Politiche e governo del welfareSegnalazioni nella sezione “Dati e ricerche”

Camera dei Deputati: gli interventi sociali per fronteggiare l’emergenza Coronavirus

A partire da quanto definito dal DL Rilancio, il Centro Studi della Camera dei Deputati effettua un quadro degli interventi introdotti in materia di politiche sociali per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Si tratta delle misure rivolte alla popolazione più fragile, tra cui anche le misure di sostegno alimentare, quelle a supporto degli enti del terzo settore, e a favore delle non autosufficienze e delle persone con disabilità.

Istat: Bilancio demografico 2020

Il 13 luglio Istat ha pubblicato i dati relativi al bilancio demografico nazionale riferiti all’anno 2019. Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente risulta inferiore di quasi 189 mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Inoltre, rispetto al 2018, si registrano un nuovo minimo storico di nascite (420 mila, -4,5%) dall’unità d’Italia, un lieve aumento dei decessi (+0,9%) e delle cancellazioni anagrafiche per l’estero (+16,1%). Il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese è in calo (-8,6%), mentre prosegue l’aumento del numero di cittadini italiani che emigrano all’estero (+8,1%).

Istat: Rapporto annuale 2020

Il 3 luglio Istat ha pubblicato la 28esima edizione del Rapporto annuale sulla situazione del Paese, che esamina lo scenario generatosi con l’emergenza sanitaria e verifica gli effetti sulla società e sull’economia dell’Italia. Il volume offre, attraverso infografiche e grafici interattivi, una panoramica relativa ai temi affrontati nei 5 capitoli: quadro economico e sociale; sanità e salute di fronte all’emergenza Covid-19; mobilità sociale, diseguaglianze e lavoro; sistema delle imprese: elementi di crisi e resilienza; criticità strutturali come possibili leve della ripresa: ambiente, conoscenza, permanente bassa fecondità.

Covid-19 e mortalità nelle province italiane

Su Neodemos Gian Carlo Blangiardo riflette sull’effetto che l’epidemia di Coronavirus, non ancora conclusa, avrà sul bilancio demografico del nostro Paese. Per il 2020, l’autore stima un possibile surplus di decessi compreso tra il 7% e il 14% rispetto alla norma, concentrato nelle province del Nord-Ovest. Allo stesso tempo in una ventina di province, quasi tutte nel Nord, si annullerebbero i progressi della speranza di vita avvenuti negli ultimi 10-20 anni, che scenderebbe da quasi 84 anni a circa 82.

Sanità e assistenza nel Rapporto Corte dei Conti 2020

Il Rapporto 2020 di coordinamento sulla finanza pubblica della Corte dei Conti contiene la valutazione sulle prospettive di economia e conti pubblici del nostro Paese, messe alla prova della crisi sanitaria, economica e sociale provocata dalla pandemia da Coronavirus, e traccia alcune linee di intervento urgenti per il post-emergenza. Il Rapporto effettua inoltre un affondo sul tema della sanità e dell’assistenza, sottolineando la necessità di definire “un progetto di assistenza sanitaria territoriale condiviso su cui investire consapevolmente risorse adeguate, dando anche un assetto al sistema di assistenza territoriale e di solidarietà che ha accompagnato i giorni della crisi”.

Davvero l’Italia spende poco per la sanità?

Su LaVoce Vittorio Mapelli riflette sulla spesa sanitaria pubblica del nostro Paese. La spesa dello Stato per la sanità è proporzionale al PIL: sono dunque i vincoli macroeconomici, prima ancora che di bilancio pubblico, a determinare il finanziamento del SSN. Negli ultimi dieci anni l’economia italiana è cresciuta solo dello 0,6%, non si potevano dunque pretendere maggiori finanziamenti. Pur con minori risorse il nostro SSN registra performance migliori di altri, ad esempio in termini di mortalità prevenibile, mortalità infantile e speranza di vita.

DL Rilancio: l’analisi di ASviS

ASviS ha effettuato un attento lavoro di analisi del Decreto Rilancio alla luce dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, volto a valutare la portata dei singoli articoli in relazione alla loro capacità di reazione alla crisi generata dal Covid-19. Dal lavoro emerge come il Governo italiano si sia focalizzato maggiormente sul Goal 3 (Salute), sul Goal 8 (Condizione economica e occupazionale) e sul Goal 9 (Innovazione), ma anche sul Goal 11 (Città e comunità sostenibili) e sul Goal 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide).

Istat: rapporto SDGs 2020

Il 14 maggio Istat ha pubblicato la terza edizione del Rapporto sui Sustainable Development Goals (SDGs) adottati con l’Agenda 2030 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il report fa riferimento ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e ai relativi 169 target, volti ad analizzare la dimensione sociale, economica, ambientale ed istituzionale dello sviluppo sostenibile. Il documento, sebbene contenga prevalentemente informazioni aggiornate al 2019, cerca di dare conto dell’impatto dell’emergenza sanitaria in corso attraverso uno schema che presenta le interazioni tra il Covid-19 e i diversi Goal, e tramite una valutazione controfattuale che stima la riduzione delle emissioni generate dai comportamenti assunti da famiglie e imprese durante il lockdown.

Istat: l’occupazione nella sanità pubblica

Il 6 maggio Istat ha pubblicato il report L’occupazione nella sanità pubblica riferito all’anno 2018. Lo studio mette in evidenza come, al 31 dicembre 2018, fossero occupati nella sanità pubblica circa 650 mila dipendenti a tempo indeterminato, un quinto del personale stabilmente assunto nella pubblica amministrazione. A partire dal 2009 si è assistito ad una contrazione progressiva del personale a tempo indeterminato. Nel 2018 si contano circa 44 mila dipendenti in meno: la contrazione è stata per il 5,4% tra i medici. L’età media dei dipendenti del SSN è pari a 52,3 anni per gli uomini e a 49,9 anni per le donne. Le figure dirigenziali sono prevalentemente maschili e oltre il 60% ha più di 55 anni.

Antigone: il carcere al tempo del Coronavirus

Antigone ha recentemente pubblicato il suo XVI Rapporto dal titolo Il carcere al tempo del Coronavirus. Il documento, idealmente suddiviso in tre parti, prima, durante e dopo la pandemia, si realizza intrecciando dati quantitativi (il calo di quasi 9 mila persone detenute, i contagi tra operatori e ristretti, la situazione in Europa) e dati qualitativi (una lettura critica delle rivolte dell’8 e 9 marzo, le azioni intraprese da legislatore, amministrazione e garanti delle persone private della libertà). Il rapporto affronta inoltre il delicato tema delle scarcerazioni di persone detenute nelle sezioni 41bis ed alta sicurezza.

Con il Covid-19 si riduce anche la speranza di vita

Su LaVoce Simone Ghislandi e Benedetta Scotti riflettono sulla correlazione tra la pandemia di Covid-19 e la riduzione della speranza di vita. Nel 2020 infatti l’aspettativa di vita nelle province lombarde, maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria, potrebbe contrarsi di vari anni, sia per gli uomini sia per le donne. Secondo lo studio, nella provincia di Bergamo l’aspettativa di vita nel 2020 si ridurrebbe di 3,6 anni per gli uomini e di 2,5 anni per le donne rispetto alla media 2015-2017, attestandosi sui livelli registrati 15 anni fa.

La Lombardia ha controllato l’epidemia meno del Veneto?

Su ScienzaInRete Cesare Cislaghi analizza i dati comunicati dalla Protezione Civile, a partire dal 24 febbraio, e in particolare quelli relativi ai nuovi casi di pazienti risultati positivi al test molecolare eseguito mediante tampone, mettendo a confronto due delle Regioni più colpite dall’emergenza Coronavirus: la Lombardia e il Veneto. L’autore, facendo riferimento ai dati ufficiali, sottolinea come, analizzandone gli effetti, le politiche di contenimento venete non appaiono migliori di quelle lombarde. L’articolo ripercorre tutte le tappe della diffusione del virus, dall’inizio dell’epidemia all’iniziale sottostima della diffusione del contagio, dalla diffusione del contagio nei primi giorni di marzo all’analisi delle dinamiche nelle due Regioni prese in considerazione.