Politiche europee

Gli ETS e le procedure amministrative di affidamento dei servizi

Il diritto dell’Unione europea permea il diritto nazionale, in specie, per quanto attiene al principio di concorrenza, che costituisce un “obiettivo” specifico dell’azione comunitaria.
L’Unione europea ha perseguito l’obiettivo sopra richiamato attraverso tre strumenti: la libertà di circolazione delle merci, dei lavoratori, dei servizi e dei capitali; la disciplina della concorrenza; la limitazione degli aiuti statali alle imprese.
Gli Stati membri non possono creare barriere ovvero cercare di impedire la creazione di un mercato comune. Tuttavia, le regole della concorrenza sono state temperate a seguito dell’approvazione del Trattato di Lisbona, che ha introdotto nell’art. 3.3 del Trattato UE la previsione di “un’economia sociale di mercato”, che mira sì all’affermazione della competizione, ma allo stesso tempo è finalizzata a realizzare un obiettivo di piena occupazione e di progresso e coesione sociale. Da ciò consegue che il principio di concorrenza è chiamato a recedere di fronte alla necessità di assicurare il perseguimento di scopi di interesse generale, che possono essere realizzati sia da enti pubblici ovvero da soggetti privati cui gli ordinamenti nazionali affidano una particolare “mission” pubblica. Leggi >

Percorsi di inclusione nel mercato del lavoro in Europa: il report europeo

Facendo seguito all’articolo recentemente pubblicato da Walter Nanni di Caritas Italiana, relativo al report realizzato sul nostro paese nell’ambito dell’iniziativa di Caritas Europa “Inclusive labour markets: ensuring no one is left behind”, pubblichiamo ora alcune riflessioni emergenti dal report europeo. Leggi >

La legge sulla cittadinanza ha trent’anni. E li dimostra tutti

Si è celebrato nel mese di febbraio un anniversario paradossale: quello della legge 91 del ’92 che disciplina l’accesso alla cittadinanza italiana. In questi trent’anni altri paesi hanno modificato il proprio codice della cittadinanza, con oscillazioni derivanti dalle alternanze dei partiti al governo e mescolando liberalismo e cautele, ma in senso complessivamente più favorevole agli immigrati e soprattutto ai loro figli. Complessivamente, dopo che Spagna, Germania e Grecia hanno adottato norme più liberali, l’Italia è il paese che si trincera dietro le regole più restrittive dell’Europa Occidentale in materia di cittadinanza. Leggi >

Nessuno si senta escluso

Il 21 febbraio 2022 Caritas Europa ha presentato il rapporto “Mercati del lavoro inclusivi. Che nessuno rimanga indietro”. Il rapporto, che fa parte di una serie di pubblicazioni che Caritas Europa produce da diversi anni sui fenomeni di povertà ed esclusione sociale in Europa, ha come tema di quest’anno la capacità di inclusione sociale dei mercati del lavoro. Basandosi sui valori di riferimento dell’Europa sociale, rintracciabili all’interno di vari documenti, programmi e strumenti giuridici disponibili nel quadro dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, lo scopo è quello di offrire una valutazione sulla capacità dei soggetti deboli che vivono nel continente di inserirsi adeguatamente nel mercato del lavoro. Leggi >

Povertà educativa minorile e governance partecipativa

In questo particolare momento storico caratterizzato da un’Europa già segnata da profonde diseguaglianze, acuite ed estremizzate dalla pandemia da Covid-19 e dalle recenti tensioni belliche ai suoi confini, vi è una rinnovata attenzione al mondo dei minori e alla necessità di cogliere le sfide della società contemporanea, anche a seguito dell’istituzione dell’Anno Europeo della Gioventù 2022, fortemente voluto dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Si riprendono qui alcuni temi contenuti nell’Inapp paper dedicato alle strategie di contrasto alla disuguaglianza attraverso interventi sulle condizioni che le determinano in età scolare, soffermandoci sui Patti Educativi di Comunità e sui progetti pilota promossi dall’Unicef e dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia. Leggi >

La crisi ucraina ha impresso una svolta alle politiche dell’asilo. Ma non per tutti.

Il 3 marzo l’Unione europea, di fronte alle drammatiche conseguenze della guerra in Ucraina, ha assunto una decisione che segna una svolta nelle politiche dell’asilo: ha per la prima volta attivato la direttiva 55 del 20 luglio 2001, relativa alla “concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati” e alla “promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati”. L’innovazione delle politiche europee sembra procedere per strappi, sotto l’urgenza di crisi impreviste e sconvolgenti. Le innovazioni vanno confrontate con i limiti posti dalle convenzioni di Dublino, che per anni hanno bloccato ogni sforzo di revisione delle norme sull’asilo, sulle quali l’attivazione della direttiva del 2001 ha spazzato almeno temporaneamente i vincoli. Leggi >

I sanitari russi contro la guerra all’Ucraina

#fuoridalcoro Il British Medical Journal, una testata seria e autorevole a livello internazionale sulle tematiche della salute e della sanità, ha ricevuto, tradotto in inglese, e pubblicato il 1 marzo una lettera aperta di 15.000 medici, infermieri e operatori sanitari russi che prendono posizione sulla guerra in Ucraina a partire dalla missione e dalla cultura della loro professione. Leggi >

Europa e cittadini europei

Nei mesi di novembre e dicembre 2021 è stata realizzata una indagine campionaria sui cittadini europei nell’ambito delle rilevazioni periodiche realizzate da Eurobarometro per il Parlamento Europeo, sul tema del ruolo del Parlamento Europeo e sui valori e le priorità politiche che dovrebbe difendere, al giro di boa di metà legislatura. Leggi >

Il sociale escluso dalle priorità della nuova presidenza francese della UE

Dal primo di gennaio la Francia ha assunto la Presidenza di turno del Consiglio dell’UE. Le priorità del semestre di Presidenza Francese sono state presentate il 9 dicembre 2021 dal presidente Macron, che ha definito i tre assi principali intorno ai quali ruoteranno le attività della presidenza: sovranità europea, un nuovo modello europeo di crescita, un’Europa più “a misura d’uomo”. Tali obiettivi, pur ambiziosi nel complesso, sembrano aver relegato le priorità sociali ad un raggio d’azione estremamente limitato, quello del salario minimo, dimenticando i più vulnerabili tra i cittadini europei: i poveri, gli anziani, le persone con disabilità e i giovani. Leggi >

“Ora basta con le disuguaglianze”, in ricordo di David Sassoli

All’età di 65 anni è morto David Sassoli, dal 3 luglio 2019 presidente del Parlamento europeo cui due mesi prima era stato eletto per la seconda volta.

Era stato giornalista, per anni nel TG1 di cui era divenuto vicedirettore, nel 2009 decide di entrare in politica candidandosi per il Parlamento europeo. Significative le parole che gli dedica Paolo Gentiloni: “Ricorderemo la tua figura di leader democratico e europeista. Eri uomo limpido generoso, allegro, popolare”.

Al Consiglio europeo del 16 dicembre 2021 propone nel suo intervento la sua visione di Europa mentre la sua attenzione al sociale è espressa in un altro suo intervento al Consiglio europeo del 8 maggio 2021: “Ora basta con le disuguaglianze” che qui riproduciamo. Leggi >

La Child Guarantee nella lotta contro la povertà educativa e l’esclusione minorile

Contrastare le disuguaglianze che ostacolano il pieno sviluppo dei minori non è solo un imperativo di giustizia sociale, ma anche un investimento che genera ritorni positivi tanto per la coesione della società quanto per il pieno sviluppo dei sistemi economici. L’integrazione in età adulta nella struttura economica è, infatti, una delle condizioni per la piena partecipazione alla vita sociale, mentre la formazione di giovani leve qualificate e preparate consente di ridurre il gap con le competenze richieste dal mercato e migliora l’adattamento delle forze produttive alle necessità emergenti.

Con Child Guarantee, o Garanzia europea per l’Infanzia, istituita con la Raccomandazione 2021/1004 del Consiglio UE del 14 giugno 2021, la Commissione europea si propone appunto di attuare un’importante azione di contrasto alla povertà educativa e all’esclusione dei minori e di assicurare l’accesso a determinati e fondamentali servizi di qualità. Leggi >

La Commissione europea presenta il suo piano per l’economia sociale

L’economia è fatta di esseri umani e non può essere ridotta a bilanci e profitti. Per questo è importante che, dopo tanti anni di lavoro e di battaglie di chi crede nel valore e nella centralità delle persone, la Commissione europea abbia finalmente presentato un piano d’azione per promuovere l’economia sociale. È il risultato del lavoro e dell’impegno appassionato del Commissario Nicolas Schmit, oltre che di tutti gli attori del settore e anche dell’Intergruppo parlamentare, di cui l’autrice di questo articolo è co-presidente. Leggi >