Famiglia, infanzia e adolescenzaSegnalazioni

Contro la violenza nelle scuole servono formazione e prevenzione, non le telecamere

La presidente del CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia) si pronuncia contro l’obbligo delle telecamere nelle scuole dell’infanzia in un lungo documento consegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. La proposta delle telecamere a scuola rompe, infatti, il tradizionale patto di fiducia tra scuola e famiglia, mentre prevenzione, formazione e monitoraggio dovrebbero essere i primi strumenti per contrastare la violenza nelle scuole.

Politiche per la famiglia

Il governo sta pensando a due nuove politiche per la famiglia. Tramite la costituzione di un fondo della natalità, con le risorse avanzate dal Reddito di Cittadinanza, si vuole introdurre un assegno per i figli, aumentando la soglia dell’ISEE dei potenziali beneficiari. Inoltre, si vogliono rendere detraibili le spese per pannolini e latte in polvere. L’articolo di Chiara Saraceno per LaVoce evidenzia i limiti di tali misure e ne mette in dubbio sia la fattibilità che l’efficacia.

Allarme fuga cervelli

L’articolo di Jacopo Bassetto per LaVoce illustra con alcuni dati come la fuga di cervelli in Italia riguardi soprattutto giovani e, sempre di più, laureati, in particolare nel campo delle scienze sociopolitiche e in quelle scientifico-tecnologiche. La fuga di cervelli significa spesso la perdita di capitale umano e quindi una brusca frenata per quanto riguarda innovazione e crescita. Tuttavia, se il bilancio tra chi fugge e chi torna è equilibrato, questo tipo di migrazione può avere effetti positivi in termini di circolazione di competenze, valori e conoscenze che possano stimolare il cambiamento sociale. Per un ulteriore approfondimento, si veda il report del Think Thank Tortuga in collaborazione con Algebris.

L’Italia ancora lontana dagli obiettivi 2030 per l’istruzione

Tra gli obiettivi 2030 fissati dalle Nazioni Uniti vi è anche un’istruzione di maggiore qualità. 36 indicatori permettono di avere un quadro piuttosto dettagliato di ogni paese. L’Italia, sebbene abbia conosciuto un forte miglioramento negli ultimi venti anni, risulta ancora essere il fanalino di coda dell’Europa per numero di laureati, competenze e tasso di abbandono. Inoltre, disaggregando i dati, emergono sia le forti differenze territoriali che di genere e di nazionalità. L’articolo di Openpolis riassume e analizza queste evidenze.

Quale benessere aumenta la prolificità?

Il rapporto BES (Benessere equo e sostenibile) dell’Istat mette in luce il legame tra alcune dimensioni del benessere e la prolificità, concludendo che nei territori in cui si registrano livelli maggiori di benessere si riscontra anche una maggiore tendenza a fare figli. Date le profonde differenze territoriali che caratterizzano il nostro Paese, anche sotto quest’aspetto il Nord e il Sud risultano molto lontani l’uno dall’altro. Leggi l’articolo di Alessandra De Rose et al. per Neodemos.

Le nonne di oggi, tra nipoti e mercato del lavoro

La disponibilità delle nonne spesso aiuta le giovani coppie a formare la propria famiglia e a continuare a partecipare al mercato del lavoro, soprattutto le madri. Le ricerche passate in rassegna dall’articolo di Valeria Bordone e Bruno Arpino per InGenere sottolineano come la disponibilità dei nonni ad accudire i nipoti sembra aumentata grazie all’allungamento della vita, a condizioni di salute buone per un periodo di tempo superiore e al declino della mortalità. Tuttavia, la nascita dei nipoti, soprattutto in contesto in cui mancano politiche pubbliche ad hoc e i servizi privati di cura risultano troppo costosi, la nascita di un nipote può spingere alcune donne a un abbandono precoce del proprio posto di lavoro. L’Italia rientra in questa casistica, vista la rilevanza dei nonni nell’agevolare la partecipazione della madre al mercato del lavoro.

Le equilibriste: la maternità in Italia

È disponibile il report annuale dell’Istat che presenta la condizione delle madri in Italia, chiamate significativamente “equilibriste”. Oltre a registrare un ulteriore calo delle nascite, il report analizza la condizione lavorativa delle madri e anche dei papà, mettendo in evidenza le difficoltà di conciliazione tra vita privata, familiare e lavorative, e propone poi un focus sulle madri straniere. Nel nostro Paese emerge ancora una forte differenza di genere, che si esprime nel divario occupazionale, nella distribuzione asimmetrica dei carichi del lavoro di cura, in una differenza di reddito a parità di posizione occupazionale e in generale in una maggiore difficoltà per le donne nell’avanzare in termini di qualifiche e di reddito a parità di posizione e di livello di educazione. Tali differenze di genere tendono ad acuirsi nel caso in cui le donne siano anche madri.

Povertà e maltrattamento dell’infanzia: la seconda edizione dell’indice Cesvi

Sebbene la povertà non sia una causa diretta del maltrattamento sui minori, la mancanza o carenza di risorse economiche costituiscono un fattore di rischio ad elevata criticità. Spesso la povertà materiale è strettamente correlata a quella emotiva. Questo è il fulcro della nuova edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, che evidenzia anche il divario tra Nord e Sud, la virtuosità dell’Emilia Romagna e un allarme, invece, in Campania. L’indice è il risultato di una serie di indicatori relativi ai fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio.

Matrimoni omosessuali: l’opinione degli italiani

L’ottava edizione della European Social Survey ha raccolto le opinioni dei cittadini europei nei confronti dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. In Italia, dal 2016, le coppie omosessuali possono unirsi civilmente, ma non godono degli stessi diritti delle copie eterosessuali che si uniscono in matrimonio, tra cui, per esempio, il diritto all’adozione. Come illustra Giulia M. Dotti Sani nell’articolo per Neodemos, la legge sembra rispecchiare le opinioni degli italiani. Se, infatti, il matrimonio omosessuale è in larga parte accettato, soprattutto tra giovani, donne e persone istruite, l’adozione da parte di persone dello stesso sesso genera al contrario un disaccordo piuttosto forte.

La questione giovanile e le responsabilità della classe dirigente

Partendo dai tentativi di minimizzare o ridicolizzare le proteste giovanili sul cambiamento climatico, Donato Speroni, nell’articolo scritto per Asvis, mette in luce la responsabilità della classe dirigente italiana rispetto alla povertà educativa che caratterizza i giovani nel nostro Paese, soprattutto al Sud. Secondo l’autore, tale atteggiamento di indifferenza di un certo ambiente è l’indicatore della mancanza di volontà di cambiare le proprie priorità politiche. Utilizzando dati Istat e opinioni di esperti, Speroni sottolinea come il passo da un analfabetismo non dichiarato a comportamenti antisociali sia breve, e come la classe dirigente si stia disinteressando alla questione giovanile pur avendo potenzialmente i mezzi per occuparsene.

Nuova edizione del Manuale dei servizi per l’infanzia

La nuova edizione del Manuale dei servizi per l’infanzia si è arricchita di un aggiornamento dedicato alla domanda e offerta dei servizi d’infanzia, alla luce dell’introduzione della riforma sul “Sistema Integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni”. Il Manuale, oltre a dati aggiornati, contiene anche informazioni sugli aspetti normativi a livello regionale. Si tratta di uno strumento di consultazione interattivo, indispensabile per i professionisti coinvolti nello sviluppo dei servizi educativi per la prima infanzia.

Due settimane di congedo per i papà. Quale reazione in Italia?

Pochi giorni fa, una direttiva del Parlamento Europeo ha portato il congedo obbligatorio di paternità a due settimane con l’esplicito scopo di “incoraggiare una più equa ripartizione delle responsabilità di assistenza tra uomini e donne, nonché per consentire un’instaurazione precoce del legame tra padre e figlio”. Annalisa Roselli nell’articolo per Ingenere riflette sulle resistenze culturali e individuali a una misura di questo tipo nel nostro Paese e propone una stima dei costi di un’eventuale applicazione effettiva della direttiva.