ma un nodo sul tema consiste nel definire più chiare competenze del SSN nell’assistenza domiciliare tutelare: l’articolo espone i pro e i contro delle possibili tesi sul punto. Leggi >

L’amministrazione di sostegno e il servizio di protezione giuridica

L’introduzione della figura dell’amministratore di sostegno nel nostro ordinamento giuridico rappresenta un aggiornamento importante che ridisegna la condizione delle persone in condizione di fragilità nel rispetto dei loro diritti. La legge n.6 del 2004, infatti, affianca alle misure dell’interdizione e dell’inabilitazione, dal carattere fortemente coercitivo, quella dell’amministratore di sostegno. Cambia, quindi, il paradigma interpretativo: non più limitazione delle libertà e sostituzione da parte di un soggetto nei confronti di chi viene considerato non capace di poter gestire le proprie risorse e le proprie scelte; ma sostegno alla capacità di scelta e minor limitazione possibile della libertà. Un tema complesso e ambiguo che definisce confini di responsabilità necessariamente mobili e potenzialmente controversi. Leggi >

Non autosufficienza: una politica in cerca d’autore

Più numerosi, più poveri, con meno aiuti familiari. Saranno questi gli anziani di domani: lo dice un profluvio di dati e stime sull’invecchiamento nel nostro paese sul suo “degiovanimento” come lo chiama Alessandro Rosina su lavoce.info, ossia il crescente peso della popolazione anziana su quella giovanile, che porta con sé conseguenze drammatiche, in termini di equilibri economici (sempre meno popolazione attiva pagherà le pensioni degli anziani) e sociali. Arriveranno infatti all’età della pensione generazioni con carriere lavorative frammentarie, intermittenti, molto penalizzate dal sistema contributivo. Le pensioni modeste di domani aumenteranno le diseguaglianze tra chi potrà contare su patrimoni familiari e chi no. E inoltre, bassa fecondità e crescita delle separazioni coniugali ridurranno drasticamente il numero di parenti (figli, coniuge) che si prenderanno cura di una persona non autosufficiente, i cosiddetti caregiver. Ci stiamo preparando a questo scenario? Leggi >

Assistenza alle persone affette da demenza

Sono quasi 19 milioni le persone affette da demenza nei paesi OECD e molte di più quelle che, essendo impegnate nella cura dei propri cari, ne sono coinvolte. Se ad oggi non è possibile rallentare o interrompere la progressione della malattia, si può migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie. L’ultimo rapporto OECD sulla demenza “Care Needed: Improving the Lives of People with Demetia” cerca di fare il punto sullo stato dell’assistenza alle persone affette da demenza nei diversi paesi indagati e mette a fuoco gli interventi e le politiche attuate al fine di migliorarne la qualità di vita. Leggi >

Invecchiamento attivo: sviluppi internazionali e nuove strategie in Italia

Nel contesto Europeo e internazionale si evidenzia un trend demografico caratterizzato da un sostanziale invecchiamento della popolazione. Tale mutamento ha un impatto tanto sulla struttura demografica della società quanto sui sistemi di welfare, si pensi ad esempio al sistema di previdenza. Al fine di affrontare questo tema, da qualche decennio è stato introdotto il concetto di invecchiamento attivo (IA) come strumento d’intervento utile per armonizzare la società e l’economia con i mutamenti demografici e garantire uno sviluppo sociale e sanitario sostenibile. Inoltre, l’IA vuole sviluppare una visione dell’invecchiare come processo sociale positivo e quindi promuovere la qualità di vita in tutte le fasi d’età. L’articolo è diviso in tre parti, ovvero una parte introduttiva sul tema dell’IA nel contesto internazionale, una breve rassegna su alcune strategie nazionali per l’IA in Europa e nel Mondo, il contesto italiano ovvero i recenti sviluppi nazionali tra cui il Progetto di Coordinamento Nazionale delle Politiche e degli Interventi di Invecchiamento Attivo. Leggi >

SAD 2.0: perché abbiamo bisogno di nuovi servizi domiciliari

I SAD, i servizi di assistenza domiciliare sociale dei Comuni, furono negli anni Settanta l’elemento che innovò l’assistenza a disabili e anziani, facendo crescere una rete di aiuti il più prossima possibile al bisogno. Per molti anni quella della domiciliarità è stata una bandiera e un punto fermo, la rivendicazione di un diritto a vivere, con gli aiuti necessari, a casa propria. In un contesto che contemplava soprattutto il ricovero in residenza come risposta alternativa, e in cui le dimensioni della domanda di assistenza non avevano nulla di comparabile con la situazione odierna. Leggi >

Pensione di cittadinanza solo al 3% delle pensioni sotto ai 780 euro

Il Punto di Welforum Il decreto legge n.4/2019 prevede, come è noto, l’istituzione della Pensione di cittadinanza (PdC) al fine di contrastare la povertà degli anziani. La norma prevede che per “i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni”, il Reddito di cittadinanza assuma la denominazione di Pensione di cittadinanza e che “i requisiti per l’accesso e le regole di definizione del beneficio economico, nonché le procedure per la gestione dello stesso, sono le medesime del RdC, salvo dove diversamente specificato”. Ma chi potrà accedere alla Pensione di cittadinanza? Leggi >

Pensioni di cittadinanza: tanto rumore per pochi

Sotto il profilo normativo la pensione di cittadinanza non è altro che la declinazione, con altro nome, del reddito di cittadinanza. Viene riservata ai cittadini residenti in Italia da almeno 10 anni e con almeno 67 anni di età. Come per il reddito di cittadinanza il trasferimento è composto di due parti: una propriamente reddituale, che porta il pensionato alla soglia di 7.560 Euro annuali ed una legata alla condizione di affittuario e che può raggiungere la somma di 1.800 Euro annuali. Parliamo in pratica di 630 e 150 Euro mensili, rispettivamente. Leggi >

Anziani. A che punto siamo

Il Punto di Welforum Sulla non autosufficienza si è annunciato il rafforzamento del fondo nazionale relativo (FNNA), cosa che tuttavia non è ancora avvenuta. Il contratto annunciava anche le “Pensioni di cittadinanza”, di cui però non si conoscono i dettagli applicativi. Il tema non autosufficienza è sostanzialmente fuori dall’agenda di governo, sul tema c’è la stasi più totale. Leggi >