Famiglia, infanzia e adolescenzaPost nella sezione “Dati e ricerche”

La riapertura delle scuole in Italia e in Europa. Il progetto ScuolaCovid19

Quali misure sono state prese in Europa per la riapertura della scuola durante la pandemia globale? Che cosa ha contraddistinto l’approccio italiano? L’articolo riflette sulle similitudini e le differenze che caratterizzano sette paesi europei: Francia, Germania, Italia, Spagna, Norvegia e Regno Unito. La comparazione si base sulle informazioni tratte dal sito www.scuolaCovid.eu, nato dalla collaborazione tra il Laboratorio di Politiche Sociali del DAStU – (Politecnico di Milano) – e il Comune di Milano con lo scopo di mappare le pratiche messe in campo nei servizi scolastici, fino al primo grado di istruzione. Leggi >

Educazione: Cenerentola del welfare al tempo del Covid-19 – Parte 1

In questo e nel successivo contributo abbozziamo un primo provvisorio esame retrospettivo della tragica vicenda pandemica in Italia, con particolare riferimento al Sistema Educativo. In questo articolo prendiamo in esame il periodo della chiusura (fase 1) e della sperimentazione di una graduale ri-apertura (fase 2). Nel secondo analizziamo le opportunità, ma anche i ritardi e le complessità, della ri-apertura dei nidi e delle scuole, in presenza e sicurezza, a virus ancora attivo. Leggi >

I Care Leavers: giovani su cui scommettere

I care leavers, neomaggiorenni che vivono fuori dalla famiglia di origine, da cui sono stati allontanati in età minore per motivi di tutela, sono tra le più invisibili e vulnerabili fasce sociali. A 18 anni, nel passaggio dalla vita in accoglienza a quella autonoma, si trovano senza punti di riferimento. Tortuga, in supporto all’impegno parlamentare dell’On. Emanuela Rossini, vuole dare visibilità alle istanze dei care leavers e promuovere misure nell’ambito del diritto allo studio, inserimento lavorativo, sociale ed abitativo, creando per loro un sistema di accompagnamento verso l’autonomia. Leggi >

Famiglie che cambiano, istituzioni che cambiano?

La pluralizzazione delle forme familiari è una questione sempre più rilevante per i servizi pubblici rivolti a bambini e genitori. La ricerca socio-giuridica “Changing families, changing institutions?” esplora esperienze istituzionali, professionali e familiari nei rapporti tra scuole, servizi educativi e sociali da un lato e famiglie dall’altro, in particolare nel contesto di famiglie con genitori separati, omogenitoriali, con padri “coinvolti” e immigrate, evidenziando criticità e innovazioni. Leggi >

In Veneto le politiche giovanili ripartono dai Piani

L’articolo presenta i principali risultati del percorso di azione-ricerca svolto dai due Autori durante l’attività di supporto scientifico e di assistenza tecnica per la Regione del Veneto – Dipartimento Servizi Sociali. Le attività di ricerca hanno accompagnato l’implementazione delle politiche giovanili regionali secondo un innovativo approccio area-based e l’impiego dello strumento dei “Piani di intervento per le politiche giovanili”. I Piani di intervento hanno mobilitato 21 aree territoriali e oltre 2 milioni di euro; i 143 progetti hanno coinvolto 37.000 giovani in tre diverse aree di intervento: scambio generazionale, prevenzione dei problemi giovanili e laboratori di creatività. Leggi >

W il nido!

Il Punto di Welforum l sistema dei nidi e dei servizi integrativi per la prima infanzia è messo a dura prova dall’emergenza Covid-19. I nidi a gestione privata, che costituiscono una fetta sostanziale del sistema di offerta, soprattutto nella nostra Regione, sono a forte rischio a causa dell’impossibilità di coprire i costi di gestione. Cosa stanno facendo le Regioni per supportare e garantire la sopravvivenza del sistema? E cosa sta facendo la Lombardia? Leggi >

Ricostruiamo l’Italia. Un nuovo impegno per il contrasto della povertà educativa

La povertà educativa dei minori è significativamente associata alla povertà economica delle famiglie; la scarsità di risorse economiche ha un impatto stabile sull’impegno scolastico, sugli esiti dell’istruzione, sulle aspirazioni individuali; la povertà è spesso multidimensionale e la povertà educativa, in molti casi, è la sua più significativa dimensione, una dimensione non materiale di questa condizione. Le famiglie in condizione di povertà economica presentano chiaramente due svantaggi: hanno un maggiore profilo di rischio di cadere in questa condizione e gli effetti negativi che gli svantaggi producono sono molto più severi e duraturi. Leggi >

Affidi in Piemonte: trauma o risorsa?

Ogni bambino ha diritto a crescere in un ambiente di vita accogliente e supportivo, tale da consentirgli uno sviluppo cognitivo, emotivo-affettivo e relazionale sano. La letteratura internazionale ha messo in evidenza gli effetti a breve e a lungo termine del permanere in un ambiente di crescita in cui i fattori di rischio superano i fattori di protezione. Il dibattito attuale ha portato ad interrogarsi sull’effettiva gravità dei motivi che attualmente conducono a disporre un’accoglienza extrafamiliare per i minori, sulla possibilità di ridurre la durata degli affidi e sull’impatto che ha sui minori l’affiancamento di una famiglia diversa da quella di origine. Per poter rispondere a tali interrogativi in maniera fondata, occorre rifarsi a dati di ricerca. Lo studio che presenteremo di seguito, focalizzato sui minori in affidamento nella regione Piemonte, si propone di dare un contributo in questo senso. Leggi >

Allontanamenti dei bambini dalle famiglie di origine

Assistiamo in questi giorni ad un acceso dibattito sulla questione degli allontanamenti dei bambini. Affinché tale dibattito possa condurre a scelte politiche rafforzative del sistema dei servizi per la protezione dell’infanzia del nostro Paese, in questo articolo gli autori intendono mettere a disposizione una sintesi ragionata delle acquisizioni provenienti dalla letteratura scientifica di settore, dalla frequentazione assidua dei servizi e dall’analisi di best practices ampiamente diffuse nei servizi territoriali italiani. La ricerca costituisce, infatti, un’importante risorsa per l’innovazione delle politiche e delle prassi e consente di fondare le decisioni su letture approfondite e rigorose di fenomeni complessi di interesse pubblico. Leggi >

Povertà sanitaria minorile: chi se ne cura?

Quando si parla di povertà, per sua natura multidimensionale, non ci si può riferire solo ad una carenza di reddito, ma soprattutto se si tratta di minori, anche di povertà sanitaria, educativa e relazionale. Presentiamo di seguito i principali risultati della ricerca, realizzata da IRS per conto e in collaborazione con Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus, nell’ambito dell’iniziativa ‘In farmacia per i bambini’, che dal 2013 aiuta i minori che vivono in povertà sanitaria in Italia, tramite la raccolta e la distribuzione di farmaci pediatrici e prodotti baby care. Le analisi sul grado di utilizzo dei prodotti raccolti e distribuiti, il valore prodotto e il bisogno coperto, insieme a riflessioni più generali sul tema della tutela dei diritti dell’infanzia e della salute dei bimbi, sono state approfondite e discusse lo scorso 24 gennaio a Roma in occasione di un convegno organizzato ad hoc presso il Ministero della Salute. Leggi >

In Spagna dodici settimane di congedo di paternità

Nel Marzo 2019 il governo spagnolo ha emesso un decreto “rivoluzionario”, con l’obiettivo di raggiungere l’uguaglianza di genere nel diritto a congedi di maternità e paternità adeguatamente retribuiti entro Gennaio 2021. I movimenti femministi hanno spinto le parti politiche a offrire agli uomini un congedo di 16 settimane, adeguatamente pagato e non trasferibile, per promuovere la parità di genere nella cura e sul mercato del lavoro. La possibilità per le coppie di alternarsi nella cura dei figli promuove nuove pratiche di paternità e protegge l’investimento delle donne nel lavoro. Un esempio interessante per il dibattito per l’Italia (dove il congedo di paternità consiste nel 2020 in soli 7 giorni obbligatori più uno facoltativo”, anche in relazione alla proposta di estendereil congedo di maternità riservando una quota ai padri. Leggi >

Part-time involontario nel Sud Europa. Una nuova forma di precarietà per le donne?

Gli studiosi sono concordi nel sottolineare come tra i (pochi) effetti positivi della crisi del 2008-2014 ci sia stato un parziale riequilibrio della partecipazione al mercato del lavoro tra uomini e donne. In alcuni paesi questo ha significato un balzo in avanti notevole nella parità tra uomini e donne sul mercato del lavoro: per esempio, in Spagna il gender gap è passato dal 23,6% del 2007 al 12,1% del 2018 (fonte: Eurostat, gender gap in employment). Anche in Italia si è verificato un processo di questo tipo, sebbene in misura minore (25,8% nel 2007, 19,8% nel 2018). Bene? Non del tutto. Leggi >