Politiche e governo del welfarePost con tag “Coronavirus”

Sociale e Sanità nella Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

La proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR), approvata in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021, verrà discussa nelle prossime settimane dagli organi istituzionali, dalle Parti economiche e sociali, dal Terzo settore e dalle reti di cittadinanza, per arrivare ad un documento finale condiviso da presentare formalmente, entro il 30 aprile 2021, alla Commissione Europea, con la quale già nei mesi scorsi è stata attivata una interlocuzione rispetto ai suoi obiettivi generali. Analizziamo di seguito le sezioni relative a sociale e sanità del documento, con l’avvertenza che il nuovo Governo potrà modificare alcuni dei suoi contenuti. Leggi >

Disuguaglianza di genere e Covid-19

Il Punto di Welforum In questi ultimi decenni le politiche a sostegno delle pari opportunità di genere, nelle diverse declinazioni che le hanno caratterizzate, hanno indubbiamente contribuito a migliorare la posizione delle donne nella società italiana. Tuttavia, a parte alcune eccezioni legate a contesti locali più sviluppati, il percorso è ancora molto lontano dall’aver raggiunto la meta. La pandemia determinata dalla Covid-19 ha evidenziato con chiarezza non tanto i limiti già noti di questo accidentato processo di evoluzione, ma la debolezza di quelli che sembravano risultati, sia pur intermedi, già raggiunti. Leggi >

Quanto ammazza il signor Covid?

La discussione sugli effetti letali dovuti all’epidemia da coronavirus si è ultimamente molto accesa con opinioni anche contrastanti troppo spesso immagini di opinioni catastrofiste o riduzioniste; per questa ragione forse è opportuno riportare il discorso su alcuni punti basilari certi.

Tra i tanti eventi che riguardano il settore della sanità certamente l’evento decesso è forse quello che ha la maggior completezza nei dati. L’evento morte è un evento che difficilmente può sfuggire anche negli aspetti della data, del luogo, e delle principale caratteristiche del defunto. Il decesso ha implicazioni affettive, giuridiche, economiche tali che praticamente tutti i database che registrano degli individui vengono aggiornati, più o meno tempestivamente, dalla comunicazione dei decessi. Possiamo quindi dire che l’evento morte non sfugge praticamente mai e viene notificato celermente. Ma se l’evento decesso è di sicura notifica, la sua “causa” invece non lo è altrettanto. Leggi >

Emergenza sanitaria e pediatria

L’emergenza Coronavirus ha comportato un rimodellamento del funzionamento dei servizi del welfare, rendendo contemporaneamente necessaria la tutela della salute di cittadini e operatori. Le nuove modalità organizzative di lavoro hanno interessato anche le strutture ospedaliere pediatriche e le attività dei pediatri di libera scelta nel territorio: quali sono state le esperienze italiane? Leggi >

La continuità assistenziale post–ospedaliera in pediatria

Gli studi in materia di continuità assistenziale appaiono ancora principalmente orientati all’analisi dei modelli organizzativi e gestionali dei percorsi e dei setting assistenziali destinati agli anziani fragili. Ma quali sono gli snodi che caratterizzano la continuità delle cure in età evolutiva? Quali le prassi operative in alcune delle principali esperienze italiane? Si propongono i risultati conoscitivi di un’indagine esplorativa. Leggi >

Dobbiamo andare “oltre il Pil” senza ignorare il Pil

Il lavoro sugli indicatori di benessere collettivo ha fatto molti passi avanti negli ultimi quindici anni, ma l’incidenza sulle scelte politiche è ancora limitata. Il Pil ha il pregio della metodologia omogenea e della confrontabilità tra i diversi Paesi, ma in futuro sarà sempre meno adatto a misurare il progresso compiuto, perché molte scelte di qualità della vita incideranno negativamente sulla misura tradizionale della produzione di ricchezza. La nascita all’Ocse del nuovo centro Wise (Well being, Inlcusion, Sustainability and Equal opportunity) segna un passo avanti nell’elaborazione di misure (e conseguentemente di politiche) del benessere collettivo, proprio quando, a seguito della pandemia, queste misure sono diventate ancor più importanti. I nodi dell’indicatore unico e della misura della sostenibilità. Leggi >

Perchè il Covid-19 uccide di più in Italia che in Europa?

Uno dei modi più importanti per misurare l’impatto nei singoli paesi del Covid-19 è la mortalità. Gli indicatori più importanti sono due: la mortalità, e cioè il numero di decessi per popolazione (es. ogni 100.000 abitanti); la letalità, e cioè il numero dei decessi per ogni 100 persone positive al Covid-19. I paesi di tutto il mondo hanno riportato tassi di mortalità molto diversi. L’Italia si colloca tra i paesi che hanno registrato il livello più elevato di mortalità del mondo. Dopo il Belgio, San Marino e Perù si colloca l’Italia che dall’inizio della pandemia ha registrato 111 decessi ogni 100.000 abitanti. La Germania, per esempio, ne ha registrati 30. Leggi >

A vent’anni dalla 328: storia e attualità di una riforma

A vent’anni dall’introduzione della 328/00, molti dei nodi che essa intendeva affrontare sono ancora d’attualità. Livia Turco, allora Ministra per la Solidarietà Sociale, ripercorre la storia dell’approvazione della riforma e i nodi della sua implementazione. Discute poi l’urgenza di una nuova agenda delle riforme che si collochi entro una scelta radicale a favore di una società della cura e di una economia che valorizzi i Beni Comuni, con un forte investimento del pubblico. Leggi >

Garantire tutti i servizi sociali anche in situazione di emergenza

I servizi pubblici essenziali, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, sono quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, alla libertà ed alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione e alla libertà di comunicazione. Questi servizi, anche in caso di sciopero, devono comunque essere garantiti. Leggi >

Welfare in cerca di futuro

La situazione prima dell’irrompere del Coronavirus, riguardandola ora, ci appare invidiabile: potevamo incontrarci e parlarci senza mascherarci, abbracciarci, le strade e i negozi erano affollati, uffici e aziende attivi, scuole e università affollate di insegnanti e studenti. Da allora le condizioni di vita, di lavoro, di studio, di mobilità sono drasticamente peggiorate, anche se non per tutti in egual misura. Spontaneo allora sognare di rimettere quanto prima le cose a posto tornando appena possibile, via via che la pandemia lo consentirà, a quel passato. E per tanti aspetti del nostro vivere tale desiderio è del tutto legittimo e accettabile. Questa visione del passato è però per altri aspetti troppo ottimistica e superficiale. Lo stesso Coronavirus ne ha rimarcato limiti e manchevolezze. Welforum ne ha spesso trattato, nel nostro campo di attenzione. Bisogni e disagi non trovavano adeguata considerazione e risposta nelle politiche e nelle azioni pubbliche e private, e altrettanto si potrebbe dire per le attività produttive di beni e servizi, per cui in termini di sviluppo, nelle sue tante e diverse dimensioni, restavamo da anni fra gli ultimi in Europa. Scarica qui il programma dell’evento – Iscrizioni

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La prevalenza di contagiati per situazioni di assistenza

Quando si danno i “numeri” dell’epidemia ci si riferisce spesso solo all’incidenza, cioè al numero di soggetti che in un determinato giorno contraggono il virus o, più precisamente, la frequenza di coloro di cui viene comunicato al Ministero la positività del test molecolare cui sono stati sottoposti. L’incidenza da l’idea del propagarsi dell’epidemia e spesso su questi dati vengono calcolati gli indici che misurano l’accelerazione della velocità di espansione dell’epidemia. Quando questi indici sono maggiori di 1 significa che i nuovi casi aumentano, quando sono inferiori ad 1, i nuovi casi diminuiscono. L’impatto dell’epidemia sul servizio sanitario, però, non è dato dalla misura dell’incidenza, bensì dalla misura delle prevalenze dei soggetti a seconda delle condizioni assistenziali di cui hanno bisogno. Leggi >

Integrazione e sviluppo dei servizi sociosanitari

Il Punto di Welforum Il Punto estivo di Welforum,  Un nuovo paradigma per i servizi sanitari, era centrato sull’affermazione che la pandemia può rivelarsi un’occasione per ripensare lo stesso paradigma delle politiche sanitarie. Come avevamo preannunciato, presentiamo ora la successiva raccolta su Integrazione e sviluppo dei servizi sociosanitari, che riprende la stessa impostazione trattando delle politiche e degli interventi sociosanitari, di cui occorre rivedere e riequilibrare l’impostazione e organizzazione per renderli più efficienti, più efficaci e più equi attraverso la costruzione di forti reti territoriali integrate. Leggi >