Professioni socialiPost nella sezione “Esperienze”

Disabilità e lavoro: una nuova realtà organizzativa a livello nazionale

In Europa il livello di partecipazione al mercato del lavoro delle persone con disabilità è notoriamente inferiore a quello delle persone senza disabilità. E in Italia questa distanza è registrata in maniera ancor più marcata. Le cause sono diverse e sono state evidenziate anche su questo sito. Tra le iniziative volte a promuovere il collocamento mirato, previsto dalla legge 68/1999, annoveriamo la recente costituzione di un’Agenzia che si propone di sostenere percorsi di inserimento ben progettati, a fianco dei lavoratori con disabilità e delle imprese disponibili ad assumere. Ne abbiamo parlato con Marino Bottà, direttore di ANDEL. Leggi >

In Campania, nuove frontiere del lavoro sociale

Il lavoro sociale e di comunità è in continuo mutamento, in particolare in questo tempo nel quale le incertezze e le fragilità si moltiplicano. Per questa ragione diventa sempre più urgente accompagnare percorsi evolutivi delle professioni sociali, promuovere nuove collaborazioni, riconoscere le connessioni, diffondere un approccio multidimensionale. La progettazione assume un valore decisivo sia nell’ottica generativa dei contenuti e dei processi da innescare, sia nelle possibilità di innovare l’intervento e il ruolo delle professioni sociali, nella creazione di spazi di contaminazioni attraverso l’approccio multidisciplinare e la formazione a un lavoro orientato nella comunità, fuori dalla logica assistenziale. E’ necessario inoltre ripensare i percorsi formativi non formali in una prospettiva di condivisione, scambio e cooperazione, intensificando il lavoro di gruppo. Leggi >

Cartella Sociale Informatizzata (II)

L’articolo presenta la seconda parte del contributo pubblicato su welforum.it il 13 maggio 2021. Si riporta l’esperienza partita dagli Assistenti Sociali di un territorio che hanno saputo valorizzare il loro lavoro creando una Cartella sociale informatizzata diventata un modello per tanti enti locali in Italia. Nella Parte I sono stati descritti il Segretariato sociale e la Cartella sociale. In questa seconda parte si descrive il Fascicolo, gli automatismi, l’interoperabilità, sviluppi, reportistica e Protocolli d’Intesa tra pubbliche amministrazioni. Leggi >

Cartella Sociale Informatizzata (I)

L’articolo riporta un’esperienza partita dagli assistenti sociali di un territorio che hanno saputo valorizzare il loro lavoro creando una Cartella sociale informatizzata diventata un modello per tanti enti locali in Italia. Il contributo è diviso in due parti: nella prima si descrive il Segretariato sociale e la Cartella sociale; nella seconda parte vengono descritti il Fascicolo, gli automatismi, l’interoperabilità, sviluppi, reportistica e Protocolli d’Intesa tra pubbliche amministrazioni. Leggi >

Covid-19: piccole grandi rivoluzioni nelle relazioni di aiuto

Tra le parole maggiormente associate al Covid, c’è stata quella di guerra. Pensiamo alle norme che limitano, o meglio, rimodulano le libertà delle persone, o alle conseguenze sull’economia considerate paragonabili a quelle dei periodi bellici. Quali sono le rivoluzioni messe in atto dagli operatori sociali e professionisti della relazione di aiuto in era pandemica? E se Bion e Foulkes hanno ideato in piena Seconda Guerra Mondiale un modello terapeutico nuovo tutt’ora efficace, quali sono le strategie adottate nel rapporto con il paziente o utente, legate alla emergenza pandemica che rimarranno e miglioreranno il nostro lavoro? Leggi >

Operatori e genitorialità in carcere

Come evitare il rischio che i figli diventino vittime di reati da loro mai commessi? Per rispondere a questa domanda è utile rappresentare, dal punto di vista delle professioni sociali che operano nell’ambito penitenziario, come i genitori detenuti possono esercitare il proprio ruolo paterno e materno all’interno dei contesti detentivi. Leggi >

Di fronte alla miseria

Lavorare con la miseria è difficile, spesso frustrante. L’operatore ha l’impressione di essere d’un tratto atterrato in un paese lontano, ostile, sporco, sconosciuto e pericoloso; è guardingo, sulla difensiva, in uno stato di ansia permanente. La miseria e la sofferenza sono portatrici di contraddizioni, di ambivalenze, di cattivi odori, di troppi perché che non trovano risposte. E se provassimo ad entrarci, dentro le storie di miseria? A guardarle da dentro, ad accompagnarle? Leggi >

Il tirocinio di servizio sociale nell’emergenza sanitaria

L’autrice propone le sue riflessioni sul rapporto insegnanti-studenti nell’ambito dell’esperienza di tirocinio realizzata presso il Corso di Laurea in Servizio sociale dell’Università degli Studi di Torino (CLaSS), durante l’emergenza sanitaria che ha impedito l’accesso ai servizi. In questa realtà, come in altre, le e gli assistenti sociali non hanno “abbandonato”, in questa emergenza, le future generazioni di professionisti. Non si è interrotta la connessione con quel germe di futuro che matura continuamente nel ventre di ogni comunità professionale, costituito da coloro che si formano per essere ed esercitare, domani, quella professione. Leggi >

I Servizi centrati sulla persona utente

Storicamente i Servizi Dipendenze Patologiche della nostra AUSL distinguono varie fasi nell’approccio all’utente: dal primo contatto, alla fase di osservazione-diagnosi fino al trattamento vero e proprio. Per questo percorso è essenziale far riferimento al lavoro di equipe, vera e propria sede del lavoro comune, perché “lavoro comune” devono essere sia la diagnosi che il trattamento, sistematizzando i “pezzi di sé” che spesso l’utente proietta sulle varie figure professionali. Nella UOC Ser.D.P. a Bologna si è cercato di uniformare le fasi dell’accoglienza per garantire pari diritti in tutti i territori. Nella procedura è chiaro il periodo temporale (60 giorni) a cui si riferisce la valutazione interdisciplinare (colloqui con 2 operatori di diverse professionalità, ossia medico e personale psico-socio-educativo), oltre il rapporto con gli infermieri per un eventuale terapia farmacologica. Leggi >

Smart working e servizio sociale al tempo del Covid-19

Il Punto di Welforum Nella fase emergenziale della pandemia da Covid-19, il servizio sociale si è trovato a rivedere completamente il rapporto con l’utente e le interazioni con colleghi, con l’impossibilità di organizzare operazioni in equipe sul campo. L’art. 47 del decreto legge n. 18 del 2020 ha lasciato ampia libertà alle single amministrazioni competenti di scegliere le modalità attuative dei servizi. In moltissimi casi, questo ha determinato, nella realtà dei fatti, un massiccio utilizzo della modalità smart working, evitando gli interventi domiciliari. Leggi >

Le distanze in comunità: chi tutela chi?

Il Punto di Welforum In questi mesi molte professioni, anche sociali, si sono riorganizzate tenendo conto del distanziamento imposto dalla pandemia. Vi sono casi però in cui il lavoro sociale ha invece continuato a prevedere il contatto tra persone e in cui si sono messe in luce dinamiche diverse. Come è stato vissuto il lavoro sociale da parte degli operatori che lavorano in una comunità? Leggi >

Il distanziamento educativo in tempi di pandemia

Il Punto di Welforum Dall’inizio della crisi gli operatori sociali si interrogano su cosa significherà il distanziamento sociale in un lavoro fatto di relazione. Si può avere una relazione educativa a distanza? Si può avere un colloquio con contenuti educativi attraverso il monitor di un PC o di un cellulare? Mentre è abbastanza scontato che ciò possa portare ad una serie di problemi, sono assai meno scontati alcuni esiti inattesi, che vengono raccontati dagli operatori. Leggi >