MigrazioniPost in sezione “Punti di vista”

Minori stranieri non accompagnati: a che punto è la Lombardia?

La legge 47/2017, conosciuta anche come legge Zampa, è la prima legge nazionale sui minori stranieri non accompagnati nel nostro Paese. Quali azioni ha messo in campo Regione Lombardia per la sua attuazione? Come si è attrezzata relativamente alla figura di tutore volontario? Quali sono le principali criticità all’interno del sistema di accoglienza lombardo? Su LombardiaSociale Elisabetta Dodi intervista Stefano Pasta del Centro di ricerca sulle relazioni interculturali dell’Università Cattolica di Milano.

Immigrazione: gli errori da non ripetere

Su LaVoce Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin sottolineano l’importanza per la nuova legislatura di affrontare il tema dell’immigrazione mediante politiche complessive che mirino ad attivare percorsi di inclusione e di integrazione sociale e culturale. Il dibattito dovrebbe quindi avanzare proposte di interconnessione tra le politiche per l’asilo, la programmazione degli ingressi per lavoro, le politiche per l’integrazione e quelle di contrasto degli accessi irregolari.

Quando il migrante diventa un capro espiatorio

Su LaVoce, Maurizio Ambrosini riflette su come sia cambiata nel tempo la percezione che i cittadini europei, e in modo particolare italiani, hanno dei fenomeni migratori. Nel 2012 a pensare che l’immigrazione costituisse un grandissimo problema per il nostro Paese erano solo il 3% degli italiani, oggi questi sono circa il 36%. Secondo lo studioso, i principali motivi scatenanti la dinamica del capro espiatorio andrebbero ricercati nella crescente fragilità economica e sociale di molte famiglie, e nella mancanza di prospettive e di fiducia, generatrici di paura e insicurezza.

Asgi sul REI: un aiuto contro la povertà, ma non per gli stranieri

L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione esprime il proprio parere relativo all’esclusione dal REI degli stranieri privi di permesso di lungo soggiorno. Così come per il SIA, anche per la nuova misura nazionale di contrasto alla povertà, permane la questione dei requisiti di nazionalità: al momento della presentazione della domanda, i potenziali beneficiari del REI devono risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni. Dunque, secondo Asgi il REI costituirebbe un importante aiuto contro la povertà, ma al tempo stesso escluderebbe i cittadini stranieri.

Neodemos e il dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti

L’8 novembre scorso è stato presentato in Senato l’e-book dal titolo Ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti con i contributi di dodici studiosi apparsi negli ultimi mesi su Neodemos. Gli esperti, pur mettendo in evidenza alcune criticità, valutano in modo positivo la normativa in discussione sulla cittadinanza, considerandola uno strumento volto a favorire l’inclusione e la piena partecipazione alla vita sociale dei giovani migranti.

Ludmilla, da badante a homeless: «L’Italia era la mia America»

Una vita passata ad accudire «gli anziani degli altri» per poi perdere il lavoro e finire in strada con «chi soffre per davvero». La storia di Ludmilla, 48 enne ucraina, è una storia di disoccupazione e smarrimento. Una testimonianza della difficoltà di reinventarsi dopo gli anni trascorsi come badante. Dalla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci di Milano, dove risiede temporaneamente, Ludmilla racconta dei contributi pagati, della casa dove viveva in affitto e dei soldi mandati al paese per far studiare medicina al figlio. Tra le righe spunta l’immagine di un’Italia mitica, vista come l’America del sogno anni Cinquanta. Leggi >

Il lavoro sociale con gli stranieri

Non è così raro trovare, in anni di “accoglienza straordinaria” dei richiedenti asilo, nuovi operatori reclutati ad hoc, o riadattati da ambiti diversi, ma non adeguatamente formati. Se il dibattito pubblico sull’immigrazione continua a replicare una logica emergenziale, discutere di formazione di studenti ed operatori sociali aiuta a oltrepassare questo approccio a favore di orizzonti di più lungo periodo: per rafforzare la qualità degli interventi sociali, motivare gli operatori, potenziare le capacità di apprendimento dei servizi, al di là delle iniziative occasionali e della buona volontà dei singoli. Leggi >

Migranti in Europa: verso un’accoglienza respingente?

L’estate 2017 si è chiusa con una sensibile diminuzione del numero di migranti che hanno attraversato il Mediterraneo centrale. Negli ultimi mesi si è andata rafforzando l’ipotesi di una gestione dei flussi che, alla chiusura delle frontiere europee, unisce un’esternalizzazione dell’accoglienza e delle procedure di protezione internazionale. Tutto questo a meno di un anno all’adozione finale dei Global Compacts all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2018, in cui gli Stati membri dovranno assumersi impegni comuni sulla lotta contro lo sfruttamento, il razzismo e la xenofobia; il salvataggio delle persone in fuga; la garanzia di procedure di frontiera eque. Leggi >

Immigrati e case popolari: falso mito?

Su LaVoce, Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin riflettono sulla presenza di stranieri nelle case popolari nel nostro Paese, mettendo in evidenza come i dati confutino in realtà il mito secondo cui la presenza degli immigrati nelle abitazioni pubbliche sia sovradimensionata e penalizzi le fasce più povere della popolazione italiana. Nel nostro Paese, il timore dell’equa distribuzione del patrimonio immobiliare pubblico è giustificato essenzialmente dalla scarsità dello stesso. Tuttavia, l’elevata presenza di stranieri ai bandi di assegnazione delle case popolari dipende da tre fattori oggettivi: minore disponibilità di reddito, assenza o difficoltà nella creazione di reti sociali, e più bassa probabilità di essere proprietari di un’abitazione.

Ridurre i tempi per diventare italiani

Su Neodemos, Salvatore Strozza commenta la legge sulla cittadinanza in vigore nel nostro Paese – una delle più restrittive in Europa – che risulta troppo poco attenta alle possibili istanze della crescente immigrazione straniera. L’autore ricorda che tra il 1999 e il 2016 i nati da entrambi i genitori stranieri sono stati quasi 1.050.000: il riconoscimento in tempi ragionevoli della cittadinanza italiana agli immigrati e ai loro figli è dunque una questione centrale. Solo in questo modo chi vive, studia e lavora in Italia potrà avere gli stessi diritti politici degli altri italiani che vivono nel nostro Paese e nel mondo.

Alcune considerazioni sulla riforma della cittadinanza

Su Neodemos, Stefano Molina cerca di fare chiarezza su alcune questioni rimaste ai margini dei ragionamenti sviluppati relativamente al tema della cittadinanza. Secondo l’autore agisce essenzialmente un problema di etichetta: infatti, la vera novità del DDL 2029 non consisterebbe nello jus soli, peraltro già previsto dalla legge 91/1992, ma nello jus scholae che subordina l’acquisizione della cittadinanza al possesso di requisiti culturali, che si presume siano a garanzia del rispetto delle regole socialmente condivise. Inoltre, si tratterebbe per l’Italia di un’occasione per sperimentare per la prima volta una via di accesso alla cittadinanza basata non tanto su complessi automatismi burocratici, quanto sull’impegno reciproco del giovane straniero e del sistema scolastico.