MigrazioniPost con tag “cittadinanza”

Migrazioni. Elezioni 2018

L’agenda politica della XVII legislatura sulle questioni migratorie si è caratterizzata per due temi: la crisi migratoria nel Mediterraneo e le misure di accoglienza e protezione umanitaria; l’infruttuoso tentativo di riforma della legge sulla cittadinanza. Nonostante il calo degli sbarchi nel 2017, è difficile considerare esaurita la crisi migratoria mediterranea. Molte delle questioni oggetto di dibattito in questi anni si ripresenteranno anche durante la XVIII legislatura. Leggi >

Neodemos e il dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti

L’8 novembre scorso è stato presentato in Senato l’e-book dal titolo Ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti con i contributi di dodici studiosi apparsi negli ultimi mesi su Neodemos. Gli esperti, pur mettendo in evidenza alcune criticità, valutano in modo positivo la normativa in discussione sulla cittadinanza, considerandola uno strumento volto a favorire l’inclusione e la piena partecipazione alla vita sociale dei giovani migranti.

Ridurre i tempi per diventare italiani

Su Neodemos, Salvatore Strozza commenta la legge sulla cittadinanza in vigore nel nostro Paese – una delle più restrittive in Europa – che risulta troppo poco attenta alle possibili istanze della crescente immigrazione straniera. L’autore ricorda che tra il 1999 e il 2016 i nati da entrambi i genitori stranieri sono stati quasi 1.050.000: il riconoscimento in tempi ragionevoli della cittadinanza italiana agli immigrati e ai loro figli è dunque una questione centrale. Solo in questo modo chi vive, studia e lavora in Italia potrà avere gli stessi diritti politici degli altri italiani che vivono nel nostro Paese e nel mondo.

Italia e stranieri: più neo-cittadini o sbarchi?

In Italia, secondo i dati elaborati da Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità (Ismu), i nuovi cittadini sono in continuo aumento. Si tratta di un trend assolutamente in controtendenza rispetto in quanto sta avvenendo negli altri paesi dell’Unione Europea, in cui le acquisizioni di cittadinanza sono in lento declino. I neo-cittadini italiani sono passati da 35 mila durante il 2006 a circa 202 mila nel 2016: il nostro Paese si aggiudica così il primo posto per numero di cittadinanze concesse nel corso del 2015. Negli ultimi dieci anni i nuovi cittadini italiani sono stati quasi un milione, e oggi i numeri delle acquisizioni di cittadinanza superano nettamente quelli di quanti arrivano via mare.

Alcune considerazioni sulla riforma della cittadinanza

Su Neodemos, Stefano Molina cerca di fare chiarezza su alcune questioni rimaste ai margini dei ragionamenti sviluppati relativamente al tema della cittadinanza. Secondo l’autore agisce essenzialmente un problema di etichetta: infatti, la vera novità del DDL 2029 non consisterebbe nello jus soli, peraltro già previsto dalla legge 91/1992, ma nello jus scholae che subordina l’acquisizione della cittadinanza al possesso di requisiti culturali, che si presume siano a garanzia del rispetto delle regole socialmente condivise. Inoltre, si tratterebbe per l’Italia di un’occasione per sperimentare per la prima volta una via di accesso alla cittadinanza basata non tanto su complessi automatismi burocratici, quanto sull’impegno reciproco del giovane straniero e del sistema scolastico.

L’immigrazione che non ti aspetti

Su Neodemos Mario Basevi e Cinzia Conti commentano il recente rapporto Istat Cittadini non comunitari, già segnalato su questo sito. La retorica dell’invasione ci ha ormai abituato all’idea di un’immigrazione crescente costituita essenzialmente da rifugiati che vivono nei centri di accoglienza. In realtà le caratteristiche dell’attuale fenomeno migratorio in Italia, come è stato sostenuto anche da Maurizio Ambrosini su questo sito, sono ben diverse: la presenza non comunitaria è in diminuzione, i flussi in arrivo non si radicano, e così via.

Report Istat su cittadini non comunitari

Il 10 ottobre Istat ha pubblicato il report Cittadini non comunitari: presenza, nuovi ingressi e acquisizioni di cittadinanza. Il documento mette in evidenza come, per la prima volta in Italia, il numero dei cittadini non comunitari sia in calo (nel 2016 sono stati rilasciati il 5% in meno di permessi rispetto all’anno precedente). A questo si accompagna una riduzione degli ingressi per motivi lavorativi o di ricongiungimento famigliare, e un aumento di quelli per asilo politico e protezione internazionale. In aumento anche le acquisizioni di cittadinanza per i minori.

Giovani migranti e cittadinanza

Alla base dell’opposizione alla legge sulla cittadinanza ai giovani stranieri vi è spesso l’idea che gli immigrati riproducano nel paese di arrivo gli stili di vita e di pensiero del paese di provenienza. Gianpiero Dalla Zuanna su Neodemos cerca di fare chiarezza sul tema e di spiegare perché questo modo di vedere le migrazioni non è corretto. Secondo l’autore la migrazione è innanzitutto selezione e volontà di assimilazione rispetto alla società di accoglienza, sia dal punto di vista economico che culturale.

Il “no” allo jus soli tra malafede e obiezioni deboli

Accanto alle obiezioni alla legge sullo jus soli basate su malafede e falsità, diffuse allo scopo di utilizzare la paura dei cittadini a fini politici, ci sono anche quelle di chi pensa che l’approvazione della legge sulla cittadinanza potrebbe avere conseguenze negative per i minori stranieri stessi e le loro famiglie. Su Neodemos, Chiara Saraceno cerca di fare il punto della situazione sottolineando che anche con l’attuale legge sulla cittadinanza si possono creare disparità e disuguaglianze intra-famigliari.

Anci, Arci, Cgil e Cisl: jus soli, una legge da fare

Unanime il parere di Anci, Arci, Cgil e Cisl sul tema dello jus soli: la legge deve essere fatta. “Un milione gli italiani in attesa che venga loro riconosciuta la cittadinanza, un milione di buoni motivi per chiedere l’approvazione della legge”, “riconoscimento della cittadinanza come una sfida di civiltà”, “lo jus soli è già nei fatti”, “continueremo a stare nelle piazze”, sono alcune delle dichiarazioni delle principali organizzazioni sociali italiane che auspicano a breve l’approvazione della legge sulla cittadinanza.

Leggi la notizia su Redattore Sociale.

Perché cresce il numero di nuovi italiani

L’elevato numero di stranieri che ottengono la cittadinanza italiana è frutto dell’alto numero di ingressi che si sono verificati nel nostro Paese tra la fine degli anni ’80 e il 2008. Dopo aver presentato una serie di dati comparati a livello europeo, Maurizio Ambrosini, in un contributo su LaVoce, spiega come negli ultimi anni l’aumento della richiesta di cittadinanza possa essere letto anche come una conseguenza controintuitiva delle politiche restrittive in atto: infatti, molti residenti stranieri non particolarmente motivati a diventare cittadini del paese che li ospita, temendo di poter essere un giorno cacciati, sono spinti a farlo.

Immigrati e sbarchi in Italia: tutti i dati

Cosa sta realmente accadendo in Europa in tema di immigrazione? Quali sono i numeri? L’Unhcr (The UN Refugee Agency), il cui rapporto è già stato segnalato su Welforum.it, fornisce sia giornalmente sia mensilmente i dati relativi agli sbarchi nel Mediterraneo. Il sito Termometro Politico ha raccolto e rappresentato graficamente tali dati, mettendo in luce anche il saldo delle migrazioni e il ruolo ricoperto dalle nuove cittadinanze.

Vai al collegamento esterno per consultare il sito.