Professioni socialiPost nella sezione “Punti di vista”

In Campania, nuove frontiere del lavoro sociale

Il lavoro sociale e di comunità è in continuo mutamento, in particolare in questo tempo nel quale le incertezze e le fragilità si moltiplicano. Per questa ragione diventa sempre più urgente accompagnare percorsi evolutivi delle professioni sociali, promuovere nuove collaborazioni, riconoscere le connessioni, diffondere un approccio multidimensionale. La progettazione assume un valore decisivo sia nell’ottica generativa dei contenuti e dei processi da innescare, sia nelle possibilità di innovare l’intervento e il ruolo delle professioni sociali, nella creazione di spazi di contaminazioni attraverso l’approccio multidisciplinare e la formazione a un lavoro orientato nella comunità, fuori dalla logica assistenziale. E’ necessario inoltre ripensare i percorsi formativi non formali in una prospettiva di condivisione, scambio e cooperazione, intensificando il lavoro di gruppo. Leggi >

La voce degli assistenti sociali sul PNRR

I contenuti del PNRR coinvolgono direttamente il servizio sociale da diversi punti di vista. Nell’interlocuzione con la politica, l’Ordine nazionale degli assistenti sociali ha avuto modo di esprimere le proprie posizioni su diversi ambiti dell’intervento professionale. Al tempo stesso, nell’ambito del Piano, sono in discussione modifiche riguardanti l’abilitazione all’esercizio di alcune professioni ordinate, tra cui anche quella dell’assistente sociale. Abbiamo affrontato con la Vicepresidente del Cnoas alcune delle numerose tematiche relative alle istanze e alle proposte degli assistenti sociali, chiedendole valutazioni di carattere generale sul PNRR e soffermandoci successivamente sul dibattito attuale e sugli scenari futuri per l’accesso alla professione. Leggi >

Le emozioni di chi aiuta per professione

Le emozioni degli assistenti sociali rappresentano spesso un tema tabù che genera imbarazzo e di cui quindi si evita di parlare. Tuttavia raccontare e raccontarsi le proprie esperienze professionali di rabbia, disgusto, paura, tristezza e gioia migliora l’apprendimento dalla pratica e beneficia chi si trova nei servizi per lavorarvi e, mediante interventi più competenti, chi ad essi si rivolge per chiedere aiuto. Leggi >

L’intervento educativo nell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni

Nell’ambito del sistema dei servizi del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, gli Uffici di servizio sociale per i minorenni (Ussm) si attivano nei confronti dei minori autori di reato e li accompagnano lungo tutto il percorso penale, fino al compimento del venticinquesimo anno di età. Gli Ussm, che sul territorio nazionale sono complessivamente ventinove, intervengono in ogni stato e grado del procedimento penale, predisponendo su richiesta dell’Autorità giudiziaria la raccolta di elementi conoscitivi per l’accertamento della personalità, fornendo concrete ipotesi progettuali e concorrendo alle decisioni dell’autorità giudiziaria. Leggi >

Covid-19: piccole grandi rivoluzioni nelle relazioni di aiuto

Tra le parole maggiormente associate al Covid, c’è stata quella di guerra. Pensiamo alle norme che limitano, o meglio, rimodulano le libertà delle persone, o alle conseguenze sull’economia considerate paragonabili a quelle dei periodi bellici. Quali sono le rivoluzioni messe in atto dagli operatori sociali e professionisti della relazione di aiuto in era pandemica? E se Bion e Foulkes hanno ideato in piena Seconda Guerra Mondiale un modello terapeutico nuovo tutt’ora efficace, quali sono le strategie adottate nel rapporto con il paziente o utente, legate alla emergenza pandemica che rimarranno e miglioreranno il nostro lavoro? Leggi >

Uno a Cinquemila

La Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) ha previsto un apposito finanziamento, a valere sul Fondo Povertà, finalizzato ad incentivare l’assunzione di assistenti sociali da parte degli Ambiti Territoriali che garantiscono un livello minino di servizio di almeno 1 assistente sociale ogni 6.500 abitanti, fino a raggiungere il livello essenziale delle prestazioni assistenziali di 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Ulteriori finanziamenti sono inoltre riconosciuti per le assunzioni eccedenti il rapporto di 1 a 5.000 e fino al raggiungimento del rapporto di 1 a 4.000. Il finanziamento avrà natura strutturale e non riguarderà solo le nuove assunzioni. Si tratta di un’iniziativa epocale in termini di stabilizzazione del personale del sociale, ma con alcuni elementi di complessità attuativa e di impossibilità di accesso al contributo da parte di quei territori ancora molto distanti dagli standard previsti. Leggi >

Quanti centottanta giorni per i profili delle professioni sociali?

A vent’anni di distanza dall’entrata in vigore della legge 328/2000, molti contributi hanno analizzato il percorso evolutivo, e non di rado involutivo, che il sistema di welfare ha da allora compiuto. Ci soffermiamo sulle figure professionali sociali che, ai sensi dell’art. 12, avrebbero dovuto essere oggetto di decreti attuativi volti a definirne il profilo e i percorsi formativi. Un’attesa prolungata e tradita che continua a esporle a condizioni di scarsa legittimazione e a rischi di usurpazione. Leggi >

Il lavoro sociale professionale è anche politico! Sì, ma…

Le/i professioniste/i sociali hanno una responsabilità politica: nel loro lavoro quotidiano sono chiamati anche ad opporsi a pratiche oppressive, a promuovere la giustizia sociale e a garantire condizioni di efficacia delle politiche sociali e dei processi di aiuto. Ciononostante, si parla e si riflette troppo poco su come supportare la loro azione politica. Comparando il caso italiano a quello spagnolo, questo contributo offre una prospettiva sull’evoluzione delle organizzazioni professionali che hanno sostenuto l’agire politico di questi lavoratori nel periodo tra il 2009 e il 2015. Leggi >

Integrazione sociosanitaria e livelli essenziali

Il Punto di Welforum Pubblichiamo qui l’intervento del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, agli Stati Generali. Nel citare il documento presentato dal Cnoas, il Presidente Gazzi ha sottolineato che “i figli di un Dio minore” non erano seduti tra i relatori presenti ma che il Cnoas era li per rappresentarli: persone con disabilità che non hanno ancora i centri diurni aperti, i minorenni che per mesi sono rimasti chiusi in casa, le persone anziane, con fragilità, sole, che non hanno avuto aiuti a domicilio e che ancora fanno fatica ad accedere ai servizi domiciliari perché in Italia manca un’integrazione sociosanitaria. Leggi >

Di fronte alla miseria

Lavorare con la miseria è difficile, spesso frustrante. L’operatore ha l’impressione di essere d’un tratto atterrato in un paese lontano, ostile, sporco, sconosciuto e pericoloso; è guardingo, sulla difensiva, in uno stato di ansia permanente. La miseria e la sofferenza sono portatrici di contraddizioni, di ambivalenze, di cattivi odori, di troppi perché che non trovano risposte. E se provassimo ad entrarci, dentro le storie di miseria? A guardarle da dentro, ad accompagnarle? Leggi >

Il tirocinio di servizio sociale nell’emergenza sanitaria

L’autrice propone le sue riflessioni sul rapporto insegnanti-studenti nell’ambito dell’esperienza di tirocinio realizzata presso il Corso di Laurea in Servizio sociale dell’Università degli Studi di Torino (CLaSS), durante l’emergenza sanitaria che ha impedito l’accesso ai servizi. In questa realtà, come in altre, le e gli assistenti sociali non hanno “abbandonato”, in questa emergenza, le future generazioni di professionisti. Non si è interrotta la connessione con quel germe di futuro che matura continuamente nel ventre di ogni comunità professionale, costituito da coloro che si formano per essere ed esercitare, domani, quella professione. Leggi >

I Servizi centrati sulla persona utente

Storicamente i Servizi Dipendenze Patologiche della nostra AUSL distinguono varie fasi nell’approccio all’utente: dal primo contatto, alla fase di osservazione-diagnosi fino al trattamento vero e proprio. Per questo percorso è essenziale far riferimento al lavoro di equipe, vera e propria sede del lavoro comune, perché “lavoro comune” devono essere sia la diagnosi che il trattamento, sistematizzando i “pezzi di sé” che spesso l’utente proietta sulle varie figure professionali. Nella UOC Ser.D.P. a Bologna si è cercato di uniformare le fasi dell’accoglienza per garantire pari diritti in tutti i territori. Nella procedura è chiaro il periodo temporale (60 giorni) a cui si riferisce la valutazione interdisciplinare (colloqui con 2 operatori di diverse professionalità, ossia medico e personale psico-socio-educativo), oltre il rapporto con gli infermieri per un eventuale terapia farmacologica. Leggi >