Famiglia, infanzia e adolescenzaPost nella sezione “Dati e ricerche”

Di generazione in generazione: la povertà si eredita?

L’articolo si pone come obiettivo quello di analizzare l’aspetto generativo nei processi di impoverimento, partendo da una domanda a prima vista semplice: la povertà si eredita? La risposta potrebbe apparire banale, visto che diversi studi oggi stabiliscono in maniera inconfutabile la relazione fra lo stato di vulnerabilità economica e sociale e il contesto di provenienza, tuttavia ciò che risulta importante è individuare quali elementi contribuiscano a creare un circolo vizioso che si trasmette fra le generazioni arrivando a prefigurare “carriere” di povertà. Per fare ciò ci avvaliamo delle riflessioni di uno studio realizzato dalla Caritas Diocesana di Reggio Emilia – Guastalla, prodotto in occasione del convegno “Osservare lontano. Le sfide della povertà educativa alla comunità”, all’interno del quale si è utilizzato come Case study il Fondo Famiglia per la Formazione, un fondo diocesano che in sei edizioni ha permesso di conoscere i percorsi di povertà di quasi 600 famiglie, analizzandone tratti comuni e assonanze con quanto visto in altri studi presenti in Italia sul fenomeno della povertà educativa. Leggi >

Politiche per la famiglia: un anno di governo M5S/Lega

Il contratto di governo M5S/Lega prevede un capitolo dedicato alle politiche per la famiglia e la natalità e un’altra parte dedicata alla modificazione del diritto di famiglia. Dopo il primo anno di governo, che si è concluso il 31 maggio 2019, che cosa è stato fatto di quel programma? Leggi >

Denatalità e sostegno alle famiglie con figli

Il numero dei nati in Italia è in costante contrazione. Diminuiscono in particolare i primi figli, i nati da genitori coniugati, i figli di genitori entrambi italiani. Ma diminuiscono anche i nati da genitori stranieri, che tendono ad assumere comportamenti riproduttivi simili a quelli degli italiani. La diminuzione delle nascite osservata tra il 2008 e il 2017 secondo Istat è imputabile per quasi i tre quarti alla diminuzione della popolazione femminile tra 15 e 49 anni. La restante quota della diminuzione dipende dal calo della fecondità. Le tendenze descritte sono preoccupanti perché le famiglie con figli svolgono una cruciale funzione di riproduzione delle generazioni, rilevante nella sfera privata ma cruciale anche nella dimensione collettiva, del presente e del futuro sociale, economico, culturale del paese. Leggi >

Verso un sistema di profilazione nazionale?

Con Garanzia Giovani viene usato per la prima volta in Italia un sistema nazionale di profilazione basato su una strumentazione statistica. Ma i rischi che si corrono nell’usare un dispositivo del genere per regolare l’accesso a interventi sociali sono numerosi, tra cui soprattutto quello di appiattire le situazioni dei giovani e di non riuscire a costruire progetti effettivamente personalizzati, col risultato di non essere in grado di incidere sulla situazione dei giovani Neet destinatari della misura. Leggi >

Il diritto alla cura e all’educazione.

La Legge 107/2015 e il D.Lgs. 65/2017, attuativo della legge, hanno individuato nel Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni lo strumento principale per il diritto alla cura e all’educazione dei bambini e delle bambine fin dalla nascita. Una strada rispettosa delle culture prodotte nei servizi educativi e nelle scuole dell’infanzia, ma che richiede una attenta vigilanza da parte di tutti i soggetti interessati affinché il percorso si realizzi davvero. Leggi >

Promuovere la partecipazione giovanile: uno strumento formativo per youth worker

Elaborato sulla base dei risultati del progetto europeo Partispace sulla partecipazione giovanile, lo strumento formativo per youth worker intende supportare gli attori dell’animazione socio-educativa nella promozione di attività con e per i giovani sui temi della cittadinanza e del coinvolgimento civico e politico. Leggi >

Minori stranieri non accompagnati e salute psicosociale

La salute psico-sociale dei Minori Stranieri non Accompagnati, a fronte di forti rischi di disorientamento e malessere sperimentati anche a seguito di violenze e abusi, richiede un delicato lavoro di presa in carico e accompagnamento di tipo globale. Nelle regioni Sicilia e Calabria, che da tempo accolgono la più parte dei minori non accompagnati sbarcati in Italia, un ruolo centrale è svolto dalle realtà del terzo settore, in stretta collaborazione con i servizi sociali pubblici. Leggi >

Giovani e alcol: il coinvolgimento come fattore di protezione

In Italia i consumatori giornalieri di bevande alcoliche fuori dai pasti sono oltre un quarto della popolazione. A fronte di un problema permanente nonostante le azioni realizzate a livello pubblico, per orientare i più giovani a comportamenti salubri sembrano sortire effetti positivi interventi inclusivi e modalità di comunicazione innovative. Leggi >

Stili e spazi di partecipazione giovanile. Una ricerca europea

I giovani contemporanei sono affetti da “apatia partecipativa” oppure sono le tradizionali definizioni di cosa sia la partecipazione giovanile ad essere inadeguate a coglierla nelle forme che assume oggi? La ricerca Partispace ha indagato il fenomeno in otto città europee, tra cui Bologna, evidenziando le pratiche con cui i giovani tentano di ritagliarsi uno spazio – simbolico e concreto – in cui sentirsi riconosciuti, accettati e in grado di esprimersi. Leggi >

Giovani e processi di transizione alla vita adulta. Qualche dato per riflettere

Comprendere bisogni e aspettative delle giovani generazioni, leggendo i mutamenti che caratterizzano la scansione delle tappe di conseguimento dell’autonomia, è essenziale per guardare al futuro. I dati raccolti dall’Osservatorio giovani provano a far luce su questi temi, partendo dalla voce dei giovani. Rispetto all’età ideale per compiere i passaggi della transizione alla vita adulta, i giovani italiani hanno aspettative simili ai loro omologhi europei, ma riescono poi a realizzarle assai più tardi. Incidono fattori culturali e difficoltà strutturali, in particolare in relazione alla precarietà lavorativa e alla carenza delle politiche. Leggi >

Condizioni di lavoro nei servizi 0-2, lontano dall’investimento sociale?

L’espansione dei servizi 0-2 anni è avvenuta in Italia in parallelo ad un significativo aumento di fornitori privati che, sia nel mercato privato sia nella gestione di strutture pubbliche esternalizzate, possono ricorrere a forme contrattuali più flessibili e meno remunerative. I dati mostrano che, rispetto alle insegnanti della scuola dell’infanzia, le educatrici dei servizi 0-2 lavorano più spesso con contratti temporanei, part-time e con salari inferiori. Leggi >

Playmakers: bambini e adulti co-autori della scena sociale

Bambini e bambine non sono attori passivi nel teatro della società. Osservare le loro interazioni all’interno dei servizi per l’infanzia consente di capire quanto anche essi siano capaci di produzione culturale e trasformazione sociale. Portare tra le mura di asili nido e scuole dell’infanzia i linguaggi teatrali consente di evidenziare ancora di più questa competenza. L’esperienza del teatro diviene dunque occasione per creare cultura e società e invita a riflettere su come far fruire tale opportunità al maggior numero di bambini, famiglie, educatori. Leggi >