Povertà e disuguaglianzeSegnalazioni nella sezione “Dati e ricerche”

Senza tetto, non senza diritti

L’Associazione Avvocato di strada ha pubblicato il Rapporto Senza tetto, non senza diritti frutto di un lavoro di ricerca su residenza anagrafica e persone senza dimora. L’indagine, svoltasi su 302 comuni italiani, ha analizzato il tema sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista pratico, con lo scopo di realizzare un vademecum fruibile da parte di volontari e operatori dei servizi rivolti a persone in povertà estrema e grave emarginazione.

Più occupazione al sud per battere la disuguaglianza

Ciani e Torrini, in un recente articolo apparso su LaVoce, trattano il tema delle differenze territoriali nella distribuzione dei redditi. I due autori sostengono che i divari tra Centro-Nord e Mezzogiorno siano nettamente superiori a quelle di altri paesi europei, non solo a causa di redditi mediamente più bassi al Sud, ma anche per differenze di reddito più pronunciate tra poveri e ricchi all’interno dell’area meridionale. Tali ritardi sarebbero in larga misura riconducibili a differenti opportunità lavorative; per ridurle sono fondamentali politiche che aumentino il tasso di occupazione al Sud, anche a costo di abbassare le paghe orarie. Di seguito si rimanda al testo esteso, in lingua inglese, del Quaderno di Ricerca da cui è desunta l’analisi.

Rapporto annuale Inps su disuguaglianze ed iniquità sociali

È stato recentemente presentato il Rapporto annuale dell’Inps sulla situazione del paese. I dati evidenziano pressanti sfide per il prossimo futuro per combattere il progressivo e persistente declino demografico, le diseguaglianze di genere, la deflazione salariale, i bassi tassi di occupazione, in particolar modo giovanile. Due i segnali di pur timida ripresa quali l’aumento del ricorso ai contratti a tempo indeterminato, grazie all’introduzione del Decreto Dignità, ed un iniziale impatto espansivo sui consumi dato dall’integrazione al reddito delle famiglie al di sotto della soglia di povertà, determinato dall’introduzione del Reddito e della Pensione di Cittadinanza.

Rapporto di monitoraggio Isee 2017

È stato recentemente pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Rapporto di Monitoraggio Isee 2017. Il Quaderno di ricerca n. 44 evidenzia come l’uso dell’indicatore si fa più esteso in tutte le aree del paese, ma con una diffusione più omogenea tra Nord e Sud; l’incidenza del valore del patrimonio si conferma più consistente dopo la riforma e si riducono gli Isee nulli, per la prima volta sotto il 10%. Allegata al Quaderno un’appendice con tavole disaggregate per regione e per provincia che articolano i nuclei per classi dimensionali e per tipologie di Isee.

Istat: pubblicate le nuove statistiche sulla povertà

Istat stima per il 2018 oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4%). Non si rilevano variazioni significative rispetto al 2017. Si mantiene elevata l’incidenza nel Mezzogiorno, rispetto alle altre ripartizioni geografiche, per le famiglie di stranieri e le famiglie numerose e con minori. In affitto quasi la metà delle famiglie povere.

Scarica il rapporto integrale e le tavole dal sito dell’Istat.

Inps: ripartizione provinciale delle domande accolte al 31.05

È stata recentemente pubblicata da INPS la ripartizione provinciale delle domande accolte con il Reddito di Cittadinanza. Napoli la provincia con più domande nel bimestre, pari a circa 62mila; a seguire Roma, con oltre 41mila, Palermo e Catania rispettivamente con 35mila e 25mila; ad una certa distanza Milano e Torino, per il nord Italia, con oltre 21mila domande accolte ciascuna, tra marzo ed aprile.

Corte dei Conti – Rapporto 2019

È stato recentemente pubblicato il Rapporto 2019 della Corte dei Conti sul coordinamento della finanza pubblica. Il Rapporto esamina le tendenze dell’economia italiana e dei conti pubblici, guardando sia agli andamenti recenti sia alle dinamiche di più lungo periodo. Due gli elementi che il documento evidenzia con forza: il primo è che siamo di fronte ad una caduta significativa della crescita con un ulteriore allargamento del divario storicamente conosciuto rispetto agli altri paesi dell’Area euro; il secondo è che nel 2018 il peggioramento del ciclo si è prodotto dopo una fase che aveva certamente segnato una ripresa, ma di dimensioni inadeguate a fronteggiare i nodi strutturali della nostra economia e del nostro mercato del lavoro. Interessante tra le varie disamine anche l’approfondimento relativo alle politiche di lotta alla povertà.

Il welfare separato per immigrati

Se complessivamente le famiglie in condizione di povertà assoluta sono il 6,9% del totale, tra le famiglie di soli stranieri l’incidenza sale al 29,2%. È da questi numeri che nasce l’idea secondo cui la componente immigrata rappresenti più un costo che un beneficio per il nostro Paese. Tuttavia, se è vero che nelle misure di contrasto alla povertà la componente immigrata è rilevante, nel complesso l’incidenza degli stranieri sulla spesa pubblica italiana risulta modesta: in Italia le voci di spesa più consistenti sono infatti quelle rivolte agli anziani, fascia di età in cui gli immigrati sono poco presenti. Secondo le riflessioni di Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin su LaVoce, non si tratterebbe quindi di concepire provvedimenti separati per gli immigrati, ma di gestire in maniera più efficace le politiche di integrazione e il mercato del lavoro. Solo così il nesso tra immigrazione e povertà potrà affievolirsi.

Povertà e maltrattamento dell’infanzia: la seconda edizione dell’indice Cesvi

Sebbene la povertà non sia una causa diretta del maltrattamento sui minori, la mancanza o carenza di risorse economiche costituiscono un fattore di rischio ad elevata criticità. Spesso la povertà materiale è strettamente correlata a quella emotiva. Questo è il fulcro della nuova edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, che evidenzia anche il divario tra Nord e Sud, la virtuosità dell’Emilia Romagna e un allarme, invece, in Campania. L’indice è il risultato di una serie di indicatori relativi ai fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio.

BES – Indicatori di Benessere Equo e Sostenibile

Siamo giunti alla terza edizione dell’Allegato sugli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) al Documento di Economia e Finanza (DEF), da quando essi sono stati introdotti nel ciclo di programmazione economico-finanziaria. Il documento monitora, in particolare, l’andamento di dodici indicatori di benessere quali, tra gli altri, il reddito medio disponibile pro-capite, l’indice di disuguaglianza, il tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro, la speranza di vita in buona salute. Nella presente edizione viene inoltre fornita una specifica valutazione di impatto del Reddito di Cittadinanza (RdC) sull’indice di povertà assoluta.

La povertà educativa nelle periferie: come leggere i dati

I fattori che contribuiscono alla fragilità del tessuto sociale che caratterizza le periferie sono molteplici. Per coglierli è necessario aumentare la qualità e la quantità dei dati. Nonostante i passi avanti degli ultimi anni, le carenze nei dati sono ancora notevoli. Openpolis, utilizzando il caso di Roma come esempio, mette in luce come la profondità territoriale dei dati faccia la differenza in termini di analisi. Evidenzia inoltre l’associazione tra povertà materiale e povertà educativa. Leggi l’approfondimento.

I dati aggiornati dell’Osservatorio sul Reddito di Inclusione

È recentemente stato pubblicato l’Osservatorio sul Reddito di Inclusione di Inps con i dati relativi al periodo gennaio 2018-marzo 2019, con evidenza separata alle domande decorrenti dal mese di gennaio 2019. Il REI è stato erogato complessivamente a 506 mila nuclei familiari coinvolgendo un totale di 1,4 milioni di persone, per la maggior parte (71%) residenti nelle regioni del Sud. A partire da febbraio 2019, il numero dei nuclei beneficiari registra inoltre una diminuzione dovuta, da un lato, all’effetto della presentazione delle domande tardive delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) per il 2019 e, dall’altro, all’effetto di scoraggiamento dovuto all’entrata in vigore del Reddito di Cittadinanza, le cui domande potevano essere presentate a partire dal mese di marzo.