Famiglia, infanzia e adolescenzaPost nella sezione “Punti di vista”

Ddl sull’affido dei figli: rischi e trappole del mito della bi-genitorialità perfetta

La proposta di legge “in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bi-genitorialità”, che vede come primo firmatario il senatore Pillon, ha un obiettivo “ufficiale” condivisibile: garantire il massimo di corresponsabilità tra i genitori anche dopo la rottura della coppia in nome del benessere dei figli minori. Un obiettivo già presente nella legge 54/2006, che ha introdotto l’affido condiviso come modalità di affidamento prevalente e stabilito che ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in maniera proporzionale al proprio reddito eventualmente anche tramite la corresponsione di un assegno di mantenimento al fine di garantire ai figli il soddisfacimento dei bisogni e il mantenimento del tenore di vita pregresso; tenendo conto, per valutare il contributo di ciascun genitore e l’importo dell’eventuale assegno, sia del tempo passato dai figli presso l’uno e l’altra, sia del valore economico del lavoro domestico e di cura effettuato da ciascun genitore. Leggi >

Tre reti scolastiche (e tre città) che tendono ad evitarsi

Il Punto di Welforum La ricerca “White flight a Milano” ha il grande merito di avere messo a disposizione di tutti una lettura della mobilità territoriale della popolazione scolastica dell’obbligo dell’intera città, ovvero ha consentito – per la prima volta – di potere disporre di dati, di conoscenze e di interpretazioni che determinano l’accesso all’universo dei plessi scolastici (e delle istituzioni scolastiche) della scuola dell’obbligo milanese. Il commento di Giuseppe Como, insegnante e dirigente presso diversi istituti scolastici superiori. Leggi >

L’effervescenza delle scuole periferiche: dalla segregazione all’inclusione

Il Punto di Welforum Il commento di Milena Piscozzo, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Riccardo Massa di Milano, mette in luce come spesso si pensi ai quartieri periferici, e alle scuole ivi collocate, come a immutabili contesti di disagio e di degrado. Le periferie sono realtà fluide, dove la scuola a volte è l’unica agenzia educativa, che opera in mancanza di adeguati centri di aggregazione per la popolazione, soprattutto giovanile. Nell’immaginario collettivo prevale, dunque, una rappresentazione che associa la periferia urbana a conflitto, povertà e fragilità. In realtà le scuole periferiche, proprio perché rispondono a bisogni educativi diversi, sono molto “effervescenti”. Leggi >

Spunti per un protocollo d’intervento: il ruolo dell’ente locale

Il Punto di Welforum La ricerca del Dipartimento di Studi Urbani del Politecnico di Milano ci consegna un’immagine precisa della composizione sociale delle scuole primarie e secondarie di primo grado della città di Milano. Dallo studio emerge che la scuola pubblica in diversi contesti territoriali milanesi non riesce a ridurre le disuguaglianze sociali, come indicato dalla Costituzione, ma finisce per ampliarle e radicalizzarle. La causa più rilevante di questo fenomeno è la “fuga degli italiani” ovvero l’abbandono dei territori periferici da parte delle famiglie italiane di classe media e medio-alta che si spostano verso scuole paritarie, oppure verso scuole pubbliche, meno etnicizzate e con la maggioranza di allievi con background familiare simile. Il commento di Sabina Banfi, Direttore dell’area Servizi Scolastici ed Educativi del Comune di Milano. Leggi >

Come contrastare la fuga degli italiani

Il Punto di Welforum Lo studio del Politecnico di Milano sulla segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo della città ha suscitato pochi commenti. E nessun impatto, si direbbe, sugli orientamenti del mondo della scuola e della politica. Eppure la messa a fuoco di un fenomeno che va ben oltre il rispecchiamento negli istituti scolastici degli addensamenti abitativi di famiglie italiane svantaggiate e immigrate, racconta una realtà allarmante, presumibilmente non limitata al contesto milanese. La verità è che si tende a minimizzare perché il tema è, da più punti di vista, di quelli scomodi. Il commento di Fiorella Farinelli, esperta di scuola e formazione. Leggi >

Quale ruolo per la scuola nelle aree periferiche?

Il Punto di Welforum Il tema delle periferie urbane, delle cause della loro persistente (e, per alcuni versi, crescente) presenza nella città contemporanea e degli strumenti per intervenire su di esse è tornato di recente all’attenzione del dibattito pubblico in Italia, anche grazie a diverse iniziative istituzionali, promosse a livello centrale, così come da alcune città. Obiettivo del commento di Carolina Pacchi, professore associato presso il Politecnico di Milano, è quello di offrire alcuni spunti di riflessione sulle relazioni possibili tra intervento di riqualificazione delle aree periferiche e scuole, intese sia come luoghi della formazione, sia in una declinazione più ampia, come centri di servizi e agenzie di cittadinanza per la comunità locale, e in ultima analisi come laboratori di uguaglianza. Leggi >

Combattere la segregazione scolastica in Europa: che fare

Il Punto di Welforum Questo documento sintetizza il position paper “School segregation in Europe through inclusive education”, pubblicato dal Consiglio d’Europa nel 2017. Il testo qui presentato è curato da Xavier Bonal, professore di Sociologia all’Università autonoma di Barcellona, che ha curato anche la stesura del rapporto originale. Il rapporto completo è disponibile (in inglese) nella sua versione integrale. Leggi >

A che cosa servono i “Garanti dei diritti”?

Non sempre è chiaro quali siano (o possano essere) funzioni e ruoli delle figure che diverse amministrazioni (soprattutto le Regioni) hanno istituito come “Garanti dei diritti” per specifiche tipologie di problemi. Ferma restando la necessità di non generalizzare troppo, discutiamone attraverso una intervista con il “Garante per l’infanzia e l’adolescenza” per la Regione Piemonte. Leggi >

Cittadinanza e “jus soli”: una scelta giusta?

Tema molto attuale e altrettanto dibattuto, quello dello jus soli e della acquisizione della cittadinanza per minori nati e a lungo soggiornanti nel nostro Paese. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, interviene in “Punti di vista” presentando in modo chiaro e dettagliato la situazione odierna e sostenendo che, per garantire una maggiore integrazione all’interno della società, in un Paese che da terra di emigrazione è divenuta ormai terra di immigrazione, è importante approvare la riforma. Conclude affermando che diventare cittadino italiano non vuole dire necessariamente abbandonare le proprie radici, ma divenire pienamente e volontariamente membro a tutti gli effetti di una comunità, volontà che “sarebbe ingiusto e miope non assecondare”.

  Leggi >

Tribunale per i minorenni: a che punto siamo?

Il disegno di legge sull’abolizione del Tribunale per i minorenni è ancora in attesa di ricevere il parere del Senato. Tuttavia, le continue opposizioni hanno convinto i senatori della necessità di rivedere il testo, tenendo in maggiore considerazione le osservazioni di magistrati minorili, terzo settore e buona parte degli avvocati specializzati, tutti concordemente convinti del fatto che il testo attuale costituisca un arretramento della specializzazione dei Tribunali per i minorenni. Leggi >

Il Tribunale per i minorenni non va abolito

È attualmente in discussione al Senato il disegno di legge 2284, delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile che contiene, tra le altre misure, la soppressione dei Tribunali per i minorenni e l’istituzione di sezioni circondariali e distrettuali specializzate per la persona, la famiglia e i minori presso i Tribunali ordinari e le Corti di Appello. Il disegno di legge è presentato dal ministro della Giustizia, Orlando, di concerto con il ministro per l’Economia Padoan.

Molti e autorevoli i pareri contrari a questa soppressione, molte le iniziative per evitare che accada. Leggi >