Povertà e disuguaglianzePost con tag “sostegno economico alle famiglie”

Reddito di Inclusione: che cosa cambia rispetto al SIA?

A pochi giorni dal comunicato di Inps circa l’avvio, a partire dal 27 gennaio, delle prime erogazioni del REI, presentiamo una scheda di sintesi delle principali caratteristiche della nuova misura di contrasto alla povertà, confrontata con il SIA (2016 e 2017), che continuerà ad essere erogato ai beneficiari in corso fino alla naturale scadenza, fatta salva la possibilità di passare al REI, se di maggior favore. Se la ratio di entrambe le misure è quella di abbinare un contributo economico ad un progetto di attivazione, il REI si caratterizza innanzitutto per essere una misura strutturale e non più sperimentale, per avere una durata più lunga e per un diverso calcolo dell’ammontare del contributo spettante. Ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche distintive riferite in particolare alla configurazione della componente passiva delle due misure. Leggi >

Il Reddito di Solidarietà in Emilia-Romagna ha già fatto registrare numeri significativi

Il Reddito di Solidarietà introdotto solo due mesi fa in Regione Emilia-Romagna ha già visto 6.000 domande presentate, 1.700 già accolte e buona parte ancora in corso di valutazione. Allo stato attuale i tassi di accoglimento superano l’80%. I beneficiari sono per lo più adulti, di nazionalità italiana, con un’età media di oltre 45 anni e senza minori a carico.

Approfondisci la notizia su Il portale della Regione Emilia-Romagna.

L’estensione del REI con la Legge di Bilancio 2018

La legge di Bilancio 2018 (n. 2015/2017), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre scorso, prevede un significativo potenziamento del Reddito di Inclusione. Innanzitutto, a partire dal 1° luglio 2018, vengono eliminate le categorie familiari destinatarie della misura, che viene resa universale. La legge di Bilancio prevede anche un aumento del 10% dell’ammontare del contributo spettante alle famiglie numerose di 5 componenti e più, e sono inoltre previsti incrementi delle quote del Fondo Povertà destinate strutturalmente ai servizi, che dovrebbero raggiungere stabilmente il 20% della dotazione totale del Fondo.

Lotta alla povertà e imposta negativa sul reddito: un miraggio?

La discussione pubblica sulle politiche di lotta alla povertà in Italia si è arricchita nei mesi recenti di un ulteriore, articolato contributo avanzato dall’Istituto Bruno Leoni (Ibl) che propone di riformare in senso flat-rate le principali imposte del nostro sistema tributario, Irpef in primis, la cui unica aliquota marginale legale verrebbe posta al 25%, e di sostituire la totalità dei trasferimenti monetari riferibili alla spesa pubblica per l’assistenza con una misura di contrasto alla povertà denominata “minimo vitale”. Analizziamo di seguito la proposta, la sua sostenibilità finanziaria e le implicazioni redistributive ed equitative. Leggi >

I territori lombardi tra SIA e Reddito di Autonomia

LombardiaSociale ha presentato un vademecum, curato da Carla Dessi, che ripercorre le principali tappe degli ultimi mesi riguardanti l’evoluzione dell’attuazione, all’interno dei territori lombardi, di alcune politiche di sostegno economico alle famiglie in difficoltà. Il documento espone, da un lato, la cornice normativa e le prime evidenze della sperimentazione del SIA; dall’altro, raccoglie i commenti riguardanti la prosecuzione delle misure di rilievo sociale previste dal programma Reddito di Autonomia, misura regionale avviata a fine 2015 in favore di persone e famiglie in condizioni di vulnerabilità.

Comune di Milano, arriva la Bebé Card

Presentata la Bebé card, la carta acquisti elettronica prepagata con cui il Comune di Milano veicolerà d’ora in poi (sostituendo i buoni spesa) il “reddito di maternità”, il contributo mensile di 150 euro al mese per 12 mesi, utilizzabile per l’acquisto di beni e/o servizi. Il contributo è destinato a tutti i nuovi nati o adottati a partire dal mese di aprile 2017 da madri con cittadinanza italiana o UE, o con permesso di soggiorno di almeno un anno, casalinghe, disoccupate, o che non abbiano beneficiato di tutela economica della maternità dal datore di lavoro, e con Isee inferiore a €16.954,95.

Regione Basilicata: DGR 1011/2017, Disposizioni sul cumulo dei benefici

Per evitare che su uno stesso nucleo familiare si concentrino diversi benefici economici per l’inclusione sociale e/o il contrasto alla povertà, mentre altri nuclei siano esclusi da ogni misura, la delibera stabilisce che i beneficiari del “Programma per un reddito minimo di inserimento” non possono essere destinatari di altri trattamenti simili.
Basilicata_DGR_1011_2017

Il REI: attenzione all’attuazione

È stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 240), il Decreto Legislativo n. 147 del 15 settembre 2017 che ha reso attuativo il Reddito di Inclusione. Si tratta di un risultato indubbiamente rilevante per l’Italia, salutato con favore da tecnici e politici, seppur, come noto, ci troviamo ancora distanti da una misura di reddito minimo compiuta perché di natura categoriale e contenuta nell’ammontare del beneficio corrisposto. Ma al di là della configurazione generale, quello che preme ora ai territori è capire come attuarla. Il nuovo REI potrà essere richiesto tra poco più di un mese, a partire dal 1° dicembre prossimo, e le prime erogazioni avranno luogo da gennaio 2018. È tutto pronto per la sua messa in opera? Leggi >

P. A. di Trento: DP 15-68/2017, Regolamento attuativo dell’Assegno unico provinciale

Il regolamento, in attuazione della Legge di stabilità provinciale 2016, stabilisce i requisiti di accesso all’assegno unico provinciale finalizzato a soddisfare i bisogni generali della vita del nucleo familiare, contrastando le situazioni di povertà. La nuova misura, che dal 2018 sostituirà quelle esistenti, punta a sostenere: il mantenimento, la cura, l’educazione e l’istruzione dei figli minori; l’accesso ai servizi relativi alla prima infanzia; il sostegno alle esigenze di vita dei componenti invalidi civili, ciechi civili e sordi del nucleo familiare.
PATrento_DP_15-68_2017

Personal Flat Tax: sì o no?

Di Nicola interviene su Menabò di Etica ed Economia nel dibattito sull’opportunità di introdurre una flat tax, a partire da una proposta dell’Istituto Bruno Leoni. Dopo aver esaminato i diversi possibili obiettivi di una flat tax, l’autore sostiene che è decisamente preferibile riformare l’Irpef intervenendo su aliquote e scaglioni, salvaguardandone la progressività, e prevedendo assegni ad hoc meglio disegnati per il sostegno ai carichi familiari e per contrastare la povertà.

Leggi l’articolo su Menabò di Etica ed Economia.

Rossini: la valutazione dell’Alleanza sul REI

L’approvazione del Rei rappresenta certo un risultato importante per il nostro paese, il compimento di un lungo percorso che ha coinvolto con ruoli e responsabilità diverse l’Alleanza contro la Povertà in Italia, il Governo e il Parlamento. Passi significativi restano però ancora da compiere, da un lato incrementando le risorse finanziarie, al fine di raggiungere tutte le famiglie in condizione di povertà assoluta, dall’altro rafforzando i percorsi di inclusione sociale e lavorativa attivabili a livello territoriale. Per fare questo occorre un Piano triennale che porti gradualmente a compimento il percorso tracciato. Leggi >

Un reddito … troppo minimo

Anche l’Italia avrà finalmente un embrione di reddito minimo per i poveri a livello nazionale, pezzo importante del sistema di welfare. La combinazione dei criteri selettivi introdotti rende però il REI poco universalistico, tendenzialmente categoriale, oltre che causa di nuove ingiustizie. Perché questo embrione di sostegno ai poveri diventi davvero un pilastro del welfare, dove si combinano protezione e abilitazione, riconoscimento di diritti e di responsabilità occorrerà correggere al più presto con il piano nazionale contro la povertà i limiti che ne vincolano pesantemente la portata. Leggi >