Politiche e governo del welfarePost con tag “salute”

Emergenza sanitaria e pediatria

L’emergenza Coronavirus ha comportato un rimodellamento del funzionamento dei servizi del welfare, rendendo contemporaneamente necessaria la tutela della salute di cittadini e operatori. Le nuove modalità organizzative di lavoro hanno interessato anche le strutture ospedaliere pediatriche e le attività dei pediatri di libera scelta nel territorio: quali sono state le esperienze italiane? Leggi >

La continuità assistenziale post–ospedaliera in pediatria

Gli studi in materia di continuità assistenziale appaiono ancora principalmente orientati all’analisi dei modelli organizzativi e gestionali dei percorsi e dei setting assistenziali destinati agli anziani fragili. Ma quali sono gli snodi che caratterizzano la continuità delle cure in età evolutiva? Quali le prassi operative in alcune delle principali esperienze italiane? Si propongono i risultati conoscitivi di un’indagine esplorativa. Leggi >

Perchè il Covid-19 uccide di più in Italia che in Europa?

Uno dei modi più importanti per misurare l’impatto nei singoli paesi del Covid-19 è la mortalità. Gli indicatori più importanti sono due: la mortalità, e cioè il numero di decessi per popolazione (es. ogni 100.000 abitanti); la letalità, e cioè il numero dei decessi per ogni 100 persone positive al Covid-19. I paesi di tutto il mondo hanno riportato tassi di mortalità molto diversi. L’Italia si colloca tra i paesi che hanno registrato il livello più elevato di mortalità del mondo. Dopo il Belgio, San Marino e Perù si colloca l’Italia che dall’inizio della pandemia ha registrato 111 decessi ogni 100.000 abitanti. La Germania, per esempio, ne ha registrati 30. Leggi >

Welfare in cerca di futuro

La situazione prima dell’irrompere del Coronavirus, riguardandola ora, ci appare invidiabile: potevamo incontrarci e parlarci senza mascherarci, abbracciarci, le strade e i negozi erano affollati, uffici e aziende attivi, scuole e università affollate di insegnanti e studenti. Da allora le condizioni di vita, di lavoro, di studio, di mobilità sono drasticamente peggiorate, anche se non per tutti in egual misura. Spontaneo allora sognare di rimettere quanto prima le cose a posto tornando appena possibile, via via che la pandemia lo consentirà, a quel passato. E per tanti aspetti del nostro vivere tale desiderio è del tutto legittimo e accettabile. Questa visione del passato è però per altri aspetti troppo ottimistica e superficiale. Lo stesso Coronavirus ne ha rimarcato limiti e manchevolezze. Welforum ne ha spesso trattato, nel nostro campo di attenzione. Bisogni e disagi non trovavano adeguata considerazione e risposta nelle politiche e nelle azioni pubbliche e private, e altrettanto si potrebbe dire per le attività produttive di beni e servizi, per cui in termini di sviluppo, nelle sue tante e diverse dimensioni, restavamo da anni fra gli ultimi in Europa. Scarica qui il programma dell’evento – Iscrizioni

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La prevalenza di contagiati per situazioni di assistenza

Quando si danno i “numeri” dell’epidemia ci si riferisce spesso solo all’incidenza, cioè al numero di soggetti che in un determinato giorno contraggono il virus o, più precisamente, la frequenza di coloro di cui viene comunicato al Ministero la positività del test molecolare cui sono stati sottoposti. L’incidenza da l’idea del propagarsi dell’epidemia e spesso su questi dati vengono calcolati gli indici che misurano l’accelerazione della velocità di espansione dell’epidemia. Quando questi indici sono maggiori di 1 significa che i nuovi casi aumentano, quando sono inferiori ad 1, i nuovi casi diminuiscono. L’impatto dell’epidemia sul servizio sanitario, però, non è dato dalla misura dell’incidenza, bensì dalla misura delle prevalenze dei soggetti a seconda delle condizioni assistenziali di cui hanno bisogno. Leggi >

Integrazione e sviluppo dei servizi sociosanitari

Il Punto di Welforum Il Punto estivo di Welforum,  Un nuovo paradigma per i servizi sanitari, era centrato sull’affermazione che la pandemia può rivelarsi un’occasione per ripensare lo stesso paradigma delle politiche sanitarie. Come avevamo preannunciato, presentiamo ora la successiva raccolta su Integrazione e sviluppo dei servizi sociosanitari, che riprende la stessa impostazione trattando delle politiche e degli interventi sociosanitari, di cui occorre rivedere e riequilibrare l’impostazione e organizzazione per renderli più efficienti, più efficaci e più equi attraverso la costruzione di forti reti territoriali integrate. Leggi >

L’integrazione sociosanitaria: assetti istituzionali e profili giuridici

Il Punto di Welforum In Italia, così come in molti Stati Membri dell’Unione Europea, gli enti pubblici hanno ridefinito il loro ruolo, progressivamente abbandonando la produzione e l’erogazione diretta dei servizi, per assumere invece una funzione di programmazione e di regolazione. Nell’ambito di quest’ultima funzione, poi, enti locali ed enti del servizio sanitario hanno attivato meccanismi di finanziamento e produzione dei servizi sociosanitari basati su dinamiche contrattuali e convenzionali. Si tratta di contesti di “quasi-mercato” ovvero di forte raccordo istituzionale, anche verticale, tra istituzioni pubbliche locali. In questi contesti, particolare rilevanza assumono le attività svolte e i servizi erogati dalle organizzazioni non profit, sempre più coinvolte nell’erogazione dei servizi sociosanitari e quindi (anch’esse) a garantire i diritti fondamentali e livelli essenziali delle prestazioni. Leggi >

Reddito e benessere non sono la stessa cosa

Progresso sociale: Italia batte Stati Uniti. E Portogallo batte Italia. Non è il risultato di un campionato di calcio, ma di un campionato più importante. È il risultato che si ottiene se si guarda all’Indice di Progresso Sociale dei tre Paesi. È un indice che è stato pubblicato due settimane fa e che viene pubblicato ogni anno a partire dal 2013.  Se si guarda invece al Reddito pro-capite il risultato è esattamente opposto: Stati Uniti batte Italia, Italia batte Portogallo. Leggi >

Casi diagnosticati e casi positivi

Durante la pandemia, i media hanno spesso messo in relazione il numero dei positivi diagnosticati con il numero delle diagnosi effettuate mediante tampone orofaringeo, tanto che si dice che “si trova tanto quanto si cerca”. Una parte di vero ovviamente c’è in quanto sicuramente se dovessimo fare un tampone a tutti gli italiani contemporaneamente troveremmo come positivi un numero superiore ai circa 45.000 che è il numero ufficiale della prevalenza attuale comunicata dal Ministero della Salute. Se confrontiamo però i dati di marzo, inizio della pandemia, con quelli del mese di luglio, che è il mese in cui l’epidemia ha raggiunto sinora il suo minimo, osserviamo situazioni molto differente tra loro. Leggi >

1. Un nuovo paradigma per i servizi sanitari

Il Punto di Welforum L’esperienza concreta del Coronavirus ha mostrato a tutti sistemi ospedalieri anche di eccellenza sopraffatti da una massa di contagiati che si riversava su di essi, non trovando altri punti attendibili e attrezzati di riferimento e assistenza. Questa drammatica vicenda, da molti vissuta e da tutti visionata sugli schermi tv, attira l’attenzione sulla necessità di sviluppare un sistema sanitario territorializzato, tanto per offrire l’assistenza ordinaria che per fronteggiare minacce straordinarie, e offre a tal fine una finestra di opportunità. Questa opzione comporta il superamento del paradigma attualmente dominante centrato sulla medicina specialistica e sugli ospedali di eccellenza, assumendo per l’intera sanità un diverso paradigma, che programmi e quindi sviluppi un community based approach, una assistenza comunitaria, presente e forte sul territorio. Se si crede nella necessità di riequilibrare l’organizzazione della sanità per renderla più efficiente, più efficace e più equa attraverso la costruzione di forti reti territoriali, il momento di agire è qui ed ora, perché altrimenti le dinamiche politiche e organizzative inerziali determineranno con ogni probabilità un aggravamento degli squilibri, dirottando una quota sproporzionata degli investimenti pubblici aggiuntivi e comunque della spesa sanitaria verso il sistema ospedaliero. Leggi >

1.1. Dopo il Coronavirus. Che fare del sistema sanitario?

Il Punto di Welforum Tra le molte incertezze che circondano gli attuali eventi, c’è almeno una cosa sicura: il nostro sistema sanitario, come del resto quello di tantissimi altri paesi, era impreparato a far fronte all’epidemia ed è andato sotto stress. Io credo invero che la principale motivazione delle misure adottate in quasi tutti i paesi sia proprio quella di evitare di dover platealmente rifiutare le cure (o più precisamente l’assistenza) ad una gran quantità di malati. Leggi >

3.1. Coronavirus: quadro e criticità dei servizi sanitari territoriali

Il Punto di Welforum I risvolti più drammatici della pandemia hanno sollecitato una riflessione critica sulle caratteristiche del nostro sistema sanitario, e in particolare sul ruolo troppo marginale giocato dai servizi territoriali. Le recenti misure del governo nazionale in materia di sanità pubblica hanno confermato l’urgenza di un cambiamento profondo di prospettiva, a cui riteniamo anche Welforum possa utilmente contribuire. Allo scopo di contribuire al processo conoscitivo e al dibattito pubblico, in questa nota presentiamo i contenuti principali di un breve rapporto di ricerca, pubblicato di recente dal titolo: “A volte ritornano. Pandemia, politiche di welfare sanitario e territorio per la gestione della riapertura”. Leggi >