Migrazioni

Chi fa cosa, e dove, per le persone migranti?

“M-APP: Migranti APP” è una mappa online realizzata nell’ambito del Progetto FAMI CapaCityMetro-ITALIA, che consente di avere il quadro completo dei servizi alle persone migranti offerti sia dal settore pubblico che dal privato sociale in 5 città metropolitane (Bari, Milano, Napoli, Torino e Venezia). Rivolta principalmente ad operatori sociali e amministratori locali per comprendere “chi fa cosa e dove” nei territori di loro competenza, la mappatura si presta anche ad analisi sulla governance multilivello dei servizi. Leggi >

Aumentano ancora i rifugiati nel mondo. Ma li accolgono i paesi in via di sviluppo

Nel 2020 altre cattive notizie, a partire dal Covid, hanno scacciato le guerre dalle prime pagine dei notiziari. Anche di sbarchi e rifugiati si parla meno, a parte sporadici picchi di allarmismo quando si verifica qualche sbarco, e una compassione sempre più stanca e debole in occasione delle tragedie del mare. Si potrebbe pensare che il Covid stesso, bloccando gli spostamenti, abbia abbattuto anche il fenomeno delle migrazioni forzate. Visto dalla sponda europea, in effetti il fenomeno si è molto ridotto. Leggi >

Il fenomeno migratorio e le condizioni degli stranieri in era pandemica

La crisi sanitaria, sociale ed economica provocata dalla pandemia da Covid-19 non ha risparmiato nessuno, tuttavia alcuni gruppi di popolazione ne hanno subìto gli effetti in modo più drammatico. Tra questi vi rientrano i cittadini stranieri. A partire dai più recenti dati e rapporti di ricerca condotti a livello nazionale ed europeo segnalati su Welforum, l’articolo cerca di delineare le principali evidenze e i nodi critici che hanno caratterizzato il fenomeno migratorio e le condizioni della popolazione straniera in Italia durante l’anno della pandemia. Leggi >

Silenzi e grida

Passando l’inverno, le situazioni più tragiche dei flussi migratori verso l’Europa si vanno spostando, o meglio riestendendo dalle rotte balcaniche a quelle mediterranee. E così il 23 aprile si è raggiunto un nuovo picco, con le acque del nostro mare che si sono richiuse su un altissimo numero di ulteriori vittime. E altre ancora si vengono ad aggiungere, giorno dopo giorno, portando il tragico conteggio oltre quel numero di 23.000 dal 2014 ad oggi, stimato probabilmente per difetto. Con l’avvicinarsi alla stagione estiva aumenteranno i tentativi di attraversamento, sbarchi e naufragi, spesso ignorati anche dal nostro paese, o affidati alla guardia costiera libica, o abbandonati a se stessi senza soccorso, fino all’abbraccio fatale del mare. Leggi >

L’ultima tragedia del mare

L’ultima tragedia nel Mediterraneo,  accaduta nella sostanziale indifferenza delle autorità statali di Italia, Malta e Libia, ha riportato di attualità la questione delle vittime del mare: circa 130, questa volta. Come hanno segnalato le ONG impegnate nei soccorsi in mare, nelle oltre 24 ore trascorse tra la prima segnalazione di Alarm Phone e il tragico esito della vicenda, la Ocean Viking ha atteso un intervento delle autorità marittime italiane, maltesi e libiche che coordinasse le operazioni, ma questo non è avvenuto, o comunque non ha coinvolto la nave umanitaria che si trovava nella zona. Leggi >

Verso un nuovo approccio di gestione delle migrazioni climatiche

Il Covid-19 ha prodotto effetti inattesi anche sul flusso di migrazioni che negli ultimi anni si è notevolmente ridotto, confermando una tendenza iniziata prima dell’emergenza. L’occasione può essere buona per accogliere le riforme introdotte con il recente Decreto immigrazione, superare l’approccio emergenziale e tornare ad aprirsi a percorsi di integrazione reale, anche in vista di flussi che torneranno dopo l’emergenza causati anche da fenomeni relativamente nuovi come le migrazioni climatiche. Leggi >

Una possibile agenda sull’immigrazione per il governo Draghi

Il neo-premier Draghi non è partito benissimo sul tema delle politiche migratorie. Le poche parole che ha dedicato all’argomento si sono limitate all’auspicata revisione delle convenzioni di Dublino e alla condivisione della retorica di un ingiusto sovraccarico di rifugiati sulle spalle del nostro paese, non proprio confermata dai dati: 3,4 rifugiati ogni 1.000 abitanti in Italia, contro 25 per la Svezia, 14 per la Germania, 6 per la Francia. Cerchiamo allora di proporre una possibile agenda di interventi possibili in materia di politiche migratorie per il governo Draghi, pur nella consapevolezza che su una materia così sensibile non sarà agevole per il premier ottenere il consenso necessario. Leggi >

Il confine bosniaco e il caso Frontex

Due eventi concomitanti stanno agitando nelle ultime settimane le istituzioni europee preposte alla gestione delle migrazioni e alla protezione dei rifugiati. Il primo riguarda la penosa situazione dei profughi bloccati in Bosnia, ai confini dell’Unione, e ridotti a vivere all’addiaccio, nei boschi o in ricoveri di fortuna. La colpevolizzazione delle autorità bosniache nasconde il disappunto per la falla che si è aperta in uno scaricabarile che sta compromettendo la strategia dell’UE: mantenere le mani pulite, esibendo un formale rispetto dei diritti umani, ma in realtà delegare ad altri sia l’accoglienza, sia eventualmente il lavoro sporco del trattenimento dei profughi. Il secondo evento chiama in causa Frontex, l’agenzia dell’UE preposta al monitoraggio delle frontiere esterne. Anche su questo versante la credibilità dell’UE sta subendo seri contraccolpi. Leggi >

Il Piano d’azione europeo per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027

La Commissione Europea ha presentato a fine novembre il Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027. Mentre sul fronte della riforma del regolamento di Dublino sull’asilo l’Europa è tuttora in una situazione di stallo, in attesa di una riforma che tarda ad arrivare, la Commissione Europea ha presentato un piano d’azione in materia di integrazione ed inclusione dei migranti regolari. Leggi >

I cittadini non comunitari in Italia

Nel 2019 risultano in calo i permessi di soggiorno rilasciati ai cittadini non comunitari in Italia, specie quelli relativi a richieste di asilo. Uguale trend si verifica per i primi sei mesi del 2020 che, a causa del blocco delle frontiere dovuto alla pandemia e dei rallentamenti amministrativi connessi dal lockdown, registrano un decremento di oltre il 57% dei nuovi permessi rispetto ai primi sei mesi del 2019. L’articolo presenta i principali risultati contenuti nell’ultimo Report Istat sui cittadini non comunitari nel nostro Paese pubblicato lo scorso 26 ottobre. Leggi >

La controversia dell’asilo

La “crisi dei rifugiati” in Italia ha contribuito all’emergere di tre fenomeni: la rappresentazione patologica dell’immigrazione, la rilevanza assunta del livello territoriale nella gestione dell’immigrazione e dell’asilo e la centralizzazione del dibattito su cosiddetto “umanitarismo”. Questo contributo propone un breve excursus sull’evoluzione e interazione di questi tre fenomeni negli ultimi cinque anni con un focus particolare sulle recenti novità introdotte durante la pandemia. Leggi >

Di fronte alla nuova emergenza Covid, diamo spazio agli operatori sanitari immigrati

Il personale sanitario rappresenta nel mondo il maggior fenomeno di mobilità internazionale dell’immigrazione professionalmente qualificata. Secondo l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), comprendendo anche l’assistenza agli anziani, il flusso transfrontaliero interessa circa 100 milioni persone, prevalentemente donne. I più coinvolti in questo movimento sono i paesi anglofoni in via di sviluppo, come le Filippine e l’India, che forniscono infermieri e infermiere ai paesi anglofoni ricchi, Stati Uniti in testa. Leggi >