Migrazioni

Immigrati e salute: dal migrante sano al migrante esausto?

Sono molti gli aspetti che vanno considerati relativamente alla questione della tutela della salute della popolazione immigrata, spesso percepiti come responsabili di un indebito ricorso alle cure del sistema sanitario italiano. Bisogna anche tenere conto delle questioni giuridiche fondamentali, e più specificamente il rapporto tra sistema sanitario pubblico, tipica espressione dello Stato sociale, e diritti umani universali e l’aspetto antropologico e culturale che porta in gioco le problematiche della concezione del corpo e della malattia, del rapporto tra psiche e salute. Lo scambio comunicativo e la mutua comprensione, mai scontati nei rapporti tra il sistema sanitario e i suoi pazienti, acquistano una priorità forse inedita. Le differenti concezioni culturali di queste dimensioni cruciali dell’esperienza umana entrano in rapporto con un sistema sanitario pensato secondo criteri razionali e occidentali. Leggi >

I servizi sociali e l’inclusione dei minori migranti

Lo European Social Network – ESN (Rete sociale europea) ha pubblicato il rapporto Social inclusion of unaccompanied children and young people: the duty of social services che esplora, nei paesi europei, le questioni cruciali che i servizi sociali affrontano nel promuovere l’integrazione dei minori e dei giovani migranti. Nel rapporto vengono esaminati l’accesso a servizi come alloggio, assistenza sanitaria, supporto psicosociale e istruzione. Inoltre, il rapporto si focalizza anche sul sostegno a famiglie di rifugiati con bambini ed esplora alcune buone pratiche in termini di sostegno ai giovani che compiono 18 anni in particolare in tema di accesso all’istruzione e alle qualifiche professionali. Leggi >

“Pensare lo straniero in modo nuovo”, la sfida di Caritas

L’accoglienza dei migranti è sempre meno popolare tra gli italiani. Le paure nei confronti dell’immigrazione e del terrorismo hanno sostituito quelle per la crisi economica e la disoccupazione. Questo clima ha un’influenza negativa anche sui rapporti tra le istituzioni dei Paesi europei e mette in crisi la definizione di politiche internazionali condivise tra gli Stati membri. La sfida pedagogica che Caritas a tutti i livelli ha scelto di affrontare in questi anni e in quelli a venire è proprio quella di non rassegnarsi a questo clima, ma di aiutare le comunità a “pensare” lo straniero in modo nuovo, riconoscendo l’ineluttabilità del fatto che l’Europa è ormai da decenni un continente di immigrazione e che, in quanto tale, è necessario che si assuma le proprie responsabilità, sia nei confronti delle proprie popolazioni, sia nei confronti di quelli dei paesi di partenza. Leggi >

C’è anche chi aiuta immigrati e rifugiati

Gli esiti delle recenti elezioni politiche hanno indubbiamente confermato che la maggioranza degli italiani ha un atteggiamento negativo contro l’immigrazione e l’accoglienza dei richiedenti asilo. C’è però una minoranza che in vario modo si mobilita a sostegno degli immigrati e dei rifugiati, e non manca neppure chi, pur essendo contrario sul piano generale e politico, non rifiuta simpatia e aiuto a qualche caso personale e concreto. Le politiche migratorie, e segnatamente dell’asilo, possono quindi essere definite come un campo di battaglia, a cui prendono parte diversi attori. Leggi >

Le politiche di integrazione dei rifugiati nel Nord Europa

L’articolo presenta un approfondimento sul tema dell’integrazione dei rifugiati in Europa relativamente alle politiche di integrazione nel mercato lavoro in tre paesi di destinazione finale Austria, Germania e Svezia, tratto da uno studio comparativo pubblicato dal Parlamento Europeo nel mese di gennaio 2018. Leggi >

Nel 2017 gli stranieri in Italia sono diminuiti

Nel 2017, gli stranieri presenti a vario titolo in Italia sono diminuiti. A questa conclusione si è giunti dopo una valutazione complessiva che ha tenuto conto di tutte le tipologie e cioè degli stranieri residenti, di quelli regolari ma non residenti, degli stranieri sbarcati ed infine anche degli irregolari. Vediamo i dati. Leggi >

Immigrati e rifugiati sul territorio: le motivazioni dell’ostilità

La cosiddetta crisi dei rifugiati degli ultimi anni ha esercitato un vasto impatto sul dibattito politico nell’Unione Europea e segnatamente in Italia. Anche le recenti elezioni generali ne hanno certamente risentito. Tuttavia, mentre la percezione della maggior parte dell’opinione pubblica è quella di un flusso enorme e sregolato di esseri umani, l’84% dei rifugiati sono accolti in paesi del cosiddetto Terzo Mondo (UNHCR, 2017). L’Unione Europea ne accoglie meno del 10%. Leggi >

Migrazioni. Elezioni 2018

Il Punto di Welforum L’agenda politica della XVII legislatura sulle questioni migratorie si è caratterizzata per due temi: la crisi migratoria nel Mediterraneo e le misure di accoglienza e protezione umanitaria; l’infruttuoso tentativo di riforma della legge sulla cittadinanza. Nonostante il calo degli sbarchi nel 2017, è difficile considerare esaurita la crisi migratoria mediterranea. Molte delle questioni oggetto di dibattito in questi anni si ripresenteranno anche durante la XVIII legislatura. Leggi >

L’integrazione dei rifugiati in Europa

A fine gennaio 2018 il Parlamento Europeo ha pubblicato due studi comparativi sul tema dell’integrazione dei rifugiati in Europa focalizzando l’attenzione sui progressi compiuti negli ultimi anni, le principali sfide incontrate e i cambiamenti nelle percezioni delle principali parti interessate, dei policymakers e della società. Gli studi presentano una panoramica comparativa dei recenti sviluppi nelle politiche di accoglienza ed integrazione dei rifugiati in Grecia, Ungheria e Italia, paesi di primo accesso e transito, e in Austria, Germania e Svezia, quali paesi di destinazione finale. Leggi >

Gli scenari dell’immigrazione nel 2018

I migranti internazionali, secondo le statistiche delle Nazioni Unite, sono oggi 243,7 milioni nel mondo. Aumentano nel tempo in valore assoluto (erano 175 milioni nel 2000), ma crescendo nello stesso tempo la popolazione mondiale, che ha superato i 7 miliardi, il rapporto resta sostanzialmente stabile da parecchi decenni: poco più del 3%. Sul piano internazionale, escludendo migrazioni interne, il dato di fondo è che il 97% degli esseri umani non si sposta dal paese in cui è nato e cresciuto, per male che ci viva. In Italia, contrariamente a ciò che comunemente si pensa, il volume della popolazione immigrata è da anni stazionario. Poco sopra i 5 milioni di persone, compresi 1,2 milioni di cittadini rumeni e altri immigrati dall’interno dell’UE. La lunga crisi economica ne è la spiegazione principale. Sono diminuite persino le nascite da genitori stranieri: erano quasi 80.000 nel 2012, sono scese a 69.000 nel 2016, il 14,7% del totale. Gli immigrati patiscono la crisi, hanno rallentato i ricongiungimenti familiari e ridotto o differito i progetti genitoriali. Subiscono i vincoli strutturali, ma tendono anche ad adeguarsi agli stili di vita italiani. Dunque non ci salveranno dal declino demografico, ma neppure sono avviati a sostituire la cosiddetta “razza bianca”. Leggi >

Minori stranieri soli dalla vita in ‘bilico’

La legge Zampa del 7 aprile 2017 riunisce e riafferma in 22 articoli quanto, nell’ordinamento italiano, sulla tutela e sulla protezione dei minori soli era stabilito in precedenti testi di legge. Essa pone l’Italia come primo Paese europeo ad avere un provvedimento normativo dedicato a questo specifico argomento minorile, nel quale la condizione giuridica del “minore non accompagnato” s’intreccia in modo considerevole con lo statuto di “straniero”. Gli operatori del settore sono, pertanto, sollecitati a riconsiderare gli aspetti storici macro e micro, educativi, formativi e sociali, che incontrano quotidianamente nella pratica, secondo la prospettiva di cambiamento tracciato dalla nuova legge. L’articolo si sofferma sull’esperienza dei servizi sociali di Trieste. Leggi >

Immigrazione e previdenza

Gli stranieri pensionati sono pochi. Su 16 milioni di pensionati, gli stranieri sono circa 130.000, meno dell’1% del totale, per una spesa complessiva di circa 700 milioni di euro (2015).  Per quel che riguarda invece i contributi previdenziali, 2,4 milioni di lavoratori stranieri versano all’Inps oltre 10,9 miliardi di euro l’anno. Nel momento attuale, dunque, gli stranieri danno un grande beneficio al sistema previdenziale, utile per il pagamento delle pensioni attuali per tutta la popolazione anziana. Leggi >