Povertà e disuguaglianzeSegnalazioni con tag “famiglie”

ISTAT: La povertà in Italia – Anno 2018

Sembra inesorabile il trend di crescita della povertà in Italia. L’ISTAT stima un milione e 778mila famiglie in povertà assoluta nel 2017, corrispondenti a 5 milioni e 58mila individui, passando da un’incidenza del 6,3% nel 2016 al 6,9%. Rimane consistente, seppur in lieve diminuzione, la povertà assoluta fra le famiglie con minori mentre in crescita, oltre che nel Mezzogiorno, anche nei centri e nelle periferie delle aree metropolitane del Nord. La povertà relativa cresce in maniera anche più consistente passando dal 10,6% del 2016 al 12,3% del 2017, pari a 3 milioni e 171mila famiglie residenti. Particolarmente elevata la povertà relativa delle famiglie di operai e assimilati ed in netto aumento per quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione.

Inps: XVII Rapporto Annuale

Il 4 luglio scorso presso la Camera dei Deputati si è tenuta la presentazione del XVII Rapporto annuale dell’Inps. La relazione introduttiva di Tito Boeri propone analisi puntuali sui vari temi e avanza proposte coraggiose, ispirate a criteri lungimiranti di equità intra ed inter generazionale. Il rapporto, articolato in cinque sezioni (occupazione, gig economy, ammortizzatori sociali, redistribuzione nel sistema pensionistico pubblico, rendiconto del lavoro dell’Istituto negli ultimi 12 mesi) descrive la situazione del nostro Paese, mettendo in evidenza le nuove sfide che il mercato del lavoro e il sistema pensionistico dovranno affrontare nei prossimi anni. Uno specifico approfondimento (da pagina 211 e fino a pagina 219) affronta il tema REI e presenta gli ultimi dati aggiornati sullo stato di attuazione della misura.

Misure di povertà economica a livello locale e loro aggiustamento per il differente costo della vita

Su Neodemos Luigi Biggeri e Monica Pratesi, utilizzando opportuni Indici Spaziali dei Prezzi (ISPi), effettuano un confronto tra le misure di contrasto alla povertà a livello locale delle diverse aree d’Italia. Il livello dei prezzi nelle varie aree di un Paese ha infatti un importante riflesso sul disegno e sull’attuazione di politiche, a livello nazionale e territoriale, per la riduzione della povertà. Dalla ricerca emerge come le famiglie in povertà assoluta che risiedono nel Nord e Centro Italia sono quelle che anche maggiormente si scontrano con un livello generale dei prezzi più alto.

Cresce la povertà tra stranieri e italiani

Su LaVoce Massimo Baldini e Francesco Daveri riflettono sulla crescita della povertà nel nostro Paese tra il 2016 e il 2017: il numero delle famiglie in povertà assoluta è passato dal 6,3% al 6,9%. I dati Istat mostrano inoltre che, benché l’aumento del fenomeno riguardi tutti, l’incidenza è maggiore tra i cittadini stranieri. Per le famiglie costituite di soli stranieri infatti il rischio di essere in povertà assoluta è sei volte più elevato rispetto a quello che pende sulle famiglie italiane.

E anche se sale il Pil, aumentano i poveri

Nel 2017 il Pil italiano è cresciuto dell’1,5%, contemporaneamente però è aumentato – anche se a ritmo più lento rispetto agli anni della crisi – il numero di famiglie in povertà assoluta. Su LaVoce Massimo Baldini e Francesco Daveri presentano l’andamento della povertà assoluta in Italia negli anni pre, durante e post crisi: attualmente i dati non indicano ancora il ritorno della tradizionale relazione negativa tra Pil e povertà. Gli autori ricordano infine che per un cambiamento di segno nella dinamica della povertà servono, oltre ad una maggiore crescita del Pil, politiche redistributive più attente ai bisogni dei poveri.

Un approfondimento sulla povertà degli italiani prima e dopo la grande crisi è effettuato dalla Banca d’Italia, nella sua Relazione Annuale 2017. Leggi l’articolo su Neodemos.

Aumenta la forbice nelle spese per consumi delle famiglie italiane

L’ Istat, nel report sulle spese per consumi delle famiglie, mostra come l’incremento della spesa in termini reali nel 2017 sia stato inferiore rispetto quanto registrato per l’anno precedente. La spesa, seppur in crescita per il quarto anno di fila, non arriva ancora ai livelli del 2011, anno a cui seguirono due forti contrazioni. L’aumento della spesa media, inoltre, si è distribuito in maniera molto diversa tra le famiglie, segnando un aumento della disuguaglianza.

I divari di ricchezza tra uomini e donne in Italia

Su Menabò di Etica ed Economia Francesco Bloise commenta uno studio di Giovanni D’Alessio, basato sull’indagine sui bilanci delle famiglie (IBF) della Banca d’Italia, relativo ai divari di ricchezza tra uomini e donne in Italia. Ricostruendo la ricchezza individuale a partire da quella familiare, la ricerca mette in luce come il gender gap, in apparente diminuzione negli ultimi 25 anni, sia aumentato soprattutto nel caso della ricchezza finanziaria e risulti meno pronunciato per le attività immobiliari.

Avere un lavoro non mette al riparo dal rischio povertà

Avere un lavoro non sempre mette al riparo dalla povertà. È quanto approfondito da Chiara Saraceno nel suo articolo su Neodemos. Secondo i dati Eurostat basati sull’indagine Eu-Silc, l’Italia, insieme a Grecia, Romania e Spagna, è uno dei paesi UE in cui il rischio di vivere in una famiglia povera nonostante si abbia un’occupazione è tra i più alti e sistematicamente in crescita. Le percentuali più significative si registrano tra chi ha contratti a termine o a tempo parziale, ma anche chi ha un contratto a tempo pieno e indeterminato non sembra essere del tutto esente dal rischio di povertà: ne è coinvolto il 7,8% degli occupati. Le principali motivazioni risiedono nei bassi salari e nei bassi tassi di occupazione femminile.

Per approfondimenti in merito si rimanda all’indagine Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane.

Contro la povertà. Un nuovo libro di Emanuele Ranci Ortigosa

È disponibile in libreria il nuovo libro del direttore di Welforum, Emanuele Ranci Ortigosa, Contro la povertà. Analisi economica e politiche a confronto, edito da Francesco Brioschi editore.

Con colpevole ritardo rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia si è dotata di una misura generale di contrasto alla povertà che è operativa da poche settimane. Sul tema è vivace il confronto tra i diversi partiti nella campagna elettorale che si conclude il 4 marzo 2018 con proposte anche sensibilmente divergenti.

L’Editore di questo volume ha un sogno: che il dibattito sulla lotta alla povertà tra le diverse forze politiche si trasformi in un momento di collaborazione e che le norme di legge attuali (certamente migliorabili, ma che hanno il vantaggio di esistere) escano dal patrimonio politico del partito che le ha proposte per entrare in quello di tutta la comunità nazionale. È chiedere troppo?

Secondo le stime europee, in Italia 17,5 milioni di persone sono a rischio di povertà, nessun altro paese ne ha così tanti. Per l’Istat un italiano ogni dodici è assolutamente povero, cioè non in grado di vivere una vita umanamente dignitosa. Negli anni della crisi, tale stima è aumentata di due volte e mezzo, mentre il nostro sistema assistenziale è risultato impotente.

La consistenza e drammaticità della povertà, soprattutto in una congiuntura elettorale, interpella tutte le forze politiche. Con il Reddito di inserimento dell’attuale governo entrano in competizione il Reddito di cittadinanza dei Cinque stelle e il Reddito di dignità di Berlusconi. Quanto si differenziano queste proposte? Il successo di una o dell’altra comporterà necessariamente di distruggere quanto fatto finora? O ci sarà la possibilità di procedere per addizioni piuttosto che per sottrazioni? Al di là delle diverse posizioni partitiche, l’adozione di uno strumento di contrasto alla povertà che sia realmente efficace rimane imprescindibile.

Prefazione di Tito Boeri. Contributi di Daniela Mesini e Chiara Crepaldi.

Leggi l’articolo di anticipazione del volume pubblicato su welforum.it.

Barometro Cisl del benessere/disagio delle famiglie

È stato pubblicato a inizio marzo il bollettino n. 8 del Barometro Cisl del benessere/disagio delle famiglie italiane. Questo numero analizza il fenomeno della stagnazione delle retribuzioni, che costituisce un fattore di rischio del quadro macroeconomico, da diversi punti di vista, esaminandone gli andamenti e focalizzandosi sul confronto internazionale. Sono inoltre presenti approfondimenti sull’equità retributiva di genere, sul cuneo fiscale e sul potere di acquisto delle pensioni.

Banca d’Italia: indagine sui bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2016

Banca d’Italia ha svolto un’indagine sui bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2016. L’indagine ha rilevato come il reddito medio delle famiglie sia cresciuto del 3,5% rispetto a quello rilevato dalla precedente indagine del 2014. Se, da un lato, in tutte le classi di reddito è cresciuta la quota delle famiglie che nel corso del 2016 sono riuscite a risparmiare, dall’altro, Banca d’Italia mette in evidenza l’aumento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi e della quota di individui a rischio di povertà. Tale condizione interessa soprattutto famiglie giovani, del Mezzogiorno o straniere.

Leggi su questo tema anche il commento di Massimo Baldini su LaVoce.

Stime della mobilità intergenerazionale nella distribuzione della ricchezza

Sul Menabò di Etica ed Economia Francesco Bloise fa il punto su ricchezza e mobilità intergenerazionale. Numerosi sono gli indicatori usati per misurare la correlazione tra opportunità socio-economiche di figli e genitori. Tra di essi quello più comune è il grado di elasticità intergenerazionale del reddito, di recente sostituito con la misurazione del grado di elasticità della ricchezza. Quest’ultimo sembrerebbe misurare più precisamente lo status economico familiare in quanto può tenere conto anche delle risorse economiche percepite e accumulate in passato, e non soltanto dai flussi economici della famiglia riferiti al periodo più recente.