MigrazioniPost nella sezione “Punti di vista”

Una possibile agenda sull’immigrazione per il governo Draghi

Il neo-premier Draghi non è partito benissimo sul tema delle politiche migratorie. Le poche parole che ha dedicato all’argomento si sono limitate all’auspicata revisione delle convenzioni di Dublino e alla condivisione della retorica di un ingiusto sovraccarico di rifugiati sulle spalle del nostro paese, non proprio confermata dai dati: 3,4 rifugiati ogni 1.000 abitanti in Italia, contro 25 per la Svezia, 14 per la Germania, 6 per la Francia. Cerchiamo allora di proporre una possibile agenda di interventi possibili in materia di politiche migratorie per il governo Draghi, pur nella consapevolezza che su una materia così sensibile non sarà agevole per il premier ottenere il consenso necessario. Leggi >

Il confine bosniaco e il caso Frontex

Due eventi concomitanti stanno agitando nelle ultime settimane le istituzioni europee preposte alla gestione delle migrazioni e alla protezione dei rifugiati. Il primo riguarda la penosa situazione dei profughi bloccati in Bosnia, ai confini dell’Unione, e ridotti a vivere all’addiaccio, nei boschi o in ricoveri di fortuna. La colpevolizzazione delle autorità bosniache nasconde il disappunto per la falla che si è aperta in uno scaricabarile che sta compromettendo la strategia dell’UE: mantenere le mani pulite, esibendo un formale rispetto dei diritti umani, ma in realtà delegare ad altri sia l’accoglienza, sia eventualmente il lavoro sporco del trattenimento dei profughi. Il secondo evento chiama in causa Frontex, l’agenzia dell’UE preposta al monitoraggio delle frontiere esterne. Anche su questo versante la credibilità dell’UE sta subendo seri contraccolpi. Leggi >

La controversia dell’asilo

La “crisi dei rifugiati” in Italia ha contribuito all’emergere di tre fenomeni: la rappresentazione patologica dell’immigrazione, la rilevanza assunta del livello territoriale nella gestione dell’immigrazione e dell’asilo e la centralizzazione del dibattito su cosiddetto “umanitarismo”. Questo contributo propone un breve excursus sull’evoluzione e interazione di questi tre fenomeni negli ultimi cinque anni con un focus particolare sulle recenti novità introdotte durante la pandemia. Leggi >

Di fronte alla nuova emergenza Covid, diamo spazio agli operatori sanitari immigrati

Il personale sanitario rappresenta nel mondo il maggior fenomeno di mobilità internazionale dell’immigrazione professionalmente qualificata. Secondo l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), comprendendo anche l’assistenza agli anziani, il flusso transfrontaliero interessa circa 100 milioni persone, prevalentemente donne. I più coinvolti in questo movimento sono i paesi anglofoni in via di sviluppo, come le Filippine e l’India, che forniscono infermieri e infermiere ai paesi anglofoni ricchi, Stati Uniti in testa. Leggi >

Il piano Von der Leyen per il superamento delle convenzioni di Dublino

Il pronunciamento di Ursula Von der Leyen sul superamento degli accordi di Dublino per l’accoglienza dei rifugiati aveva suscitato grandi speranze, specialmente nel nostro paese, ma le anticipazioni dei contenuti del piano, le uscite pubbliche che le hanno accompagnate e le reazioni da parte di alcuni governi nazionali hanno dimostrato che la strada sarà lunga, impervia, incerta nel suo esito finale. Leggi >

È ora di riformare i decreti sicurezza

Al momento del varo dei cosiddetti decreti-sicurezza dell’allora ministro Salvini, molti osservatori avevano previsto una pioggia di ricorsi alla Corte Costituzionale. Si configurava un percorso attuativo accidentato, almeno nel medio termine, per il pacchetto sbandierato come la risposta adeguata a un complesso di fenomeni eterogenei e complessi come quelli migratori. Con la proverbiale lentezza della giustizia italiana, la Consulta si è pronunciata l’anno scorso bocciando i super-poteri attribuiti ai Prefetti, e nei giorni scorsi su una disposizione che fin dalla sua introduzione aveva suscitato roventi discussioni: il divieto d’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo. Leggi >

Cittadinanza e immigrazione: un rapporto complesso e dinamico

Il Punto di Welforum L’immigrazione è una questione di definizione dei confini tra “noi”, la comunità nazionale insediata su un territorio ben demarcato, i “nostri amici”, ossia gli stranieri che accogliamo con favore come residenti ed eventualmente come futuri concittadini, e “gli altri”, gli estranei propriamente detti, che non vorremmo vedere insediati nelle nostre città, e tanto meno annoverati tra i cittadini a pieno titolo. È una questione di definizione della comunità politica, quella che gli anglosassoni chiamano polity. Leggi >

Cittadinanza e migrazioni: una storia di ieri, di oggi e di domani

Il Punto di Welforum Questo contributo si focalizza intorno a quattro punti di attenzione: l’origine e il significato della cittadinanza; i criteri che nel mondo e nel nostro Paese vengono usati per attribuire la cittadinanza; lo status del “non cittadino”; il diritto delle migrazioni. Leggi >

Gli immigrati irregolari al tempo della pandemia da Covid-19

Il Punto di Welforum Le sanatorie in genere non sono provvedimenti molto apprezzabili: danno l’idea di uno Stato incapace di far rispettare le proprie leggi, e che alla fine si arrende ai trasgressori. Esistono casi però in cui misure del genere diventano auspicabili e persino necessarie. Non assumerle avrebbe conseguenze peggiori per la collettività. Sono di questo genere le proposte di emersione degli immigrati in condizione irregolare avanzate da più parti negli ultimi giorni. Leggi >

Emergenza Covid-19 e immigrazione

Il Punto di Welforum Il momento di emergenza che stiamo vivendo a causa del Covid-19 ha, in poche settimane, completamente sovvertito la nostra quotidianità e, altresì, messo in luce come siano in particolare alcune “categorie” di cittadini a risultare più vulnerabili e maggiormente a rischio di contagio. Lo scorso 22 marzo 2020 è stato pubblicato un documento firmato da ASGI e più di 100 altri soggetti che offre una prima ricognizione in merito alle aree di maggiore fragilità e suggerisce quali misure di tutela sia necessario adottare fin da subito. Riportiamo di seguito un estratto dei principali contenuti del documento, circoscrivendo in particolare l’attenzione sulle ricadute all’interno del sistema di accoglienza e invitando, per maggiori dettagli, alla lettura integrale del testo. Leggi >

Il nuovo sistema SPRAR: quali sfide e opportunità per i territori?

Il “Decreto Salvini” o “Decreto Sicurezza” nel suo disegno riformatore del sistema di accoglienza è intervenuto anche nel merito dell’accoglienza diffusa gestita dai Comuni nei piccoli centri. Ne richiamiamo in questo contributo i principali elementi di continuità e discontinuità con il precedente impianto, condividendo, inoltre, a partire dall’esperienza di un ente gestore lombardo, un possibile modello organizzativo a sostegno del cambiamento. Leggi >

Il razzismo cambia pelle, ma rimane inquietante

Gli allarmi sul razzismo nel nostro paese sono sempre più insistenti. Episodi come quello della mamma nigeriana insultata a Sondrio al cospetto della sua bimba morta, o le minacce a Liliana Segre, o l’allontanamento di tre ragazze con la pelle scura da una discoteca in provincia di Bergamo, o le ricorrenti notizie sul razzismo da stadio, si susseguono con allarmante frequenza. È importante però fare chiarezza sulle forme che può assumere il razzismo, per snidarlo e combatterlo anche dove è meno evidente e conclamato. Leggi >