AnzianiPost con tag “RSA”

Anziani e pandemia: lo strappo nel cielo di carta

Il Punto di Welforum Coautori di questo articolo sono Carlo Beraldo e Roberto Ferri

 

La diffusione del virus Covid-19 ha evidenziato la vulnerabilità delle persone anziane  e non solo di quelle affette da gravi patologie. Gli anziani costretti per protezione all’isolamento sociale, ancor più se ospitati nelle RSA, in conseguenza dei limiti imposti alle relazioni sociali e agli interventi sanitario-riabilitativi e di animazione, hanno patito  un peggioramento delle loro condizioni di vita. Tale situazione richiede l’esercizio di nuove responsabilità gestionali da parte dei servizi territoriali sociali e sanitari e delle risorse sociali di solidarietà presenti localmente.
Leggi >

Come potenziare l’assistenza domiciliare per i non autosufficienti?

Il Punto di Welforum Con l’esperienza del Covid-19 si è diffuso il consenso sul potenziamento dei servizi territoriali. Devono tuttavia includere non solo interventi sanitari per patologie in atto, ma anche sostegni affinché i non autosufficienti possano vivere presso il proprio domicilio, se vogliamo ridurre ricoveri in Rsa e ospedale. Quali interventi potenziare , e con quali meccanismi? Non solo far crescere l’Adi, ma introdurre un più articolato sistema delle cure sociosanitario. Leggi >

Quali RSA vogliamo?

Il Covid-19 ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione delle strutture residenziali per non autosufficienti (RSA) per la concentrazione di infezioni e decessi provocati dal virus. Ma ha anche aperto un dibattito su come riorganizzare questi servizi. E la fragilità dimostrata nel fronteggiare l’epidemia ha tra l’altro fatto crescere proposte per incardinare più robustamente le RSA nel SSN. Ma come si può concretizzare questa ipotesi? E, soprattutto, che cosa deve essere una RSA, visto che i riordini devono avere come scopo un modello di servizio che si ritenga adeguato? Leggi >

Sul coinvolgimento dei familiari nelle RSA

Il ruolo dei familiari e la loro presenza nelle vita delle RSA è cambiato profondamente negli ultimi anni e nuove consapevolezze si sono affermate in occasione dell’epidemia da Covid-19. Nelle ultime settimane a partire da queste nuove consapevolezze sono state avviati nuovi progetti, sono state fatte numerose esperienze che richiederanno una valutazione per interrogarsi poi su che cosa converrà conservare anche per il futuro. È necessario avviare una riflessione per far sì che l’attuale tragedia delle RSA possa lasciare anche un’eredità positiva per il futuro. Leggi >

Nuove consapevolezze sviluppate nelle RSA durante l’epidemia

In questo articolo l’autore riflette su alcune consapevolezze che sono emerse o che possono emergere a seguito dell’emergenza che stiamo ancora vivendo. Siamo abituati a porci come obiettivo del nostro operare nelle RSA il benessere degli anziani che ci vivono, ma non basta. Se vogliamo davvero promuovere il benessere dobbiamo allargare il nostro sguardo. Leggi >

Quali RSA per il prossimo futuro?

La tempesta del Covid-19 che si è abbattuta sulle RSA ha messo in evidenza bisogni e risorse, sia degli anziani residenti che degli operatori e dei familiari. Adesso che cominciamo a intravvedere l’uscita dal tunnel è tempo di interrogarsi sul futuro per riflettere sugli insegnamenti che possiamo trarre dalla tragedia che stiamo attraversando. Leggi >

Covid-19 e Rsa, oggi e domani

Il Punto di Welforum Il settore RSA era caratterizzato da criticità già prima dell’emergenza Covid-19. Durante l’epidemia queste si sono acuite e non hanno permesso una gestione sistemica, lasciando alle singole strutture o gestori la ricerca delle soluzioni necessarie. Covid-19 può essere l’occasione per ripensare il modello esistente e il ruolo delle RSA a partire dalle innovazioni promosse. Leggi >

Dopo la strage. Come ricostruire il futuro delle Rsa

Il Punto di Welforum L’International Long term care policy network sta monitorando il fenomeno dei decessi riferibili a Covid-19 nella case di riposo a livello internazionale. Mentre per Portogallo e Spagna ci sono solo informazioni riportate dai media (finora rispettivamente 33% e 53% dei decessi totali), dati ufficiali sono invece disponibili per il Belgio, il Canada, la Francia, l’Irlanda e la Norvegia: in questi paesi i decessi riferibili a Covid oscillano tra il 49% e il 64%, grandezze vicine a quelle del nostro paese. Veniamo all’Italia. L’Istituto Superiore di Sanità ha avviato un’indagine sulle Rsa e i dati che riporta sono laceranti: sono quasi settemila i deceduti per Covid-19 o con sintomi simil-influenzali dall’inizio della pandemia fino alla metà di aprile, il 40% del totale. E ci si riferisce solo a un terzo delle strutture presenti in Italia, quindi la cifra va moltiplicata per tre. Un’ecatombe, lungi dall’essersi conclusa. Leggi >

Un’emergenza nell’emergenza

Il Punto di Welforum Le case di riposo rappresentano un’infrastruttura fondamentale del nostro sistema sociosanitario in quanto rappresentano una delle poche soluzioni residenziali e di cura possibili per persone afflitte da gravi disabilità, che non le consentono più di vivere permanentemente nella loro abitazione, tanto più se senza familiari vicini o senza una badante convivente. Lo studio presentato documenta tre tendenze degli ultimi anni: una spiccata sanitarizzazione, una fragilizzazione progressiva dei ricoverati, e un processo di privatizzazione delle strutture che sta riducendo il peso del settore pubblico. Queste tendenze fanno emergere un diffuso problema di sostenibilità finanziaria. Leggi >

Covid nelle Rsa: la strage silenziosa

Il Punto di Welforum Rischia di essere un’ecatombe, quella che sta avvenendo nelle RSA e nelle case di riposo, di cui non si conoscono i numeri esatti, solo informazioni frammentarie e aneddotiche su situazioni particolarmente e tristemente colpite. Ma se mettiamo in fila i molti segnali il contagio sembra essersi diffuso in modo rilevante. Cerchiamo di fare il punto sulla situazione assieme a Luca Degani, responsabile di Uneba Lombardia, organizzazione del settore che riunisce centinaia di Rsa in tutta Italia. Leggi >

Il diritto di invecchiare a casa propria: l’esperienza internazionale

Dalla recente ricerca sul diritto di invecchiare a casa propria, promossa da AUSER e SPI Cgil, emerge l’indicazione che alla domiciliarità non c’è alternativa in quanto, pur realizzando quote consistenti di RSA (che in tutti i casi vanno realizzate), il divario con il fabbisogno rimarrà sempre enorme. In altri Paesi di questa semplice verità da tempo si è preso atto tant’è che il tema dell’abitare viene considerato il vero snodo delle politiche di sostegno alla vecchiaia. Leggi >