Famiglia, infanzia e adolescenzaPost nella sezione “Dati e ricerche”

Minori stranieri non accompagnati e salute psicosociale

La salute psico-sociale dei Minori Stranieri non Accompagnati, a fronte di forti rischi di disorientamento e malessere sperimentati anche a seguito di violenze e abusi, richiede un delicato lavoro di presa in carico e accompagnamento di tipo globale. Nelle regioni Sicilia e Calabria, che da tempo accolgono la più parte dei minori non accompagnati sbarcati in Italia, un ruolo centrale è svolto dalle realtà del terzo settore, in stretta collaborazione con i servizi sociali pubblici. Leggi >

Giovani e alcol: il coinvolgimento come fattore di protezione

In Italia i consumatori giornalieri di bevande alcoliche fuori dai pasti sono oltre un quarto della popolazione. A fronte di un problema permanente nonostante le azioni realizzate a livello pubblico, per orientare i più giovani a comportamenti salubri sembrano sortire effetti positivi interventi inclusivi e modalità di comunicazione innovative. Leggi >

Stili e spazi di partecipazione giovanile. Una ricerca europea

I giovani contemporanei sono affetti da “apatia partecipativa” oppure sono le tradizionali definizioni di cosa sia la partecipazione giovanile ad essere inadeguate a coglierla nelle forme che assume oggi? La ricerca Partispace ha indagato il fenomeno in otto città europee, tra cui Bologna, evidenziando le pratiche con cui i giovani tentano di ritagliarsi uno spazio – simbolico e concreto – in cui sentirsi riconosciuti, accettati e in grado di esprimersi. Leggi >

Giovani e processi di transizione alla vita adulta. Qualche dato per riflettere

Comprendere bisogni e aspettative delle giovani generazioni, leggendo i mutamenti che caratterizzano la scansione delle tappe di conseguimento dell’autonomia, è essenziale per guardare al futuro. I dati raccolti dall’Osservatorio giovani provano a far luce su questi temi, partendo dalla voce dei giovani. Rispetto all’età ideale per compiere i passaggi della transizione alla vita adulta, i giovani italiani hanno aspettative simili ai loro omologhi europei, ma riescono poi a realizzarle assai più tardi. Incidono fattori culturali e difficoltà strutturali, in particolare in relazione alla precarietà lavorativa e alla carenza delle politiche. Leggi >

Condizioni di lavoro nei servizi 0-2, lontano dall’investimento sociale?

L’espansione dei servizi 0-2 anni è avvenuta in Italia in parallelo ad un significativo aumento di fornitori privati che, sia nel mercato privato sia nella gestione di strutture pubbliche esternalizzate, possono ricorrere a forme contrattuali più flessibili e meno remunerative. I dati mostrano che, rispetto alle insegnanti della scuola dell’infanzia, le educatrici dei servizi 0-2 lavorano più spesso con contratti temporanei, part-time e con salari inferiori. Leggi >

Playmakers: bambini e adulti co-autori della scena sociale

Bambini e bambine non sono attori passivi nel teatro della società. Osservare le loro interazioni all’interno dei servizi per l’infanzia consente di capire quanto anche essi siano capaci di produzione culturale e trasformazione sociale. Portare tra le mura di asili nido e scuole dell’infanzia i linguaggi teatrali consente di evidenziare ancora di più questa competenza. L’esperienza del teatro diviene dunque occasione per creare cultura e società e invita a riflettere su come far fruire tale opportunità al maggior numero di bambini, famiglie, educatori. Leggi >

Tre reti scolastiche (e tre città) che tendono ad evitarsi

Il Punto di Welforum La ricerca “White flight a Milano” ha il grande merito di avere messo a disposizione di tutti una lettura della mobilità territoriale della popolazione scolastica dell’obbligo dell’intera città, ovvero ha consentito – per la prima volta – di potere disporre di dati, di conoscenze e di interpretazioni che determinano l’accesso all’universo dei plessi scolastici (e delle istituzioni scolastiche) della scuola dell’obbligo milanese. Il commento di Giuseppe Como, insegnante e dirigente presso diversi istituti scolastici superiori. Leggi >

Come contrastare la fuga degli italiani

Il Punto di Welforum Lo studio del Politecnico di Milano sulla segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo della città ha suscitato pochi commenti. E nessun impatto, si direbbe, sugli orientamenti del mondo della scuola e della politica. Eppure la messa a fuoco di un fenomeno che va ben oltre il rispecchiamento negli istituti scolastici degli addensamenti abitativi di famiglie italiane svantaggiate e immigrate, racconta una realtà allarmante, presumibilmente non limitata al contesto milanese. La verità è che si tende a minimizzare perché il tema è, da più punti di vista, di quelli scomodi. Il commento di Fiorella Farinelli, esperta di scuola e formazione. Leggi >

La segregazione nella scuola secondaria italiana

Il Punto di Welforum Numerosi contributi di ricerca hanno evidenziato l’esistenza di un effetto della segregazione scolastica, ovvero la composizione più o meno omogenea del corpo studentesco di una scuola o classe in riferimento ad una data caratteristica, su voti, apprendimenti e attitudini verso l’istruzione. I risultati di queste ricerche mostrano un generale effetto negativo della segregazione di minoranze etniche e gruppi sociali svantaggiati sugli apprendimenti degli alunni. Matteo Piolatto, dottorando in Economic Sociology presso l’Università degli Studi di Milano, propone alcuni dati di ricerca. Leggi >

La segregazione in quattro città italiane

Il Punto di Welforum La ricerca proposta da Eduardo Barberis, ricercatore TD presso l’Università di Urbino Carlo Bo, mette in evidenza come il governo del fenomeno migratorio, qui analizzato dall’osservatorio dell’inserimento scolastico, sia in genere lasciato al libero gioco del mercato del lavoro e della casa, e a percorsi relazionali “molecolari” locali.

Non esiste una geografia sociale unica della segregazione scolastica perché i mercati locali della casa e del lavoro assumono configurazioni diverse. Tuttavia, un tratto comune è dato dalla necessità di adeguare l’offerta scolastica a livello di area metropolitana, per provare a compensare gli effetti di fuga e di concentrazione nei rapporti fra Comuni centrali e periferici. Leggi >

White flight a Milano

Il Punto di Welforum Dalla ricerca proposta da Marta Cordini e Andrea Parma, assegnisti presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, emerge come uno dei principali fattori che guidano le scelte delle famiglie nel decidere a quale scuola iscrivere i propri figli sia la ricerca di omogeneità socio-culturale, prevalentemente esercitata dalle famiglie di classe media che risultano meglio equipaggiate per scegliere le soluzioni più consone sin dai primi anni di istruzione. La fuga della middle class dalle scuole meno attraenti dà luogo a fenomeni di tipo segregativo, vale a dire la concentrazione di gruppi svantaggiati in alcune scuole. Leggi >

Povertà educativa, povertà, dispersione scolastica, competenze

Che cosa è la povertà educativa? E soprattutto, come la leggiamo, come la descriviamo, come la interpretiamo?

Il tema povertà educativa è molto vasto e chiama in causa criteri, contesti e livelli di analisi anche molto differenti: vorremmo fornire spunti di riflessione e di discussione sui diversi livelli analizzandoli uno alla volta, con diversi contributi. In questo primo contributo, proviamo ad esplorare alcuni rapporti e documenti che negli ultimi due anni hanno tematizzato una riflessione intorno alla povertà educativa. Leggi >