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Asilo: calano le domande nel 2018

L’Ufficio Europeo di sostegno per l’asilo (EASO) ha pubblicato, in lingua inglese, il Report 2018 sull’andamento delle richieste di asilo nell’Unione Europea. Per il terzo anno consecutivo, il 2018 ha visto un decremento nelle richieste di protezione internazionale nei paesi europei a seguito della crisi migratoria del 2015. Nell’ultimo anno sono state presentate quasi 635 mila domande, il 10% in meno rispetto al 2017.

Leggi la presentazione del report sul sito IntegrazioneMigranti.

Povera Europa: dove dilaga il disagio sociale

Su LaVoce Massimo Baldini e Francesco Daveri riflettono sul fatto che per combattere la povertà sia necessario che le politiche di sostegno non discriminino chi ha più bisogno, come ad esempio i cittadini stranieri. Al contrario, i dati Eurostat mostrano come il rischio di povertà, cresciuto nel tempo e da sempre maggiormente marcato nei paesi del Sud Europa, sia molto più elevato proprio per le persone extracomunitarie. Anche nei paesi più ricchi o meno disuguali, il rischio di povertà è massimo per gli stranieri extra UE, si riduce per i cittadini di altri paesi UE e ancora di più per i nazionali.

L’importanza dell’accoglienza nelle aree interne

Ad oggi buona parte dei progetti del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) insiste su territori classificabili come aree interne, ossia aree marginali rispetto ai centri produttivi e di servizi del territorio italiano. Secondo alcuni responsabili di Cittalia di Anci, la presenza di tali interventi rappresenterebbe un’opportunità di crescita e sviluppo sia per il territorio che per la popolazione residente, favorendo lo sviluppo locale mediante la messa in rete degli attori.

Leggi su Percorsi di SecondoWelfare il contributo di Nicolò Marchesini, Monia Giovannetti e Luca Pacini.

Stranieri e Reddito di Cittadinanza: prime osservazioni

Sul sito dell’Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) Alberto Guariso commenta l’esclusione dal Reddito di cittadinanza di buona parte delle famiglie straniere che vivono in Italia. In particolare, viene contestata l’esclusione dalla prestazione degli stranieri titolari del permesso unico lavoro, che spesso vertono in condizioni economiche difficili; l’esclusione dalla prestazione dei  rifugiati politici e dei titolari di protezione sussidiaria; l’introduzione del requisito di dieci anni di residenza, in contrasto con una consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia europea e della Corte costituzionale, oltre che con l’art. 45 del Trattato sul funzionamento dell’Unione.

L’integrazione dei migranti in Europa

L’Osservatorio sulle migrazioni, realizzato dal Centro studi Luca D’Agliano e dal Collegio Carlo Alberto dell’Università di Torino, ha pubblicato, in lingua inglese, il terzo rapporto annuale Immigrant Integration Europe. Il documento, che si basa su un’analisi di macrodati della European Labour Force Survey, dimostra come il fenomeno migratorio sia sempre più strutturale all’interno dell’economia europea. Anche se questo non si traduce in uguali diritti e opportunità: persistono infatti gap salariali ed occupazionali, soprattutto per i migranti extracomunitari.

Leggi il commento su Redattore Sociale.

Più immigrati, meno spesa sanitaria

Su LaVoce Giulia Bettin e Agnese Sacchi riflettono sul tema della spesa sanitaria degli immigrati. Nonostante l’attuale dibattito sugli effetti socio-economici dell’immigrazione, che è accompagnato da una diffusa percezione che gli immigrati siano un peso perché sfruttano i sistemi di welfare nei paesi di arrivo, le autrici mostrano come in Italia l’aumento di 1 punto percentuale della quota di cittadini stranieri sulla popolazione totale porta, in media, a una riduzione della spesa sanitaria regionale pro capite di circa 70 euro. Gli stranieri che risiedono in Italia sono infatti mediamente più giovani della popolazione italiana, ed essendo la loro domanda di servizi sanitari più bassa, ne fanno scendere la spesa complessiva.

Pubblicato il nuovo Report di monitoraggio sui MSNA

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il nuovo Report di monitoraggio sui minori stranieri non accompagnati con i dati al 31 dicembre 2018. Il documento, pubblicato con cadenza semestrale, propone una completa e dettagliata analisi del fenomeno e ne fornisce il quadro complessivo delle dimensioni. Dopo un’iniziale ricostruzione dell’evoluzione delle procedure e del quadro normativo, il report presenta i principali dati relativi ai MSNA in relazione alle loro caratteristiche e distribuzione territoriale, e ricostruisce il sistema dell’accoglienza in atto. Leggi tutti gli altri report sui MSNA pubblicati sul sito del MLPS.

Vedi sul tema anche il l’Atlante di Save the Children Crescere lontano da casa.

Da giugno 2018 ad oggi 40 mila irregolari in più

“Nel 2018 ci sono stati meno morti, 23.370 sbarchi contro i 119.369 dell’anno precedente […] Per la prima volta dopo anni, i rimpatri sono superiori agli arrivi […] Nel 2018 gli immigrati in accoglienza erano 183 mila, oggi scesi a 133 mila” queste le parole del Ministro dell’Interno in una lettera al Corriere della sera. Quanto di ciò che dice è vero e quanto è pura propaganda? Su Vita Riccardo Bonacina ne realizza un fact checking punto per punto, smentendo buona parte delle affermazioni.

Leggi, sempre su Vita, il commento alle analisi effettuate dall’Ispi su tale tema.

Rapporto 2018 sulla salute dei rifugiati e dei migranti in Europa

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la salute, la migrazione e la povertà, ha realizzato, in lingua inglese, il Rapporto 2018 sulla salute dei rifugiati e dei migranti in Europa. Il documento ha raccolto e analizzato le evidenze contenute in più di 13 mila documenti di letteratura a partire dal 2014, relativamente allo stato di salute dei rifugiati e dei migranti presenti nei 53 Paesi della Regione Europea dell’OMS. L’analisi mostra come i migranti siano tendenzialmente più vulnerabili a causa dell’elevata prevalenza di malattie infettive in alcuni Paesi di origine, dei problemi nell’accesso ai servizi sanitari o di condizioni di vita deprivate. È però anche vero che emerge un rischio molto basso di trasmissione di queste malattie alla popolazione dei Paesi ospitanti, infatti la maggior parte di coloro che giungono in Europa è in buona salute.

Leggi una presentazione del Rapporto sul sito IntegrazioneMigranti.

Il Patto Globale per la Migrazione: cosa dice e cosa non dice

L’11 dicembre scorso, a Marrakech, è stato firmato da 164 paesi il Patto Globale per la Migrazione. 12 paesi, tra cui Stati Uniti e Italia hanno negato la loro firma. Su Neodemos Massimo Livi Bacci sintetizza i contenuti e i 23 obiettivi che costituiscono la complessa natura del patto, e spiega i motivi per cui quest’ultimo non piace a Donald Trump e a Matteo Salvini.

Viaggi disperati, gennaio-dicembre 2018

Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha pubblicato il report Viaggi disperati relativo al periodo gennaio-dicembre 2018. La ricerca stima che nell’ultimo anno siano morte durante la traversata del Mediterraneo più di 2.000 persone, in media sei al giorno. In totale, sono arrivati 139.300 rifugiati e migranti in Europa, il numero più basso degli ultimi cinque anni. Il rapporto rivela inoltre cambiamenti significativi nelle rotte seguite: per la prima volta in anni recenti, la Spagna è divenuta il principale punto d’ingresso in Europa, con circa 8.000 persone arrivate via terra e altre 54.800 arrivate via mare.

Quali sono le parole dell’immigrazione?

L’Associazione Carta di Roma, fondata per dare attuazione al protocollo deontologico per un’informazione corretta sui temi dell’immigrazione, ha presentato il rapporto Notizie di chiusura, redatto in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia. Il documento raccoglie un’attenta analisi della carta stampata, dei telegiornali e delle pagine Facebook dei quotidiani degli ultimi anni, rilevando come, soprattutto nel corso del 2018, i temi migratori siano sempre stati centrali. In particolare, il filo conduttore dell’informazione sul fenomeno migratorio è stato quello dell’emergenza permanente. Quale linguaggio è stato utilizzato e quali conseguenze ha provocato?

Leggi la presentazione del rapporto, a cura di Francesca Prunotto, su Percorsi di SecondoWelfare.