Politiche e governo del welfarePost con tag “non autosufficienza”

Quali RSA vogliamo?

Il Covid-19 ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione delle strutture residenziali per non autosufficienti (RSA) per la concentrazione di infezioni e decessi provocati dal virus. Ma ha anche aperto un dibattito su come riorganizzare questi servizi. E la fragilità dimostrata nel fronteggiare l’epidemia ha tra l’altro fatto crescere proposte per incardinare più robustamente le RSA nel SSN. Ma come si può concretizzare questa ipotesi? E, soprattutto, che cosa deve essere una RSA, visto che i riordini devono avere come scopo un modello di servizio che si ritenga adeguato? Leggi >

Appunti per il welfare che ci aspetta

L’emergenza sanitaria degli ultimi mesi ci ha travolti ed interroga anche noi ricercatori, formatori, analisti e valutatori di politiche. Sentiamo l’urgenza di dare anche il nostro contributo di analisi e proposte di lavoro con e per i servizi di welfare, profondamente convinti che le fatiche e le difficoltà di questa congiuntura possano aprire la strada a nuove possibilità ed opportunità di cambiamento.

Lo facciamo mettendo insieme sguardi e professionalità differenti sul welfare sociale e territoriale, nella tradizione che è propria del nostro Istituto, ma vorremo che questi primi ‘appunti’ si arricchissero anche del contributo degli addetti ai lavori, operatori, decisori, studiosi e liberi cittadini, a diverso titolo interessati alle politiche ed agli interventi del sociale. Questo per arrivare ad un’agenda condivisa di priorità per il welfare che ci aspetta.

Se sei interessato a partecipare alla consultazione vai a questo link. Leggi >

La strada per una nuova assistenza a domicilio

Una rete di cure territoriali robusta, diffusa, competente. Questi mesi ne hanno dimostrato l’importanza, ma siamo ancora lontani dal raggiungerla. Ora forse si sta aprendo la strada per costruirla. I servizi di assistenza a domicilio sono una parte importante di questa territorialità e il Decreto Rilancio prevede un rafforzamento di quelli forniti dalle Asl (l’Adi) con 734 milioni di euro, l’investimento più rilevante del provvedimento a favore dell’assistenza sul territorio. Si tratta di un’opportunità per superare i limiti attuali. Prima di arrivarci, facciamo però un passo indietro. Leggi >

La contrattazione sociale di prossimità per la non autosufficienza oltre l’emergenza

Nell’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19, l’ambito della non autosufficienza ha chiaramente mostrato che la medicina e l’assistenza sociosanitaria territoriali sono un bene da salvaguardare e potenziare, che l’intero sistema della cura presso le famiglie va ripensato, che le soluzioni alternative alla presa in carico ospedaliera e all’assistenza residenziale devono essere sviluppate e innovate. Sono questi obiettivi da tempo al centro della contrattazione sociale territoriale che, tramite accordi e protocolli tra istituzioni, sindacato e altre forze sociali, si rivela più che mai essere un volano per politiche partecipate e leva strategica per l’infrastrutturazione del welfare italiano. Leggi >

L’Italia che aiuta chiede servizi

Il Punto di Welforum Come stanno vivendo questa emergenza i caregiver, ossia coloro che si prendono cura di una persona, solitamente un familiare, che ha bisogno di aiuto in modo continuativo? In quali condizioni si trovano? Quali esigenze esprimono? E quali indicazioni possiamo trarne per la “fase 2” appena iniziata? Abbiamo provato a dare voce ai tanti caregiver familiari che si prendono cura di una persona anziana o con disabilità. In Italia sono oltre 7,3 milioni (Istat) e di loro sappiamo ancora poco.

Per farlo, abbiamo messo insieme le forze dei diversi enti che hanno promosso l’indagine: l’Associazione per la Ricerca Sociale (ARS) assieme ad Acli Lombardia, VillageCare e le sezioni lombarde di: Legacoop, Spi Cgil, Fnp Cisl, Ordine degli Assistenti Sociali, Auser, Anteas. La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto “Time to Care” finanziato da Fondazione Cariplo. Leggi >

Le politiche sociali nel decreto legge 18/2020 (“Cura italia”)

Il Punto di Welforum Il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID 19” contiene numerose misure alcune delle quali relative alle politiche sociali. In sede di conversione in legge del Decreto, sono state inserite anche le norme già comprese nel Decreto Legge 14/2020 varato in queste ultime settimane al fine di avere un testo unico di riferimento per la fase dell’emergenza COVID-19. Per cui al testo base è stato inserito l’art. 4-ter. Sono pertanto diventati tre gli articoli relativi all’assistenza per disabili e all’assistenza domiciliare. Questi articoli, in qualche caso presentano degli elementi contraddittorietà che ne rendono, per una parte, di difficile applicazione. Ecco la descrizione e le valutazioni dei tre articoli. Leggi >

Qualche riflessione e proposta sul decreto legge “Cura Italia”

Il Punto di Welforum Il Decreto “Cura Italia” contiene una serie di misure di sostegno per fronteggiare le difficoltà economiche derivanti dal Coronavirus. Di seguito si propongono sia esigenze di chiarimento che possibili proposte rispetto al testo del decreto, considerando che deve muoversi tenendo presente contestualmente due difficili orizzonti: rendere efficaci gli interventi con rapidità, ed evitare che non riescano ad accedervi le persone/famiglie più deboli. Richiamiamo qui alcuni articoli del decreto raggruppandoli intorno a diverse tematiche. Leggi >

Solitudini

Il Punto di Welforum Ci sono i bambini e i ragazzi che non vanno più a scuola (in Lombardia da un mese), c’è chi è a casa senza lavoro e si chiede se lo riavrà, c’è chi è in quarantena e vive giornate buie di attesa, ci sono i genitori single con figli piccoli, c’è chi non ha un tetto dove dormire, dove stare, ci sono le persone con disabilità che vedono chiusi i servizi che frequentavano, ci sono gli anziani soli. È stato detto che il distanziamento sociale ci sta rendendo tutti un po’ più uguali. Mica tanto vero. Queste condizioni sembrano dimostrare il contrario. Perché divaricano chi ha risorse di cura, educazione, relazione da chi non ne ha. Leggi >

La non autosufficienza riguarda il servizio sanitario nazionale?

Pochi problemi del welfare sono oggi così diffusi e rilevanti come quelli connessi alla tutela negli atti della vita quotidiana dei non autosufficienti. Ma un nodo sul tema consiste nel definire più chiare competenze del SSN nell’assistenza domiciliare tutelare: l’articolo espone i pro e i contro delle possibili tesi sul punto. Leggi >

Piano Nazionale per la Non autosufficienza: possibili miglioramenti?

Nei prossimi giorni va al parere della Commissione Unificata Stato Regioni la proposta di  “Piano per la non autosufficienza 2019-2021″ con un decreto abbinato il cui obiettivo principale è di  muovere verso più solidi livelli essenziali di assistenza, pur nei limiti del Fondo per le non autosufficienze (FNA) che è l’oggetto da regolare con questo Piano. L’obiettivo è sicuramente importante, ma è proprio questa intenzione che richiede di approfondire possibili miglioramenti del Piano per dare consistenza a quell’obiettivo. Discutiamone alcuni, senza intenzioni polemiche ma per riflettere su possibili migliorie, a partire da questa considerazione: il welfare pubblico per la non autosufficienza si articola in molti segmenti spesso disarticolati, e dunque è proprio un “Piano” ciò che occorre, ma con un orizzonte ampio, che non dimentichi snodi cruciali. Leggi >

Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Cosa sappiamo sui livelli di offerta dei servizi sanitari regionali per anziani, disabili, per l’Adi e le cure palliative e per i servizi per la salute mentale? Quali sono, secondo la fotografia più aggiornata, le zone con maggiore copertura e quelle invece con servizi più carenti? Come è cambiata la situazione delle singole regioni rispetto a qualche anno fa? Una sintesi sullo stato dell’arte degli indicatori dell’assistenza sociosanitaria e qualche riflessione sull’attuale sistema di monitoraggio. Leggi >

L’innovazione nei servizi: a che punto siamo?

Sono in carico ai servizi sociali e sociosanitari di questo Paese non più del 20 per cento degli anziani non autosufficienti. Nel caso dei disabili giovani e adulti non superiamo un terzo della domanda potenziale. I posti disponibili negli asili nido non raggiungono un quarto del potenziale bacino di utenza. Il Reddito di cittadinanza ha finora accolto meno della metà dei suoi potenziali beneficiari, e una domanda su quattro è stata respinta. Certo, ciascuno di questi interventi ha la sua storia, ma per motivi diversi ciascuno ci parla di un raggio d’azione limitato, quando non addirittura marginale. Ma non ci sono solo problemi di copertura. La rete dei servizi sociali, dagli asili nido alle case di riposo, è ampiamente improntata a un modello domanda/risposta, prestazionale, e oggi risposte standard ai bisogni di welfare non sono più accettabili. Molti servizi che abbiamo costruito negli anni faticano, infatti, a tenere il passo con il cambiamento. Si fa strada l’idea che per intercettare di più e meglio i bisogni servano più risorse ma soprattutto interventi diversi: un modo nuovo di pensare all’aiuto possibile. Leggi >