MigrazioniPost in sezione “Normativa nazionale”

Migrazioni. Elezioni 2018

L’agenda politica della XVII legislatura sulle questioni migratorie si è caratterizzata per due temi: la crisi migratoria nel Mediterraneo e le misure di accoglienza e protezione umanitaria; l’infruttuoso tentativo di riforma della legge sulla cittadinanza. Nonostante il calo degli sbarchi nel 2017, è difficile considerare esaurita la crisi migratoria mediterranea. Molte delle questioni oggetto di dibattito in questi anni si ripresenteranno anche durante la XVIII legislatura. Leggi >

Gli scenari dell’immigrazione nel 2018

I migranti internazionali, secondo le statistiche delle Nazioni Unite, sono oggi 243,7 milioni nel mondo. Aumentano nel tempo in valore assoluto (erano 175 milioni nel 2000), ma crescendo nello stesso tempo la popolazione mondiale, che ha superato i 7 miliardi, il rapporto resta sostanzialmente stabile da parecchi decenni: poco più del 3%. Sul piano internazionale, escludendo migrazioni interne, il dato di fondo è che il 97% degli esseri umani non si sposta dal paese in cui è nato e cresciuto, per male che ci viva. In Italia, contrariamente a ciò che comunemente si pensa, il volume della popolazione immigrata è da anni stazionario. Poco sopra i 5 milioni di persone, compresi 1,2 milioni di cittadini rumeni e altri immigrati dall’interno dell’UE. La lunga crisi economica ne è la spiegazione principale. Sono diminuite persino le nascite da genitori stranieri: erano quasi 80.000 nel 2012, sono scese a 69.000 nel 2016, il 14,7% del totale. Gli immigrati patiscono la crisi, hanno rallentato i ricongiungimenti familiari e ridotto o differito i progetti genitoriali. Subiscono i vincoli strutturali, ma tendono anche ad adeguarsi agli stili di vita italiani. Dunque non ci salveranno dal declino demografico, ma neppure sono avviati a sostituire la cosiddetta “razza bianca”. Leggi >

Minori stranieri soli dalla vita in ‘bilico’

La legge Zampa del 7 aprile 2017 riunisce e riafferma in 22 articoli quanto, nell’ordinamento italiano, sulla tutela e sulla protezione dei minori soli era stabilito in precedenti testi di legge. Essa pone l’Italia come primo Paese europeo ad avere un provvedimento normativo dedicato a questo specifico argomento minorile, nel quale la condizione giuridica del “minore non accompagnato” s’intreccia in modo considerevole con lo statuto di “straniero”. Gli operatori del settore sono, pertanto, sollecitati a riconsiderare gli aspetti storici macro e micro, educativi, formativi e sociali, che incontrano quotidianamente nella pratica, secondo la prospettiva di cambiamento tracciato dalla nuova legge. L’articolo si sofferma sull’esperienza dei servizi sociali di Trieste. Leggi >

Servizio Civile per 3.000 titolari di protezione internazionale

Per l’anno 2018 si prevede la possibilità per 3.000 giovani titolari di protezione internazionale e umanitaria di partecipare a progetti di Servizio Civile finanziati da risorse europee volte a supportare l’integrazione (Fondo Asilo Migrazione Integrazione). I progetti, con lo scopo di mettere in luce il valore inclusivo dell’esperienza, devono coinvolgere congiuntamente i volontari ordinari e i giovani titolari di protezione internazionale.

Leggi la notizia sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Garante Infanzia e Unhcr, intesa per i minori stranieri non accompagnati

Firmato il 6 ottobre un Protocollo d’Intesa tra Autorità garante per l’Infanzia e l’adolescenza e Unhcr, l’agenzia ONU per i Rifugiati, con l’obiettivo di promuovere iniziative congiunte finalizzate alla protezione dei minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro paese e facilitare la conoscenza e il rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti dei bambini e adolescenti e sui principi fondamentali per la loro protezione. Tra questi, il superiore interesse del minore, la non discriminazione, il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo e all’ascolto.

Integrare i rifugiati: il primo Piano nazionale, e poi?

Il 26 settembre scorso è stato varato dal Viminale il primo Piano nazionale d’integrazione dei titolari di protezione internazionale. Ed è stato un coro di consensi circa la sua necessità, i suoi contenuti, lo scenario che delinea. L’obiettivo principale del Piano è la promozione della convivenza tra rifugiati e cittadini italiani nel rispetto dei valori costituzionali. Il documento descrive i percorsi di inclusione sociale auspicabili e le priorità programmatiche al fine di garantire l’integrazione dei richiedenti protezione internazionale. Si tratta veramente di uno strumento esaustivo? Quali sono le prospettive e i nodi critici? Leggi >

Jus soli: la delusione del rinvio

Il 16 luglio il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni rende nota la decisione del rinvio dell’approvazione della riforma sulla cittadinanza, sottolineando l’impegno del Governo per l’autunno. Nonostante il premier abbia ribadito che la riforma sullo jus soli sia di una scelta giusta, molti leggono nelle sue parole i segnali di una resa. Molto dura è stata la reazione di tutto il mondo delle organizzazioni che si occupano dei diritti dei migranti e dei minori: Redattore Sociale ha raccolto le reazioni di Arci, Unicef, Migrantes e Cisl.

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Cambio di rotta sul welfare ai migranti

Si allargano le maglie dei diritti sociali per i migranti: la Corte di Giustizia europea, nella sentenza del 21 giugno 2017, impone che le prestazioni sociali erogate sulla base di requisiti predeterminati siano garantite a tutti gli immigrati titolari di un permesso di lavoro, e non solo a quelli con il permesso di lungo periodo. In questo modo, tutti gli stranieri titolari di un permesso per lavorare, siano essi effettivamente lavoratori o no, avrebbero diritto di accesso alle prestazioni di welfare a parità di condizioni con i cittadini italiani.

Leggi l’articolo di Maurizio Ambrosini e Alberto Guariso su LaVoce.

Minori stranieri non accompagnati: primo bando per tutori volontari

Aperto l’avviso pubblico per la selezione di privati cittadini che intendano divenire tutori volontari, a titolo gratuito, per i minori stranieri non accompagnati. La nuova figura, introdotta dalla legge 47/2017, esercita la rappresentanza legale del minore e cura che siano tutelati i suoi interessi, ascoltati i suoi bisogni, coltivate le sue potenzialità e garantita la sua salute (senza la presa in carico domiciliare ed economica). Sono previsti corsi di formazione di 24/30 ore; le domande di partecipazione per la prima edizione vanno fatte pervenire entro il 30 settembre 2017, secondo le modalità pubblicate sul sito istituzionale dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Leggi anche il riepilogo Regione per Regione su Vita.

Jus soli: non dimentichiamo gli adulti

La legge sullo jus soli modifica i requisiti per ottenere la cittadinanza italiana solo per i minori, mentre per gli adulti resta in vigore una normativa più restrittiva rispetto agli altri paesi europei, che la concedono in tempi più brevi e in via straordinaria anche nel caso di particolari meriti o di servizi alla collettività. Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin discutono del tema su LaVoce.

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Jus soli: una strada per l’integrazione

La legge sullo jus soli, discussa in questi giorni in Senato, riguarda bambini e ragazzi nati in Italia che non sono immigrati, ma si sentono italiani a tutti gli effetti e, in molti casi, non hanno mai vissuto nel paese d’origine dei propri genitori. Qual è l’impatto potenziale dell’approvazione della riforma nel nostro Paese? Qual è oggi la situazione europea? Ne parlano Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin su LaVoce e Fabrizio Ciocca su Neodemos.

Leggi l’articolo su LaVoce e su Neodemos