Persone con disabilitàPost nella sezione “Punti di vista”

Gli stakeholder nel campo della disabilità (II parte)

La conoscenza dell’Altro, la comprensione dei suoi bisogni e del suo linguaggio, creano rapporti positivi anche nel mercato del lavoro. Completando la riflessione lanciata nel precedente articolo, l’autore approfondisce le posizioni e gli approcci dei principali stakeholder nei percorsi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Nel presente contributo il focus è sulla rete dei servizi e sulle associazioni delle persone con disabilità e i sindacati. Leggi >

La non autosufficienza riguarda il servizio sanitario nazionale?

La domanda del titolo pare condurre ad un’ovvia risposta positiva, non foss’altro perché da sempre ci sono nel sistema sanitario sia professioni (come la geriatria o la psichiatria) sia servizi, che di non autosufficienza si occupano. Ma merita chiarire, perché vorremmo discutere degli interventi per la tutela di chi non è autosufficiente nelle funzioni della vita quotidiana: per la cura di sé e per la cura dell’ambiente. Non quindi degli interventi di natura esclusivamente sanitaria, né solo di assistenza sociale. È persino banale ricordare che senza questi supporti, quando la persona non è autonoma, è inutile anche una consistente assistenza sanitaria al domicilio. Ed altrettanto banale è ricordare come l’aumento di persone (prevalentemente anziane) con questi bisogni mette in crisi le risposte del welfare, e produce sofferenze nelle famiglie che hanno ormai raggiunto livelli insostenibili. Dunque vorremmo discutere di un ruolo del SSN non solo nel costruire interventi/percorsi coordinati con altri (come quelli socio-assistenziali), ma nell’assumere meglio titolarietà primaria della competenza nella tutela dei non autosufficienti, e dei conseguenti impegni di spesa. Leggi >

Gli stakeholder nel campo della disabilità – (I parte)

La conoscenza dell’Altro, la comprensione dei suoi bisogni e del suo linguaggio, creano rapporti positivi. Anche nel mercato del lavoro. Proseguendo la riflessione lanciata nel precedente articolo sul “linguaggio dell’altro”, vengono presi in considerazione le posizioni e gli approcci dei principali stakeholder nei percorsi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Il focus di apertura, nel presente contributo, è sulle aziende private. Leggi >

Educare e includere con il teatro. Vent’anni di progetti nell’Ovest Ticino

L’uso dei linguaggi artistici consente di sviluppare strategie relazionali e inclusive, aperte ad ogni tipo di differenza. L’esperienza ventennale nell’Ovest Ticino in ogni ordine e tipo di scuola e in vari altri contesti educativi offre molti spunti di riflessione su potenzialità e limiti delle attività laboratoriali. Ne parliamo con Marco Bricco, della Compagnia Teatrale Stilema/Unoteatro di Torino, e Grazia Fallarini, del C.I.S.A. Ovest Ticino. Leggi >

Contaminazioni profit/non profit

Le convenzioni ai sensi dell’art 14 del  d.lgs.276/2003, prevedono la possibilità che un’azienda assolva l’obbligo di assunzione di persone con disabilità previsto dalla Legge 68/1999 attraverso l’affidamento di servizi ad una cooperativa sociale di inserimento lavorativo o consorzio sociale che, per lo svolgimento di tali attività, assuma uno o più lavoratori disabili, computati quindi nella quota d’obbligo dell’azienda, a seguito di una convenzione firmata dalle rappresentanze della parte datoriale, sindacale e dalle rappresentanze della cooperazione sociale e validata dalle Regioni. Leggi >

Abitare: un diritto anche per le persone con disabilità

Con la Norma UNI-11010/2016 Servizi per l’abitare e per l’inclusione sociale è stato immaginato un sistema di certificazione della qualità caratterizzato dalla minuziosa valutazione della capacità dell’erogatore di servizi di mettere in atto circuiti virtuosi che focalizzino l’attenzione sui processi e non sulle strutture. Leggi >

Disabilità e lavoro: gli occhi e il linguaggio dell’Altro

I risultati a vent’anni dalla legge 68/1999 sono deludenti. La colpa viene scaricata sulle imprese che non vogliono assumere lavoratori disabili e preferiscono pagare le sanzioni previste dalla legge. I Servizi che si occupano di inserimenti lavorativi dispongono di insufficienti risorse e gli operatori sono spesso impreparati al compito. Sono necessari percorsi formativi per aumentare la capacità di comprensione del mondo delle imprese e rivoluzionare il paradigma di intervento. Leggi >

Innovazione e cambiamento del sistema nella legge 112/2016. L’esperienza del progetto L-inc

Il Punto di Welforum La Legge 112 anche nelle sue fisiologiche difficoltà applicative ci sta dicendo che esiste una relazione ben precisa tra il diritto che c’è e il diritto che ancora dobbiamo costruire; ed è proprio il valore dell’esperienza agita. Per promuovere innovazione dobbiamo essere capaci di costruire una specie di cinghia di trasmissione tra il diritto esistente e quello ancora da realizzare che deve essere per forza alimentata dall’esperienza. Per trasformare le nicchie di innovazione in vettori di trasformazione del sistema dobbiamo studiare attentamente i percorsi già attuati da quelle famiglie che il “dopo di noi” l’hanno realizzato già 20 anni fa quando ancora non c’era la Legge e che magari oggi che c’è si trovano spiazzate e in difficoltà se nella sua applicazione concreta non si ri-parte dai percorsi già tracciati. Leggi >

Piccola riflessione di un non vedente…

Il Punto di Welforum “Prima ancora di avere un nome e un cognome, prima ancora di essere cieco, sono una persona con la sua complessa natura, con i suoi pensieri, con il suo carattere, con la sua storia, con le esperienze vissute, con i suoi sentimenti, affetti, desideri, opinioni, delusioni, gioie, dolori, passioni. Sono ricco, almeno quanto te, di vita.” Leggi >

Durante e Dopo di Noi: il punto della situazione e le prospettive

Il Punto di Welforum La legge sul dopo di noi si chiama così perché deve essere letta nella sua interezza e, per comprendere meglio le motivazioni che hanno portato all’emanazione di una norma, occorre saper cogliere gli aspetti costruttivi che l’iter parlamentare ha prodotto. Tale premessa è necessaria per ben comprendere quale è stato il ruolo del movimento associativo della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap nel costante confronto avuto con il Governo passato per giungere alla promulgazione della legge sul “dopo di noi“. Leggi >

Inclusione lavorativa e cooperative sociali di tipo B

Le cooperative sociali di tipo B hanno svolto e svolgono un ruolo fondamentale nella gestione delle politiche attive a favore delle persone disabili. Considerando il mutato quadro socio-economico influenzato dalla crisi produttiva e del mercato del lavoro, e gli strumenti oggi disponibili per il collocamento mirato, è necessario un dibattito e un confronto con il coinvolgimento di tutti i soggetti sociali interessati. Leggi >