Professioni sociali

Prendersi cura degli assistenti sociali

L’articolo presenta gli esiti di una ricerca svolta a partire da un progetto promosso e finanziato dall’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali per offrire uno spazio di supervisione agli assistenti sociali italiani durante la pandemia di Covid-19. Il percorso di supervisione è stato monitorato e studiato tramite l’analisi dei diari tenuti dai professionisti che hanno facilitato gli incontri e un focus group realizzato al termine del percorso. L’analisi delle evidenze raccolte ha mostrato i benefici offerti dallo scambio e dal confronto reciproco tra gli operatori, nonché il grande bisogno di spazi di espressione e accoglienza dei vissuti emotivi. Leggi >

Ruoli e formazione nella seconda accoglienza

La percezione che il lavoro con persone immigrate abbia una natura fortemente sfidante è ampiamente condivisa e pertanto è chiaro come ciò richieda lo sviluppo di competenze e saperi specifici da parte delle professionalità coinvolte. I frequenti cambiamenti giuridici, la pluridimensionalità dei bisogni dei cittadini stranieri, l’alta burocratizzazione, il lavoro in rete e l’interazione con i contesti locali sono solo alcuni dei fattori che determinano la complessità di questo lavoro; eppure, la questione su come rafforzare le competenze degli operatori sociali coinvolti nel circuito dell’accoglienza rimane ancora poco esplorata e l’attenzione posta sul tema è scarsa. Leggi >

Specificità del servizio sociale e interventi di outreach

Se si pensa al servizio sociale e al processo di aiuto che mette in atto, l’immagine rimanda all’assistente sociale, in un ufficio pubblico o del privato sociale, intento a fare colloqui, produrre documentazione, progettare, ecc. A chi mai verrebbe in mente che il servizio sociale possa essere svolto in un rave party? A chi verrebbe in mente che la professione di assistente sociale possa essere esercitata in un’attività di outreach, magari anche in un contesto del divertimento? Leggi >

Rimettiamo al centro le professioni d’aiuto

Sulle professioni d’aiuto, sociali e sanitarie, l’Italia ha un problema. Servono duemila nuovi assistenti sociali all’anno che non ci sono. L’educativa scolastica attraversa una forte crisi come anche l’assistenza domiciliare e per le comunità per persone con disabilità e minori. Il quadro sanitario non è meno drammatico: il PNRR prefigura servizi per cui ci vorrebbero decine di migliaia di infermieri in più, che siamo lontanissimi da poter formare e i medici di famiglia attraversano da anni un’emorragia in termini di pensionamenti che solo in minima parte viene rimpiazzata da nuovi ingressi. Leggi >

Formazione e competenze digitali degli assistenti sociali

Il Punto di Welforum La partecipazione al webinar “L’aggiornamento dei curricula formativi per i professionisti del Servizio sociale alla luce della transizione digitale” di inizio anno ha permesso di condividere alcuni elementi di riflessione a partire dall’esperienza quasi decennale nel coordinamento del tirocinio del corso di laurea magistrale in Scienze delle Politiche e dei Servizi Sociali e da una attività di terza missione svolta durante l’emergenza Covid-19. Entrambe le esperienze devono essere ricondotte al frame politico-istituzionale calabrese e alla sempre più evidente desertificazione dei servizi. Leggi >

Servizio sociale, tecnologie digitali assistive e innovazione sociale

Il Punto di Welforum Il servizio sociale, non solo in Italia, si è trovato in qualche misura catapultato in modo del tutto inedito nel mondo delle tecnologie digitali con la pandemia di SARS-CoV-2. In questo frangente il possesso di competenze e strumenti digitali (smartphone, tablet e computer) si è rivelato essenziale per affrontare le sfide sollevate dall’emergenza sociale e sanitaria e le carenze in entrambi i sensi si sono fatte sentire. Sono emersi sicuramente nuovi bisogni formativi così come problematiche per molti versi inedite che vanno ben oltre quelle affrontate nel pur nuovissimo codice deontologico del servizio sociale, varato nel giugno del 2020. Leggi >

Digitalizzazione e Social work

Il Punto di Welforum Il Social work è una disciplina e una professione ispirata da principi di solidarietà, giustizia sociale ed equità, al servizio delle persone e delle comunità. Per essere vicino e responsivo ai bisogni delle società contemporanee, il Social work combina aspetti di persistenza e di mutevolezza, proiettando gli elementi fondazionali della professione in una prospettiva dinamica aperta al cambiamento. La transizione digitale è parte dei cambiamenti in nuce da diverso tempo; già discussa e indotta da altri fattori, pensiamo ad esempio all’andamento demografico in Italia e ai bisogni delle persone non autosufficienti, essa ha recentemente acquisito maggiore rilevanza e un’inaspettata accelerazione. Negli ultimi anni, l’emergenza sanitaria Covid-19 e le conseguenze economiche e sociali hanno posto il Social work di fronte a sfide inedite, tra queste l’utilizzo della digitalizzazione nei percorsi di cura. Leggi >

L’utilizzo delle tecnologie informatiche nel servizio sociale

Il Punto di Welforum È noto che il fenomeno della digitalizzazione sia ormai un aspetto consolidato nella vita individuale e collettiva, ma la diffidenza e le difficoltà ad accostarsi a questo ambito, sotto il profilo professionale, hanno rallentato la riflessione sulle opportunità che poteva offrire il suo utilizzo da parte del servizio sociale. Il Covid-19 ha sicuramente contribuito a sviluppare una riflessione più approfondita sull’uso del digitale nella pratica professionale del servizio sociale e sono stati realizzati numerosi eventi on line su questo tema, sia in relazione all’operatività che alla formazione, in particolare rispetto al tirocinio. Leggi >

Sperimentazione digitale e bisogni formativi: da dove nasce l’idea

Il Punto di Welforum Pharaon implementa soluzioni digitali intelligenti e personalizzate su larga scala per la promozione dell’invecchiamento sano ed attivo. L’obiettivo è quello di integrare soluzioni già esistenti (servizi, dispositivi, software) in piattaforme aperte ed interoperabili per fornire servizi a supporto delle persone anziane, promuovendone l’indipendenza, la sicurezza, la socialità, e il mantenimento delle capacità fisiche e cognitive. Con l’obiettivo di fornire servizi di cura, assistenza e supporto ottimizzati e personalizzati, una vasta gamma di soluzioni è utilizzata all’interno del progetto, incluse robotica, dispositivi indossabili, IoT, e intelligenza artificiale. Leggi >

Welfare digitale, servizio sociale e gap formativo

Il Punto di Welforum Quale livello essenziale delle prestazioni sociali previsto fin dalla L.328 del 2000, il servizio sociale negli ultimi anni sta progressivamente assumendo l’auspicato profilo di effettività/esigibilità. Al contempo, la transizione digitale ha iniziato a riverberarsi anche nel dibattito disciplinare e degli orientamenti operativi del social work. In un contesto di soggettivizzazione e frammentazione sociale crescenti, le risposte date alla endemia da Covid-19 hanno poi accelerato una serie di dinamiche societarie: in tutti gli ambiti (lavoro, istruzione, commercio, ecc.) quello che sembrava un domani relativamente prossimo è divenuto improvvisamente il presente. Gli eventi di questo ultimo biennio hanno reso più esplicita l’esigenza di un sistema di servizi di prossimità efficace, efficiente, integrato ed effettivamente universalistico. Affrontiamo queste tematiche con i contributi presentati in questo nuovo Punto di Welforum.it. Leggi >

La centralità del programmatore sociale

Negli ultimi decenni abbiamo assistito allo sviluppo delle fondamentali funzioni di programmazione e progettazione a fianco di quelle dell’intervento, anche con la conseguente grandissima e svariata possibilità di bandi e occasioni. Nei prossimi anni tutto questo settore vedrà un ulteriore sviluppo, grazie alla nuova programmazione europea e alle conseguenze sull’organizzazione dei servizi sociali di alcune linee di riforma e processi sociali in divenire negli ultimi anni. Leggi >