Terzo settoreSegnalazioni

Terzo settore (secondo il Codice) e non profit (secondo Istat)

Interessante articolo di Nereo Zamaro sul Menabò di Etica ed Economia. Viene discussa l’ipotesi che vi sia o meno coincidenza tra i confini del Terzo settore (sulla base delle organizzazioni che potrebbero iscriversi al costituendo Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) e i criteri adottati da Istat per delimitare l’universo delle organizzazioni non profit. I ragionamenti condotti portano a ritenere che con ogni probabilità i due insiemi saranno abbastanza diversi, con casi di enti inclusi nel primo e non nel secondo e viceversa. In generale è prevedibile che i numeri del Terzo settore inclusi nel Registro saranno notevolmente inferiori a quelli che Istat considera nelle indagini sul non profit; cosa che probabilmente dovrebbe portare ad una riflessione sulla delimitazione dei due insiemi.

Una guida alla riforma del Terzo settore

Il Forum del Terzo settore, nell’ambito del progetto formativo Capacit’Azione – che sta formando un migliaio di persone in tutte le Regioni italiane sui temi della Riforma, con l’obiettivo che essi stessi si facciano divulgatori di tali contenuti – ha pubblicato sul sito CantiereTerzosettore una utile guida “La Riforma, istruzioni per l’uso” in cui sono presentate numerose schede tematiche (es. trasparenza, fiscalità, impresa sociale, CSV, ecc.) che offrono un punto della situazione sulle modifiche introdotte dalla riforma.

Comunità di pratiche per la coprogettazione

Comunità di pratiche – Coprogettazione e rapporti collaborativi tra enti pubblici, del terzo settore e soggetti della società civile
In collaborazione con welforum.it, l’Istituto per la Ricerca Sociale propone la possibilità di approfondire in un percorso dedicato i temi della coprogettazione: per un anno incontri, scambi, seminari e consulenza personalizzata con gli esperti IRS e non solo.
L’incontro preliminare per l’impostazione del lavoro dei prossimi mesi si terrà a Milano il 15 luglio 2019: sarà possibile partecipare di persona oppure collegandosi da remoto.
Se la vostra Organizzazione vuole unirsi alla Comunità, sono ancora aperte le iscrizioni. Per saperne di più scaricate il depliant di presentazione  e la scheda di iscrizione con i costi e le modalità di partecipazione.
Le esperienze di amministrazione collaborativa tra enti pubblici e terzo settore, tramite lo strumento della coprogettazione e non solo, si stanno diffondendo sempre più in tutto il territorio nazionale. Un processo di diffusione favorito da provvedimenti normativi come l’art. 55 del Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117/2017), ma frutto anche di una general eapertura degli enti pubblici verso l’introduzione di nuove forme di progettazione e gestione degli interventi di welfare, nel segno della collaborazione e della coproduzione con altri soggetti. Forme e approcci collaborativi che – nonostante l’inquadramento normativo – restano ancora caratterizzati da un alto grado di sperimentalità e che quindi richiedono, a quanti li intendono introdurre, di muoversi in un quadro scarsamente definito e di assumere scelte e decisioni strategiche, anche in assenza di un quadro informativo completo. Per favorire e rafforzare sempre più la diffusione di esperienze di collaborazione e di pratiche di amministrazione collaborativa IRS intende, con questa Comunità di pratica, costruire e consolidare un network di soggetti, pubblici e privati, che stanno concretamente operando in questo campo e che sono quindi interessati a scambi, confronti e approfondimenti.
Per informazioni: fpicozzi@irsonline.it – Tel. 02.46764310

Linee guida su affidamento di servizi sociali – aperta la consultazione

È stata pubblicata sul sito dell’ANAC l’apertura della consultazione in merito alle Linee guida sulle “Indicazioni in materia di affidamenti di servizi sociali”; si tratta della revisione delle linee guida approvate nel 2016, antecedenti sia all’approvazione del Codice degli appalti che del Codice del Terzo settore. Possono essere inviati contributi sino al 13 giugno prossimo.

Le caratteristiche del Terzo settore: tre approfondimenti a partire dai dati Istat

Un interessante articolo pubblicato su Vita presenta tre approfondimenti a partire dai dati dell’ultimo aggiornamento Istat sul non profit. Il primo riguarda la crescita della componente femminile, sia rispetto ai volontari (dove le donne rappresentano oggi il 41% del totale, 2,3 milioni su 5,5 totali), sia rispetto agli occupati (dove le donne rappresentano il 66% del totale). Il secondo riguarda la quota di enti che hanno realizzato delle raccolte fondi: sono 72 mila, pari al 21,4%, dato in crescita rispetto a due anni fa; le organizzazioni operanti nella cooperazione internazionale sono quelle che maggiormente si finanziano attraverso questo canale. Il terzo focus riguarda i destinatari dell’azione delle organizzazioni non profit che si occupano di persone con forme di disagio o fragilità (73 mila circa, il 27.1% del totale): le categorie più diffuse sono le persone con disabilità, cui si rivolgono oltre la metà di queste organizzazioni e i nuclei in povertà (25.7%).

Presentato il Rapporto sulla Cooperazione sociale in Emilia-Romagna

Presentato il Rapporto sulla Cooperazione sociale in Emilia-Romagna con i dati aggiornati al 2018. Sono 915 le cooperative sociali emiliano-romagnole, cui vanno aggiunte 86 cooperative che operano in regione pur avendo la sede in altri territori. Oltre 43 mila gli addetti in Emilia-Romagna, con netta prevalenza femminile considerando solo le cooperative della Regione, con dati in controtendenza rispetto al resto del mondo cooperativo e alle altre imprese. Si occupano in oltre metà dei casi di servizi alla persona (le cooperative “di tipo A”, dove lavorano il 69 degli addetti), nel 17% dei casi di inserimento lavorativo (le cooperative B, che occupano il 6.9% degli addetti) e nel 23% dei casi di entrambe le attività. La grande maggioranza aderisce ad una centrale cooperativa e il 40% aderisce anche ad un consorzio, evidenziando così la propensione a costruire reti.

Le piattaforme digitali possono insegnare qualcosa al Terzo settore?

Interessante articolo di Marta Mainieri su Vita: le piattaforme digitali (quelle a cui ci si rivolge per trovare ospitalità quando si viaggia, un passaggio, o altro), spesso oggi al centro di polemiche per l’utilizzo dei dati personali, per il loro assetto proprietario e talvolta per l’assenza di garanzie offerte ai lavoratori, hanno, secondo l’autrice, anche alcune cose da insegnare al Terzo settore. L’utilizzo di dati, se corretto, è un modo per “ascoltare” i bisogni; spesso queste piattaforme riescono a “creare comunità” – uno degli intenti che il Terzo settore persegue. sono alla costante ricerca di modalità che favoriscano la loro usabilità, sanno spesso costruire una narrazione positiva della condivisione e creano fiducia. Tutti elementi sui quali il Terzo settore può trovare sintonie e spunti di riflessione.

Isnet presenta la seconda indagine sulle società di mutuo soccorso

Dopo la ricerca presentata nel 2016, Isnet presenta un aggiornamento dei dati sulle Società di Mutuo Soccorso (SOMS – vedi articolo pubblicato su Vita). Sebbene si tratti di un fenomeno con radici antiche – l’80% è stato costituito prima del 1924 – si tratta di un fenomeno vitale e attivo, tanto è vero che le SOMS effettivamente operative crescono dalle 509 del 2016 alle 532 di oggi. Attive prevalentemente (ma non solo) nell’assicurare agli associati prestazioni di tipo sociosanitario, vedono crescere i soci e anche i lavoratori, pur essendo organizzazioni basate al 90% sul volontariato. Spesso operano anche in relazione con il welfare aziendale e la loro natura mutualistica e partecipativa – effettivamente vissuta: tutte realizzano almeno annualmente l’assemblea dei soci – si traduce spesso nel superare le discriminazioni a sfavore delle persone meno interessanti per il mercato (ad esempio i cittadini più anziani, che generalmente richiedono più prestazioni) che i meccanismi assicurativi invece generano.

Eurostat, quanti sono i volontari in Europa?

Pubblicato uno studio Eurostat che mira a confrontare la consistenza e le caratteristiche del volontariato nei diversi paesi europei, distinguendo in primo luogo il volontariato “formale” (svolto entro organizzazioni) e “informale”. In media in Europa circa un quinto della popolazione si dedica all’una o all’altra forma di volontariato o a entrambe, pur con grandi differenze tra i diversi paesi: i paesi del nord Europa vedono una partecipazione a organizzazioni di volontariato che interessa circa il 40% della popolazione e un volontariato informale ancora più diffuso, che in Olanda, Finlandia e Svezia supera il 70% della popolazione. L’Italia si posiziona nelle parti basse della classifica, con l’11% della popolazione che svolge attività di volontariato al di fuori di organizzazione il 12 entro organizzazioni. Vai alla fonte Eurostat e leggi un articolo di commento di Percorsi di SecondoWelfare.

CSV Lombardia, una collana di pubblicazioni per conoscere la Riforma del Terzo settore

I CSV della Lombardia hanno realizzato, in collaborazione con CSVnet, una collana di instant book sulla Riforma del Terzo settore; le ultime due uscite sono dedicate rispettivamente agli statuti degli Enti di Terzo settore alla luce delle indicazioni del Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017) e alle previsioni normative che disciplinano il volontariato svolto da singole persone, al di fuori quindi di un’organizzazione di volontariato.

A questa pagina sono disponibili, oltre a questi due testi, anche altri sei volumi pubblicati in precedenza.

Il Forum del Terzo settore adotta le Linee guida del Codice di Qualità e autocontrollo

L’assemblea del Forum Nazionale del Terzo settore 27 marzo scorso, a seguito di un percorso partecipato che ha coinvolto anche stakeholder esterni e dopo la sperimentazione in alcune grandi reti nazionali, ha approvato le Linee guida del Codice di Qualità e autocontrollo che ambiscono a definire “l’insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità delle organizzazioni di Terzo settore nei confronti di tutti gli stakeholders e dell’interesse generale”. Ora tali Linee guida saranno proposte come modello da adottare, con analoghi percorsi partecipati, da parte degli enti aderenti al Forum, con la prospettiva di farne un domani uno strumento valido per tutti gli Enti di Terzo settore, anche non aderenti al Forum.

Regione Piemonte: DGR 8183/2018, Sostegno a iniziative di rilevanza locale di organizzazioni del terzo settore

La Regione Piemonte ha approvato l’accordo di programma con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in attuazione del Codice del Terzo settore riguardo il sostegno regionale alle iniziative e ai progetti di rilevanza locale da parte di organizzazioni di volontariato e di associazioni di promozione sociale.

DGR. 20 dicembre 2018, n. 30-8183