Povertà e disuguaglianzeSegnalazioni nella sezione “Dati e ricerche”

Reddito di Cittadinanza: nota Anpal

Una recente nota dell’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) presenta i dati relativi alle principali caratteristiche dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, avviati al percorso lavorativo. Alla data del 1° aprile 2020 risultavano presenti nel database dell’Agenzia oltre 991 mila individui, di cui l’82,6% soggetti alla sottoscrizione del Patto per il Lavoro, tolti gli esclusi, gli esonerati e coloro che sono stati rinviati ai servizi sociali. Si tratta per il 43,7% di individui concentrati nel Sud Italia, con un’età media di poco inferiore ai 40 anni ed un livello di istruzione medio basso, dal momento che oltre il 72% si caratterizza per un titolo non superiore alla secondaria di primo grado. Sul sito di Anpal è possibile scaricare la nota e l’allegato statistico.

Inps: Osservatorio RdC – Appendice statistica aprile 2019-2020

L’Osservatorio Inps sul Reddito e Pensione di Cittadinanza, che periodicamente fornisce le statistiche essenziali sui nuclei familiari percettori del beneficio economico, ha pubblicato i dati a tutto aprile 2020. Risultano pervenute all’Inps 1 milione e 877 mila domande, di cui il 67,5% accolte, il 25,6% respinte/cancellate ed il 6,9% attualmente in lavorazione. La più parte dei nuclei in carico (88,1%), corrispondenti a 994 mila, riguardano nuclei percettori del Reddito di Cittadinanza, mentre i restanti 128 mila sono nuclei percettori di Pensione di Cittadinanza. Si conferma ancora una volta la maggior concentrazione dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza nelle regioni del Sud e nelle Isole, seguite dalle regioni del Nord, e da quelle del Centro.

Le misure di sostegno al reddito durante la pandemia dei principali paesi Ocse

Sul Menabò di Etica ed Economia Gabriele Palomba effettua una rassegna delle misure di sostegno al reddito messe in campo dai principali paesi Ocse per contrastare le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19. L’articolo si sofferma sugli aspetti comuni alle politiche adottate da Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, valutando se e quanto i diversi sistemi di welfare fossero pronti ad affrontare tale crisi e ponendo attenzione alla presenza di misure mirate al lavoro dipendente. A tal proposito, viene evidenziata la tendenza, da parte di quasi tutti i paesi presi in esame, ad istituire una misura una tantum per garantire un “reddito di sussistenza” ai non-lavoratori dipendenti. L’eccezione è rappresentata dagli Stati Uniti che hanno invece optato per istituire una sorta di “reddito universale ad hoc” indirizzato a coloro che non sono beneficiari del sussidio di disoccupazione.

Il lockdown e la disuguaglianza in Italia

Quali conseguenze hanno prodotto i due mesi di lockdown sui redditi dei lavoratori e delle famiglie in Italia? Quali effetti hanno ottenuto le misure predisposte dal Governo per contenere l’impoverimento provocato dall’emergenza sanitaria? Sarebbe stato più utile agire diversamente, con altri istituti e con altre modalità? Sul Menabò di Etica ed Economia Paolo Brunori, Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli e Nicola Sciclone cercano di rispondere a tali domande attraverso la presentazione di alcune simulazioni sulle modifiche intervenute negli ultimi mesi rispetto alla distribuzione dei redditi nel nostro Paese. Nello specifico, lo studio rileva come gli interventi del Governo abbiano contribuito a limitare l’aggravarsi delle disuguaglianze per effetto del lockdown e come gli effetti redistributivi possono essere rafforzati da ulteriori interventi.

Report di monitoraggio Reddito di Cittadinanza

Sono stati pubblicati sul sito del Ministero i report di monitoraggio RdC relativi al primo semestre di attuazione, marzo-agosto 2019. I dati presentati si riferiscono sempre alle domande accolte al netto di quelle decadute. I dati sono stati analizzati a livello nazionale, regionale e di Ambito Territoriale Sociale (ATS) e generalmente distinguono i beneficiari del Reddito di Cittadinanza dai beneficiari della Pensione di Cittadinanza. Sono approfondite le diverse tipologie di nucleo familiare, il valore dell’ISEE presente all’atto della domanda, l’importo del beneficio mensile e la suddivisione della platea di beneficiari tra nuclei e individui indirizzati ai Servizi Sociali dei Comuni e ai Centri per l’Impiego (il cd. splitting).

Rapporto ILO: Diseguaglianze salariali e retribuzioni insufficienti

C’è forte discrepanza tra l’offerta e la domanda di lavoro, ma la causa non è attribuibile solo alla disoccupazione. Forza lavoro sottoutilizzata, disuguaglianze di genere, età, posizione geografica e reddito sono fattori determinanti. È quanto afferma il nuovo Rapporto ILO (International Labour Office) del gennaio 2020. Sarebbero 188 milioni i disoccupati, 165 milioni le persone non retribuite adeguatamente e 120 milioni coloro che hanno smesso di cercare lavoro o non vi hanno accesso. Nel 2018, nei Paesi a basso reddito, il reddito pro capite giornaliero è stato inferiore a cinque dollari. Negli ultimi 18 anni la crescita è stata solo dell’1,8% ed il divario rispetto ai Paesi a medio ed alto reddito è aumentato. Sono necessarie, afferma il Rapporto, trasformazioni strutturali, potenziamento tecnologico e diversificazione delle attività lavorative per favorire un’occupazione con più alto valore aggiunto.

Inps: Osservatorio RdC – Appendice Statistica aprile 2019-gennaio 2020

L’Osservatorio statistico sul Reddito/Pensione di Cittadinanza, che periodicamente fornisce le statistiche essenziali sui nuclei familiari percettori del beneficio economico, ha pubblicato gli ultimi dati. A tutto gennaio 2020 risultano pervenute all’Inps 1 milione e 677 mila domande, di cui il 66,7% accolte, il 26,5% respinte/cancellate ed il 6,7% attualmente in lavorazione. La più parte dei nuclei in carico (88,1%), corrispondenti a 933 mila, riguardano nuclei percettori del Reddito di Cittadinanza, mentre i restanti 143 mila sono nuclei percettori di Pensione di Cittadinanza. Si conferma ancora una volta la maggior concentrazione dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza nelle regioni del Sud e nelle Isole, seguite dalle regioni del Nord e da quelle del Centro.

Rapporto Oxfam 2020

È stato recentemente pubblicato l’ultimo Rapporto Oxfam che mette in luce grandi disparità nella distribuzione dei redditi a livello globale. La ricchezza, seppur in crescita tra giugno 2018 e giugno 2019, resta comunque fortemente concentrata al vertice della piramide distributiva: nel mondo, l’1% più ricco, sotto il profilo patrimoniale, deteneva a metà 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone. In Italia, il 10% più ricco possiede oltre 6 volte la ricchezza del 50% più povero. Una quota cresciuta in 20 anni del 7,6% a fronte di una riduzione del 36,6% di quella della metà più povera degli italiani. Particolarmente critica la situazione delle donne: il 42% a livello globale non può lavorare e dunque non produce reddito a causa di oneri di cura.

Inps: Osservatorio Reddito di Cittadinanza – Appendice Statistica aprile-dicembre 2019

L’Osservatorio statistico sul Reddito/Pensione di Cittadinanza che periodicamente fornisce le statistiche essenziali sui nuclei familiari percettori del beneficio economico, ha pubblicato gli ultimi dati. Al 7 gennaio 2020 risultano pervenute all’Inps 1 milione e 623 mila domande, di cui il 67% accolte, il 28% respinte/cancellate ed il 5% attualmente in lavorazione. La più parte dei nuclei in carico (87,9%), corrispondenti a 916 mila, riguardano nuclei percettori del Reddito di Cittadinanza, mentre i restanti 143 mila sono nuclei percettori di Pensione di Cittadinanza. Si conferma ancora una volta la maggior concentrazione dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza nelle regioni del Sud e nelle Isole (61%), seguite dalle regioni del Nord, (24%) e da quelle del Centro con il 15% dei nuclei beneficiari.

Rapporto BES 2019

Il 19 dicembre 2019 è stato pubblicato l’ultimo Rapporto BES, giunto ormai alla settima edizione. Il Rapporto offre un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano il nostro Paese, attraverso l’analisi di un ampio set di indicatori suddivisi in 12 domini, o determinanti del benessere, che spaziano dalla salute ed istruzione, al lavoro, alle relazioni sociali, alla sicurezza, all’ambiente, fino ad arrivare alla qualità dei servizi. Il Rapporto è corredato da schede con indicatori disaggregati a livello regionale.

Diseguaglianze e salute: gli atti del seminario AIE

Durante l’ultimo convegno dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE) che si è tenuto a Catania a ottobre 2019, si è dato ampio spazio al tema delle disuguaglianze di salute, attraverso un seminario satellite, due sessioni parallele dedicate e due presentazioni in plenaria. Gli studi longitudinali presentati, sia a livello nazionale che di alcune città come ad esempio Roma, Torino, Bologna, hanno fornito una fotografia nitida sugli esiti di salute, che si confermano peggiori per le classi sociali più svantaggiate. Tra gli altri sono stati discussi alcuni studi focalizzati sulla descrizione dei dati di mortalità e morbosità differenziale per classe sociale, il loro andamento e i possibili determinanti.

Istat: Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie

Il 5 dicembre scorso l’Istat ha pubblicato il Report sulle condizioni di vita e di reddito delle famiglie italiane. Il quadro che emerge evidenzia che nel 2017 le famiglie hanno percepito un reddito netto medio pari a 31.393 euro, 2.616 euro al mese, corrispondente ad una crescita in termini nominali dall’anno precedente (+2,6% da +2,0%). Ma la disuguaglianza non si riduce: il reddito totale delle famiglie più abbienti continua ad essere più di sei volte quello delle famiglie più povere. Nel 2018, il 20,3% (valore stabile rispetto al 2017) delle persone residenti in Italia (circa 12 milioni e 230 mila individui), risulta a rischio di povertà; si conferma una maggiore concentrazione nel Mezzogiorno (45%), tra le famiglie con tre o più figli (36%) e monogenitore (38,8%). Infine l’aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare rimane pressoché stabile al 19,5%, non discostandosi in modo significativo dai due anni precedenti.