Migrazioni

La partecipazione dei migranti nella costruzione di policies locali

È possibile promuovere una maggiore partecipazione delle persone con background migratorio nella costruzione di policies a vari livelli? Le autrici propongono in questo contributo alcune riflessioni a partire da una ricerca condotta a livello europeo che si inserisce all’interno del progetto SHAPE (SHaring Actions for Participation and Empowerment of migrant communities and LAs) finanziato nell’ambito del Fondo Europeo AMIF 2020 e con l’obiettivo generale di promuovere la partecipazione dei migranti/delle comunità migranti e delle persone con background migratorio nella costruzione e implementazione di politiche a vari livelli, dal locale, al nazionale, all’Europeo. Leggi >

L’immigrazione secondo i dati

Mentre il nuovo governo sta cominciando una prevedibile offensiva sui temi dell’immigrazione, a partire dal rilancio della guerra alle ONG che salvano le persone in mare, è più che mai opportuno rifarsi ai dati effettivi per inquadrare il fenomeno e impostare una discussione basata su conoscenze obiettive. Fonte principale per questo esercizio di ragionevolezza è il Dossier immigrazione, redatto e pubblicato ogni anno dal Centro studi e ricerche IDOS di Roma. È uscita nei giorni scorsi l’edizione 2022, che disegna una mappa articolata dell’immigrazione nel nostro paese. Ne riprendiamo qui alcuni elementi salienti. Leggi >

Ruoli e formazione nella seconda accoglienza

La percezione che il lavoro con persone immigrate abbia una natura fortemente sfidante è ampiamente condivisa e pertanto è chiaro come ciò richieda lo sviluppo di competenze e saperi specifici da parte delle professionalità coinvolte. I frequenti cambiamenti giuridici, la pluridimensionalità dei bisogni dei cittadini stranieri, l’alta burocratizzazione, il lavoro in rete e l’interazione con i contesti locali sono solo alcuni dei fattori che determinano la complessità di questo lavoro; eppure, la questione su come rafforzare le competenze degli operatori sociali coinvolti nel circuito dell’accoglienza rimane ancora poco esplorata e l’attenzione posta sul tema è scarsa. Leggi >

Immigrati e pluralismo religioso. Una novità per il nostro paese

L’immigrazione è un vettore di cambiamento sociale e culturale delle società che, volenti o nolenti, si trovano ad accoglierla. Non cambiano aspetti fondamentali, come la lingua, il calendario, l’architettura istituzionale, le norme costituzionali, ma soprattutto in ambito urbano si sviluppano fenomeni inediti, talvolta inattesi. Uno di questi è il pluralismo religioso. Leggi >

Quando salvare vite è un dovere

La vita è un diritto e soccorrere chi rischia di annegare in mare mentre cerca di raggiungere il nostro Paese è un obbligo, non solo etico ma anche giuridico. A pochi giorni dalla partenza per la terza missione di salvataggio nel Mediterraneo, abbiamo intervistato Gherardo Colombo, presidente onorario di ResQ – People saving people, e Cecilia Guidetti, membro del Consiglio direttivo dell’associazione. Leggi >

Il mondo ineguale dell’accoglienza dei rifugiati

La guerra in Ucraina ha riportato in primo piano la questione dei rifugiati, dopo un periodo di declino mediatico, dovuto al Covid e alla diminuzione degli sbarchi sulle nostre coste. Ma si trattava di un’illusione ottica, come spesso avviene quando si parla d’immigrati e di rifugiati. Le crisi umanitarie non si erano affievolite, soltanto non raggiungevano la soglia della nostra attenzione. Il dato che sintetizza un dramma globale è stato pubblicato da UNHCR qualche settimana fa: nel 2022 nel mondo le persone che cercano asilo hanno superato la cifra di 100 milioni, per la prima volta da quando vengono raccolte sistematicamente le cifre del fenomeno.

Il 20 giugno, giornata mondiale dei rifugiati, l’UNHCR pubblica il suo rapporto annuale, riferito ai dati dell’anno precedente, in questo caso il 2021. Leggi >

Il supporto psicosociale per adolescenti e giovani rifugiati e migranti

Lo scorso aprile l’Unicef ha pubblicato una mappatura degli interventi di supporto psicosociale e salute mentale per adolescenti e giovani migranti e rifugiati compresi tra i 16 e i 21 anni in Italia. Lo studio è stato svolto con l’intento di rispondere all’esigenza di disporre di una ricognizione delle pratiche più significative identificate in questa area di intervento cruciale, situata al crocevia tra sistema di accoglienza, servizi sociali e servizi sanitari, al fine di fornire dei modelli di intervento replicabili ed estensibili in altri territori. L’articolo illustra i principali esiti della ricerca. Leggi >

In discussione alla Camera il disegno di legge sullo ius scholae

È in discussione in questi giorni alla Camera il disegno di legge sul cosiddetto ius scholae: la concessione della cittadinanza italiana a minori stranieri che frequentano le scuole del nostro paese. Il ddl, proposto dall’on. Giuseppe Brescia (M5S), presidente della Commissione Affari Costituzionali, unifica in un breve testo varie proposte presentate nel corso della legislatura intorno al tema assai tormentato della riforma del codice della cittadinanza, risalente al 1992. Della questione e del dibattito sull’accesso alla cittadinanza ci siamo già occupati su Welforum. Ora approfondiamo la nuova proposta. Leggi >

I rifugiati abbandonati

Lo straordinario slancio di solidarietà espresso dalle società europee -istituzioni politiche, associazioni, mass-media, semplici cittadini- nei confronti dei profughi ucraini rappresenta una svolta importante nella controversa vicenda dell’accoglienza delle persone in cerca di asilo. Oltre quattro milioni di persone accolte finora, senza proteste, polemiche, mugugni. Porte aperte, diritto alla mobilità e alla scelta del luogo d’insediamento, accesso al mercato del lavoro e ai servizi sociali. Proprio per questo stride ancora di più il trattamento riservato ai profughi di altre guerre. Leggi >

La legge sulla cittadinanza ha trent’anni. E li dimostra tutti

Si è celebrato nel mese di febbraio un anniversario paradossale: quello della legge 91 del ’92 che disciplina l’accesso alla cittadinanza italiana. In questi trent’anni altri paesi hanno modificato il proprio codice della cittadinanza, con oscillazioni derivanti dalle alternanze dei partiti al governo e mescolando liberalismo e cautele, ma in senso complessivamente più favorevole agli immigrati e soprattutto ai loro figli. Complessivamente, dopo che Spagna, Germania e Grecia hanno adottato norme più liberali, l’Italia è il paese che si trincera dietro le regole più restrittive dell’Europa Occidentale in materia di cittadinanza. Leggi >

Gara di generosità verso i profughi dall’Ucraina

La gara di generosità di queste settimane nell’accoglienza dei profughi ucraini è impressionante. Forse l’unica buona notizia di una tragedia che riporta indietro l’orologio della storia europea alla seconda guerra mondiale, scavalcando per gravità e numero di persone coinvolte i conflitti che hanno frantumato l’ex Jugoslavia. In Italia sono ormai 53.669 i profughi arrivati alla data del 18 marzo, ma le cifre aumentano di circa 3.500 unità al giorno e probabilmente non pochi arrivi spontanei devono ancora essere registrati. Oltre agli interventi del Governo, è attivissima in parallelo la società civile, con una miriade di iniziative in tutto il paese. L’Italia sta dando il meglio di sé ma questo fiume di generosità spontanea va incanalato entro logiche che ne valorizzino le virtù e ne contengano le possibili derive. Leggi >

La crisi ucraina ha impresso una svolta alle politiche dell’asilo. Ma non per tutti.

Il 3 marzo l’Unione europea, di fronte alle drammatiche conseguenze della guerra in Ucraina, ha assunto una decisione che segna una svolta nelle politiche dell’asilo: ha per la prima volta attivato la direttiva 55 del 20 luglio 2001, relativa alla “concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati” e alla “promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati”. L’innovazione delle politiche europee sembra procedere per strappi, sotto l’urgenza di crisi impreviste e sconvolgenti. Le innovazioni vanno confrontate con i limiti posti dalle convenzioni di Dublino, che per anni hanno bloccato ogni sforzo di revisione delle norme sull’asilo, sulle quali l’attivazione della direttiva del 2001 ha spazzato almeno temporaneamente i vincoli. Leggi >