Politiche e governo del welfarePost nella sezione “Punti di vista”

Se vince la logica dei bonus

Nella galleria dei bonus una tantum, l’ultimo arrivato è stato quello per il latte artificiale, 400 euro alle mamme che non possono allattare al seno. Una misura discutibile rientrata nella infinita gestazione della legge di Bilancio 2020, ormai arrivata in porto. E così, al posto di ricomporre e semplificare, si protrae anche nel sociale il cumulo disordinato dei contributi, delle elargizioni riservate a una certa condizione o all’uso di certi servizi. Leggi >

Benessere: una sfida ed un dovere

Il benessere è fine delle politiche ma non deve essere inteso in maniera decorativa o rituale. Per questo, bisogna considerare il benessere nella sua interezza, adottare protocolli condivisi e monitorarne l’adeguatezza. È inoltre necessario comprendere le relazioni tra i vari capitoli del benessere e riflettere sugli impatti in termini di organizzazione della pubblica amministrazione, comunicazione con i cittadini, futuro e diseguaglianze. Leggi >

Demografia, benessere e città nel XXI secolo

La tensione verso il futuro in cui si inserisce la capacità delle città di produrre nuovo benessere deve inserirsi in una tripla dimensione: quella dell’inclusione rivolta a tutti i cittadini, con particolare attenzione alle categorie sociali e aree territoriali che si trovano in condizioni più svantaggiate; quella dell’integrazione virtuosa con il contesto regionale in cui la città è inserita; quella internazionale che prevede confronto e collaborazione continua con le realtà urbane più avanzate europee e mondiali. Leggi >

La non autosufficienza riguarda il servizio sanitario nazionale?

La domanda del titolo pare condurre ad un’ovvia risposta positiva, non foss’altro perché da sempre ci sono nel sistema sanitario sia professioni (come la geriatria o la psichiatria) sia servizi, che di non autosufficienza si occupano. Ma merita chiarire, perché vorremmo discutere degli interventi per la tutela di chi non è autosufficiente nelle funzioni della vita quotidiana: per la cura di sé e per la cura dell’ambiente. Non quindi degli interventi di natura esclusivamente sanitaria, né solo di assistenza sociale. È persino banale ricordare che senza questi supporti, quando la persona non è autonoma, è inutile anche una consistente assistenza sanitaria al domicilio. Ed altrettanto banale è ricordare come l’aumento di persone (prevalentemente anziane) con questi bisogni mette in crisi le risposte del welfare, e produce sofferenze nelle famiglie che hanno ormai raggiunto livelli insostenibili. Dunque vorremmo discutere di un ruolo del SSN non solo nel costruire interventi/percorsi coordinati con altri (come quelli socio-assistenziali), ma nell’assumere meglio titolarietà primaria della competenza nella tutela dei non autosufficienti, e dei conseguenti impegni di spesa. Leggi >

La Summer School sul benessere e la sostenibilità delle città

Nell’ambito della collaborazione fra Welforum e la Summer School di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città, promossa da ASviS e da Milano2046, pubblichiamo tre contributi che mettono a fuoco alcune delle sfide che la nostra società si trova ad affrontare e le opportunità di una pianificazione di lungo periodo, che vede le città come protagoniste attive. Partiremo con l’articolo di Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio del Comune di Milano, che descrive gli obiettivi di Milano2046 e della Summer school tenutasi a settembre, per poi proseguire con un intervento di Alessandro Rosina, che illustra le sfide sociali che i cambiamenti demografici pongono alla programmazione delle politiche pubbliche, concludendo infine con un contributo di Sergio Sorgi, che propone 7 passi per il perseguimento del benessere sociale. Leggi >

Piano Nazionale per la Non autosufficienza: possibili miglioramenti?

Nei prossimi giorni va al parere della Commissione Unificata Stato Regioni la proposta di  “Piano per la non autosufficienza 2019-2021″ con un decreto abbinato il cui obiettivo principale è di  muovere verso più solidi livelli essenziali di assistenza, pur nei limiti del Fondo per le non autosufficienze (FNA) che è l’oggetto da regolare con questo Piano. L’obiettivo è sicuramente importante, ma è proprio questa intenzione che richiede di approfondire possibili miglioramenti del Piano per dare consistenza a quell’obiettivo. Discutiamone alcuni, senza intenzioni polemiche ma per riflettere su possibili migliorie, a partire da questa considerazione: il welfare pubblico per la non autosufficienza si articola in molti segmenti spesso disarticolati, e dunque è proprio un “Piano” ciò che occorre, ma con un orizzonte ampio, che non dimentichi snodi cruciali. Leggi >

L’attuale configurazione del RdC: una mappa cognitiva

A distanza di oltre un anno è possibile aggiornare la mappa cognitiva del Reddito di Cittadinanza posizionando la nuova misura secondo i contenuti effettivi della Legge 26/2019, che si sono rivelati piuttosto distanti dalle ipotesi iniziali. Tra le dimensioni considerate: la struttura interna del RdC ed il suo attuale regime di regolazione; il rapporto tra le singole misure del RdC e le politiche di settore, a cui fanno riferimento, e la questione ineludibile del lavoro di comunità. Leggi >

Un’agenda sociale per il nuovo governo

Il governo giallorosso si troverà ad affrontare diverse sfide di ordine sociale oltre a quelle – pur decisive e di cui si parla prevalentemente – di rilancio delle imprese, degli investimenti e dell’occupazione. Esse andranno considerate con la stessa determinazione e lungimiranza, perché non esiste un prima e un dopo tra sviluppo e coesione. Ecco in sintesi alcune (non certo esaustive) priorità sociali. Leggi >

Anche in Italia si consolida il welfare chauvinism

Il welfare italiano sta cambiando nei suoi principi e nei suoi orientamenti di fondo. Quello che emerge non è un progetto di cambiamento definito in un documento, in una proposta di legge, ma per lo più una successione di atti, di iniziative, di procedure complesse, che delineano e svelano con sostanziale chiarezza il mutamento in corso e la sua direzione di sviluppo. Rispetto al welfare condizionale che applica severamente sanzioni e sospensioni dei benefici a beneficiari che non si comportano in modo responsabile, questa configurazione emergente è un ulteriore passo in avanti verso un welfare che crea distinzioni, gruppi sociali ai quali è favorito l’accesso alle prestazioni e gruppi esclusi da ogni diritto a ricevere un beneficio. Leggi >

Utilità dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente

E’ in costruzione da tempo un’Anagrafe nazionale dei residenti (ANPR) che includerà gli archivi anagrafici di tutti i Comuni italiani. Abbiamo chiesto al Dott. Mirko Calvaresi, responsabile del progetto ANPR nel “Team per la trasformazione digitale” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di rispondere ad alcune domande su possibili utilità per i servizi di welfare pubblici. Leggi >

L’innovazione nei servizi: a che punto siamo?

Sono in carico ai servizi sociali e sociosanitari di questo Paese non più del 20 per cento degli anziani non autosufficienti. Nel caso dei disabili giovani e adulti non superiamo un terzo della domanda potenziale. I posti disponibili negli asili nido non raggiungono un quarto del potenziale bacino di utenza. Il Reddito di cittadinanza ha finora accolto meno della metà dei suoi potenziali beneficiari, e una domanda su quattro è stata respinta. Certo, ciascuno di questi interventi ha la sua storia, ma per motivi diversi ciascuno ci parla di un raggio d’azione limitato, quando non addirittura marginale. Ma non ci sono solo problemi di copertura. La rete dei servizi sociali, dagli asili nido alle case di riposo, è ampiamente improntata a un modello domanda/risposta, prestazionale, e oggi risposte standard ai bisogni di welfare non sono più accettabili. Molti servizi che abbiamo costruito negli anni faticano, infatti, a tenere il passo con il cambiamento. Si fa strada l’idea che per intercettare di più e meglio i bisogni servano più risorse ma soprattutto interventi diversi: un modo nuovo di pensare all’aiuto possibile. Leggi >

I fondi sociali nella legge di bilancio 2019

La legge di bilancio 2019 prosegue nell’incremento delle risorse per le politiche sociali iniziato nel corso del 2018. L’introduzione del Reddito di Cittadinanza costituisce un significativo investimento, ed anche molti altri fondi destinati allo sviluppo dei servizi sociali realizzati dagli enti locali vengono potenziati. Tuttavia, l’aumento delle risorse non viene adeguatamente valorizzato a causa dell’impostazione della governance contenuta nel decreto del Reddito di Cittadinanza, che semplicisticamente considera la povertà come condizione legata alla mancanza del lavoro, non considerandone, invece il carattere multidimensionale. Leggi >