MigrazioniPost con tag “stranieri”

L’impatto della pandemia sugli stranieri, due anni dopo

Qual è stato, a quasi due anni dall’inizio dell’emergenza, l’impatto che la pandemia ha avuto sui cittadini stranieri nel nostro Paese? L’articolo riprende e sintetizza gli ultimi dati e rapporti di ricerca condotti a livello nazionale, che confermano come gli stranieri siano tra i gruppi di popolazione più colpiti dalla crisi sanitaria, sociale ed economica provocata dal Covid-19. Leggi >

L’impegno del Naga nell’inclusione degli stranieri nel territorio milanese

In occasione del ventennale del Centro Naga Har, impegnato nel territorio milanese nell’accoglienza e nell’integrazione di richiedenti asilo, rifugiati e vittime di tortura, abbiamo intervistato Pinuccia Silicati, dal 2001 volontaria dell’Associazione. Il contributo si pone l’obiettivo di far conoscere meglio le attività svolte dall’Associazione, le principali tipologie di beneficiari intercettati, le relazioni con i servizi del territorio e i cambiamenti organizzativi imposti dalla pandemia. Leggi >

L’accesso alla cittadinanza. Un panorama delle norme vigenti nei principali paesi dell’UE

Accordare la cittadinanza, e definire le regole con cui accordarla, rimangono privilegi degli Stati sovrani, gelosamente custoditi fino al giorno d’oggi. Nemmeno nell’ambito dell’Unione Europea è avvenuto un processo di armonizzazione delle regole, sicché permangono notevoli squilibri. Dieci milioni di apolidi nel mondo testimoniano la distanza tra la condizione di persona umana e quella di cittadino riconosciuto. Gli Stati non da oggi si sono dunque dotati di regole per l’accesso alla cittadinanza. Il clima politico contemporaneo produce al riguardo una paradossale conseguenza, la crescita delle acquisizioni di cittadinanza: molti residenti stranieri, per evitare discriminazioni o nuovi irrigidimenti delle norme, o anche per stornare i pregiudizi, accedono più che in passato e in tempi più rapidi alla cittadinanza del paese in cui si sono trasferiti. Si può passare dalla condizione di stranieri a quella di cittadini in vari modi, alcuni dei quali hanno radici molto antiche. Vediamo come si combinano i criteri in alcune legislazioni. Leggi >

Chi fa cosa, e dove, per le persone migranti?

“M-APP: Migranti APP” è una mappa online realizzata nell’ambito del Progetto FAMI CapaCityMetro-ITALIA, che consente di avere il quadro completo dei servizi alle persone migranti offerti sia dal settore pubblico che dal privato sociale in 5 città metropolitane (Bari, Milano, Napoli, Torino e Venezia). Rivolta principalmente ad operatori sociali e amministratori locali per comprendere “chi fa cosa e dove” nei territori di loro competenza, la mappatura si presta anche ad analisi sulla governance multilivello dei servizi. Leggi >

Aumentano ancora i rifugiati nel mondo. Ma li accolgono i paesi in via di sviluppo

Nel 2020 altre cattive notizie, a partire dal Covid, hanno scacciato le guerre dalle prime pagine dei notiziari. Anche di sbarchi e rifugiati si parla meno, a parte sporadici picchi di allarmismo quando si verifica qualche sbarco, e una compassione sempre più stanca e debole in occasione delle tragedie del mare. Si potrebbe pensare che il Covid stesso, bloccando gli spostamenti, abbia abbattuto anche il fenomeno delle migrazioni forzate. Visto dalla sponda europea, in effetti il fenomeno si è molto ridotto. Leggi >

Il fenomeno migratorio e le condizioni degli stranieri in era pandemica

La crisi sanitaria, sociale ed economica provocata dalla pandemia da Covid-19 non ha risparmiato nessuno, tuttavia alcuni gruppi di popolazione ne hanno subìto gli effetti in modo più drammatico. Tra questi vi rientrano i cittadini stranieri. A partire dai più recenti dati e rapporti di ricerca condotti a livello nazionale ed europeo segnalati su Welforum, l’articolo cerca di delineare le principali evidenze e i nodi critici che hanno caratterizzato il fenomeno migratorio e le condizioni della popolazione straniera in Italia durante l’anno della pandemia. Leggi >

Silenzi e grida

Passando l’inverno, le situazioni più tragiche dei flussi migratori verso l’Europa si vanno spostando, o meglio riestendendo dalle rotte balcaniche a quelle mediterranee. E così il 23 aprile si è raggiunto un nuovo picco, con le acque del nostro mare che si sono richiuse su un altissimo numero di ulteriori vittime. E altre ancora si vengono ad aggiungere, giorno dopo giorno, portando il tragico conteggio oltre quel numero di 23.000 dal 2014 ad oggi, stimato probabilmente per difetto. Con l’avvicinarsi alla stagione estiva aumenteranno i tentativi di attraversamento, sbarchi e naufragi, spesso ignorati anche dal nostro paese, o affidati alla guardia costiera libica, o abbandonati a se stessi senza soccorso, fino all’abbraccio fatale del mare. Leggi >

L’ultima tragedia del mare

L’ultima tragedia nel Mediterraneo,  accaduta nella sostanziale indifferenza delle autorità statali di Italia, Malta e Libia, ha riportato di attualità la questione delle vittime del mare: circa 130, questa volta. Come hanno segnalato le ONG impegnate nei soccorsi in mare, nelle oltre 24 ore trascorse tra la prima segnalazione di Alarm Phone e il tragico esito della vicenda, la Ocean Viking ha atteso un intervento delle autorità marittime italiane, maltesi e libiche che coordinasse le operazioni, ma questo non è avvenuto, o comunque non ha coinvolto la nave umanitaria che si trovava nella zona. Leggi >

Una possibile agenda sull’immigrazione per il governo Draghi

Il neo-premier Draghi non è partito benissimo sul tema delle politiche migratorie. Le poche parole che ha dedicato all’argomento si sono limitate all’auspicata revisione delle convenzioni di Dublino e alla condivisione della retorica di un ingiusto sovraccarico di rifugiati sulle spalle del nostro paese, non proprio confermata dai dati: 3,4 rifugiati ogni 1.000 abitanti in Italia, contro 25 per la Svezia, 14 per la Germania, 6 per la Francia. Cerchiamo allora di proporre una possibile agenda di interventi possibili in materia di politiche migratorie per il governo Draghi, pur nella consapevolezza che su una materia così sensibile non sarà agevole per il premier ottenere il consenso necessario. Leggi >

I cittadini non comunitari in Italia

Nel 2019 risultano in calo i permessi di soggiorno rilasciati ai cittadini non comunitari in Italia, specie quelli relativi a richieste di asilo. Uguale trend si verifica per i primi sei mesi del 2020 che, a causa del blocco delle frontiere dovuto alla pandemia e dei rallentamenti amministrativi connessi dal lockdown, registrano un decremento di oltre il 57% dei nuovi permessi rispetto ai primi sei mesi del 2019. L’articolo presenta i principali risultati contenuti nell’ultimo Report Istat sui cittadini non comunitari nel nostro Paese pubblicato lo scorso 26 ottobre. Leggi >

La controversia dell’asilo

La “crisi dei rifugiati” in Italia ha contribuito all’emergere di tre fenomeni: la rappresentazione patologica dell’immigrazione, la rilevanza assunta del livello territoriale nella gestione dell’immigrazione e dell’asilo e la centralizzazione del dibattito su cosiddetto “umanitarismo”. Questo contributo propone un breve excursus sull’evoluzione e interazione di questi tre fenomeni negli ultimi cinque anni con un focus particolare sulle recenti novità introdotte durante la pandemia. Leggi >

Di fronte alla nuova emergenza Covid, diamo spazio agli operatori sanitari immigrati

Il personale sanitario rappresenta nel mondo il maggior fenomeno di mobilità internazionale dell’immigrazione professionalmente qualificata. Secondo l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), comprendendo anche l’assistenza agli anziani, il flusso transfrontaliero interessa circa 100 milioni persone, prevalentemente donne. I più coinvolti in questo movimento sono i paesi anglofoni in via di sviluppo, come le Filippine e l’India, che forniscono infermieri e infermiere ai paesi anglofoni ricchi, Stati Uniti in testa. Leggi >