Povertà e disuguaglianzeSegnalazioni nella sezione “Punti di vista”

Lotta alla povertà: il Coronavirus cambia lo scenario

Su LaVoce Massimo Baldini e Cristiano Gori riflettono sulla necessità di introdurre un sistema di valutazione delle politiche di contrasto alla povertà, e in particolare dell’impatto del Reddito di Cittadinanza e del REM su tale fenomeno. Un altro tema messo in evidenza dagli autori riguarda l’esigenza di modificare le risposte introdotte da queste politiche alla luce dell’emergenza Covid-19: l’obiettivo della fase 2 dovrà infatti consistere in una revisione del RdC, con l’obiettivo di rispondere in modo più adeguato al mutato contesto socio-economico.

La proposta di un Reddito di Emergenza contro la crisi: un bilancio

Il 30 marzo scorso Forum Disuguaglianze Diversità e ASviS, insieme a Cristiano Gori, avevano presentato la proposta del Reddito di Emergenza rivolto a chiunque si trovasse in grave difficoltà economica dopo la diffusione del Covid-19 e non fosse tutelato da altre misure di sostegno al reddito. Il REM è stato in effetti inserito nel Decreto Rilancio, ma vi sono alcune preoccupazioni circa la capacità della nuova misura, così come è stata introdotta, di riuscire effettivamente a sostenere la popolazione economicamente più fragile. La nota pubblicata il 3 giugno mette a confronto il REM entrato in vigore con la proposta originaria.

Forum DD: durante e dopo la crisi per un mondo diverso

Forum Disuguaglianze Diversità ha recentemente pubblicato un’interessante position paper dal titolo Durante e dopo la crisi per un mondo diverso. Il documento, riflettendo su perché, cosa, come e con chi realizzare un futuro di giustizia sociale e ambientale battendo le disuguaglianze pre-Covid-19, prefigura tre possibili scenari prodotti dalla crisi. La prima opzione ha a che fare con la ripresa della strada mediante la correzione delle “imperfezioni”, la seconda con l’accelerazione della dinamica autoritaria, la terza con il cambiamento di rotta verso un futuro di emancipazione sociale. Affinché l’ultimo scenario si possa realizzare servono però tre requisiti: una visione del futuro che parli ai sentimenti, proposte operative con obiettivi verificabili, una mobilitazione organizzata.

Forum Disuguaglianze Diversità e ASviS verso una proposta di protezione sociale universale

Il Forum DD (Disuguaglianze Diversità) e l’ASviS, insieme a Cristiano Gori, presentano una proposta di protezione sociale per integrare il decreto ‘Cura Italia’ e contenere gli effetti sociali ed economici della crisi provocati dall’emergenza sanitaria in corso. In particolare si propone l’introduzione del “Sostegno di Emergenza per il Lavoro Autonomo” (SEA) e del “Reddito di Cittadinanza per l’Emergenza” (REM). Entrambe misure temporanee ed eccezionali, la loro durata sarebbe uniformata a quella delle prestazioni straordinarie per il lavoro dipendente introdotte in seguito al diffondersi della pandemia. Con riferimento al REM, l’intendimento sarebbe quello di tutelare dipendenti precari che non hanno visto rinnovato il contratto; i saltuari; le lavoratrici e i lavoratori irregolari; e tutte le situazioni di lavoro e non-lavoro non coperte dagli altri strumenti in essere.

Leggi su welforum.it l’articolo di Cristiano Gori.

Correttivi al Reddito di Cittadinanza

Roberto Rossini, portavoce dell’Alleanza contro la Povertà, interviene su Vita per sottolineare la necessità di correttivi al Reddito di Cittadinanza. Le criticità della misura attengono, dice Rossini, non solo alla componente di attivazione, ma anche alla componente passiva che va rimodulata per renderla più equa, ad esempio con riferimento alla scala di equivalenza ed all’importo del contributo molto generoso in generale, ma penalizzante alcune tipologie familiari specifiche. Auspicato un confronto tra la politica, le istituzioni competenti, le parti sociali, la società civile per procedere ad una revisione del provvedimento.

Le tante Italie della diseguaglianza

Massimo Baldini e Francesca Patriarca su LaVoce approfondiscono il tema delle diseguaglianze a partire dall’analisi dei dati di reddito disponibile familiare, disaggregati per regione. Non c’è più solo lo storico divario Nord-Sud Italia. Ora emerge anche quello tra Est e Ovest, perché la crisi ha accentuato le disuguaglianze nelle regioni più fragili, ma in modo diverso tra aree adriatiche e tirreniche. Tra le regioni più diseguali c’è il Lazio che in quanto a concentrazione dei redditi è secondo solo alla Sicilia.

Fabrizio Barca: più giustizia sociale per cambiare rotta

È stato recentemente pubblicato il nuovo libro di Fabrizio Barca, economista, esperto di politiche di sviluppo territoriale, presidente del Comitato per le politiche territoriali dell’Ocse dal 1999 al 2006, e Ministro per la Coesione territoriale dal 2011 al 2013. Il volume analizza sapientemente, anche in termini storico evolutivi, il concetto di disuguaglianza e le sue determinanti. Solo con una base di conoscenza condivisa e diffusa – afferma Barca – è possibile cambiare rotta e combattere le diversità sociali nel nostro paese.

Cos’è diventato in concreto il Reddito di Cittadinanza

Su LaVoce Cristiano Gori riflette sulle divergenze tra la campagna mediatica costruita intorno al Reddito di Cittadinanza e la sua effettiva essenza. Nell’applicazione della misura, le eccessive aspettative iniziali di inserimento occupazionale e la grande enfasi lavoristica si sono via via smorzate. E anche se oggi il M5s sta difendendo il RdC per quello che è realmente – un contributo economico che assicura un insieme di servizi, sociali e per l’occupazione, che possono aiutare oltre 2 milioni di persone a migliorare la propria esistenza – è difficile cancellare la martellante campagna comunicativa che, per un anno, ha trascurato il fatto che numerosi poveri non sono nelle condizioni di lavorare e che, se anche lo fossero, le offerte d’impiego devono effettivamente esistere. Tra l’opinione pubblica si sta diffondendo la percezione dell’insuccesso della misura, e a farne le spese sono, ancora una volta, i poveri.

Una rivoluzione per il mercato del lavoro: il payoff sparito del Reddito di Cittadinanza

L’enfasi lavoristica martellante delle prime fasi di introduzione del Reddito di Cittadinanza sembra essersi un po’ sopita. Lo stesso Presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha recentemente sottolineato la valenza della misura nel ridurre l’intensità della povertà piuttosto che nel garantire l’inserimento nel mercato del lavoro. Il trade off tra opportunità di inclusione lavorativa e lotta all’esclusione sociale è al centro dell’articolo di Sara del Carli su Vita del 13 novembre scorso. La consapevolezza che considerare il Reddito di Cittadinanza una misura di politica attiva del lavoro sia un grave errore di politica pubblica è una convinzione della redazione di welforum.it da diverso tempo. Per approfondimenti si rimanda all’articolo di Mesini e Medicina del novembre 2018.

Le relazioni tra Reddito di Cittadinanza e lavoro nero

Sono oltre 960 mila le domande di Reddito di Cittadinanza accolte in Italia, pari a poco più della metà dei nuclei familiari in condizione di povertà assoluta nel nostro Paese. Il maggiore livello di copertura si registra al Sud, in realtà che presentano però, al tempo stesso, anche la più elevata presenza di occupati non regolari. È quanto emerge da un’anticipazione del Rapporto BCC Mediocrati sull’economia regionale realizzato da Demoskopika: secondo lo studio infatti, le domande di Reddito di Cittadinanza prevalgono proprio laddove il lavoro irregolare è maggiore, vale a dire in Calabria, Sicilia e Campania.

Leggi l’articolo su Redattore Sociale.

Le tante ragioni per continuare ad occuparsi delle disuguaglianze

Sul Menabò di Etica ed Economia Elena Granaglia riflette sull’importanza dell’analisi delle disuguaglianze. Contrariamente alla tesi più diffusa secondo la quale i veri problemi del nostro Paese sono povertà e bassa crescita, l’autrice presenta una breve disamina dell’andamento delle disuguaglianze di reddito e di ricchezza in Italia, sostenendo la necessità di attuare una politica seria in grado di contrastarle. Tale politica, da un lato, agirebbe verso il contrasto della povertà e dell’impoverimento con effetti benefici anche sulla crescita e, dall’altro, genererebbe una risposta a problemi etici e di giustizia sociale.

Più occupazione al sud per battere la disuguaglianza

Ciani e Torrini, in un recente articolo apparso su LaVoce, trattano il tema delle differenze territoriali nella distribuzione dei redditi. I due autori sostengono che i divari tra Centro-Nord e Mezzogiorno siano nettamente superiori a quelle di altri paesi europei, non solo a causa di redditi mediamente più bassi al Sud, ma anche per differenze di reddito più pronunciate tra poveri e ricchi all’interno dell’area meridionale. Tali ritardi sarebbero in larga misura riconducibili a differenti opportunità lavorative; per ridurle sono fondamentali politiche che aumentino il tasso di occupazione al Sud, anche a costo di abbassare le paghe orarie. Di seguito si rimanda al testo esteso, in lingua inglese, del Quaderno di Ricerca da cui è desunta l’analisi.