Famiglia, infanzia e adolescenzaPost con tag “minori”

In merito alle misure proposte a sostegno dei figli a carico

L’obiettivo della proposta di legge, razionalizzare il frammentato sistema di trasferimenti legati alla presenza di figli per migliorarne l’efficacia e l’equità, anche al fine di un sostegno alle scelte di fecondità, è totalmente condivisibile. Le criticità e inefficienze dell’attuale situazione, sinteticamente riassunte nella nota di presentazione alla proposta di legge, sono state oggetto da tempo di analisi da parte di studiosi e di associazioni della società civile e vi è un consenso diffuso e trasversale sulla necessità di riforma. Analogamente condivisibili sono in linea di principio i due strumenti individuati a questo scopo, l’assegno unico e la dote per l’utilizzo di servizi. Le osservazioni e gli appunti critici che seguono vanno quindi collocati all’interno di questa condivisione di principio. Leggi >

Di generazione in generazione: la povertà si eredita?

L’articolo si pone come obiettivo quello di analizzare l’aspetto generativo nei processi di impoverimento, partendo da una domanda a prima vista semplice: la povertà si eredita? La risposta potrebbe apparire banale, visto che diversi studi oggi stabiliscono in maniera inconfutabile la relazione fra lo stato di vulnerabilità economica e sociale e il contesto di provenienza, tuttavia ciò che risulta importante è individuare quali elementi contribuiscano a creare un circolo vizioso che si trasmette fra le generazioni arrivando a prefigurare “carriere” di povertà. Per fare ciò ci avvaliamo delle riflessioni di uno studio realizzato dalla Caritas Diocesana di Reggio Emilia – Guastalla, prodotto in occasione del convegno “Osservare lontano. Le sfide della povertà educativa alla comunità”, all’interno del quale si è utilizzato come Case study il Fondo Famiglia per la Formazione, un fondo diocesano che in sei edizioni ha permesso di conoscere i percorsi di povertà di quasi 600 famiglie, analizzandone tratti comuni e assonanze con quanto visto in altri studi presenti in Italia sul fenomeno della povertà educativa. Leggi >

RdC: le forti criticità sulla povertà minorile

Il Punto di Welforum Il Reddito di cittadinanza presenta tre indubbi aspetti positivi: un maggiore livello di copertura e una maggiore generosità media e una specifica attenzione per chi vive in affitto. A fronte di questi aspetti positivi, ce ne sono altri altamente problematici. Tra questi, uno appare poco messo a fuoco nel dibattito: la scarsa attenzione che questa misura presta alla povertà minorile, che pure è, insieme a quella giovanile, il fenomeno più preoccupante all’interno della diffusione della povertà. Leggi >

Ddl sull’affido dei figli: rischi e trappole del mito della bi-genitorialità perfetta

La proposta di legge “in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bi-genitorialità”, che vede come primo firmatario il senatore Pillon, ha un obiettivo “ufficiale” condivisibile: garantire il massimo di corresponsabilità tra i genitori anche dopo la rottura della coppia in nome del benessere dei figli minori. Un obiettivo già presente nella legge 54/2006, che ha introdotto l’affido condiviso come modalità di affidamento prevalente e stabilito che ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in maniera proporzionale al proprio reddito eventualmente anche tramite la corresponsione di un assegno di mantenimento al fine di garantire ai figli il soddisfacimento dei bisogni e il mantenimento del tenore di vita pregresso; tenendo conto, per valutare il contributo di ciascun genitore e l’importo dell’eventuale assegno, sia del tempo passato dai figli presso l’uno e l’altra, sia del valore economico del lavoro domestico e di cura effettuato da ciascun genitore. Leggi >

Povertà educativa, povertà, dispersione scolastica, competenze

Che cosa è la povertà educativa? E soprattutto, come la leggiamo, come la descriviamo, come la interpretiamo?

Il tema povertà educativa è molto vasto e chiama in causa criteri, contesti e livelli di analisi anche molto differenti: vorremmo fornire spunti di riflessione e di discussione sui diversi livelli analizzandoli uno alla volta, con diversi contributi. In questo primo contributo, proviamo ad esplorare alcuni rapporti e documenti che negli ultimi due anni hanno tematizzato una riflessione intorno alla povertà educativa. Leggi >

A che cosa servono i “Garanti dei diritti”?

Non sempre è chiaro quali siano (o possano essere) funzioni e ruoli delle figure che diverse amministrazioni (soprattutto le Regioni) hanno istituito come “Garanti dei diritti” per specifiche tipologie di problemi. Ferma restando la necessità di non generalizzare troppo, discutiamone attraverso una intervista con il “Garante per l’infanzia e l’adolescenza” per la Regione Piemonte. Leggi >

Approvato l’indice europeo della Povertà infantile

Nel mese di marzo è stato adottato a livello dell’Unione Europea il sistema di indicatori di deprivazione dei minori realizzato da LISER, il Luxembourg Institute of Socio Economic Research, con il Centro Townsend per la ricerca internazionale sulla povertà dell’Università di Bristol ed Eurostat. Si tratta di un passo cruciale per capire meglio le condizioni materiali e sociali di vita dei bambini, analizzate indipendentemente da quelle dei loro genitori. Leggi >

L’interculturalità nelle adozioni internazionali

L’adozione internazionale implica la costruzione di un rapporto di genitorialità tra adulti e minori di diversa nazionalità e dunque appartenenti a culture differenti. La cultura, in senso antropologico, condiziona necessariamente le abitudini di vita degli individui, la loro identità, il loro sistema di valori, la loro interpretazione della realtà ed il rapporto con tutto ciò che li circonda. Nello specifico dell’adozione interazionale, la non uniformità dei riferimenti culturali può costituire un ostacolo o una risorsa, a seconda di come ci si pone rispetto ad essa. Leggi >

Cittadinanza e “jus soli”: una scelta giusta?

Tema molto attuale e altrettanto dibattuto, quello dello jus soli e della acquisizione della cittadinanza per minori nati e a lungo soggiornanti nel nostro Paese. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, interviene in “Punti di vista” presentando in modo chiaro e dettagliato la situazione odierna e sostenendo che, per garantire una maggiore integrazione all’interno della società, in un Paese che da terra di emigrazione è divenuta ormai terra di immigrazione, è importante approvare la riforma. Conclude affermando che diventare cittadino italiano non vuole dire necessariamente abbandonare le proprie radici, ma divenire pienamente e volontariamente membro a tutti gli effetti di una comunità, volontà che “sarebbe ingiusto e miope non assecondare”.

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Tribunale per i minorenni: a che punto siamo?

Il disegno di legge sull’abolizione del Tribunale per i minorenni è ancora in attesa di ricevere il parere del Senato. Tuttavia, le continue opposizioni hanno convinto i senatori della necessità di rivedere il testo, tenendo in maggiore considerazione le osservazioni di magistrati minorili, terzo settore e buona parte degli avvocati specializzati, tutti concordemente convinti del fatto che il testo attuale costituisca un arretramento della specializzazione dei Tribunali per i minorenni. Leggi >

Il Tribunale per i minorenni non va abolito

È attualmente in discussione al Senato il disegno di legge 2284, delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile che contiene, tra le altre misure, la soppressione dei Tribunali per i minorenni e l’istituzione di sezioni circondariali e distrettuali specializzate per la persona, la famiglia e i minori presso i Tribunali ordinari e le Corti di Appello. Il disegno di legge è presentato dal ministro della Giustizia, Orlando, di concerto con il ministro per l’Economia Padoan.

Molti e autorevoli i pareri contrari a questa soppressione, molte le iniziative per evitare che accada. Leggi >