MigrazioniSegnalazioni nella sezione “Normativa internazionale”

L’ambiguo gioco tra UE e stati membri sulla sorte dei migranti

Il mancato sostegno al nostro Paese sull’immigrazione è uno degli elementi chiave per capire la disaffezione degli italiani verso l’Europa. È importante però distinguere le responsabilità delle istituzioni comunitarie da quelle degli stati membri: gli scorsi cinque anni sono stati caratterizzati da alcune occasioni perse, la cui responsabilità ricade appunto sugli stati membri, più che sulle istituzioni di Bruxelles. Tra queste si ricordano la mancata firma del Global compact da parte dell’Italia e la mancata riforma del regolamento Dublino III, secondo il quale la richiesta di asilo deve essere gestita dal primo paese dell’Unione in cui il migrante mette piede. Ne parlano Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin su LaVoce.

Le politiche dell’Unione Europea in tema di migrazione

Il 4 marzo 2019 il Servizio studi del Senato della Repubblica ha pubblicato il dossier Le politiche dell’Unione Europea in materia di migrazione. Il documento delinea l’approccio UE alla politica di migrazione, focalizzandosi in particolare sul tema dell’asilo e della gestione delle frontiere, e riflette sul sostegno finanziario all’Italia e sulle linee future per il bilancio UE.

Se la solidarietà dell’Europa è solo su base volontaria

Il Consiglio europeo, svoltosi il 28 e il 29 giugno scorso, non ha risolto nessuna delle grandi questioni legate ai flussi migratori: la gestione delle frontiere esterne, l’apertura dei campi profughi in Africa e la revisione del regolamento di Dublino. La decisione europea è stata quella di lasciare alla volontarietà degli stati membri gran parte delle azioni di solidarietà. Ne parlano Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin su LaVoce.

Leggi su Vita i punti dell’accordo.

Regolamento di Dublino: il programma in dieci punti dell’Italia

Il Presidente del Consiglio Conte ha illustrato i dieci punti della proposta italiana di riforma del regolamento di Dublino. Tra questi: intensificare rapporti tra l’UE e i Paesi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti, rafforzare le frontiere esterne, superare il criterio del paese di primo arrivo – chi sbarca in Italia sbarca in Europa – e stabilire quote di ingresso dei migranti economici.

Approfondisci le dieci proposte su Vita.

Caso Aquarius: l’ex sindaco di Lampedusa in alto mare

Su LaVoce Greta Ardito e Gabriele Guzzi passano al setaccio le dichiarazioni di Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa, sulle norme del diritto internazionale in materia di sbarchi. Secondo Nicolini, il nostro Paese, in quanto responsabile del coordinamento delle operazioni di soccorso, avrebbe anche dovuto accogliere la nave Aquarius in un porto italiano. Chi determina la destinazione dell’imbarcazione impegnata nel soccorso dei migranti? È l’autorità marittima che coordina i soccorsi a dover aprire i porti? L’articolo esamina le norme internazionali che disciplinano il salvataggio marino.

Trattato di Dublino: la riforma naufraga a Visegrad

Su LaVoce Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin riflettono sul naufragio della riforma del regolamento di Dublino, approvata dal Parlamento europeo nel novembre 2017 e discussa dai ministri dell’Interno il 5 giugno scorso. Vista l’opposizione dei paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) vi è un sostanziale mantenimento dello status quo, che penalizza fortemente i paesi di frontiera quali Italia e Grecia.

Migranti, Commissione UE: 40 milioni di euro all’Italia per le emergenze

Il 24 novembre scorso la Commissione europea ha stanziato quasi 40 milioni di euro in aiuti all’Italia per migliorare la gestione dei flussi migratori del Mediterraneo centrale. I finanziamenti saranno erogati mediante 11 progetti che contribuiranno a migliorare i servizi offerti ai migranti richiedenti asilo e protezione internazionale, in termini di assistenza sanitaria e di mediazione linguistica e culturale. Non solo: i fondi saranno impiegati anche per la sorveglianza delle frontiere marittime e delle operazioni di ricerca e salvataggio, e per la gestione delle risorse umane e delle attrezzature presenti nei centri di accoglienza operanti sul territorio nazionale.

Quali criticità della riforma del regolamento di Dublino?

L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) identifica quattro aspetti critici relativi all’approvazione del testo di riforma del regolamento di Dublino in materia di asilo e protezione internazionale. In particolare: il rafforzamento dei fattori di collegamento tra il richiedente e il paese nel quale quest’ultimo chiede di recarsi; la procedura di assegnazione per quote-paese applicata anche ai minori non accompagnati, che rischia di generare spostamenti coatti e successivi traumi nei minori stessi; la possibilità, seppur attenuata, di applicare misure di detenzione del richiedente protezione ai fini dell’esecuzione del trasferimento; l’introduzione di un filtro di selezione alla domanda di protezione.

Migranti: cambia il regolamento di Dublino

La revisione del regolamento di Dublino sull’asilo è passata con 43 voti a favore e 16 contrari in Commissione del Parlamento europeo per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe). I migranti e richiedenti asilo non saranno più obbligati a fare domanda di protezione internazionale nel primo paese di arrivo in quanto tale meccanismo sarà sostituito da un sistema permanente e automatico di ricollocamento. Inoltre, nel testo vengono introdotte una nuova procedura accelerata di ricongiungimento famigliare e alcune salvaguardie per i minori non accompagnati, tra le quali la nomina di un tutore entro le 24 ore. Ora la parola passa al Consiglio, dove peserà il veto dei paesi dell’est Europa esplicitamente contrari ad accogliere rifugiati.

Leggi la notizia su Redattore Sociale.

Cambio di rotta sul welfare ai migranti

Si allargano le maglie dei diritti sociali per i migranti: la Corte di Giustizia europea, nella sentenza del 21 giugno 2017, impone che le prestazioni sociali erogate sulla base di requisiti predeterminati siano garantite a tutti gli immigrati titolari di un permesso di lavoro, e non solo a quelli con il permesso di lungo periodo. In questo modo, tutti gli stranieri titolari di un permesso per lavorare, siano essi effettivamente lavoratori o no, avrebbero diritto di accesso alle prestazioni di welfare a parità di condizioni con i cittadini italiani.

Leggi l’articolo di Maurizio Ambrosini e Alberto Guariso su LaVoce.

Parlamento europeo: immigrazione ed asilo in Italia

Nell’aprile 2017, su richiesta del Comitato Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni) del Parlamento europeo, il Dipartimento politico per i diritti dei cittadini e gli affari costituzionali ha prodotto un documento che fornisce alcune indicazioni sulla situazione attuale in materia di asilo e migrazione in Italia. Il documento, concentrandosi sui punti di forza e sulle procedure odierne, descrive il quadro legislativo in vigore e la sua applicazione pratica.

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