AnzianiPost nella sezione “Dati e ricerche”

Non autosufficienza: una politica in cerca d’autore

Più numerosi, più poveri, con meno aiuti familiari. Saranno questi gli anziani di domani: lo dice un profluvio di dati e stime sull’invecchiamento nel nostro paese sul suo “degiovanimento” come lo chiama Alessandro Rosina su lavoce.info, ossia il crescente peso della popolazione anziana su quella giovanile, che porta con sé conseguenze drammatiche, in termini di equilibri economici (sempre meno popolazione attiva pagherà le pensioni degli anziani) e sociali. Arriveranno infatti all’età della pensione generazioni con carriere lavorative frammentarie, intermittenti, molto penalizzate dal sistema contributivo. Le pensioni modeste di domani aumenteranno le diseguaglianze tra chi potrà contare su patrimoni familiari e chi no. E inoltre, bassa fecondità e crescita delle separazioni coniugali ridurranno drasticamente il numero di parenti (figli, coniuge) che si prenderanno cura di una persona non autosufficiente, i cosiddetti caregiver. Ci stiamo preparando a questo scenario? Leggi >

Assistenza alle persone affette da demenza

Sono quasi 19 milioni le persone affette da demenza nei paesi OECD e molte di più quelle che, essendo impegnate nella cura dei propri cari, ne sono coinvolte. Se ad oggi non è possibile rallentare o interrompere la progressione della malattia, si può migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie. L’ultimo rapporto OECD sulla demenza “Care Needed: Improving the Lives of People with Demetia” cerca di fare il punto sullo stato dell’assistenza alle persone affette da demenza nei diversi paesi indagati e mette a fuoco gli interventi e le politiche attuate al fine di migliorarne la qualità di vita. Leggi >

Invecchiamento attivo: sviluppi internazionali e nuove strategie in Italia

Nel contesto Europeo e internazionale si evidenzia un trend demografico caratterizzato da un sostanziale invecchiamento della popolazione. Tale mutamento ha un impatto tanto sulla struttura demografica della società quanto sui sistemi di welfare, si pensi ad esempio al sistema di previdenza. Al fine di affrontare questo tema, da qualche decennio è stato introdotto il concetto di invecchiamento attivo (IA) come strumento d’intervento utile per armonizzare la società e l’economia con i mutamenti demografici e garantire uno sviluppo sociale e sanitario sostenibile. Inoltre, l’IA vuole sviluppare una visione dell’invecchiare come processo sociale positivo e quindi promuovere la qualità di vita in tutte le fasi d’età. L’articolo è diviso in tre parti, ovvero una parte introduttiva sul tema dell’IA nel contesto internazionale, una breve rassegna su alcune strategie nazionali per l’IA in Europa e nel Mondo, il contesto italiano ovvero i recenti sviluppi nazionali tra cui il Progetto di Coordinamento Nazionale delle Politiche e degli Interventi di Invecchiamento Attivo. Leggi >

Pensione di cittadinanza solo al 3% delle pensioni sotto ai 780 euro

Il Punto di Welforum Il decreto legge n.4/2019 prevede, come è noto, l’istituzione della Pensione di cittadinanza (PdC) al fine di contrastare la povertà degli anziani. La norma prevede che per “i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni”, il Reddito di cittadinanza assuma la denominazione di Pensione di cittadinanza e che “i requisiti per l’accesso e le regole di definizione del beneficio economico, nonché le procedure per la gestione dello stesso, sono le medesime del RdC, salvo dove diversamente specificato”. Ma chi potrà accedere alla Pensione di cittadinanza? Leggi >

Il diritto di invecchiare a casa propria: l’esperienza internazionale

Dalla recente ricerca sul diritto di invecchiare a casa propria, promossa da AUSER e SPI Cgil, emerge l’indicazione che alla domiciliarità non c’è alternativa in quanto, pur realizzando quote consistenti di RSA (che in tutti i casi vanno realizzate), il divario con il fabbisogno rimarrà sempre enorme. In altri Paesi di questa semplice verità da tempo si è preso atto tant’è che il tema dell’abitare viene considerato il vero snodo delle politiche di sostegno alla vecchiaia. Leggi >

Tutela della non autosufficienza: proposte per un nuovo modello

L’Italia è uno dei paesi più longevi al mondo, ma la qualità della vita in termini di buona salute e limitazioni funzionali non è altrettanto confortante. La risposta pubblica e privata continua ad essere inadeguata: frammentazione degli interventi, rischio di inappropriatezza delle prestazioni, dispersione delle risorse, onere organizzativo ed economico dell’assistenza in capo alle famiglie. Lo studio propone un nuovo modello di copertura della non autosufficienza basato su una logica di welfare life-cycle che superi la rigida struttura a silos che caratterizza il vigente sistema, fornendo indicazioni circa la sua fattibilità. Leggi >

Riconoscere il ruolo dei caregiver per il futuro della domiciliarità

Il sistema di LTC italiano si sostiene in larga parte sul contributo delle famiglie dei non autosufficienti: secondo l’Istat sono circa 3,3 milioni i caregiver familiari, l’8,6% della popolazione italiana adulta. Considerando che su questo ruolo delle famiglie si gioca il futuro della domiciliarità ci si deve interrogare, tenuto conto del processo di invecchiamento della popolazione, delle trasformazioni dei nuclei familiari e delle spinte ad un sempre maggiore impegno delle donne nel mercato del lavoro, se questa fondamentale funzione sociale potrà essere garantita anche nel prossimo futuro. Leggi >

L’innovazione e il cambiamento nel settore della Long Term Care

Il settore della Long Term Care è oggi uno tra quelli a più alto impatto sulla società e sul sistema di Welfare. Il mondo dell’assistenza e della cura agli anziani in una prospettiva di medio o lungo periodo coinvolge oggi direttamente e indirettamente almeno 10 milioni di italiani e, considerando il trend di invecchiamento della popolazione, si prospetta come uno dei temi che entreranno nella lista delle urgenze di policy del prossimo futuro. Il rapporto L’innovazione e il cambiamento nel settore Long Term Care si è posto nella sua 1° edizione il duplice obiettivo di mettere a sistema dati e stime disponibili da molteplici fonti e con diverse prospettive, oltre che di interrogarsi rispetto a cosa stia accadendo nel mondo dei servizi, proponendo quindi una lettura dal basso del fenomeno. Il tentativo è quello di ricostruire un quadro organico il più vicino possibile all’esperienza diretta delle famiglie in modo da sostenere un dibattito pubblico che deve prendere atto dell’urgenza della questione e iniziare ad interrogarsi sulle prospettive future. Leggi >

Demenza e Alzheimer, come intervenire?

Il 21 settembre ricorre la giornata mondiale dell’Alzheimer (Alzheimer’s Disease), una sindrome neurodegenerativa, la cui incidenza è in aumento e il cui decorso post-diagnosi può protrarsi fino a dieci anni, secondo l’Istituto superire di sanità, e che ha un rilevante impatto anche economico e sociale sul sistema sanitario. Posto che la ricerca scientifica necessita di ulteriori approfondimenti per una conoscenza approfondita di questo fenomeno ancora da debellare, vi sono degli accorgimenti per prevenire il problema e lenire la sintomatologia, nonché progetti palliativi innovativi. Leggi >

Il welfare italiano chiede un’immigrazione normale

Ci sono interi comparti del welfare che si reggono su forza lavoro immigrata: la cura a domicilio, con le badanti, l’assistenza sanitaria, soprattutto operatori sociosanitari che vedono una forte presenza straniera. Di queste professioni abbiamo e avremo sempre più bisogno.

Chiusura dei porti e arresto dei flussi stanno distogliendo completamente il nostro sguardo dai meccanismi per favorire una immigrazione “normale”: per esempio quella che riguarda questi lavori. E’ urgente mettere a tema l’attivazione di nuovi flussi di ingresso, senza i quali il welfare dei servizi rischia l’implosione. Leggi >

Se la badante torna a casa

Temuto da tempo, il rischio che le badanti possano via via scomparire forse inizia a prendere corpo. Una presenza metabolizzata, molto sommersa, misconosciuta nelle sue caratteristiche: si fa molta ricerca sugli anziani e la non autosufficienza, ma del mondo delle assistenti familiari sappiamo ancora molto poco. Possiamo rappresentarle come “il lato oscuro della forza”: la forza del welfare familiare, quello in grado di ingaggiare una persona esterna, spesso straniera, e di gestirne i delicatissimi e mutevoli rapporti con la persona bisognosa (anziana, ma anche disabile giovane e adulta). Forza oscura perché invisibile, silente, indecifrata. Leggi >

I centri diurni Alzheimer

Il Piano nazionale demenze, approvato nel 2014, prevede la creazione, riorganizzazione e potenziamento di una rete di servizi e funzioni integrate in grado di garantire la diagnosi  e  la  presa  in  carico tempestiva, la continuità assistenziale  ed  un  corretto  approccio alla persona ed alla sua famiglia nelle diverse fasi della malattia e dei diversi contesti di vita  e  di  cure. Fra i servizi da garantire ci sono anche i Centri diurni demenze/Alzheimer. Nonostante la previsione nazionale e l’inserimento dei servizi semiresidenziali nei Livelli Essenziali di Assistenza, i centri diurni Alzheimer stentano a diffondersi nel territorio nazionale. Leggi >