Istituzioni e governancePost con tag “Regioni”

Istituzioni e governance. Elezioni 2018

La legislatura che si è chiusa è intervenuta su diversi temi connessi alla governance del welfare, tra gli altri il rapporto tra Stato e Regioni, l’articolazione dei governi locali, i sistemi informativi e per la conoscenza di bisogni e interventi. Sono questioni che merita riprendere in futuro? Leggi >

Tavola rotonda dei Promotori, gli interventi

Quali sono le priorità nelle politiche sociali per la conclusione dell’attuale e per la prossima legislatura, su cui Welforum deve continuare a puntare l’attenzione con analisi e proposte? Inizia con questo interrogativo la terza parte del Convegno svoltosi a Roma presso la sede del Cnel lo scorso 28 novembre. Pubblichiamo qui di seguito una sintesi dei principali suggerimenti e punti di attenzioni proposti dai Promotori di Welforum e dal ministro Giuliano Poletti in tema di servizi e politiche sociali. Leggi >

Analisi dei bilanci di regioni, comuni e città metropolitane

L’Istat ha pubblicato il 3 novembre 2017 un Report sui bilanci di comuni, province ed aree metropolitane e la Banca d’Italia ha reso nota la sua Relazione sull’economia delle regioni italiane nel periodo 2013-15. Sono due importanti materiali per approfondire i trend e la composizione di entrate e spese delle amministrazioni locali, anche con attenzione alle differenze tra territori del paese e alla finalità dell’uso delle risorse. Ne dà ampio conto anche Regioni.it nella newsletter n. 3262 del 6 novembre 2017. Il rilievo di questa componente dell’economica è evidente considerando che le amministrazioni locali gestiscono all’incirca un quinto delle entrate tributarie e il 30% della spesa dell’intero aggregato della pubblica amministrazione. La spesa corrente è in tendenziale aumento, e oltre la metà (i tre quarti se si considerano solo le Regioni) è dedicata alla sanità. La spesa per il personale sanitario risulta in diminuzione da sei anni. La spesa in conto capitale risulta invece significativamente in diminuzione.

Se il sociale e il sanitario lavorano insieme

La Regione Emilia-Romagna si è recentemente dotata del nuovo Piano sociale e sanitario per il triennio 2017-2019, un documento di programmazione politico-strategica che traccia le principali linee di intervento che il sistema Regione-Enti locali è chiamato a realizzare. È un provvedimento che mette insieme la sfera del sociale e quella della sanità, lavorando per superare la tradizionale separatezza e frammentazione che spesso contraddistingue questi due mondi e per dare massima concretezza alla loro integrazione. Leggi >

Monitoraggio LEA e disuguaglianze in sanità

Il documento Monitoraggio dei LEA attraverso la cd. Griglia LEA  relativo all’anno 2015 del Ministero della Salute, e il Rapporto 2016 dell’Osservatorio Civico sul Federalismo in Sanità, presentato da CittadinanzaAttiva e Tribunale per i diritti del malato (vedi il comunicato stampa e le info grafiche), evidenziano la presenza di disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini delle diverse regioni italiane. Le criticità, che interessano alcuni indicatori dei diversi livelli di assistenza (prevenzione, assistenza territoriale, assistenza ospedaliera) sono prevalenti nelle regioni del sud e interpellano sia le Regioni che lo Stato ad intervenire per garantire il diritto alla salute.

Fondo Politiche Sociali 2017

Il 21/9/2017 in Conferenza unificata Stato Regioni è stata definita l’intesa sul riparto del Fondo Nazionale per le politiche sociali, che per il 2017 prevede quasi 277 milioni di Euro. Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, lo ha comunicato positivamente, rilevando che il Fondo riporta “…le risorse destinate alle politiche sociali allo stesso livello di qualche anno fa quando sul settore erano purtroppo intervenuti pesanti tagli legati al contenimento della spesa pubblica”.

Scarica qui il pdf con il comunicato stampa che presenta anche le risorse previste per le diverse Regioni.

Accordo Regioni-Poletti sui Centri per l’impiego

Le Regioni leggono in modo positivo l’intesa raggiunta con il Governo sul futuro dei Centri per l’Impiego. Il sito della Conferenza delle Regioni presenta i commenti sul punto. È utile ricordare l’importanza non solo di risolvere la collocazione formale dei Centri per l’Impiego dopo l’abolizione delle Province, ma anche di irrobustire queste strutture, precondizione necessaria sia per le loro azioni nella politica attiva del lavoro, che per essere davvero efficaci come soggetto che concorre ai progetti di inserimento socio-lavorativo connessi ai sostegni del reddito previsti da norme nazionali, ora il SIA e dal 2018 il REI.

I Centri per l’Impiego si rafforzano

La possibilità di irrobustire la struttura e le funzioni dei Centri per l’Impiego è decisiva non solo per le politiche attive del lavoro, ma anche per rendere concreti i progetti di inserimento lavorativo abbinati ai sostegni del reddito, come è previsto dalle norme nazionali nel SIA e nel REI.

Con la sua newsletter di luglio il sito Idee in Rete segnala che la Conferenza delle Regioni e Province Autonome ha pubblicato un resoconto di iniziative sul tema attivate da alcune Regioni, anche per strutturare il sistema dei Centri per l’Impiego dopo il loro transito dalle Province alle Regioni. La notizia è visibile al seguente link.

Indicatori di salute a supporto dei Piani regionali di prevenzione

Disuguaglianze di salute offre, partendo da dati Istat raccolti nel corso dell’indagine multiscopo sulle famiglie “Condizioni di salute e ricorso a servizi sanitari 2012-2013”, una panoramica completa degli indicatori di salute in Italia, divisi per Regioni, con l’obiettivo di generare uno strumento utile per gli operatori coinvolti nell’attività di pianificazione, progettazione e implementazione dei Piani regionali di prevenzione. Partendo da dati a livello nazionale, per ogni Regione è poi possibile scaricare gli indicatori relativi all’istruzione e al territorio.

Visita il sito.

Si avvia in Umbria la costruzione partecipata del nuovo Piano Sanitario

L’assessore alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare dell’Umbria, Luca Barberini,  ha invitato chi è interessato a segnalare disponibilità entro il 31 luglio (attraverso la mail pianosanitario@regione.umbria.it) a partecipare a uno dei quindici tavoli tecnici per la stesura del piano, il quale punterà anche a potenziare i servizi territoriali e delle cure primarie, a risposte più efficaci alla cronicità (che oggi assorbe il 70 per cento delle risorse del Fondo sanitario nazionale), nonché a una stretta sinergia con quanto previsto dal Piano regionale per la prevenzione e dal Piano sociale regionale già approvati.

Parere favorevole delle Regioni alla “Manovrina”, ma con condizioni

Nel corso della Conferenza Unificata del 25 maggio scorso, le Regioni hanno espresso un parere favorevole al disegno di legge di conversione del decreto legge 24 aprile 2017, noto come “manovrina”, ma evidenziando numerose necessità di emendamenti, descritte in un apposito documento scaricabile qui. Le proposte mirano a favorire gli investimenti e modificare la legge di Bilancio 2017, inclusa l’introduzione di un ulteriore finanziamento del fondo politiche sociali e del fondo assistenza alunni disabili. Le Regioni chiedono inoltre l’avvio di un confronto con il Governo per arrivare alla manovra d’autunno con un accordo preliminare, anche per poter definire i bilanci regionali con risorse certe.

Nuove governance locali di contrasto alla povertà economica?

Con la messa in opera del SIA (ed in vista del REI) devono anche essere attivate più robuste forme di raccordo territoriali tra servizi sociali e servizi per le politiche attive del lavoro. E’ dunque l’occasione per la diffusione di nuove forme di governance locali dei sistemi di contrasto alla povertà, in passato già realizzate in molti territori, ma ora previste come meccanismo da realizzare ovunque. Che cosa favorisce questo processo, e quali snodi devono essere affrontati? Leggi >