Famiglia, infanzia e adolescenzaPost nella sezione “Punti di vista”

Educare e includere con il teatro. Vent’anni di progetti nell’Ovest Ticino

L’uso dei linguaggi artistici consente di sviluppare strategie relazionali e inclusive, aperte ad ogni tipo di differenza. L’esperienza ventennale nell’Ovest Ticino in ogni ordine e tipo di scuola e in vari altri contesti educativi offre molti spunti di riflessione su potenzialità e limiti delle attività laboratoriali. Ne parliamo con Marco Bricco, della Compagnia Teatrale Stilema/Unoteatro di Torino, e Grazia Fallarini, del C.I.S.A. Ovest Ticino. Leggi >

Politiche per la famiglia: un anno di governo M5S/Lega

Il contratto di governo M5S/Lega prevede un capitolo dedicato alle politiche per la famiglia e la natalità e un’altra parte dedicata alla modificazione del diritto di famiglia. Dopo il primo anno di governo, che si è concluso il 31 maggio 2019, che cosa è stato fatto di quel programma? Leggi >

A proposito di angeli e demoni

Si è parlato molto ultimamente di quanto è accaduto a Reggio Emilia in Val d’Enza ed è emerso dall’indagine Angeli e Demoni: i bambini allontanati dalle loro famiglie senza una valida ragione, le modalità improprie e manipolative di raccolta delle loro dichiarazioni, le terapie delegate ad un Centro privato di Torino, le responsabilità di coloro che hanno gestito queste vicende secondo una sorta di morboso afflato salvifico in cui si sono sacrificati i bambini che si volevano aiutare. Su queste responsabilità potrà fare luce l’indagine giudiziaria in atto della quale si dovranno attendere gli esiti.

Sono stati però clamorosamente sollevati problemi più generali dei quali si discute da molti anni tra gli addetti ai lavori e che meritano alcune precisazioni in merito a tre aspetti cruciali: la raccolta della testimonianza dei minori presunti vittime, le prassi di prevenzione e di contrasto del maltrattamento e la formazione degli operatori. Leggi >

Reddito di Cittadinanza: una lettura di genere

Adottare la prospettiva di genere (gender mainstreaming) nella definizione, programmazione, implementazione e valutazione di politiche è un principio sancito già dai primi anni ’90 dall’ONU ed uno strumento fondamentale per contrastare le disuguaglianze. Insieme a Luca Fanelli ed Isabella Orfano di Action Aid, proviamo a riflettere sull’approccio di genere applicato alla nuova norma che ha introdotto il Reddito di Cittadinanza. Leggi >

Persone, donne, famiglie: difendere i diritti, ampliare i sostegni

Lo scorso 30 marzo a Verona un corteo molto partecipato ha portato istanze relative alla parità di genere, alla tutela dei diritti civili, al rispetto dei diversi orientamenti di genere, al riconoscimento della varietà delle forme familiari. La dott.ssa Geneth, presidente di AIED Verona, sottolinea il ruolo fondamentale di migliori condizioni di lavoro e maggiori sostegni per le madri lavoratrici al fine di contrastare la denatalità, nonché l’importanza di una generalizzata educazione sessuale e affettiva nelle scuole, anche al fine di ridurre ulteriormente le interruzioni volontarie di gravidanza. Leggi >

RdC: le forti criticità sulla povertà minorile

Il Punto di Welforum Il Reddito di cittadinanza presenta tre indubbi aspetti positivi: un maggiore livello di copertura e una maggiore generosità media e una specifica attenzione per chi vive in affitto. A fronte di questi aspetti positivi, ce ne sono altri altamente problematici. Tra questi, uno appare poco messo a fuoco nel dibattito: la scarsa attenzione che questa misura presta alla povertà minorile, che pure è, insieme a quella giovanile, il fenomeno più preoccupante all’interno della diffusione della povertà. Leggi >

Ddl sull’affido dei figli: rischi e trappole del mito della bi-genitorialità perfetta

La proposta di legge “in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bi-genitorialità”, che vede come primo firmatario il senatore Pillon, ha un obiettivo “ufficiale” condivisibile: garantire il massimo di corresponsabilità tra i genitori anche dopo la rottura della coppia in nome del benessere dei figli minori. Un obiettivo già presente nella legge 54/2006, che ha introdotto l’affido condiviso come modalità di affidamento prevalente e stabilito che ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in maniera proporzionale al proprio reddito eventualmente anche tramite la corresponsione di un assegno di mantenimento al fine di garantire ai figli il soddisfacimento dei bisogni e il mantenimento del tenore di vita pregresso; tenendo conto, per valutare il contributo di ciascun genitore e l’importo dell’eventuale assegno, sia del tempo passato dai figli presso l’uno e l’altra, sia del valore economico del lavoro domestico e di cura effettuato da ciascun genitore. Leggi >

Tre reti scolastiche (e tre città) che tendono ad evitarsi

Il Punto di Welforum La ricerca “White flight a Milano” ha il grande merito di avere messo a disposizione di tutti una lettura della mobilità territoriale della popolazione scolastica dell’obbligo dell’intera città, ovvero ha consentito – per la prima volta – di potere disporre di dati, di conoscenze e di interpretazioni che determinano l’accesso all’universo dei plessi scolastici (e delle istituzioni scolastiche) della scuola dell’obbligo milanese. Il commento di Giuseppe Como, insegnante e dirigente presso diversi istituti scolastici superiori. Leggi >

L’effervescenza delle scuole periferiche: dalla segregazione all’inclusione

Il Punto di Welforum Il commento di Milena Piscozzo, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Riccardo Massa di Milano, mette in luce come spesso si pensi ai quartieri periferici, e alle scuole ivi collocate, come a immutabili contesti di disagio e di degrado. Le periferie sono realtà fluide, dove la scuola a volte è l’unica agenzia educativa, che opera in mancanza di adeguati centri di aggregazione per la popolazione, soprattutto giovanile. Nell’immaginario collettivo prevale, dunque, una rappresentazione che associa la periferia urbana a conflitto, povertà e fragilità. In realtà le scuole periferiche, proprio perché rispondono a bisogni educativi diversi, sono molto “effervescenti”. Leggi >

Spunti per un protocollo d’intervento: il ruolo dell’ente locale

Il Punto di Welforum La ricerca del Dipartimento di Studi Urbani del Politecnico di Milano ci consegna un’immagine precisa della composizione sociale delle scuole primarie e secondarie di primo grado della città di Milano. Dallo studio emerge che la scuola pubblica in diversi contesti territoriali milanesi non riesce a ridurre le disuguaglianze sociali, come indicato dalla Costituzione, ma finisce per ampliarle e radicalizzarle. La causa più rilevante di questo fenomeno è la “fuga degli italiani” ovvero l’abbandono dei territori periferici da parte delle famiglie italiane di classe media e medio-alta che si spostano verso scuole paritarie, oppure verso scuole pubbliche, meno etnicizzate e con la maggioranza di allievi con background familiare simile. Il commento di Sabina Banfi, Direttore dell’area Servizi Scolastici ed Educativi del Comune di Milano. Leggi >

Come contrastare la fuga degli italiani

Il Punto di Welforum Lo studio del Politecnico di Milano sulla segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo della città ha suscitato pochi commenti. E nessun impatto, si direbbe, sugli orientamenti del mondo della scuola e della politica. Eppure la messa a fuoco di un fenomeno che va ben oltre il rispecchiamento negli istituti scolastici degli addensamenti abitativi di famiglie italiane svantaggiate e immigrate, racconta una realtà allarmante, presumibilmente non limitata al contesto milanese. La verità è che si tende a minimizzare perché il tema è, da più punti di vista, di quelli scomodi. Il commento di Fiorella Farinelli, esperta di scuola e formazione. Leggi >

Quale ruolo per la scuola nelle aree periferiche?

Il Punto di Welforum Il tema delle periferie urbane, delle cause della loro persistente (e, per alcuni versi, crescente) presenza nella città contemporanea e degli strumenti per intervenire su di esse è tornato di recente all’attenzione del dibattito pubblico in Italia, anche grazie a diverse iniziative istituzionali, promosse a livello centrale, così come da alcune città. Obiettivo del commento di Carolina Pacchi, professore associato presso il Politecnico di Milano, è quello di offrire alcuni spunti di riflessione sulle relazioni possibili tra intervento di riqualificazione delle aree periferiche e scuole, intese sia come luoghi della formazione, sia in una declinazione più ampia, come centri di servizi e agenzie di cittadinanza per la comunità locale, e in ultima analisi come laboratori di uguaglianza. Leggi >