Migrazioni

Verso un nuovo approccio di gestione delle migrazioni climatiche

Il Covid-19 ha prodotto effetti inattesi anche sul flusso di migrazioni che negli ultimi anni si è notevolmente ridotto, confermando una tendenza iniziata prima dell’emergenza. L’occasione può essere buona per accogliere le riforme introdotte con il recente Decreto immigrazione, superare l’approccio emergenziale e tornare ad aprirsi a percorsi di integrazione reale, anche in vista di flussi che torneranno dopo l’emergenza causati anche da fenomeni relativamente nuovi come le migrazioni climatiche. Leggi >

Una possibile agenda sull’immigrazione per il governo Draghi

Il neo-premier Draghi non è partito benissimo sul tema delle politiche migratorie. Le poche parole che ha dedicato all’argomento si sono limitate all’auspicata revisione delle convenzioni di Dublino e alla condivisione della retorica di un ingiusto sovraccarico di rifugiati sulle spalle del nostro paese, non proprio confermata dai dati: 3,4 rifugiati ogni 1.000 abitanti in Italia, contro 25 per la Svezia, 14 per la Germania, 6 per la Francia. Cerchiamo allora di proporre una possibile agenda di interventi possibili in materia di politiche migratorie per il governo Draghi, pur nella consapevolezza che su una materia così sensibile non sarà agevole per il premier ottenere il consenso necessario. Leggi >

Il confine bosniaco e il caso Frontex

Due eventi concomitanti stanno agitando nelle ultime settimane le istituzioni europee preposte alla gestione delle migrazioni e alla protezione dei rifugiati. Il primo riguarda la penosa situazione dei profughi bloccati in Bosnia, ai confini dell’Unione, e ridotti a vivere all’addiaccio, nei boschi o in ricoveri di fortuna. La colpevolizzazione delle autorità bosniache nasconde il disappunto per la falla che si è aperta in uno scaricabarile che sta compromettendo la strategia dell’UE: mantenere le mani pulite, esibendo un formale rispetto dei diritti umani, ma in realtà delegare ad altri sia l’accoglienza, sia eventualmente il lavoro sporco del trattenimento dei profughi. Il secondo evento chiama in causa Frontex, l’agenzia dell’UE preposta al monitoraggio delle frontiere esterne. Anche su questo versante la credibilità dell’UE sta subendo seri contraccolpi. Leggi >

Il Piano d’azione europeo per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027

La Commissione Europea ha presentato a fine novembre il Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027. Mentre sul fronte della riforma del regolamento di Dublino sull’asilo l’Europa è tuttora in una situazione di stallo, in attesa di una riforma che tarda ad arrivare, la Commissione Europea ha presentato un piano d’azione in materia di integrazione ed inclusione dei migranti regolari. Leggi >

I cittadini non comunitari in Italia

Nel 2019 risultano in calo i permessi di soggiorno rilasciati ai cittadini non comunitari in Italia, specie quelli relativi a richieste di asilo. Uguale trend si verifica per i primi sei mesi del 2020 che, a causa del blocco delle frontiere dovuto alla pandemia e dei rallentamenti amministrativi connessi dal lockdown, registrano un decremento di oltre il 57% dei nuovi permessi rispetto ai primi sei mesi del 2019. L’articolo presenta i principali risultati contenuti nell’ultimo Report Istat sui cittadini non comunitari nel nostro Paese pubblicato lo scorso 26 ottobre. Leggi >

La controversia dell’asilo

La “crisi dei rifugiati” in Italia ha contribuito all’emergere di tre fenomeni: la rappresentazione patologica dell’immigrazione, la rilevanza assunta del livello territoriale nella gestione dell’immigrazione e dell’asilo e la centralizzazione del dibattito su cosiddetto “umanitarismo”. Questo contributo propone un breve excursus sull’evoluzione e interazione di questi tre fenomeni negli ultimi cinque anni con un focus particolare sulle recenti novità introdotte durante la pandemia. Leggi >

Di fronte alla nuova emergenza Covid, diamo spazio agli operatori sanitari immigrati

Il personale sanitario rappresenta nel mondo il maggior fenomeno di mobilità internazionale dell’immigrazione professionalmente qualificata. Secondo l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), comprendendo anche l’assistenza agli anziani, il flusso transfrontaliero interessa circa 100 milioni persone, prevalentemente donne. I più coinvolti in questo movimento sono i paesi anglofoni in via di sviluppo, come le Filippine e l’India, che forniscono infermieri e infermiere ai paesi anglofoni ricchi, Stati Uniti in testa. Leggi >

La povertà dei cittadini stranieri prima e dopo l’emergenza sanitaria

Nel 2019 le stime di Istat parlano di quasi 1,4 milioni di stranieri in povertà assoluta, con un’incidenza del 26,9%. I cittadini stranieri sono infatti tra le categorie più esposte alla povertà non solo economia, ma anche educativa, relazionale e sanitaria. Tale condizione di fragilità è stata ulteriormente aggravata dall’emergenza Covid-19 e dalle restrizioni imposte dal lockdown, che hanno fortemente penalizzato i nuclei stranieri anche per via di una situazione lavorativa precaria e poco tutelata. In cosa si caratterizza la povertà degli stranieri prima e dopo l’emergenza sanitaria? Cosa ci raccontano i dati ufficiali? Leggi >

Il nuovo Decreto-legge in materia di immigrazione

È stato dato ampio risalto nei giorni scorsi alla notizia che il Consiglio dei Ministri in data 5 ottobre 2020 ha approvato il Decreto-legge Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web”.

Il nuovo Decreto, i cui principali contenuti sono stati diffusi in un Comunicato Stampa del 6 ottobre, di fatto “stralcia” le disposizioni più discusse sul fronte migranti introdotte dal Decreto Sicurezza di Salvini nell’autunno 2018. Vediamone in questo contributo gli elementi più salienti introdotti. Leggi >

Il piano Von der Leyen per il superamento delle convenzioni di Dublino

Il pronunciamento di Ursula Von der Leyen sul superamento degli accordi di Dublino per l’accoglienza dei rifugiati aveva suscitato grandi speranze, specialmente nel nostro paese, ma le anticipazioni dei contenuti del piano, le uscite pubbliche che le hanno accompagnate e le reazioni da parte di alcuni governi nazionali hanno dimostrato che la strada sarà lunga, impervia, incerta nel suo esito finale. Leggi >

È ora di riformare i decreti sicurezza

Al momento del varo dei cosiddetti decreti-sicurezza dell’allora ministro Salvini, molti osservatori avevano previsto una pioggia di ricorsi alla Corte Costituzionale. Si configurava un percorso attuativo accidentato, almeno nel medio termine, per il pacchetto sbandierato come la risposta adeguata a un complesso di fenomeni eterogenei e complessi come quelli migratori. Con la proverbiale lentezza della giustizia italiana, la Consulta si è pronunciata l’anno scorso bocciando i super-poteri attribuiti ai Prefetti, e nei giorni scorsi su una disposizione che fin dalla sua introduzione aveva suscitato roventi discussioni: il divieto d’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo. Leggi >

Famiglie che cambiano, istituzioni che cambiano?

La pluralizzazione delle forme familiari è una questione sempre più rilevante per i servizi pubblici rivolti a bambini e genitori. La ricerca socio-giuridica “Changing families, changing institutions?” esplora esperienze istituzionali, professionali e familiari nei rapporti tra scuole, servizi educativi e sociali da un lato e famiglie dall’altro, in particolare nel contesto di famiglie con genitori separati, omogenitoriali, con padri “coinvolti” e immigrate, evidenziando criticità e innovazioni. Leggi >