Politiche e governo del welfareSegnalazioni nella sezione “Punti di vista”

Discorso al Parlamento del Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio prof. Conte ha esposto al Parlamento il programma del nuovo governo per chiedere e ottenere il voto di fiducia del Parlamento. Come lui stesso dice è un Governo costituitosi attraverso un percorso del tutto nuovo: la definizione del “Contratto” fra due forze politiche molto differenti, ma convergenti in una scelta di discontinuità e di cambiamento di cui il paese ha a loro parere necessità, anche per superare l’attuale distacco fra cittadini e istituzioni.

La rilevanza di quanto accade, al di là dei vissuti di speranza o di grave ansietà che ciascuno degli italiani attenti alla politica vive, ci conduce a mettere a disposizione dei nostri lettori il testo integrale della Comunicazione del Presidente del Consiglio, evidenziando graficamente le dichiarazioni relative alle politiche sociali del nostro paese, per facilitare così ai nostri lettori una lettura mirata sui temi oggetto del nostro Osservatorio.

In un testo così generale si possono però cogliere dei segnali, nel detto e nel non detto, tutti da verificare, nel loro segno e nella loro portata effettiva, soprattutto monitorando passo per passo come l’azione concreta di governo ne declinerà la realizzazione: in che termini, attraverso quali azioni, con quali priorità, con quali risorse, verso quali risultati soprattutto per le persone e le famiglie più esposte o più fragili.

“Coprogettazione e non solo” – Le slide del seminario

Giovedì scorso, il 10 maggio, si è tenuto a Milano al cinema Ariosto, il II seminario di welforum.it: “Coprogettazione e non solo: esperienze e strumenti collaborativi fra pubblico e terzo settore”.

Il Seminario, al quale hanno partecipato oltre 200 persone, è stato un’importante occasione di confronto e dibattito fra esperti (amministrativi, giuridici, metodologi) e addetti ai lavori (portavoce del terzo settore, assessori, dirigenti regionali e locali, referenti di fondazioni e di cooperative).  Gli spunti offerti sono stati molti e il dibattito, rispetto ad un tema di così ampio interesse, nella difficile fase che stanno attraversando i nostri sistemi di welfare, non si è certamente esaurito.

Per questo, rispondendo a molte sollecitazioni che ci sono pervenute, presentiamo le slide dei principali interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, ricordando che molti di questi saranno poi, una volta rivisti dagli autori, pubblicati nei prossimi giorni.

L’auspicio è che il dibattito sugli strumenti collaborativi fra pubblico e terzo settore ne sia alimentato e possa pertanto continuare su welforum.it.

Ciò che unisce i populisti di destra e di sinistra

Su LaVoce Fausto Panunzi riflette sul saggio di Stefano Feltri “Populismo sovrano”. Solo nelle prossime settimane sarà reso noto il quadro politico uscito dalle elezioni del 4 marzo, tuttavia per il momento un’ipotesi che non può essere esclusa è quella di una collaborazione tra M5s e Lega, i due partiti populisti e sovranisti. Da dove nasce il successo di questi movimenti? Certamente la causa più immediata è la crisi della grande recessione e la conseguente insicurezza. Un’altra dimensione potrebbe essere connessa al ruolo delle classi dirigenti che hanno via via imposto le loro priorità senza essere più capaci di garantire sicurezza e benessere. Queste contingenze generano nelle persone domanda di assicurazione e a tale domanda rispondono i movimenti populisti.

La Cisl per l’Europa, il lavoro, il fisco, il welfare

In tempo di elezioni, la Cisl ha pubblicato il documento Italia 2018. La Cisl per l’Europa, il lavoro, il fisco, il welfare. Al suo interno si trovano i punti essenziali delle proposte per il buon governo e lo sviluppo economico dell’Italia da porre all’attenzione delle forze politiche e del mondo economico in vista del prossimo appuntamento elettorale.

Al lavoro con le Acli

In vista delle elezioni politiche del 4 marzo, le Acli nel documento Al lavoro con le Acli. Le nostre idee e proposte in vista delle elezioni politiche del 2018 passano in rassegna i principali rischi ed opportunità legati agli scenari economici e sociali che si prospettano nel nostro Paese. Lavoro, welfare e cittadinanza, ambiente e territorio, istituzioni ed Europa sono le sezioni che compongono il documento e che rappresentano, secondo le Acli, i principali elementi sui quali occorre investire e progettare.

Verso il riconoscimento completo degli educatori professionali

Il 26 ottobre scorso è stato approvato alla Camera il disegno di legge Lorenzin sul riordino degli Ordini professionali sanitari. Il prossimo step sarà la terza lettura in Senato. Il DDL prevede, tra gli altri, l’istituzione dell’albo degli educatori professionali e di un’apposita area professionale sociosanitaria. In un comunicato, l’Associazione Nazionale Educatori Professionali (Anep) esprime il suo consenso nei confronti del DDL, convinta che l’istituzione di un ordine professionale possa contrastare il caos formativo (costituito dal doppio binario universitario e dal sistema di formazione a livello regionale) che caratterizza la figura dell’educatore professionale.

Proposte al Governo di Cgil, Cisl e Uil sui temi previdenziali

Il confronto avviato lo scorso anno tra Cgil, Cisl, Uil e Governo in materia di pensioni ha permesso di giungere all’emanazione di importanti misure che hanno introdotto un principio di maggiore flessibilità di accesso alla pensione. Il confronto Governo- sindacati nella fase due, quella attuale, pur registrando alcuni elementi di avanzamento, sta mostrando significative distanze. Ecco alcuni dei punti su cui i sindacati vogliono porre l’attenzione del Governo: revisione del meccanismo di adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione in relazione agli incrementi della speranza di vita, superamento delle disparità di genere e valorizzazione del lavoro di cura, flessibilità in uscita e sostegno alle future pensioni dei giovani.

Scarica il Pdf del documento elaborato da Cgil, Cisl e Uil.

Comunicazione e formazione: priorità per gli assistenti sociali

Maria Lorenzetti è il nuovo presidente dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Marche. Redattore Sociale ha raccolto il suo parere: l’obiettivo del mandato è quello di aprire nuovi canali di comunicazione per una professione che “spesso non è ascoltata e che pur essendo ordinata con una formazione universitaria, un proprio codice deontologico e una formazione continua obbligatoria, non viene riconosciuta nella sua specificità”.

Scarica il Pdf dell’articolo riservato ai lettori abbonati.

Per un servizio sociale sovra-comunale

Solitudine professionale, multi utenza, scarso numero di ore, inefficienze organizzative, sconfinamento sul piano amministrativo e budget minimi sono alcuni dei nodi cruciali che caratterizzano il servizio sociale di comuni piccoli o medio-piccoli, che dunque non avrebbero le caratteristiche necessarie ad offrire un servizio di qualità. Queste criticità possono essere affrontate meglio con un tipo di gestione sovra-comunale, Giulia Ghezzi spiega come.

Se sei interessato al tema leggi l’articolo su Sapere Sociale.

Legge sul Dopo di Noi: per l’on. Carnevali si vedranno presto i frutti

L’on. Elena Carnevali, relatrice alla Camera del provvedimento, risponde alle critiche e prospetta una inversione di tendenza. “L’approvazione è avvenuta a giugno 2016, a novembre l’intesa con le regioni; entro fine febbraio le regioni dovevano consegnare i piani organizzativi per l’utilizzo delle risorse previste dalla legge per il 2016. Ora, abbiamo licenziato i fondi a circa due terzi delle regioni: entro fine maggio molte di queste faranno le deliberazioni, quantificando misure, interventi, numero di persone che possono essere coinvolte. Entro il 30 giugno si dovrà presentare la relazione sullo stato di attuazione”.

Riportiamo l’articolo pubblicato da Redattore Sociale il 19 maggio 2017.