Terzo settorePost con tag “coprogrammazione”

La sfida del PNRR per Imprese Sociali e PA

L’annuale indagine dell’Osservatorio Isnet sull’impresa ad impatto sociale in Italia che interpella un Panel di 500 imprese rappresentativo della popolazione statistica, ha dedicato un approfondimento sul ruolo del PNRR, a partire dal vissuto delle imprese. Dalla ricerca emergono tre fattori correlati ovvero un forte protagonismo delle organizzazioni negli ambiti di attività designati dal PNRR, un elevato livello di fiducia e un accentuato realismo nel riconoscere criticità e sfide in atto. I dati dicono della volontà delle imprese sociali di uscire da un senso di autoesclusione e marginalità con la possibilità di contribuire alla definizione di una grammatica ispirata ai principi della co-programmazione e co-progettazione come rimarcato anche nel PNRR. Vanno attivati processi dinamici, capaci di integrare ascolto, verifica e revisione lungo un circolo virtuoso di azione, apprendimento e miglioramento. Sarà importante sia per la parte pubblica che per il terzo settore, non farsi trovare sprovvisti delle competenze partecipative necessarie. Leggi >

Amministrazione condivisa: il momento delle pratiche

Il Punto di Welforum Perché ha senso oggi un nuovo punto di Welforum sull’amministrazione condivisa, tema sul quale già sono stati pubblicati consistenti materiali in anni passati, frutto anche di eventi pubblici che hanno visto un’ampia partecipazione di operatori e ricercatori? Cosa vi è di nuovo da dire e perché è utile dirlo? La risposta sta innanzitutto nell’evoluzione, imprevedibilmente veloce, delle pratiche di coprogrammazione e coprogettazione di questi anni. Con le pratiche si presentano nuove domande e Welforum.it si confronta quindi con le tante questioni concrete che emergono lavorando, con gli aspetti controversi, con i dubbi interpretativi e applicativi. Leggi >

Chi partecipa ad una coprogettazione

Il Punto di Welforum Ci sono talune scelte, in un procedimento di amministrazione condivisa, in cui gli aspetti tecnici si combinano con elementi che influiscono in modo significativo nel definire la sostanza della collaborazione; ciò avviene, ad esempio, quando, nel definire i criteri per individuare i partecipanti ad un tavolo di coprogettazione, ci confrontiamo con forze contrapposte che ci portano l’una a privilegiare orientamenti inclusivi, l’altra orientamenti selettivi. Leggi >

Programmazione sociale territoriale: ci sarà la stagione dei CO?

A seguito della pandemia tuttora in corso e della disponibilità di risorse che i processi di fronteggiamento della pandemia stanno mettendo a disposizione dei policy makers (PNNR e altro), nel nostro paese sta riprendendo una fiorente stagione di programmazione sociale. In molte regioni si è ripresa la programmazione di zona che per alcuni anni era rimasta sopita; inoltre sono stati redatti piani nazionali settoriali: il Piano sociale nazionale, legato al fondo nazionale per le politiche sociali, il Piano per gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà legato al fondo povertà, il Piano per la non autosufficienza, legato al fondo per le non autosufficienze. I primi due sono stati elaborati per il triennio 2018-2020 il terzo per il triennio 2019-2021. Tali strumenti settoriali sono stati recentemente accorpati e sintetizzati nel nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021/2024, che attendevamo da quasi un ventennio e che si candida ad essere un’importante strumento di indirizzo per le regioni e i territori al fine di utilizzare al meglio le risorse oggi disponibili. Leggi >

2022: sarà l’anno della coprogrammazione?

L’interesse per gli strumenti dell’amministrazione condivisa stimolato dall’art. 55 del Codice del Terzo settore e diffusosi nell’ultimo biennio si è tradotto in gran parte in esperienze di coprogettazione e solo in misura assai minore in tentativi di coprogrammazione. Perché ciò è avvenuto, dal momento che, a rigor di logica, sarebbe ragionevole presumere che amministrazioni pubbliche e terzo settore interessati ad esperienze collaborative partissero a coprogrammare, per solo successivamente, poi, coprogettare? Leggi >

Quando coprogettare, quando affidare servizi

Sdoganato il concetto di pari dignità fra appalto e istituti collaborativi, il cammino di coprogrammazione e coprogettazione appare meritare senz’altro ancora qualche riflessione. Innanzitutto poniamoci una domanda: come discriminare correttamente fra i due istituti? Quali elementi valorizzare nel processo di scelta del rapporto che vogliamo intrattenere all’interno del progetto che intendiamo sviluppare? Superati gli impasse di carattere giuridico e, per alcuni versi, anche quelli di carattere operativo su cui magari torneremo, risulta ora cruciale usare correttamente gli strumenti a disposizione, pennelli per dipingere un quadro dove la mescolanza dei colori potrebbe dare esiti sorprendenti. Leggi >

Coprogettazione: dal cofinanziamento alla corresponsabilità

Il Punto di Welforum È interessante ragionare su come si sono evoluti gli interessi di chi si occupa di amministrazione condivisa. Solo due anni fa, il tema su cui si concentravano gli incontri pubblici e le domande degli operatori era quello della legittimità: la legge consente di coprogrammare e di coprogettare? Questo filone di riflessione non è scomparso, ma, soprattutto nella seconda parte del 2020, dopo che la Sentenza 131/2020 della Corte costituzionale ha dissolto ogni dubbio in merito, è stato affiancato da un altro: se oggi è ormai chiaro che collaborare si può, si tratta di capire come quando farlo, e come farlo al meglio. E dunque le buone prassi da seguire, gli errori da evitare, con un approccio misto di tipo giuridico (ad esempio, come redigere un avviso pubblico per instradare al meglio il procedimento) e relativo alle dinamiche dei tavoli (come porsi in un tavolo di lavoro e come governarlo). Leggi >

Linee guida sul rapporto tra PA ed Enti del Terzo settore

Con l’adozione, da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del decreto n. 72 del 31 marzo 2021, contenente le attese Linee guida sul rapporto tra Pubbliche amministrazioni ed Enti del Terzo settore (ETS), si suggella in modo completo e definitivo un percorso a ostacoli per chi vi era coinvolto operativamente. Stiamo parlando dei cosiddetti “istituti collaborativi” già salutati dalla Corte costituzionale con la storica sentenza n. 131 del maggio 2020 come “una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale valorizzato dall’art. 118 quarto comma Cost.” ed ai quali ora è di fatto spianata la strada della piena operatività, argomento su cui abbiamo anche recentemente riflettuto. Leggi >

Le Linee guida ministeriali sugli istituti giuridici di cooperazione tra PA e ETS

Il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo 2021, recante “Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore negli articoli 55-57 del decreto legislativo n. 117 del 2017”, giunge a completare un iter normativo che, attraversando momenti di difficoltà interpretative, peraltro non ancora del tutto risolte, può considerarsi un approdo positivo nella definizione dei rapporti giuridici intercorrenti tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore che intendono collaborare per realizzare finalità di interesse generale. Leggi >

La co-progettazione nel Comune di Bologna

Lo Statuto del Comune di Bologna fissa tra gli obiettivi programmatici dell’amministrazione quello di garantire e valorizzare il diritto dei cittadini, delle formazioni sociali, degli interessati, degli utenti e delle associazioni portatrici di interessi diffusi, come espressioni della comunità locale, di concorrere allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’amministrazione locale, ispirando la propria azione al principio di sussidiarietà orizzontale e di collaborazione con le istanze sociali ed economiche, favorendo la crescita sostenibile e la diffusione dell’iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e di cura dei beni comuni e valorizzando e sostenendo le attività e le iniziative del volontariato e delle libere associazioni. Leggi >

Collaborare stanca?

Il Punto di Welforum È un paradosso, ma è proprio il successo delle iniziative di coprogrammazione e coprogettazione e delle altre iniziative amministrative ispirate al principio di collaborazione, diffusesi in proporzioni inattese negli ultimi due o tre anni nel nostro Paese, a portare con sé una potenziale fatica che vale la pena di esaminare. Non ci si riferisce alle esperienze collaborative che deludono perché sono “fatte male”, ma ai casi in cui le fatiche emergono in occasioni di collaborazione di buona qualità; anzi, forse proprio perché di buona qualità e quindi prevedono accurati processi di decisione collettiva. Leggi >

Legge 328/2000 e Terzo settore: fu vera svolta?

La legge 328/2000, di indiscutibile rilievo per l’evoluzione del welfare del nostro Paese, è una legge importante anche rispetto al ruolo e alla concezione del Terzo settore, che ne rappresenta uno dei principali attori? La domanda è più complessa di quanto sembra; richiede un esame sia del dato giuridico, sia delle effettive prassi che sono seguite all’approvazione della legge e richiede di interrogarsi sulla misura in cui la legge 328/2000 abbia marcato, relativamente al Terzo settore, la differenza tra un “prima” e un “dopo”, se quindi sia cambiata, grazie alla legge, la considerazione del Terzo settore e in che modo. Richiede inoltre di guardare ad un complesso di atti che insieme definiscono l’effettiva declinazione della 328/2000 su questi temi. Leggi >