Povertà e disuguaglianzePost nella sezione “Punti di vista”

Concittadinanza e PUC: pensieri a pelo d’acqua

L’autore riflette sui PUC (Progetti Utili alla Collettività) previsti dal Reddito di Cittadinanza, evidenziandone pro e contro secondo una prospettiva più ampia che chiama in causa anche i concetti di utilità collettiva e comunità. I PUC sono solo uno strumento utile per il beneficiario o possono avere ricadute positive sulla comunità? Rappresentano un pegno da pagare per poter beneficiare di un sostegno al reddito o un’opportunità per chi ne è inserito? Potrebbero rappresentare occasioni per ripensare la programmazione di offerte territoriali omogenee? Leggi >

Che cosa non va nell’ISEE e cosa migliorare

L’ISEE è lo strumento più diffuso nel welfare per misurare la condizione economica di chi chiede prestazioni sociali agevolate, e se ne prevede una ulteriore estensione. Ma l’esperienza di uso dell’ISEE fa emergere molti suoi difetti nella misurazione, col duplice rischio di far apparire poveri alcuni nuclei che in realtà non lo siano, e viceversa. E si tratta di una distorsione che non dipende dal “modo” con cui si usa l’ISEE, ossia dalle soglie/fasce o formule di calcolo, ma da come è costruito in sè questo strumento. Gli autori presentano qui una proposta di miglioramenti puntuali e organici. Leggi >

Uno a Cinquemila

La Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) ha previsto un apposito finanziamento, a valere sul Fondo Povertà, finalizzato ad incentivare l’assunzione di assistenti sociali da parte degli Ambiti Territoriali che garantiscono un livello minino di servizio di almeno 1 assistente sociale ogni 6.500 abitanti, fino a raggiungere il livello essenziale delle prestazioni assistenziali di 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Ulteriori finanziamenti sono inoltre riconosciuti per le assunzioni eccedenti il rapporto di 1 a 5.000 e fino al raggiungimento del rapporto di 1 a 4.000. Il finanziamento avrà natura strutturale e non riguarderà solo le nuove assunzioni. Si tratta di un’iniziativa epocale in termini di stabilizzazione del personale del sociale, ma con alcuni elementi di complessità attuativa e di impossibilità di accesso al contributo da parte di quei territori ancora molto distanti dagli standard previsti. Leggi >

Il primo Rapporto del governo sul Reddito di Cittadinanza

Il governo italiano ha istituito le prime forme di reddito minimo nel 2013, ma non era mai stato divulgato un rapporto di monitoraggio (e valutazione) di queste misure. Nel novembre del 2020 è successo con la pubblicazione, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del primo Rapporto Annuale 2020 sull’attuazione del Reddito di Cittadinanza. Questo rappresenta di per sé stesso una buona notizia ed un primo importante passo in avanti nella direzione di una maggiore conoscenza della misura e della messa a disposizione di una gran mole di dati ed informazioni. Ma un’analisi attenta sembra evidenziare alcune lacune. Il presente contributo prova a ripercorrerle, a partire dalle domande di ricerca che avevano orientato in passato il monitoraggio del Reddito di Inclusione (ReI) dell’Alleanza contro la povertà. Leggi >

Dopo la fase Rem: riformiamo il Reddito di Cittadinanza

Si possono trarre diversi insegnamenti dall’esperienza del Rem per riformare il RdC. Ad esempio, sarebbe opportuno correggerne alcuni requisiti (10 anni di residenza in Italia, le modalità di presentazione dell’Isee) e rivederne la scala di equivalenza. Inoltre, è necessario potenziare la parte dei servizi alla persona, rimettendo al centro i servizi sociali comunali, e avviando una riflessione più dettagliata del tipo di interventi forniti ai beneficiari, attraverso un’analisi dei dati sui servizi offerti e il loro impatto. In particolare, sarebbe utile riflettere su come vengono indirizzati i giovani, visto che quasi la metà dei beneficiari sono under-35. Leggi >

Sulla proposta di istituzione dell’Assegno Unico e Universale per i Figli (AUUF)

La società italiana è afflitta da due fenomeni preoccupanti: la denatalità e la povertà minorile, sia in termini reddituali sia in termini educativi e culturali. Guardando al futuro, lo sviluppo nelle sue varie declinazioni e componenti ne sarà fortemente compromesso e occorre quindi correre ai ripari. È in questo senso che l’imminente approvazione della Legge Delega (DDL S. 1892) per il varo dell’Assegno Unico e Universale per i Figli (AUUF) rappresenta un importante momento di riforma, attraverso il riordino dei trasferimenti monetari e delle detrazioni fiscali rivolti alle famiglie con figli a carico. Il Gruppo Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia ha inteso fornire un proprio contributo nella fase di elaborazione dei Decreti attuativi, proponendosi di ragionare su tale riforma nel presupposto che il testo della Legge delega approvata alla Camera venga approvato in via definitiva al Senato. Tale proposta si inserisce nel solco tracciato da numerosi precedenti contributi, a partire dal saggio di Ermanno Gorrieri e di Luciano Guerzoni Il salario sociale. Famiglia e reddito nella crisi dello stato assistenziale, che per primo ha posto con forza il tema del sostegno dei minori, fino ad arrivare all’iniziativa parlamentare dell’on Lepri, con un disegno di legge che è alla base della Legge delega in corso di approvazione. A questi studi anche l’Istituto per la Ricerca (IRS) ha concorso, insieme al Capp dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con due ampie proposte di riforma del welfare del 2013 e del 2016. Presentiamo di seguito una sintesi del più recente lavoro, i cui dettagli sono contenuti in un documento più ampio a cui si rimanda per maggiore approfondimento. Leggi >

L’aumento delle diseguaglianze in tempo di pandemia

Il Punto di Welforum L’emergenza da Covid-19 rappresenta una crisi epocale, “la peggiore recessione globale dalla seconda guerra mondiale”, secondo World Bank. Una crisi innanzitutto sanitaria, ma con contraccolpi impressionanti, sull’economia, l’occupazione e la società tutta.

Con Welforum stiamo seguendo l’evoluzione della pandemia dal suo inizio e nelle ultime settimane ci siamo concentrati sul dare evidenza dei suoi primi effetti sull’acuirsi dei bisogni e delle diseguaglianze, fermamente convinti che non ne usciremo tutti uguali, perché la crisi non ha colpito come una livella, ma ha picchiato più duro su alcuni target di popolazione rispetto ad altri. Minori, giovani, donne, lavoratori, specie se precari, tra i più colpiti, in aggiunta alle categorie già fragili e a rischio quali gli anziani, i disabili e i senza fissa dimora, ulteriormente provati da questi mesi di emergenza. Il presente Punto raccoglie e sistematizza sette articoli dei ricercatori Irs proprio su questi temi. Leggi >

Covid e disuguaglianze nel mercato del lavoro

Il Punto di Welforum La pandemia si è abbattuta su un mercato del lavoro già caratterizzato da forti diseguaglianze, allargando il dualismo tra lavoratori più e meno garantiti. E questo nonostante le misure di sostegno messe in campo dal Governo. I giovani e le donne tra le categorie più colpite, perché prevalentemente occupati in settori considerati “non essenziali” e particolarmente penalizzati dalle misure di lockdown e distanziamento sociale. Leggi >

La violenza di genere e domestica durante l’emergenza da Covid-19

Il Punto di Welforum L’emergenza epidemiologica da Covid 19 ha impattato in maniera significativa anche sugli episodi di violenza perpetrati nei confronti delle donne tra le mura domestiche, che sono aumentati sia in Italia che all’estero. Le Nazioni Unite hanno definito questo fenomeno “pandemia ombra”, proprio per sottolinearne l’impatto devastante, sia dal punto di vista dimensionale che per le conseguenze ad esso correlate. Vediamo nel dettaglio una rassegna di dati ed analisi a riguardo. Leggi >

Covid-19: bambini, ragazzi e famiglie sempre più disuguali

Il Punto di Welforum A dieci mesi dall’inizio dell’emergenza Covid-19, tutti i dati e le ricerche che hanno guardato a come bambini, ragazzi e famiglie abbiano vissuto e convissuto con le diverse fasi di lockdown e con l’esacerbarsi della crisi socio-economica, ci dicono che l’emergenza sanitaria non è uguale per tutti e non ne usciremo tutti uguali, ma anzi molto più disuguali, ed è fin da ora evidente quanto le condizioni di partenza abbiano dettato un enorme gap nelle possibilità di sostenere il peso della crisi. Leggi >

Disabilità e non autosufficienza: dopo la pandemia serve altro

Il Punto di Welforum Quali conseguenze ha finora prodotto la pandemia sulla popolazione con disabilità e non autosufficiente? Ci proponiamo di rispondere con queste brevi note a questa domanda. Chi già viveva in condizioni di svantaggio e fragilità prima della pandemia da Covid-19 ha attraversato un peggioramento delle proprie condizioni. Ma in che senso e in che misura? Leggi >

Non si metta la scuola (superiore) fra parentesi

Il ritorno generalizzato alla didattica a distanza (DAD) nella scuola superiore da fine ottobre 2020 è stato improvviso, non conseguente a precisi calcoli sui dati della pandemia e alla reale presenza di focolai nelle scuole. Nonostante l’annunciata riapertura, seppur non completa, dopo la pausa natalizia, sono di fatto tornati in classe solo gli studenti di poche regioni, mentre il destino di tutti gli altri resta ancora incerto. Tutto questo nonostante lo stesso Comitato Tecnico Scientifico abbia più volte ribadito l’importanza del ritorno alla didattica in presenza, rimarcando gli effetti negativi di un prolungamento eccessivo della DAD sul rendimento scolastico, sulla socialità e la salute, sia fisica che psicologica, dei ragazzi. Ma si può o non si può riaprire? L’articolo affronta la questione, riassumendo alcune fra le più recenti acquisizioni scientifiche. Leggi >