Povertà e disuguaglianzeSegnalazioni con tag “famiglie”

Istat: Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie

Il 5 dicembre scorso l’Istat ha pubblicato il Report sulle condizioni di vita e di reddito delle famiglie italiane. Il quadro che emerge evidenzia che nel 2017 le famiglie hanno percepito un reddito netto medio pari a 31.393 euro, 2.616 euro al mese, corrispondente ad una crescita in termini nominali dall’anno precedente (+2,6% da +2,0%). Ma la disuguaglianza non si riduce: il reddito totale delle famiglie più abbienti continua ad essere più di sei volte quello delle famiglie più povere. Nel 2018, il 20,3% (valore stabile rispetto al 2017) delle persone residenti in Italia (circa 12 milioni e 230 mila individui), risulta a rischio di povertà; si conferma una maggiore concentrazione nel Mezzogiorno (45%), tra le famiglie con tre o più figli (36%) e monogenitore (38,8%). Infine l’aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare rimane pressoché stabile al 19,5%, non discostandosi in modo significativo dai due anni precedenti.

Regione Emilia-Romagna: DGR 1142/2019, Modifica dell’Indice di fragilità

L’art. 2 Legge regionale n. 14/2015 definisce la condizione di fragilità e vulnerabilità delle persone come caratterizzata dalla compresenza di problematiche afferenti la dimensione lavorativa e nel contempo sociale.

Viene modificata la “scala livelli di fragilità”, con riferimento alla valutazione della condizione economica, limitatamente alla soglia massima che consente il riconoscimento del punteggio massimo di fragilità:

  • Oltre 18.000,00 euro
  • Da 12.001,00 a 18.000,00 euro
  • Da 9.360,00 a 12.000,00 euro
  • Da 0,00 a 9.359,00 euro

DGR 8 luglio 2019, n. 1142

Istat: pubblicate le nuove statistiche sulla povertà

Istat stima per il 2018 oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4%). Non si rilevano variazioni significative rispetto al 2017. Si mantiene elevata l’incidenza nel Mezzogiorno, rispetto alle altre ripartizioni geografiche, per le famiglie di stranieri e le famiglie numerose e con minori. In affitto quasi la metà delle famiglie povere.

Scarica il rapporto integrale e le tavole dal sito dell’Istat.

Reddito di Cittadinanza e dubbi di incostituzionalità

Maurizio Ambrosini e Roberto Guariso su LaVoce trattano il tema dei requisiti di residenza e soggiorno nell’ambito del Reddito di Cittadinanza, fortemente penalizzanti per le famiglie di stranieri, e che da più parti si sostiene che siano di dubbia legittimità sia in relazione alla carta costituzionale, sia in relazione alle norme dell’Unione Europea.

Regione Puglia: DGR 703/2019, Individuazione dei beneficiari della misura Reddito di Dignità per il 2019 e seguenti

Viene disposta l’estensione del nuovo Reddito di Dignità (RED) per l’annualità 2019 e anni successivi, secondo i criteri e indirizzi operativi riportati nell’Allegato 1 alla deliberazione, di cui costituisce parte integrante e sostanziale.

 

DGR 9 aprile 2019, n. 703

Reddito di Cittadinanza: un meccanismo sfuggito di mano

Gaetano Proto, in un recente articolo su LaVoce, torna sul tema della penalizzazione delle famiglie con minori da parte del Reddito di Cittadinanza, su cui già si era espressa tempo fa su Welforum Chiara Saraceno. Come sappiamo la scala di equivalenza prevista nel meccanismo di calcolo della nuova misura risulta decisamente più sfavorevole dell’ormai collaudata scala ISEE. Quello che sostiene l’autore è che oltre ad una minore valorizzazione dei componenti minorenni nel nucleo, il fatto di avere inserito un ‘massimale’ nella scala penalizza particolarmente, ed anche dal punto di vista reddituale, le famiglie numerose, cioè quelle che in teoria dovrebbero essere più tutelate dal provvedimento.

Versione definitiva del Reddito di Cittadinanza

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale la versione definitiva del Reddito di Cittadinanza, cioè il decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, coordinato con la legge di conversione n. 26 del 28 marzo 2019. In realtà le pubblicazioni in Gazzetta Ufficiale sono state due a distanza di pochi giorni l’una dall’altra: la prima del 29 marzo (G.U. n. 75) e la seconda del 9 aprile scorso (G.U. n. 84), che supera la precedente correggendo alcuni refusi e corredando il testo di ampie note. Pubblichiamo questa seconda quale versione ultima e definitiva della nuova misura.

Quello che serve davvero alle famiglie

In Italia le politiche di sostegno alle famiglie sono sempre state scarse, marginali e frammentarie. Su LaVoce Chiara Saraceno riflette sui bisogni delle famiglie, sottolineando la necessità di rendere maggiormente agevole la combinazione tra occupazione e maternità, incoraggiando anche un più ampio coinvolgimento dei padri. Oltre ad intervenire sui servizi e sull’organizzazione del lavoro, secondo l’autrice risulta prioritario mettere ordine nel frammentato complesso di trasferimenti monetari esistenti (assegno al nucleo famigliare, assegno per il terzo figlio, detrazioni fiscali per figli a carico, bonus bebé) in favore dell’istituzione di un unico trasferimento, eventualmente commisurato al reddito famigliare, che sia in grado di produrre maggiore equità ed efficienza.

Stranieri e Reddito di Cittadinanza: prime osservazioni

Sul sito dell’Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) Alberto Guariso commenta l’esclusione dal Reddito di cittadinanza di buona parte delle famiglie straniere che vivono in Italia. In particolare, viene contestata l’esclusione dalla prestazione degli stranieri titolari del permesso unico lavoro, che spesso vertono in condizioni economiche difficili; l’esclusione dalla prestazione dei  rifugiati politici e dei titolari di protezione sussidiaria; l’introduzione del requisito di dieci anni di residenza, in contrasto con una consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia europea e della Corte costituzionale, oltre che con l’art. 45 del Trattato sul funzionamento dell’Unione.

Banca d’Italia: la tassa sui rifiuti sfavorisce le famiglie più povere

Nel numero 474 di dicembre della serie “Questioni di economia e finanza”, occasional paper di Banca d’Italia, viene presentato un interessante contributo sull’impatto della tassa sui rifiuti (Ta.ri.) sui bilanci delle famiglie italiane. In particolare, i risultati dello studio evidenziano come la tassa in questione, di fatto assimilabile ad un’imposta patrimoniale, presenti effetti redistributivi a sfavore dei nuclei con redditi più bassi. Secondo gli autori, una riconfigurazione del prelievo in chiave tariffaria porterebbe benefici sia in termini di efficienza che di equità. Scarica il report

Istat – Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie

È di recente pubblicazione il report Istat sulle condizioni di vita delle famiglie italiane. Seppure il reddito netto medio annuo è in leggera crescita rispetto agli anni precedenti, nel 2017 il 28,9% delle persone residenti in Italia continua ad essere a rischio di povertà ed esclusione sociale ed un decimo della popolazione si trova in condizione di grave deprivazione materiale. Ancora una volta le più svantaggiate risultano essere le famiglie numerose e di stranieri, e si conferma accentuata la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi. Il 20% più povero della popolazione dispone soltanto del 6,7% delle risorse totali mentre il quinto più ricco ne possiede il 39,3% complessivo.

REI: pubblicati i nuovi dati di monitoraggio a cura di INPS

Il 19 ottobre scorso INPS ha pubblicato l’Osservatorio sul Reddito di Inclusione con i dati relativi al periodo gennaio-settembre 2018. Nel periodo di osservazione considerato sono stati erogati benefici economici a 379 mila nuclei famigliari, coinvolgendo più di un milione di persone. Ancora una volta si evidenzia la maggior concentrazione dei benefici nelle regioni del Mezzogiorno (69%), dove sono residenti la maggior parte dei nuclei in carico alla misura. Campania e Sicilia in particolare la fanno da padrone con un’incidenza del 47% dei nuclei beneficiari complessivi. Al contrario le regioni con un minor numero di domande si confermano il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige con un tasso di inclusione di 23 persone coinvolte ogni 10mila abitanti contro una media nazionale di 184 ogni 10mila.

Il venir meno dei requisiti famigliari a partire dal 1° luglio ha fatto registrare un incremento notevole di nuovi accessi, infatti il 43% delle nuove famiglie in carico nel terzo trimestre è proprio imputabile all’allargamento delle maglie della misura. Tale modifica normativa si riflette anche sulla distribuzione dei nuclei percettori per numero di componenti: nel periodo luglio-settembre, il 41% di questi è infatti costituito da una sola persona. Sempre rispetto alle caratteristiche dei nuclei, per il 55% si tratta di famiglie con minori e per il 18% di nuclei con componenti disabili. Il 10% dei nuclei percettori del REI risulta poi extracomunitario, per cittadinanza del richiedente la prestazione. L’incidenza più alta di stranieri si regista delle regioni del Nord (30%) rispetto a quelle del Sud (3%).

L’importo medio mensile erogato nel periodo di osservazione, pari a 305 euro, varia sensibilmente, sia a livello territoriale sia, come ovvio, per numero di componenti il nucleo. Il contributo mediamente erogato alle famiglie varia dai 239 euro per i beneficiari della Valle d’Aosta ai 336 euro per i cittadini della Campania. Complessivamente le regioni del Mezzogiorno registrano un valore medio mensile maggiore di 53 euro (+20%) rispetto a quelle del Nord e di 37 euro (+13%) rispetto a quelle del Centro.