AnzianiPost nella sezione “Punti di vista”

Il caro energia per le strutture per anziani

Nella bozza del decreto legge “Aiuti Ter” approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2022, c’è una buona e una cattiva notizia per quel che riguarda il sostegno alle strutture per anziani per il devastante aumento del costo dell’energia. La buona notizia è che il Governo ha finalmente pensato a sostenere anche il settore della residenzialità per anziani e per le altre tipologie di assistiti. La cattiva notizia consiste nel fatto che il decreto è scritto malissimo e che, al di là delle intenzioni, ci sono grandi rischi che  i ristori possano andare ad una minoranza delle strutture. Leggi >

Non autosufficienza: una riforma anche per le badanti

#fuoridalcoro L’Inps certifica un lieve aumento di colf e badanti a fine 2021 rispetto all’anno precedente: di tredicimila unità le prime, di cinquemila le seconde. È evidente che la spinta alla regolarizzazione provocata dalla pandemia si è pressoché esaurita, così come risibile si sia rivelato l’effetto della sanatoria di due anni fa. Si riafferma la proporzione “60/40”, la stima elaborata da chi scrive secondo cui sono in regola solo circa il 40 per cento delle assistenti familiari. Leggi >

Anziani: dieci punti per la riforma

Entro l’estate il Governo dovrà presentare il Disegno di Legge Delega per la riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Lo indicano i tempi del PNRR.  È, quindi, un momento decisivo per i 3.8 milioni di anziani non autosufficienti e per i loro familiari. Per questo motivo, le organizzazioni del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” si rivolgono nuovamente al Governo, con una lettera al Presidente Draghi e ai Ministri Speranza e Orlando. Leggi >

Le frontiere invisibili dell’amministrazione di sostegno

La legge n° 6 del 9 gennaio 2004 ha introdotto la figura dell’amministratore di sostegno. All’articolo 1 ne viene stabilita la finalità che consiste “nel tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente”. Il Codice civile, che ha recepito il contenuto della legge 6/2004, all’articolo 404 stabilisce che “la persona che, per effetto di una infermità (…), si trova nell’impossibilità, (…), di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno”. In tale articolo risulta evidente il richiamo al concetto di salute proposta dall’OMS, secondo cui “non è in salute la persona che non è in grado di svolgere le proprie attività giornaliere e di gestire le incombenze sociali necessarie per ottimizzare il proprio livello di benessere”. In questa rappresentazione si scorge il primo sconfinato orizzonte dell’amministrazione di sostegno. Leggi >

Il Welfare dei servizi per contrastare la non autosufficienza

Nel nostro paese i demografi prima e i sociologi poi avevano previsto da tempo il processo di invecchiamento della società e con esso le numerose problematiche che conseguentemente si sarebbero aperte per le politiche di welfare. I numeri dimostrano come uno degli effetti principali dei processi di longevità sia l’aumento assai rilevante di persone non autosufficienti: come affrontare il lavoro di cura rivolto a tali persone non è però mai entrato seriamente fino ad oggi nell’agenda del legislatore. Leggi >

Abbiamo bisogno del Sistema Nazionale Assistenza Anziani?

Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza ha presentato le proprie proposte per la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti prevista nel PNRR. Il Patto raggruppa gran parte delle organizzazioni della società civile coinvolte nella non autosufficienza, una cinquantina circa, che rappresentano gli anziani, i loro familiari, i pensionati, gli ordini professionali e i soggetti che offrono servizi. La riforma è stata inserita nel PNRR e ci troviamo ora all’inizio del cammino: la presentazione del Disegno di Legge Delega da parte del Governo e la successiva discussione in Parlamento. L’obiettivo è quello di definirne l’impianto – cioè il suo disegno d’insieme – nel modo più coerente possibile, mentre la declinazione operativa avverrà nelle fasi successive. Di seguito vengono presentati i punti chiave delle proposte del Patto, mirate all’introduzione del Sistema Nazionale Assistenza Anziani (SNA). Leggi >

L’indennità di accompagnamento nel post-pandemia

L’indennità di accompagnamento è un contributo monetario erogato ad individui portatori di invalidità totale (al 100%) e permanente. La misura è stata introdotta nel 1980, ed è rimasta sostanzialmente invariata fino ad oggi. Nel 1988 è stata estesa a tutte le età. Ogni anno la somma erogata ai beneficiari viene aggiornata in base al tasso di inflazione. L’indennità fu introdotta per sostenere l’autonomia delle persone disabili, in prevalenza adulti. Con l’invecchiamento della popolazione, l’indennità è stata via via “catturata” da persone non autosufficienti di età sempre più avanzata, sino a diventare oggi la misura più diffusa di tutela della non autosufficienza delle persone anziane esistente nel nostro paese. Nel 2018 il 70% degli attuali beneficiari era rappresentato da persone oltre i 65 anni di età. Nonostante questo cambiamento radicale dell’utenza, il design istituzionale dell’indennità è rimasto uguale all’originale. Leggi >

Un nuovo welfare per la non autosufficienza

Per lunghi anni il tema degli anziani è stato ridotto a quello delle pensioni, con l’idea che pensioni migliori risolvono i problemi di questa sempre più lunga età della vita. E intanto ci facciamo assistere dalle badanti, con una rete di servizi spesso obsoleta, inadeguata, marginale. Altri paesi europei l’hanno capito: c’è un tema di welfare per la terza età che comporta servizi, aiuti diretti, agevolazioni. Non solo pensioni. Le proposte del “Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza” vanno in questa direzione. Vediamo, in sintesi, quali sono i cambiamenti più rilevanti che propone il “Patto”, cui aderiscono oltre 50 realtà del Terzo settore, delle parti sociali, dell’associazionismo, soggetti che l’anno scorso hanno ottenuto di introdurre nel PNRR la promessa di una riforma del welfare per la non autosufficienza. Le proposte sono il frutto di un percorso ampiamente partecipato. Leggi >

Le proposte del Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza

A tutto tondo. Sono proposte con una visione d’insieme, di sistema, quelle rese pubbliche dal “Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza”. Riguardano i servizi sociali e sociosanitari, i servizi e i trasferimenti monetari, il pubblico e il privato, gli anziani e il loro contesto: i caregiver familiari, le assistenti familiari (“badanti”), e poi il sistema di governance e di finanziamento. Una riforma, quella degli interventi per la non autosufficienza, prevista, lo ricordiamo, dal PNRR. Proposte che vengono avanzate nello spirito di costruttiva collaborazione che anima tutti i soggetti aderenti al Patto: non parole definitive ma un documento di lavoro integrabile, migliorabile. Leggi >

Perché non parliamo mai dei fallimenti?

#fuoridalcoro Se c’è un argomento tabù nel welfare sociale (e non solo qui) è quello delle cose andate storte. Dei progetti che non hanno raggiunto gli obiettivi, dei fallimenti veri e propri o dei successi in sedicesimo, molto inferiori alle aspettative. Tanto la narrazione pubblica delle cose condotte a fin di bene, alla fine, copre tutto. Con qualche numero raccolto qua e là, a giustificare l’utile e l’inutile. Leggi >

La scomparsa dei LEP per la non autosufficienza dalla legge di bilancio 2022

L’idea del Governo era quella di approvare i Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza con la Legge di bilancio 2022. Per questo nel testo presentato al Parlamento della Legge di Bilancio era presente l’art. 43 intitolato proprio “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”. L’art. 43 era fortemente influenzato dal lavoro della Commissione “Turco” che proprio a questo fine aveva presentato un testo di legge al Ministero del lavoro e delle politiche sociali costituito da diversi articoli. Ma qualcosa deve essere accaduto nel trasferimento del testo dall’articolato al solo art. 43 del Disegno di legge sul Bilancio 2022 perché in realtà nel documento presentato alle Camere l’individuazione dei livelli essenziali non c’è più. C’è l’individuazione di una serie di prestazioni sociali da garantire agli anziani non autosufficienti ma queste prestazioni non sono identificate come Livelli essenziali. Rimaneva però il titolo dell’art. 43 a ricordarci quali erano le intenzioni del Governo. Poi, però, con gli emendamenti approvati dal Parlamento e con i voti di fiducia tutti i titoli degli articoli sono scomparsi e con essi anche il richiamo ai “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”. Per cui, alla fine, nella Legge di Bilancio 2022 n. 234/2021, i Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza non vengono identificati. Leggi >

Le cure domiciliari alla popolazione della città di Torino

Il presente studio sulle Cure domiciliari dell’ASL Città di Torino, che integra una precedente analisi condotta sulla Lungassistenza domiciliare offerta alla popolazione anziana non autosufficiente torinese, rafforza la convinzione che sia necessario mettere mano ad una revisione delle cure e dell’assistenza domiciliare con integrazione degli interventi sanitari e socio-assistenziali. Solo un tale impianto può rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana, non autosufficiente e rappresentare una reale alternativa agli inserimenti in RSA. Tuttavia l’attuale Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede solo un potenziamento strutturale e tecnologico dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Leggi >