Politiche europeePost nella sezione “Normativa internazionale”

Eredità e prospettive per la nuova Commissione Europea

Il Punto di Welforum Si avvicina la scadenza delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo che, secondo l’opinione di molti, determineranno un profondo cambiamento degli equilibri politici che hanno caratterizzato una politica comune europea strutturata sull’alleanza, o meglio il grande compromesso, tra forze politiche tradizionali espressioni del centro destra e centro sinistra europei. Una convergenza che si trovava sia nel Parlamento sia nella composizione della Commissione Europea, che si manifestava poi negli estenuanti negoziati nel Consiglio Europeo, sempre più il luogo prevalente nei processi di presa di decisione e quini il luogo più fortemente condizionato dalle divisioni, dagli opportunismi e del peso dei governi nazionali. Dopo le elezioni, tra giugno e settembre prenderà forma e si insedierà la nuova Commissione Europea dove ancor più che gli equilibri di forze all’interno del Parlamento, saranno le negoziazioni tra i Governi degli Stati membri a dare forma al nuovo assetto dell’Unione Europea. È quindi prevedibile che vi saranno cambiamenti importanti, proprio mentre si dovranno completare le impostazioni della programmazione pluriennale, su cui si struttura l’architrave delle politiche europeo per i prossimi anni. Leggi >

Le sfide del Parlamento Europeo per il prossimo decennio

Il Punto di Welforum Il Parlamento europeo è stata la prima Istituzione europea che ha percepito la crisi e la sfiducia di una parte dell’opinione pubblica. Nelle elezioni del 2009 i gruppi euro critici anti europei erano intorno al 10%, nel 2014 questi gruppi erano saliti già oltre il 15% e tutto lascia prevedere che le forze euro critiche, euroscettiche ed anti europee aumentino ancora la loro presenza nel prossimo Parlamento. Leggi >

L’Agenda sociale nelle elezioni europee

Il Punto di Welforum Il 26 maggio andremo a votare per eleggere i nostri rappresentanti nel Parlamento europeo. La campagna elettorale è già iniziata da molto, potremmo anzi dire che qui in Italia è permanente. Anche questa consultazione tende a perdere la sua specificità per divenire quasi un megasondaggio sui rapporti di forza fra le diverse forze politiche e sulla convenienza o meno di andare alla conta in un confronto elettorale nazionale più o meno ravvicinato o dilazionato. Il confronto si sviluppa quindi su temi che spesso nulla hanno a che fare con le funzioni e le competenze degli organi europei, e in particolare del Parlamento europeo dove gli eletti siederanno, temi che dovranno comunque trattare e sui quali dovranno confrontarsi, esprimersi, fare delle scelte. Dal punto di vista del nostro Osservatorio dobbiamo prendere atto che ad oggi le politiche sociali rimangono prevalentemente materia riservata agli Stati nazionali, che il Parlamento europeo può certamente trattare e sulle quali può esprimere scelte che però possono avere un significato e un valore di orientamento e stimolo delle politiche nazionali, senza però acquisire efficacia vincolante. Solo alcune tematiche prossime alle politiche del lavoro sono state contagiate da una espansione delle competenze europee su queste ultime e su queste anche il Parlamento europeo può esprimersi con più efficacia. Leggi >

Politiche europee. A che punto siamo

Il Punto di Welforum Il 12 dicembre è stato pubblicato lo stato di avanzamento delle azioni promosse sotto la Presidenza Junker nell’ambito delle priorità sociali. Il quadro che emerge rende chiaramente evidente come il contesto italiano sia marcatamente più problematico rispetto alla media europea, a partire dalle condizioni del mercato del lavoro. Leggi >

Politiche per l’integrazione lavorativa

Il Punto di Welforum Anche sul tema dell’integrazione lavorativa, sebbene lentamente, emerge sempre più, sia in Europa che in Italia, che le persone con disabilità sono delle risorse, hanno delle abilità e delle capacità e possono contribuire in modo produttivo all’economia e alla società. Leggi >

La riforma dei centri per l’impiego in Francia, Spagna e UK

Per aprire il dibattito relativo alle possibili strade da percorrere per promuovere una revisione dei servizi per l’impiego che possa accompagnare i beneficiari della futura misura di sostegno al reddito continuiamo l’approfondimento rispetto alle strade intraprese in altri paesi europei in tale direzione, sulla base dei risultati del lavoro realizzato da ANPAL Servizi (ente in house dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro). Dopo la presentazione del modello tedesco in questo nuovo articolo approfondiamo le riforme introdotte recentemente in Francia, Spagna e UK, andando ad analizzare le modalità di funzionamento dei centri per l’impiego di questi paesi. Leggi >

Il Discorso sullo stato dell’Unione del Presidente Juncker (2018)

Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, il 12 settembre ha pronunciato dinanzi ai membri del Parlamento Europeo, come ogni anno, il Discorso sullo Stato dell’Unione 2018. Tra i temi di rilevo sociale su cui quest’anno il Presidente Juncker si è concentrato vi è sostanzialmente solo quello delle migrazioni. Leggi >

Reddito di cittadinanza e inserimento lavorativo: apprendimenti dall’Europa

Il reddito di cittadinanza previsto dal contratto di governo prevede da un lato una forte condizionalità con l’impegno attivo del beneficiario e dall’altro lo sviluppo della professionalità del lavoratore coerente con la strategia di sviluppo economico del paese. Questa seconda dimensione del programma di governo prevede un investimento di 2 miliardi di euro per la “riorganizzazione e il potenziamento dei centri per l’impiego che fungeranno da catalizzatore e riconversione lavorativa dei lavoratori. L’articolo confronta questa impostazione con l’approccio e le azioni intraprese in altri paesi europei. Leggi >

Promuovere l’indipendenza delle persone con disabilità

Lo European Social Network – ESN – ha di recente pubblicato un toolkit intitolato ‘Towards more independent lives for people with disabilities. Reflections from social services across Europe’. Lo scopo del toolkit è fornire raccomandazioni ed esempi di esperienze realizzate nei paesi europei ai professionisti del settore dell’assistenza alle persone con disabilità. Un’attenzione particolare è stata posta sull’implementazione dei servizi relativi all’inclusione attiva, al coinvolgimento degli utenti dei servizi e all’uso delle tecnologie. Leggi >

Le politiche di integrazione dei rifugiati nel Nord Europa

L’articolo presenta un approfondimento sul tema dell’integrazione dei rifugiati in Europa relativamente alle politiche di integrazione nel mercato lavoro in tre paesi di destinazione finale Austria, Germania e Svezia, tratto da uno studio comparativo pubblicato dal Parlamento Europeo nel mese di gennaio 2018. Leggi >

Politiche europee. Elezioni 2018

Il Punto di Welforum La legislatura 2013-2018 si è sviluppata nella fase di avvio e di implementazione della strategia decennale Europa 2020, che tra le tre priorità chiave ha posto la crescita inclusiva, intesa a promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione, che favorisca la coesione sociale e territoriale. Per la prima volta dunque i fondi strutturali, principali canali di finanziamento della strategia, hanno inserito, tra gli obiettivi volti a promuovere la crescita e la sostenibilità, uno specifico obiettivo volto alla promozione dell’inclusione sociale e lotta alla povertà. Per l’Italia ha dunque significato trovarsi a gestire, nel complesso dei 44,4 miliardi di euro messi a disposizione dal livello europeo, oltre 4 per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà, a cui vanno aggiunti i 659 milioni del fondi indigenti. Leggi >

L’integrazione dei rifugiati in Europa

A fine gennaio 2018 il Parlamento Europeo ha pubblicato due studi comparativi sul tema dell’integrazione dei rifugiati in Europa focalizzando l’attenzione sui progressi compiuti negli ultimi anni, le principali sfide incontrate e i cambiamenti nelle percezioni delle principali parti interessate, dei policymakers e della società. Gli studi presentano una panoramica comparativa dei recenti sviluppi nelle politiche di accoglienza ed integrazione dei rifugiati in Grecia, Ungheria e Italia, paesi di primo accesso e transito, e in Austria, Germania e Svezia, quali paesi di destinazione finale. Leggi >