MigrazioniPost in sezione “Dati e ricerche”

La grande invasione? Percezioni sbagliate e dati veri sull’immigrazione

Sull’Osservatorio Internazionale per la Coesione e l’Inclusione Sociale (OCIS), Francesca Campomori ha pubblicato una riflessione sul fenomeno migratorio in Italia smentendo le false credenze e percezioni su tale tema.  Gli italiani, in media, ritengono che gli immigrati rappresentino il 26% della popolazione, ovvero più di 15 milioni. I numeri reali invece si fermano a poco più di 5 milioni (circa il 9%). Inoltre, affermare che l’Italia sia invasa dai profughi è sostanzialmente falso: di fatto i rifugiati e richiedenti asilo rappresentano soltanto lo 0,4% della popolazione italiana. A questo si aggiunge il fatto che dall’estate del 2017 gli sbarchi sono nettamente diminuiti specie per effetto degli accordi con la Libia.

Fuori campo: la mappa di migranti e rifugiati esclusi dal sistema di accoglienza

Il rapporto Fuori campo di Medici senza frontiere fotografa la situazione relativa all’accoglienza dei migranti e dei rifugiati sull’intero territorio nazionale. Il documento rileva come il sistema di accoglienza si fondi essenzialmente su strutture di accoglienza straordinaria, con pochi servizi finalizzati all’inclusione sociale. Al contrario, in Italia sono presenti zone di alta marginalità che, nei contesti urbani in particolare, riducono i migranti a vivere in luoghi sempre più nascosti, con contatti sempre più limitati con i servizi territoriali e sanitari, e in condizioni di crescente paura e deprivazione.

Le migrazioni temporanee per lavoro in Italia

Su Neodemos Massilimiano Crisci riflette sulle nuove strategie di mobilità all’interno del nostro Paese. In Italia si stanno diffondendo molteplici forme di migrazione temporanea e ricorrente di medio-lungo raggio, legate soprattutto a cause lavorative. Chi sono i migranti temporanei che si trasferiscono dal Mezzogiorno verso il Nord del Paese? Nella maggior parte dei casi, si tratta di giovani under 35, uomini e laureati, la cui minore anzianità di carriera si correla a una maggiore instabilità lavorativa. Tuttavia, è bene mettere in evidenza che la crisi economica ha generato un calo di tali migrazioni e un aumento dei trasferimenti verso l’estero, sia nell’accezione di trasferimento temporaneo che di residenza.

L’integrazione dei rifugiati in Europa

A fine gennaio 2018 il Parlamento Europeo ha pubblicato due studi comparativi sul tema dell’integrazione dei rifugiati in Europa focalizzando l’attenzione sui progressi compiuti negli ultimi anni, le principali sfide incontrate e i cambiamenti nelle percezioni delle principali parti interessate, dei policymakers e della società. Gli studi presentano una panoramica comparativa dei recenti sviluppi nelle politiche di accoglienza ed integrazione dei rifugiati in Grecia, Ungheria e Italia, paesi di primo accesso e transito, e in Austria, Germania e Svezia, quali paesi di destinazione finale. Leggi >

Eurispes: Rapporto Italia 2018

Eurispes (Istituto di Studi Politici Economici e Sociali) ha presentato il 30° Rapporto Italia, che delinea un quadro sulle tendenze sociali e le aspettative del nostro Paese. Lo studio mette in risalto, tra gli altri, alcuni temi specifici: la fiducia degli italiani nei confronti delle forze dell’ordine e delle istituzioni politiche, la percezione sovrastimata della presenza di immigrati nel nostro Paese, la crescita delle organizzazioni non profit, i conti del sistema sanitario pubblico e privato, e la reintroduzione dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole.

Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia, nota semestrale

È stata pubblicata la Nota semestrale sul mercato del lavoro degli stranieri in Italia, curata dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La nota aggiorna al primo semestre 2017 i dati contenuti nel rapporto annuale Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia e propone una lettura dell’offerta di lavoro strutturata per genere, età, condizione professionale e settore di attività economica.

Gli scenari dell’immigrazione nel 2018

I migranti internazionali, secondo le statistiche delle Nazioni Unite, sono oggi 243,7 milioni nel mondo. Aumentano nel tempo in valore assoluto (erano 175 milioni nel 2000), ma crescendo nello stesso tempo la popolazione mondiale, che ha superato i 7 miliardi, il rapporto resta sostanzialmente stabile da parecchi decenni: poco più del 3%. Sul piano internazionale, escludendo migrazioni interne, il dato di fondo è che il 97% degli esseri umani non si sposta dal paese in cui è nato e cresciuto, per male che ci viva. In Italia, contrariamente a ciò che comunemente si pensa, il volume della popolazione immigrata è da anni stazionario. Poco sopra i 5 milioni di persone, compresi 1,2 milioni di cittadini rumeni e altri immigrati dall’interno dell’UE. La lunga crisi economica ne è la spiegazione principale. Sono diminuite persino le nascite da genitori stranieri: erano quasi 80.000 nel 2012, sono scese a 69.000 nel 2016, il 14,7% del totale. Gli immigrati patiscono la crisi, hanno rallentato i ricongiungimenti familiari e ridotto o differito i progetti genitoriali. Subiscono i vincoli strutturali, ma tendono anche ad adeguarsi agli stili di vita italiani. Dunque non ci salveranno dal declino demografico, ma neppure sono avviati a sostituire la cosiddetta “razza bianca”. Leggi >

I punti critici dell’accoglienza migranti

La Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza ha redatto il report conclusivo di due anni di lavoro che contiene la fotografia dello stato attuale delle cose in tema di migrazione e accoglienza. Il report, presto scaricabile dal sito della Camera dei deputati, elenca passo per passo tutta la legislazione prodotta sul tema delle migrazioni irregolari dagli anni ’90 ad oggi e approfondisce la situazione attuale mediante un minuzioso monitoraggio dei centri di accoglienza, punti critici compresi.

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Immigrazione e previdenza

Gli stranieri pensionati sono pochi. Su 16 milioni di pensionati, gli stranieri sono circa 130.000, meno dell’1% del totale, per una spesa complessiva di circa 700 milioni di euro (2015).  Per quel che riguarda invece i contributi previdenziali, 2,4 milioni di lavoratori stranieri versano all’Inps oltre 10,9 miliardi di euro l’anno. Nel momento attuale, dunque, gli stranieri danno un grande beneficio al sistema previdenziale, utile per il pagamento delle pensioni attuali per tutta la popolazione anziana. Leggi >

Minori stranieri vittime di tratta e sfruttamento in Italia

Save the Children ha pubblicato il rapporto Piccoli schiavi invisibili con l’intento di delineare il quadro relativo al grave sfruttamento di bambini e adolescenti in Italia. Attraverso le voci dei ragazzi sfruttati sessualmente e lavorativamente, il dossier presenta una dettagliata analisi delle principali vulnerabilità vissute dalle vittime effettuando uno zoom sulle principali criticità riscontrate a Ventimiglia, a Roma e in Calabria, territori in cui il fenomeno sta assumendo tratti allarmanti. Infine, il rapporto esamina i profili di chi approfitta della vulnerabilità delle vittime di tratta al fine di restituire una fotografia fedele della filiera criminale.

Un volto nascosto dell’immigrazione

Il dibattito sull’immigrazione è spesso appiattito sulle dimensioni più drammatiche e anche patologiche, quando non su voci enfatiche e persino false. Basti pensare alla confusione tra immigrati e rifugiati, all’equazione tra sbarcati e richiedenti asilo, alla sbrigativa spiegazione dell’immigrazione in termini di fuga dalla povertà. L’immigrazione è invece un fenomeno articolato e sempre più differenziato, in cui non mancano gli aspetti inattesi. Leggi >

Oltre l’accoglienza. Lo SPRAR come possibile fattore di sviluppo delle comunità locali?

Il fenomeno migratorio che sta attualmente interessando l’Italia pone nelle città sfide altamente complesse. L’articolo sintetizza alcuni risultati emersi dal lavoro di ricerca condotto sui percorsi di accoglienza sperimentati in 4 diverse città italiane nell’ambito del sistema SPRAR, con l’obiettivo di descrivere le pratiche di accoglienza emerse e valutarne gli impatti. Leggi >