Professioni socialiPost nella sezione “Punti di vista”

Uno a Cinquemila

La Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) ha previsto un apposito finanziamento, a valere sul Fondo Povertà, finalizzato ad incentivare l’assunzione di assistenti sociali da parte degli Ambiti Territoriali che garantiscono un livello minino di servizio di almeno 1 assistente sociale ogni 6.500 abitanti, fino a raggiungere il livello essenziale delle prestazioni assistenziali di 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Ulteriori finanziamenti sono inoltre riconosciuti per le assunzioni eccedenti il rapporto di 1 a 5.000 e fino al raggiungimento del rapporto di 1 a 4.000. Il finanziamento avrà natura strutturale e non riguarderà solo le nuove assunzioni. Si tratta di un’iniziativa epocale in termini di stabilizzazione del personale del sociale, ma con alcuni elementi di complessità attuativa e di impossibilità di accesso al contributo da parte di quei territori ancora molto distanti dagli standard previsti. Leggi >

Quanti centottanta giorni per i profili delle professioni sociali?

A vent’anni di distanza dall’entrata in vigore della legge 328/2000, molti contributi hanno analizzato il percorso evolutivo, e non di rado involutivo, che il sistema di welfare ha da allora compiuto. Ci soffermiamo sulle figure professionali sociali che, ai sensi dell’art. 12, avrebbero dovuto essere oggetto di decreti attuativi volti a definirne il profilo e i percorsi formativi. Un’attesa prolungata e tradita che continua a esporle a condizioni di scarsa legittimazione e a rischi di usurpazione. Leggi >

Il lavoro sociale professionale è anche politico! Sì, ma…

Le/i professioniste/i sociali hanno una responsabilità politica: nel loro lavoro quotidiano sono chiamati anche ad opporsi a pratiche oppressive, a promuovere la giustizia sociale e a garantire condizioni di efficacia delle politiche sociali e dei processi di aiuto. Ciononostante, si parla e si riflette troppo poco su come supportare la loro azione politica. Comparando il caso italiano a quello spagnolo, questo contributo offre una prospettiva sull’evoluzione delle organizzazioni professionali che hanno sostenuto l’agire politico di questi lavoratori nel periodo tra il 2009 e il 2015. Leggi >

Integrazione sociosanitaria e livelli essenziali

Il Punto di Welforum Pubblichiamo qui l’intervento del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, agli Stati Generali. Nel citare il documento presentato dal Cnoas, il Presidente Gazzi ha sottolineato che “i figli di un Dio minore” non erano seduti tra i relatori presenti ma che il Cnoas era li per rappresentarli: persone con disabilità che non hanno ancora i centri diurni aperti, i minorenni che per mesi sono rimasti chiusi in casa, le persone anziane, con fragilità, sole, che non hanno avuto aiuti a domicilio e che ancora fanno fatica ad accedere ai servizi domiciliari perché in Italia manca un’integrazione sociosanitaria. Leggi >

Di fronte alla miseria

Lavorare con la miseria è difficile, spesso frustrante. L’operatore ha l’impressione di essere d’un tratto atterrato in un paese lontano, ostile, sporco, sconosciuto e pericoloso; è guardingo, sulla difensiva, in uno stato di ansia permanente. La miseria e la sofferenza sono portatrici di contraddizioni, di ambivalenze, di cattivi odori, di troppi perché che non trovano risposte. E se provassimo ad entrarci, dentro le storie di miseria? A guardarle da dentro, ad accompagnarle? Leggi >

Il tirocinio di servizio sociale nell’emergenza sanitaria

L’autrice propone le sue riflessioni sul rapporto insegnanti-studenti nell’ambito dell’esperienza di tirocinio realizzata presso il Corso di Laurea in Servizio sociale dell’Università degli Studi di Torino (CLaSS), durante l’emergenza sanitaria che ha impedito l’accesso ai servizi. In questa realtà, come in altre, le e gli assistenti sociali non hanno “abbandonato”, in questa emergenza, le future generazioni di professionisti. Non si è interrotta la connessione con quel germe di futuro che matura continuamente nel ventre di ogni comunità professionale, costituito da coloro che si formano per essere ed esercitare, domani, quella professione. Leggi >

I Servizi centrati sulla persona utente

Storicamente i Servizi Dipendenze Patologiche della nostra AUSL distinguono varie fasi nell’approccio all’utente: dal primo contatto, alla fase di osservazione-diagnosi fino al trattamento vero e proprio. Per questo percorso è essenziale far riferimento al lavoro di equipe, vera e propria sede del lavoro comune, perché “lavoro comune” devono essere sia la diagnosi che il trattamento, sistematizzando i “pezzi di sé” che spesso l’utente proietta sulle varie figure professionali. Nella UOC Ser.D.P. a Bologna si è cercato di uniformare le fasi dell’accoglienza per garantire pari diritti in tutti i territori. Nella procedura è chiaro il periodo temporale (60 giorni) a cui si riferisce la valutazione interdisciplinare (colloqui con 2 operatori di diverse professionalità, ossia medico e personale psico-socio-educativo), oltre il rapporto con gli infermieri per un eventuale terapia farmacologica. Leggi >

Decreto Rilancio e servizio sociale

Il Punto di Welforum Con il Decreto Legge del 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto Decreto “Rilancio”) il Governo italiano ha previsto una notevole quantità di interventi per affrontare la grave situazione venutasi a creare con l’emergenza Coronavirus; le misure individuate riguardano vari campi: salute, sostegno al lavoro e all’economia, politiche sociali connesse all’emergenza. Nell’intreccio tra politiche sanitarie e sociali, il provvedimento ha molteplici aspetti interessanti, alcuni dei quali riguardano direttamente le professioni di aiuto. Leggi >

Smart working e servizio sociale al tempo del Covid-19

Il Punto di Welforum Nella fase emergenziale della pandemia da Covid-19, il servizio sociale si è trovato a rivedere completamente il rapporto con l’utente e le interazioni con colleghi, con l’impossibilità di organizzare operazioni in equipe sul campo. L’art. 47 del decreto legge n. 18 del 2020 ha lasciato ampia libertà alle single amministrazioni competenti di scegliere le modalità attuative dei servizi. In moltissimi casi, questo ha determinato, nella realtà dei fatti, un massiccio utilizzo della modalità smart working, evitando gli interventi domiciliari. Leggi >

Le parole armoniose: la vicinanza nel tempo del distanziamento sociale

Il Punto di Welforum Gli operatori sociali guardano le persone negli occhi, stringono loro la mano, vanno a trovarli a casa, si siedono accanto a loro, per poterle consolare, o vivono con loro, nelle comunità, e condividono ogni momento della giornata. Tutto questo, oggi, deve essere rimodulato, affinché tutela della salute pubblica, sicurezza dei lavoratori ed interazione umana si compenetrino. Il distanziamento sociale è l’unica misura efficace per la prevenzione del contagio da Covid-19: scenario inedito, mai praticato prima, che costringe a rimodulare il concetto di vicinanza. Leggi >

Le distanze in comunità: chi tutela chi?

Il Punto di Welforum In questi mesi molte professioni, anche sociali, si sono riorganizzate tenendo conto del distanziamento imposto dalla pandemia. Vi sono casi però in cui il lavoro sociale ha invece continuato a prevedere il contatto tra persone e in cui si sono messe in luce dinamiche diverse. Come è stato vissuto il lavoro sociale da parte degli operatori che lavorano in una comunità? Leggi >

Il distanziamento educativo in tempi di pandemia

Il Punto di Welforum Dall’inizio della crisi gli operatori sociali si interrogano su cosa significherà il distanziamento sociale in un lavoro fatto di relazione. Si può avere una relazione educativa a distanza? Si può avere un colloquio con contenuti educativi attraverso il monitor di un PC o di un cellulare? Mentre è abbastanza scontato che ciò possa portare ad una serie di problemi, sono assai meno scontati alcuni esiti inattesi, che vengono raccontati dagli operatori. Leggi >