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Migradvisor: l’app che permette agli stranieri di orientarsi in Italia

Caritas Italiana ha creato Migradvisor, l’applicazione per smartphone dedicata ai migranti per orientarsi tra i servizi essenziali in Italia: dalle ambasciate alle prefetture, dagli ospedali alle ASL, dalle scuole agli uffici postali. L’app, consultabile in inglese, francese, arabo e italiano, contiene tre sezioni: servizi, situazioni di rischio e numeri di emergenza. Migradvisor mette quindi in guarda gli stranieri su possibili situazioni di rischio come abusi, sfruttamento o situazioni di irregolarità, e dedica anche una specifica sezione ai minori.

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Neodemos e il dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti

L’8 novembre scorso è stato presentato in Senato l’e-book dal titolo Ius soli e ius culturae. Un dibattito sulla cittadinanza dei giovani migranti con i contributi di dodici studiosi apparsi negli ultimi mesi su Neodemos. Gli esperti, pur mettendo in evidenza alcune criticità, valutano in modo positivo la normativa in discussione sulla cittadinanza, considerandola uno strumento volto a favorire l’inclusione e la piena partecipazione alla vita sociale dei giovani migranti.

Ridurre i tempi per diventare italiani

Su Neodemos, Salvatore Strozza commenta la legge sulla cittadinanza in vigore nel nostro Paese – una delle più restrittive in Europa – che risulta troppo poco attenta alle possibili istanze della crescente immigrazione straniera. L’autore ricorda che tra il 1999 e il 2016 i nati da entrambi i genitori stranieri sono stati quasi 1.050.000: il riconoscimento in tempi ragionevoli della cittadinanza italiana agli immigrati e ai loro figli è dunque una questione centrale. Solo in questo modo chi vive, studia e lavora in Italia potrà avere gli stessi diritti politici degli altri italiani che vivono nel nostro Paese e nel mondo.

Alcune considerazioni sulla riforma della cittadinanza

Su Neodemos, Stefano Molina cerca di fare chiarezza su alcune questioni rimaste ai margini dei ragionamenti sviluppati relativamente al tema della cittadinanza. Secondo l’autore agisce essenzialmente un problema di etichetta: infatti, la vera novità del DDL 2029 non consisterebbe nello jus soli, peraltro già previsto dalla legge 91/1992, ma nello jus scholae che subordina l’acquisizione della cittadinanza al possesso di requisiti culturali, che si presume siano a garanzia del rispetto delle regole socialmente condivise. Inoltre, si tratterebbe per l’Italia di un’occasione per sperimentare per la prima volta una via di accesso alla cittadinanza basata non tanto su complessi automatismi burocratici, quanto sull’impegno reciproco del giovane straniero e del sistema scolastico.

Il “no” allo jus soli tra malafede e obiezioni deboli

Accanto alle obiezioni alla legge sullo jus soli basate su malafede e falsità, diffuse allo scopo di utilizzare la paura dei cittadini a fini politici, ci sono anche quelle di chi pensa che l’approvazione della legge sulla cittadinanza potrebbe avere conseguenze negative per i minori stranieri stessi e le loro famiglie. Su Neodemos, Chiara Saraceno cerca di fare il punto della situazione sottolineando che anche con l’attuale legge sulla cittadinanza si possono creare disparità e disuguaglianze intra-famigliari.

Anci, Arci, Cgil e Cisl: jus soli, una legge da fare

Unanime il parere di Anci, Arci, Cgil e Cisl sul tema dello jus soli: la legge deve essere fatta. “Un milione gli italiani in attesa che venga loro riconosciuta la cittadinanza, un milione di buoni motivi per chiedere l’approvazione della legge”, “riconoscimento della cittadinanza come una sfida di civiltà”, “lo jus soli è già nei fatti”, “continueremo a stare nelle piazze”, sono alcune delle dichiarazioni delle principali organizzazioni sociali italiane che auspicano a breve l’approvazione della legge sulla cittadinanza.

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Unicef e IOM sui minori migranti

Unicef insieme all’International Organization of Migration (IOM) ha pubblicato un report su un tema di grande rilievo: la condizione dei bambini e degli adolescenti che arrivano in Europa come migranti attraverso le “vie del mare”. Il report analizza anche, attraverso interviste e survey ai ragazzi, i grandi rischi di sfruttamento e abuso a cui sono esposti.

Il report è disponibile in lingua inglese.

Fundamental Rights Report 2017

È stato pubblicato il Rapporto 2017 dell’European Union Agency for Fundamental Rights. Il Rapporto costituisce un’opportunità di celebrazione del progresso di questi ultimi anni in tema di diritti fondamentali, ma allo stesso tempo rappresenta anche l’occasione per mettere in evidenza quello che ancora si può e si deve fare. Il documento si compone di nove parti e tratta gli attualissimi temi dell’uguaglianza, dell’intolleranza, razzismo e xenofobia, delle migrazioni e sistema di richiesta d’asilo, dei diritti di minori, persone con disabilità e vittime di reati.

Scarica il Pdf del Rapporto in lingua inglese.

Jus soli: la delusione del rinvio

Il 16 luglio il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni rende nota la decisione del rinvio dell’approvazione della riforma sulla cittadinanza, sottolineando l’impegno del Governo per l’autunno. Nonostante il premier abbia ribadito che la riforma sullo jus soli sia di una scelta giusta, molti leggono nelle sue parole i segnali di una resa. Molto dura è stata la reazione di tutto il mondo delle organizzazioni che si occupano dei diritti dei migranti e dei minori: Redattore Sociale ha raccolto le reazioni di Arci, Unicef, Migrantes e Cisl.

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Jus soli: una strada per l’integrazione

La legge sullo jus soli, discussa in questi giorni in Senato, riguarda bambini e ragazzi nati in Italia che non sono immigrati, ma si sentono italiani a tutti gli effetti e, in molti casi, non hanno mai vissuto nel paese d’origine dei propri genitori. Qual è l’impatto potenziale dell’approvazione della riforma nel nostro Paese? Qual è oggi la situazione europea? Ne parlano Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin su LaVoce e Fabrizio Ciocca su Neodemos.

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Dieci falsi miti sullo “jus soli”

La riforma sull’acquisizione della cittadinanza italiana per i figli minori di immigrati è attualmente in discussione in Senato. Il The Post Internazionale ha raccolto le principali critiche che le vengono mosse contro, smontando le false informazioni più diffuse a riguardo: con lo jus soli si vuole regalare la cittadinanza italiana a chiunque, lo jus soli rappresenta un attacco alla salvaguardia della cultura italiana, lo jus soli apre le porte al terrorismo, e via dicendo.

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Se vuoi approfondire l’argomento leggi anche l’articolo di Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, pubblicato su Welforum.it su questo stesso tema.

Cittadinanza e “jus soli”: una scelta giusta?

Tema molto attuale e altrettanto dibattuto, quello dello jus soli e della acquisizione della cittadinanza per minori nati e a lungo soggiornanti nel nostro Paese. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, interviene in “Punti di vista” presentando in modo chiaro e dettagliato la situazione odierna e sostenendo che, per garantire una maggiore integrazione all’interno della società, in un Paese che da terra di emigrazione è divenuta ormai terra di immigrazione, è importante approvare la riforma. Conclude affermando che diventare cittadino italiano non vuole dire necessariamente abbandonare le proprie radici, ma divenire pienamente e volontariamente membro a tutti gli effetti di una comunità, volontà che “sarebbe ingiusto e miope non assecondare”.

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