Famiglia, infanzia e adolescenzaPost con tag “disuguaglianze”

Covid-19: bambini, ragazzi e famiglie sempre più disuguali

Il Punto di Welforum A dieci mesi dall’inizio dell’emergenza Covid-19, tutti i dati e le ricerche che hanno guardato a come bambini, ragazzi e famiglie abbiano vissuto e convissuto con le diverse fasi di lockdown e con l’esacerbarsi della crisi socio-economica, ci dicono che l’emergenza sanitaria non è uguale per tutti e non ne usciremo tutti uguali, ma anzi molto più disuguali, ed è fin da ora evidente quanto le condizioni di partenza abbiano dettato un enorme gap nelle possibilità di sostenere il peso della crisi. Leggi >

Non si metta la scuola (superiore) fra parentesi

Il ritorno generalizzato alla didattica a distanza (DAD) nella scuola superiore da fine ottobre 2020 è stato improvviso, non conseguente a precisi calcoli sui dati della pandemia e alla reale presenza di focolai nelle scuole. Nonostante l’annunciata riapertura, seppur non completa, dopo la pausa natalizia, sono di fatto tornati in classe solo gli studenti di poche regioni, mentre il destino di tutti gli altri resta ancora incerto. Tutto questo nonostante lo stesso Comitato Tecnico Scientifico abbia più volte ribadito l’importanza del ritorno alla didattica in presenza, rimarcando gli effetti negativi di un prolungamento eccessivo della DAD sul rendimento scolastico, sulla socialità e la salute, sia fisica che psicologica, dei ragazzi. Ma si può o non si può riaprire? L’articolo affronta la questione, riassumendo alcune fra le più recenti acquisizioni scientifiche. Leggi >

Le famiglie italiane tra insicurezza economica e capacità di cura

Numerose ricerche hanno rilevato come la pandemia e le misure di contenimento che sono state adottate hanno profondamente cambiato le condizioni di vita delle famiglie italiane. Queste ricerche – alcune realizzate da istituti ufficiali di rilevazione, altre da organizzazioni private o di terzo settore – evidenziano i cambiamenti intervenuti nel reddito delle famiglie, nei consumi, nell’occupazione, la crescita delle disuguaglianze, della povertà educative e alimentari. Leggi >

Politiche per le famiglie e disuguaglianze

Le politiche per le famiglie possono concorrere a ridurre o rafforzare le disuguaglianze di genere, di classe, tra famiglie di diverso tipo e dimensione. In Italia l’impatto sulla riduzione delle disuguaglianze è comparativamente contenuto, data l’entità della spesa e la frammentarietà delle misure. Alcune riforme sono particolarmente urgenti, come l’assegno unico per i figli, la riorganizzazione dei congedi parentali, il potenziamento dei servizi 0-6 e, pur controversa, la riforma dell’indennità di accompagnamento. Leggi >

Famiglie diseguali, anche di fronte al virus

Il Punto di Welforum L’emergenza Covid-19 ha mutato rapidamente e profondamente consolidate abitudini e prassi organizzative delle famiglie italiane. Come sempre, la crisi esaspera le disuguaglianze sociali esistenti, mettendo a rischio soprattutto i bambini e i ragazzi più svantaggiati. Leggi >

Povertà sanitaria minorile: chi se ne cura?

Quando si parla di povertà, per sua natura multidimensionale, non ci si può riferire solo ad una carenza di reddito, ma soprattutto se si tratta di minori, anche di povertà sanitaria, educativa e relazionale. Presentiamo di seguito i principali risultati della ricerca, realizzata da IRS per conto e in collaborazione con Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus, nell’ambito dell’iniziativa ‘In farmacia per i bambini’, che dal 2013 aiuta i minori che vivono in povertà sanitaria in Italia, tramite la raccolta e la distribuzione di farmaci pediatrici e prodotti baby care. Le analisi sul grado di utilizzo dei prodotti raccolti e distribuiti, il valore prodotto e il bisogno coperto, insieme a riflessioni più generali sul tema della tutela dei diritti dell’infanzia e della salute dei bimbi, sono state approfondite e discusse lo scorso 24 gennaio a Roma in occasione di un convegno organizzato ad hoc presso il Ministero della Salute. Leggi >

Part-time involontario nel Sud Europa. Una nuova forma di precarietà per le donne?

Gli studiosi sono concordi nel sottolineare come tra i (pochi) effetti positivi della crisi del 2008-2014 ci sia stato un parziale riequilibrio della partecipazione al mercato del lavoro tra uomini e donne. In alcuni paesi questo ha significato un balzo in avanti notevole nella parità tra uomini e donne sul mercato del lavoro: per esempio, in Spagna il gender gap è passato dal 23,6% del 2007 al 12,1% del 2018 (fonte: Eurostat, gender gap in employment). Anche in Italia si è verificato un processo di questo tipo, sebbene in misura minore (25,8% nel 2007, 19,8% nel 2018). Bene? Non del tutto. Leggi >

Playmakers: bambini e adulti co-autori della scena sociale

Bambini e bambine non sono attori passivi nel teatro della società. Osservare le loro interazioni all’interno dei servizi per l’infanzia consente di capire quanto anche essi siano capaci di produzione culturale e trasformazione sociale. Portare tra le mura di asili nido e scuole dell’infanzia i linguaggi teatrali consente di evidenziare ancora di più questa competenza. L’esperienza del teatro diviene dunque occasione per creare cultura e società e invita a riflettere su come far fruire tale opportunità al maggior numero di bambini, famiglie, educatori. Leggi >

Nidi e disuguaglianze sociali

Dopo la pausa estiva riaprono i nidi. Questi servizi hanno registrato nel corso degli anni un certo grado di espansione, con l’obiettivo di sostenere i bisogni di conciliazione e di sviluppare il capitale umano. Diversi studi, tuttavia, hanno messo in evidenza come questi servizi possano paradossalmente avere un impatto negativo sulle diseguaglianze, in particolare quando ne beneficiano più famiglie di classe medio-alta che le altre. Fra i fattori che possono determinarne l’impatto, vi sono le scelte delle istituzioni in merito ai criteri di accesso e compartecipazione al costo di questi servizi. Leggi >