Emergenza Coronavirus

In questo periodo di emergenza pubblichiamo quotidianamente articoli e segnalazioni sul tema Covid-19. Gli articoli sono raccolti nel Punto di Welforum. Le segnalazioni, che quotidianamente aggiorniamo, sono distribuite su quattro percorsi di lettura:
Rassegna normativa | Dati nazionali e internazionali | Punti di vista | Prese di posizione

Povertà e disuguaglianzeSegnalazioni con tag “reddito minimo”

Piano Macron: molto più di un reddito di cittadinanza

Su LaVoce Andrea Garnero riflette sul piano contro la povertà che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha presentato lo scorso settembre. Per via dell’approccio adottato, tale piano può rappresentare un’utile fonte di ispirazione per il dibattito italiano: la povertà è un fenomeno multidimensionale, le cause sono diverse e quindi non basta un solo strumento per contrastarla. Il reddito universale di attivazione proposto dal governo francese – si chiama universale non perché verrà distribuito a tutti, ma perché intende raggruppare in un unico strumento varie prestazioni – è infatti solo una delle 21 azioni proposte dal piano. Il governo darà inoltre mandato a un consiglio scientifico di seguire la messa in opera del piano ai fini di valutarne gli effetti per correggerne eventualmente il funzionamento.

Rinviato importante aggiornamento dell’ISEE

Con la recente conversione in legge del decreto cd “mille proroghe” (il D.L. 25/7/2018 n° 91) è stata rinviata una importante miglioria che il D. Lgs 147/2017 (che ha introdotto il REI) prevedeva nella costruzione degli ISEE, per qualunque loro utilizzo. L’art. 5 del decreto convertito prevede infatti che i redditi entro l’ISEE (che ora sono quelli del secondo anno fiscale precedente) diventino quelli dell’anno precedente non a decorrere dal 1 settembre 2018 ma dal 1 settembre 2019. Tra i limiti dell’ISEE come strumento per misurare la condizione economica c’è quello che l’ISEE include redditi “vecchi” rispetto al momento nel quale tale condizione va valutata per erogare prestazioni sociali. Il D. Lgs 147/2017 riduceva un poco questa criticità, che ora invece permane sino al settembre 2019. Ne deriva l’esigenza di adottare anche strumenti ulteriori oltre all’ISEE per valutare la condizione economica di un momento più vicino a quello delle prestazioni.

Regione Emilia-Romagna: LR 7/2018, Misure di contrasto alla povertà e sostegno al reddito, modifiche

Con questo provvedimento la Regione Emilia-Romagna introduce alcune modifiche ed integrazioni alla LR 24/2016 recante “Misure di contrasto alla povertà e sostegno al reddito” con la quale è stato introdotto il Reddito di inclusioe (RES),  misura regionale diretta ad integrare quella nazionale.
Emilia-Romagna_LR_7_2018

Diseguaglianze: le ragioni del loro aumento, le politiche che mancano

Mario Pianta, Professore ordinario di Politica economica all’Università Roma Tre, esamina la natura e lʼentità delle disuguaglianze economiche in Italia e discute le politiche che potrebbero affrontarle. Le proposte di intervento pubblico in materia sono presentate alla luce della Costituzione italiana e degli attuali obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in cui l’uguaglianza è dichiarata come un obiettivo politico fondamentale.

Reddito di Cittadinanza e Reddito di Dignità. E il REI?

In due interessanti articoli pubblicati su LaVoce a distanza di pochi giorni uno dall’altro, Massimo Baldini e Francesco Daveri mettono a confronto le due nuove proposte politiche in materia di contrasto alla povertà: Reddito di Cittadinanza del M5S e Reddito di Dignità di Forza Italia. Si tratta di due proposte di reddito minimo che costerebbero ciascuna circa 30 miliardi di euro l’anno ma che si rivolgono a due platee differenti. La prima si riferisce ai poveri relativi con un contributo medio di circa 500 euro al mese per famiglia, la seconda riguarda i poveri assoluti che riceverebbero un’integrazione media mensile quasi doppia. Scenari che implicano fabbisogni considerevoli dati i nostri conti pubblici e che non prendono in considerazione il REI, attivo dallo scorso dicembre ed ampliato dall’ultima Legge di Stabilità.

Il Reddito di Solidarietà in Emilia-Romagna ha già fatto registrare numeri significativi

Il Reddito di Solidarietà introdotto solo due mesi fa in Regione Emilia-Romagna ha già visto 6.000 domande presentate, 1.700 già accolte e buona parte ancora in corso di valutazione. Allo stato attuale i tassi di accoglimento superano l’80%. I beneficiari sono per lo più adulti, di nazionalità italiana, con un’età media di oltre 45 anni e senza minori a carico.

Approfondisci la notizia su Il portale della Regione Emilia-Romagna.

Fino a che punto le politiche fiscali possono ridurre le disuguaglianze?

Nel Menabò di Etica ed Economia Roberto Fantozzi ed Eleonora Romano presentano e discutono i principali risultati di un recente Rapporto del Fondo Monetario Internazionale sulla capacità redistributiva delle politiche fiscali. In particolare, essi si concentrano sul tema delle aliquote fiscali sui redditi più elevati – che secondo il Rapporto potrebbero crescere senza effetti distorsivi – e sull’introduzione di un reddito universale di base.

Parlamento europeo e reddito minimo

Come già segnalato, il 26 settembre a Bruxelles la Commissione Parlamentare Lavoro e Affari sociali (Empl) ha approvato a larga maggioranza la proposta di risoluzione volta a promuovere un framework europeo che sostenga l’introduzione di sistemi di reddito minimo in tutti gli Stati membri dell’Unione. È ora uscito il testo in italiano della proposta. E’ scaricabile qui.

Regione Puglia: DGR 972/2017, Percorso “Lavoro di comunità”

Con questa delibera la Regione Puglia intende potenziare i percorsi di attivazione dei destinatari del Reddito di Dignità, introducendo una terza tipologia di percorso di attivazione denominata “lavoro di comunità”, di cui saranno promotori i Comuni singoli e associati, le ASP e altre amministrazioni pubbliche.
Puglia_DGR_972_2017

Regione Basilicata: DGR 568/2017, Reddito minimo, ulteriori disposizioni

Il provvedimento apporta ulteriori disposizioni di attuazione al “Programma per un reddito minimo di inserimento” (DGR 769/2015). E’ stabilito che i beneficiari devono essere collocati all’interno di progetti ricadenti nel proprio comune di residenza e sono esplicitati i criteri per l’assegnazione dei beneficiari ai progetti di pubblica utilità.
Basilicata_DGR_568_2017