Povertà e disuguaglianzePost con tag “reddito”

Isee: nuovi cambiamenti. Cosa migliora e cosa no?

Dopo le modifiche introdotte nel 2020, un nuovo decreto ha nuovamente modificato nell’agosto 2021 l’Isee, prevedendo che si possa fare un “ISEE corrente” anche quando sono diminuiti i patrimoni mobiliari e/o immobiliari, e non solo i redditi. Ma mentre si mette in luce che cosa migliora occorre anche riflettere su quali criticità restano aperte nell’Isee. Leggi >

1.2. Povertà mai così alta negli ultimi 15 anni

Il Punto di Welforum Nel 2020 sono oltre 2 milioni le famiglie italiane in povertà assoluta, per un totale di 5,6 milioni di individui, ben un milione in più rispetto al 2019. A dirlo è la versione definitiva delle statistiche sulla povertà pubblicata dall’ISTAT lo scorso 16 giugno, contenente anche i dati inerenti alla povertà relativa assenti nelle stime preliminari di marzo. Nel nostro Paese, la pandemia ha colpito in particolare le condizioni di vita delle famiglie con minori (oltre 767 mila), specie residenti al Nord, di quelle composte da cittadini stranieri (più di 568 mila) e di quelle con abitazione in affitto (oltre 866 mila). Leggi >

Impennata della povertà assoluta

Sono un milione in più rispetto all’anno precedente gli individui scivolati in povertà assoluta nel 2020. L’ha reso noto l’ISTAT lo scorso 4 marzo, diffondendo alcune stime preliminari relative agli effetti della pandemia sulle condizione di vita delle famiglie italiane. L’incidenza della povertà si impenna raggiungendo i livelli del 2005 ed azzerando completamente i progressi degli ultimi anni. Più colpite le famiglie numerose, quelle con persona di riferimento occupata, residenti al Nord ed i giovani tra i 18 e 34 anni. Di contro la spesa media per consumi si riduce in maniera significativa, crollando ai livelli del 2000. Salve sole le spese per beni essenziali (cibo, casa), mentre crollano drasticamente tutte le altre (abbigliamento, cultura, servizi ricettivi, trasporti). Ma vediamo e commentiamo i principali dati. Leggi >

Covid e disuguaglianze nel mercato del lavoro

Il Punto di Welforum La pandemia si è abbattuta su un mercato del lavoro già caratterizzato da forti diseguaglianze, allargando il dualismo tra lavoratori più e meno garantiti. E questo nonostante le misure di sostegno messe in campo dal Governo. I giovani e le donne tra le categorie più colpite, perché prevalentemente occupati in settori considerati “non essenziali” e particolarmente penalizzati dalle misure di lockdown e distanziamento sociale. Leggi >

DL Rilancio e sostegno lavorativo

Il Punto di Welforum Il Decreto Rilancio contiene un insieme significativo di misure in materia di salute, economia, sostegno al lavoro, istruzione, ambiente, politiche sociali finalizzate a sostenere la ripresa del paese post emergenza Covid-19. Si va dal taglio dell’IRAP per alcune tipologie di impresa, al riordino della rete ospedaliera, dall’incremento del Fondo per il Terzo Settore, alla proroga del periodo di stop ai licenziamenti. Tra tutte queste misure, particolarmente degne di nota sono quelle rivolte ai lavoratori. Vediamole nel dettaglio. Leggi >

Politiche per le famiglie e per i minori come strumento di contrasto alla povertà

Il Punto di Welforum Per comprendere l’importanza che possono avere politiche a sostegno delle responsabilità familiari e del benessere dei bambini e ragazzi occorre richiamare le caratteristiche specifiche della povertà in Italia. Come è noto, la povertà in Italia è molto concentrata a livello territoriale, con forti divari tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno che sono tornati ad aumentare negli anni della crisi. Anche l’intensità della povertà è maggiore nel Mezzogiorno, ovvero chi è povero nel Mezzogiorno è in generale più povero di chi lo è nel Centro-Nord. La povertà riguarda anche più le famiglie che non le persone che vivono da sole. Di conseguenza, sono sovra-rappresentati tra i poveri i bambini e ragazzi. Leggi >

I possibili effetti di una flat tax sui redditi delle famiglie

La flat tax costituisce uno dei punti principali e più noti del programma di governo tra M5S e Lega. In questo contributo ne studiamo i possibili effetti distributivi sui redditi delle famiglie italiane. Va anzitutto precisato che un’imposta sul reddito ad aliquota unica è piuttosto diffusa tra i Paesi dell’Europa dell’Est, molti dei quali l’hanno adottata sin dai primi anni successivi alla fine dei regimi comunisti; la flat tax non si ritrova invece in alcun paese dell’Europa occidentale, né sembra che in questi paesi, con la sola eccezione dell’Italia, vi siano significativi dibattiti in questa direzione. Leggi >

Lotta alla povertà e imposta negativa sul reddito: un miraggio?

La discussione pubblica sulle politiche di lotta alla povertà in Italia si è arricchita nei mesi recenti di un ulteriore, articolato contributo avanzato dall’Istituto Bruno Leoni (Ibl) che propone di riformare in senso flat-rate le principali imposte del nostro sistema tributario, Irpef in primis, la cui unica aliquota marginale legale verrebbe posta al 25%, e di sostituire la totalità dei trasferimenti monetari riferibili alla spesa pubblica per l’assistenza con una misura di contrasto alla povertà denominata “minimo vitale”. Analizziamo di seguito la proposta, la sua sostenibilità finanziaria e le implicazioni redistributive ed equitative. Leggi >

Il Reddito di Inclusione è legge

Il 29 agosto, dopo l’esame delle Commissioni parlamentari competenti, il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il Reddito di Inclusione. Si tratta del decreto che attua la Delega approvata al Senato il 9 marzo e segue il Memorandum d’intesa firmato ad aprile tra Governo ed Alleanza contro la Povertà. Il REI andrà progressivamente a sostituire il Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA) e l’Asdi, cioè l’assegno di disoccupazione erogato dopo la NASpi a coloro che si trovano ancora senza lavoro ed in condizioni di particolare disagio economico. Leggi >

Il “problema” povertà può dirsi risolto per la popolazione anziana?

Nell’ultimo decennio il rischio di povertà è significativamente aumentato per il complesso della popolazione italiana, soprattutto per le fasce di età più giovani, mentre risulta diminuito tra le famiglie anziane, protette dal sistema pensionistico. Questo almeno in termini aggregati. Se si analizzano invece le distribuzioni dei redditi e della diffusione della povertà per coorti di età si possono evidenziare delle differenze consistenti anche tra gli anziani. Leggi >