Povertà e disuguaglianzePost nella sezione “Normativa internazionale”

Povertà educativa minorile e governance partecipativa

In questo particolare momento storico caratterizzato da un’Europa già segnata da profonde diseguaglianze, acuite ed estremizzate dalla pandemia da Covid-19 e dalle recenti tensioni belliche ai suoi confini, vi è una rinnovata attenzione al mondo dei minori e alla necessità di cogliere le sfide della società contemporanea, anche a seguito dell’istituzione dell’Anno Europeo della Gioventù 2022, fortemente voluto dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Si riprendono qui alcuni temi contenuti nell’Inapp paper dedicato alle strategie di contrasto alla disuguaglianza attraverso interventi sulle condizioni che le determinano in età scolare, soffermandoci sui Patti Educativi di Comunità e sui progetti pilota promossi dall’Unicef e dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia. Leggi >

La Child Guarantee nella lotta contro la povertà educativa e l’esclusione minorile

Contrastare le disuguaglianze che ostacolano il pieno sviluppo dei minori non è solo un imperativo di giustizia sociale, ma anche un investimento che genera ritorni positivi tanto per la coesione della società quanto per il pieno sviluppo dei sistemi economici. L’integrazione in età adulta nella struttura economica è, infatti, una delle condizioni per la piena partecipazione alla vita sociale, mentre la formazione di giovani leve qualificate e preparate consente di ridurre il gap con le competenze richieste dal mercato e migliora l’adattamento delle forze produttive alle necessità emergenti.

Con Child Guarantee, o Garanzia europea per l’Infanzia, istituita con la Raccomandazione 2021/1004 del Consiglio UE del 14 giugno 2021, la Commissione europea si propone appunto di attuare un’importante azione di contrasto alla povertà educativa e all’esclusione dei minori e di assicurare l’accesso a determinati e fondamentali servizi di qualità. Leggi >

Il salario minimo: paure e speranze

Il Punto di Welforum Questo numero del Punto di Welforum interviene nel dibattito sul salario minimo raccogliendo tre interventi: Daniele Checchi sintetizza “gli elementi valutativi” emersi dal lavoro del Forum Diseguaglianze Diversità. Michele Raitano analizza i dati amministrativi INPS per fare luce sul fenomeno delle basse retribuzioni in Italia. Marco Leonardi riprende l’esperienza del Jobs Act, e l’occasione mancata di introdurre un salario minimo legale già dal 2014. Manos Matsaganis riprende e sintetizza i temi della discussione e valuta le paure e speranze che l’introduzione di un reddito minimo suscita. Buona lettura! Leggi >

Presente e futuro del salario minimo in Italia e all’estero

Il Punto di Welforum Il salario minimo è uno strumento ormai molto diffuso per regolare il mercato del lavoro tutelando i lavoratori che hanno un limitato potere contrattuale. Sebbene esso sia ampiamente diffuso nei paesi di area Ocse, dove 29 su 37 paesi membri posseggono una qualche forma di salario minimo, tale strumento è altresì diffuso in diversi paesi a medio o persino basso reddito pro-capite . L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non dispone di una misura del genere, anche se tra le deleghe previste nel “Jobs act” vi era il progetto di introdurre tale misura. Leggi >

Reddito di cittadinanza e inserimento lavorativo: apprendimenti dall’Europa

Il reddito di cittadinanza previsto dal contratto di governo prevede da un lato una forte condizionalità con l’impegno attivo del beneficiario e dall’altro lo sviluppo della professionalità del lavoratore coerente con la strategia di sviluppo economico del paese. Questa seconda dimensione del programma di governo prevede un investimento di 2 miliardi di euro per la “riorganizzazione e il potenziamento dei centri per l’impiego che fungeranno da catalizzatore e riconversione lavorativa dei lavoratori. L’articolo confronta questa impostazione con l’approccio e le azioni intraprese in altri paesi europei. Leggi >

I Fondi strutturali a supporto delle politiche di inclusione sociale

Il 27 novembre a Milano (replicato il 4 dicembre a Bari) si è tenuto il primo evento di lancio del REI organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In quella occasione è stato anche presentato il PON Inclusione, il programma operativo che, grazie alle risorse messe a disposizione dal Fondo Sociale Europeo, ha permesso di impostare una strategia di sviluppo del welfare italiano coordinata e lungimirante. Il convegno ha infatti messo in luce un aspetto finora poco analizzato nel percorso che ha portato all’approvazione del ReI, ovvero il ruolo chiave giocato dalle politiche europee e dai fondi strutturali nell’accompagnare il processo definitorio dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEA). Leggi >